mercoledì, marzo 17, 2010

Internet: i grossi sempre più grossi

Perché un'azienda dovrebbe utilizzare internet quando esiste la pubblicità tradizionale nei media tradizionali?
La pubblicità tradizionale nei media tradizionali spesso ha costi irraggiungibili, ha già creato il divario. In ogni fascia di mercato ha identificato 4 o 5 aziende multinazionali con i loro prodotti. Ha già creato i brand ed è quasi impossibile introdursi.
Internet, invece, viene vista come una nuova possibilità di mettere in luce la propria attività a costi contenuti.
Ovviamente è vero ma solo se si ha l'umiltà di rassegnarsi a piccole nicchie o a nuove nicchie.
Avere la pretesa che in internet si possa creare oggi dal nulla un qualcosa in grado di attirare le masse con investimento nullo, senza validi professionisti è un'utopia. Quindici anni fa bastava scegliere un buon dominio e fare qualche paginetta per ottenere risultati. Oggi non si può pretendere di utilizzare il volenteroso neoassunto per ottenere risultati internet significativi ed in tempi brevi.
Internet oggi richiede: investimenti, grandi competenze, tempi medio lunghi.
Come per il mercato pubblicitario tradizionale i grossi attori cattureranno sempre più il grosso del traffico.

sabato, marzo 06, 2010

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E se le aziende di successo fossero quelle con la testa nelle nuvole?

Sapete bene che secondo me la tecnologia non può essere ciò che guida la strategia di un'azienda (sui social media e in generale) ma deve essere al servizio di una visione senza condizionarla, come invece di solito capita.

immagine tratta da Sevensheaven.nl

Mi piace però evidenziare come anche il mondo dell'informatica stia andando verso la logica della nuvola (come sarebbe pù corretto definire il cosiddetto web 2.0), questo post infatti è stato ispirato dalla lettura di un articolo in cui Steve Ballmer parlava dei progetti Microsoft sul Cloud Computing.

La virtualizzazione e l'ubiquità infatti sono uno dei fattori che stanno determinando la nascita di un mondo sempre più ipertestuale dove il tipo di device ha un'importanza relativa rispetto al contenuto che veicola e all'uso che se ne fa.

Questo approccio si sposa sempre più con i presupposti economici che Chris Anderson ha tratteggiato nel suo libro Gratis: il costo dello storage dei dati e quello della banda di trasmissione decrescono continuamente mentre la loro grandezza aumenta ancor più velocemente di quella dei processori e questo consente di immaginare nuovi paradigmi economici e tecnologici basati totalmente sulla rete.

Ecco dunque che le aziende, a mio avviso, devono evolvere quanto prima verso questo modello di infrastruttura tecnologica, ciascuna secondo le proprie possibilità, per non restare tagliate fuori dai benefici del nuovo modo di fare business.

Naturalmente ciò dipende prima di tutto dalla voglia di sposare una strategia di questo tipo, senza cui, ad esempio, tutte le bellissime soluzioni di Enterprise 2.0 che ci sono oggi in circolazione sono totalmente inutili e controproducenti.

Ancora una volta dunque, anche partendo dal puro discorso tecnologico, torniamo al solito punto: non ci sono aziende innovative ma solo persone innovative che ne fanno parte, manager ma anche collaboratori che hanno capito che per il futuro avere la testa in una nuvola conviene, eccome!

E questa volta non parlo solo di temi di marketing, per chi ne avesse voglia (e fosse scettico) consiglio la lettura dei case-history del libro Wikinomics.

I commenti come sempre sono graditi.

Gianluigi Zarantonello via http://internetmanagerblog.com/