domenica, dicembre 14, 2008

Flickr e uno scatto fortunato

E' necessario usare Flickr! Qualsiasi strategia di internet marketing non può ignorarlo!
Sperimentate, provate strategie sia di inserimento che di esportazione. Verificate gli accessi provenienti dal motore di ricerca interno e quelli provenienti da google.
E' un'opportunità di visibilità imperdibile.

A volte inoltre succede di fare scatti fortunati.
Per questa fotografia

Fernando Botero: Pietrasanta

sono stato contattato dall'agenzia di S. Pellegrino e Acqua Panna ed eccomi nel loro sito!

lunedì, dicembre 01, 2008

Tanti amici in Facebook, tanti amici in Myspace, tanti amici in LinkedIN, ...

Tanti amici in Facebook, tanti amici in Myspace, tanti amici in LinkedIN, tanti amici in Second Life, tanti amici in Flickr, tanti amici in YouTube, ...
Bisognerebbe trovare il modo di aggregarli o gestirli tramite un'unica applicazione web 2.0!

Questo è l'intento di Power.com!
Forse non si rivelerà l'applicazione giusta ma aperto una nuova strada: l'esigenza di un'applicazione centralizzata per la gestione di tutti i nostri amici

Io già ci sono!
http://my.power.com/pivari

Power.com

giovedì, novembre 20, 2008

Internet è il media più misurabile ma...lo misuriamo?

Uno dei vantaggi che da sempre si attribuiscono a Internet è la sua misurabilità in tempo quasi reale e la tracciabilità di tutte le azioni degli utenti.

Questo è sicuramente vero ed una delle ragioni che stanno motivando la continua crescita dell'advertising in rete.

Tuttavia in Italia le aziende che investono in rete misurano realmente ed in modo corretto le loro audience ed il ROI dei loro investimenti?

Ci sono almeno tre considerazioni da fare a tale proposito.

1) Nelle aziende italiane spesso la funzione internet è seguita da persone che fanno anche dell'altro, non specializzate e per di più, giustamente, con altre priorità nel loro lavoro. Dal momento che un qualsiasi sistema di web analytics genera una grande quantità di dati e che bisogna anche saperli intepretare quasi nessuno fa delle analisi accurate in merito.

2) oggi l'avvento dei rich media, di ajax e di varie altre tecnologie rendono meno scontata la misurazione. Dunque, come evidenzia ad esempio Cosimo Accoto nel suo libro Misurare le audience in Internet, vanno aggiornati e rivisti anche i metodi di rilevazione e di indagine.

3) Solo da poco esiste un punto di riferimento comune come Audiweb, in grado di fornire dati comparabili e univoci alle aziende che voglio investire. Su questo tema vi riporto qui di seguito l'intervista video fatta da IAB Blog al presidente Enrico Gasperini.

In conclusione dunque possiamo dire che la misurazione delle audience su Internet si sta evolvendo anche nel nostro paese, ora è tempo che le aziende se ne rendano conto e facciano uso degl strumenti disponibili per spendere meglio i propri soldi nell'advertising web.

Gianluigi Zarantonello via http://webspecialist.wordpress.com

lunedì, novembre 17, 2008

La scienza, il web collaborativo e le malattie rare

Sull'ormai famoso libro Wikinomics l'anno scorso si parlava del web collaborativo legato al mondo della ricerca scientifica, ebbene questa tendenza continua e si rafforza nel settore della ricerca sulle malattie rare.

Diversi casi interessanti sono stati citati da Panorama in un recente articolo.

Un esempio è il sito CollabRx, fondato dal milionario Jay Tenenbaum dopo essere sopravvissuto ad una rara forma di melanoma.

Grazie a questo spazio online il crowdfunding (la raccolta fondi fatta tramite le donazioni della gente) si è rivelato uno strumento efficace anche per la ricerca medica.

Anche in Italia la situazione si sta muovendo e, per esempio, la Federazione italiana per le malattie rare, Uniamo, sta programmando di lanciare nel prossimo aprile un sito interattivo accessibile anche ai ricercatori con lo scopo di favorire la ricerca di fondi, oltre che lo scambio di conoscenze.

Altro progetto per fare incontrare progetti e finanziamenti è Open Genius, una banca dati web dove i navigatori possono vedere i progetti in corso, finanziare quelli più interessanti e monitore i risultati degli studi sostenuti con il proprio contributo. Il sito sarà rilasciato entro l'anno.

Infine anche i social network si stanno diffondendo nel mondo scientifico italiano, molti usano già reti esistenti come Research Gate e Prometeonetwork, in più nascono nuovi progetti volti a favorire il dialogo tra mondo accademico e industria, come l'italiano Biott.

Una riprova ulteriore di come il web collaborativo stia progressivamente modificando l'approccio lavorativo di tutti i settori.

Gianluigi Zarantonello via http://webspecialist.wordpress.com

sabato, novembre 15, 2008

Second life ed il ciclo di Hype

Nel corso del 2007 in Italia Second Life, il popolare metamondo creato da Linden Lab, sembrava essere diventato lo spazio digitale che doveva cancellare il web precedente, nonché la nuova frontiera del business online.

Come alcuni osservatori attenti avevano già allora rilevato tutto questo entusiasmo era proprio di una fase del noto ciclo di Hype, che cerca di spiegare gli effetti dell'introduzione di una nuova tecnoogia in un sistema sociale con la curva rappresentata qui sotto.

//tommaso.tessarolo.itImmagine tratta da http://tommaso.tessarolo.it

Second Life in quel momento stava infatti vivendo la fase dell'entusiasmo eccessivo e gonfiato dai media.

Oggi invece siamo nella fase della disillusione, che porta ad un crollo della popolarità dello strumento e ad una fuga degli investimenti da esso.

Le mie non sono certo osservazioni originali e le potrete trovare su qualsiasi sito che si occupi di business online, vorrei solo rilevare però un aspetto importante, ossia che questo universo che parallello non è da considerarsi solo una 'bufala'.

Si tratta infatti di un esperimento sociale e tecnologico interessante, elilatario o comunque non proprio per tutti, che solo ora entrerà, come previsto dal ciclo di Hype, in una fase in cui potrà veramente dare frutti proficui a chi lo saprà comprendere per quello che è.

In sostanza il mio consiglio è di tenere d'occhio Second life e, senza eccedere nell'entusiasmo o nella disillusione, provare a capire che uso ne potremo fare per creare delle occasioni di business al suo interno.

Gianluigi Zarantonello via http://webspecialist.wordpress.com

giovedì, novembre 13, 2008

One to one advertising: è necessario essere maleducati per raggiungere il target?

Ho letto su moltissimi siti della vicenda di Rachel Beckman, una giornalista del Washington Post che su Facebook è stata vittima di messaggi pubblicitari molto pesanti, in cui si è vista dare dal suo social network prima della cicciona e poi della sterile.

La cosa più preoccupante ed insieme più significativa è stata l'evoluzione del messaggio sulla base di ciò che Rachel scriveva nel suo profilo, fino al “Vorrai mica essere una sposa grassa?” sparato alla vigilia del matrimonio.

Il fatto che l'advertising si evolva sulla base del comportamento dell'utente, purchè tutte le impostazioni privacy scelte dal navigatore siano rispettate, è un ottimo esempio di comunicazione one to one che ritengo assolutamente positiva in termini di efficacia.

Tuttavia è davvero necessario essere così aggressivi? Questo tipo di linguaggio dà davvero risultati positivi?

Come scrissi qualche anno fa una campagna trash o aggressiva di fatto assicura un maggiore ricordo e potenzia la notorietà del marchio, anche (e soprattutto) se ne viene imposta la cessazione.

Bisogna dire però che nella marca moderna non è importante solo il ricordo e il riconoscimento ma anche le sensazioni che il brand genera e l'immaginario ad essa collegato.
Credo inoltre che i consumatori moderni siano più maturi ed informati di un tempo e dunque il ragionamento "purché se ne parli" mi sembra un po' antiquato.

Dal mio punto di vista dunque ben venga la targhettizzazione spinta, ma senza mai mancare di rispetto al nostro interlocutore, perché ciò alla lunga sarà sicuramente inutile e controproducente.

Gianluigi Zarantonello via http://webspecialist.wordpress.com

mercoledì, novembre 12, 2008

Campagna Iron Man by Pirelli

Mi ero iscritto forse più di un anno fa BuzzParadise

Curioso come una scimmia, qualche giorno fa avevo accettato di partecipare alla Campagna Iron Man by Pirelli.
Oggi ho ricevuto il materiale: una lettera, un dvd (Iron Man) e due bustine (dispositivo per il controllo dello stato di gonfiaggio dei pneumatici).
Non sono mai stato un centauro e sicenceramente non mi è ben chiaro cosa devo e posso fare.
Lo slogan della campagna è La POTENZA è nulla senza il CONTROLLO!.

Stranamente in crisi di idee ho fatto un minuscolo post in Pivari.com dal titolo Senza controllo la potenza è nulla!

Piove, continua a piovere e la mente torna alle vacanze.
Finistrini aperti, vento nei capelli, pieno controllo del mezzo.

Piove, continua a piovere, vetri appannati, riscaldamento acceso, tergicristalli veloci e tanta prudenza ma …
La prudenza non è mai troppa ed in caso di frenata brusca improvvisa …

La POTENZA è nulla senza il CONTROLLO!

Cosa ne pensate?
Meglio che non ne faccia altri? ;)

giovedì, ottobre 30, 2008

Windowshop: scegliere prodotti in web 2.0

E' molto interessante la nuova modalità di scegliere i prodotti web 2.0 proposta da Amazon nel suo nuovo sito/portale Windowshp:
Amazon Windowshow

Amazon Windowshop

www.windowshop.com

E voi cosa ne pensate?
Vi piace?

sabato, ottobre 18, 2008

I migliori video YouTube: tutto è cambiato

Ho analizzato i migliori video YouTube di sempre ed è cambiato tutto!

I video improvvisati, trash, fatti da ragazzini per ragazzini sono spariti!

Le maggiori etichette musicali hanno capito il veicolo promozionale gratuito ed i migliori video di sempre sono quasi esclusivamente video musicali!
:(

Del YouTube 1.0 è rimasto il mitico Evolution of Dance

Sempre incredibile e contagiosa la risata del bambino

Veramente fuori da ogni schema il video in terza posizione Lo que tú Quieras Oír perché interamente in spagnolo e perché strutturato come un minifilm e sicuramente ne trash ne improvvisato!

Da segnalare nelle prime posizioni un video musicale in cinese o giapponese (sicuramente avvantaggiato dal titolo XXX)

venerdì, ottobre 17, 2008

Flickr: considerazioni sulle statistiche

E' da un po' di mesi che gioco con Flickr e le immagini.
Mi sono divertito a fare set e gruppi, ad esportare immagini, ....
Oggi mi sono soffermato ad analizzare le statistiche relative alle mie immagini offerte da Flickr Flickr statisticheLe sorprese non mancano!
Vediamole assieme.

  • I numeri sono relativamente bassi se si paragonano a quelli che si possono ottenere esportando le stesse immagini
  • al primo posto gli accessi provenienti da Flickr stesso. Era impensabile fosse altrimenti.
  • al second posto gli accessi da Google Image. Molto sensato.
  • al terzo posto gli accessi da Google. Da tenere presente per strategie di SEO esterne.
  • al quarto posto gli accessi da images.search.yahoo.com! Non lo avevo mai preso in considerazione! I numeri sono buoni! Ovviamente essendo Flickr di Yahoo! ...
  • al quinto posto gli accessi da imvu.com! Cos'è imvu.com?!?!? DA APPROFONDIRE
  • Gli accessi da search.yahoo.com sono irrisori

lunedì, ottobre 13, 2008

Il link è denaro o non costa nulla?

Ho ricevuto da un amico questa poesiola che vi ripropongo a cui mi sono sentito in obbligo di rispondere quanto riportato sotto sotto

Il valore di un link Un link non costa nulla e rende molto. Arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona. Non dura che un istante, ma il suo PageRank a volte è eterno. Nessuno è così ricco da poterne fare a meno. Nessuno è così povero da non poterlo donare. Crea felicità ai blogger, è sostegno ai siti web, è segno sensibile dell'amicizia profonda. Un link da riposo alla stanchezza, nello scoraggiamento rinnova il coraggio, nella tristezza è consolazione, d'ogni pena è naturalmente rimedio. E' un bene che non si può comprare, prestare o rubare, poiché esso ha valore solo nell'istante in cui si dona. E se poi incontrerete chi non vi dona l'atteso link, siate generosi e donategli il vostro: perché nessuno ha tanto bisogno di un link come chi non sa regalarlo agli altri.

A cui mi sono sentito in dovere di rispondere mi piace e l'ho sempre condivisa ma non è vera. Un link è denaro. Donare denaro lo si fa ma solitamente si regala ai "poveri". Inoltre c'è sempre qualcuno che cerca di sottrarne il più possibile. Lo scambio di denaro ha senso? I veri ricchi come Paperon de Paperoni non donano denaro e continuano ad accularne.

Vedendo in questa ottica il link la realtà internet è molto meno utopica.

E voi cosa ne pensate?

venerdì, ottobre 10, 2008

Social Bookmarking service

Che i siti di social bookmarking e social news servano a dare maggiore evidenza ai nostri post penso sia risaputo.
Ovvero se pubblicate un bell'articolo in inglese, segnalarlo su digg, mixx, del.icio.us, ... lo eveidenzia in siti di interesse con conseguente incremento di visite e valido posizionamento nei motori.

Sono strumenti che uso tempo e con metodo e mi sembra una metodologia naturale

Molto curiosa invece questa mail ricevuta dove si propone un servizio a pagamento Social Bookmarking service.

Our company can manually bookmark your press release or company website on the social bookmarking sites below for only $25.00 US. It can help you spread your website link on the best social bookmarking websites. It helps you get a lot of back links and it helps you increase your traffic. Your link gets indexed by Google in a matter of minutes. This is something that you can do on your own but we provide this service as a convenience for our clients. ...

E se pagassi $5 a pagina perché lo facessero i miei visitatori?

mercoledì, ottobre 08, 2008

Il marketing territoriale e la rete internet

Si parla sempre più spesso ormai di marketing del territorio.

Sostanzialmente si tratta di valorizzazione, ovviamente anche economica, d'aree geografiche e della loro cultura, termine quest'ultimo che va inteso nel senso più ampio possibile, spaziando dall'arte alle tradizioni popolari, dall'artigianato all'enogastronomia.

Come si fa a pensare un progetto realmente vincente?

A monte di un progetto di valorizzazione del territorio c'è sicuramente la conoscenza della sua storia e l'individuazione, all'interno dell'ambiente analizzato, delle eccellenze dei diversi settori, quali i migliori artigiani, ristoratori e simili: la qualità di ciò che si mette in campo infatti è un fattore critico di successo.

A questo punto un altro passo importante è quello della tematizzazione: vado a cercare un tema che attraversi in qualche modo tutto il territorio e che permetta di creare una chiave di lettura attraverso cui poi comunicarlo all'esterno. L'importante è che questo carattere permetta un riscontro emotivo (e quindi un interesse) forte nel visitatore, che gli permetta al limite di immedesimarsi nella situazione, processo quest'ultimo che è particolarmente centrale per eventi puntuali, quali un carnevale o una festa popolare, una grande mostra, una ricostruzione storica.

Infine tematizzare può permettere di "estrarre" anche i simboli necessari a creare un brand per quell'area, sotto forma di vero e proprio logo che permetta di ricollegare al territorio eventi, prodotti e anche sensazioni, una sorta di marchio di qualità insomma. Una volta avviato questo sistema sta a tutto il territorio comunicarsi, naturalmente con l'ausilio d'uffici stampa, di grandi o piccoli eventi, di pubblicità ma soprattutto di partecipazione degli abitanti al mantenimento di standard elevati d'accoglienza e di qualità in genere.

Naturalmente è particolarmente importante creare consenso e consapevolezza fra i "pubblici influenti", quali le amministrazioni locali, i gruppi sociali più attivi, le aziende legate al territorio (che possono diventare ottimi sponsor) e tutti coloro che possono favorire od ostacolare la riuscita dell'operazione.

La rete Internet sicuramente in questo senso ha un potenziale straordinario, anche se non sempre gestito al meglio, come il triste caso di Italia.it ha recentemente dimostrato.

Grazie a Internet infatti è possibile creare dei percorsi ipertestuali attraverso le eccellenze del territorio, collegati fra loro da dei punti di congiunzione fra le pagine e arricchibili da vari contenuti multimediali.

Inoltre un sito web permette un aggiornamento continuo dei contenuti, con la possiiblità di tenere viva l'attenzione del pubblico con newsletter e feed rss.

Ancora, non dimentichiamoci che il turismo è uno dei settori trainanti nell'e-commerce e che dunque una valida piattaforma web non è solo un investimento pubblicitario per il territorio ma può diventare uno dei motori dell'accoglienza turistica.

Infine con l'avvento del web 2.0 il portale turistico si può aprire anche ai contributi degli appassionati e delle persone del luogo che possono arricchirlo e renderlo vivo e convolgente grazie ai propri contributi, facendo che sì che esso sia una reale espressione del territorio.

Tutto questo putroppo in italia, il paese che meglio potrebbe trarre vantaggio da quanto scritto sopra, è ancora appannaggio di poche realtà non colelgate fra loro e non validamente supportate dallo stato e dagli enti locali (salvo naturalmente delle felici eccezioni).

E' ora dunque di fare sistema, affidando a dei professionisti della rete il compito di sviluppare insieme alle realtà locali un valido complesso di siti e servizi web collegati fra loro in un network.

Nella speranza che il caso di Italia.it serva da monito per evitare nuove scelte sbagliate.

Gianluigi Zarantonello

venerdì, ottobre 03, 2008

Aggiornamento delle news e feed rss: uno spunto su come comunicare sul web 2.0

In passato su queste pagine ho già parlato delll'importanza dei contenuti sui siti aziendali, spesso trascurati privilegiando l'aspetto grafico (naturalmente pure importante).

Infatti avere del contenuto fresco, pensato apposta per internet e frequentemente aggiornato è un ottimo modo per favorire le visite frequenti degli utenti alle nostre pagine aziendali, oltre che un grosso aiuto nell'indicizzazione sui motori di ricerca.

Ho anche parlato di uno strumento forse ancora poco noto al di fuori dei professionisti di Internet, i feed rss.

Molti di voi navigando su Internet avranno notato dei link caratterizzati da un’iconcina xml o rss che parlava dei feed del sito da poter scaricare.

Se avete cliccato il link ed avete un browser un pò vecchio probabilmente vi siete trovati davanti ad un blocco di informazioni incomprensibili ed avete chiuso la finestra senza pensarci più.

Bene, quello che avete intravisto era un feed rss.

Di che cosa si tratta? RSS (acronimo di RDF Site Summary ed anche di Really Simple Syndication) è uno dei più popolari formati per la distribuzione di contenuti Web, basato sul linguaggio XML, ossia quella cosa poco comprensibile che avete visto dopo il click sul link.

Tramite questo strumento, facilmente implementabile sulle vostre pagine web, sarete in grado di inviare automaticamente agli utenti che vorranno sottoscrivere il feed le vostre novità che loro leggeranno tramite un lettore gratuito o direttamente dal browser.

Li potranno leggere quando vorrranno e saranno aggiornati in tempo reale.

Capite bene che i vantaggi sono diversi: l’utente sceglie volontariamente di ricevere i feed, non si deve iscrivere né disiscrivere (come avviene per una newsletter), l’aggiornamento riguarda tutti i contenuti che vogliamo ed è in tempo reale.

Ma con l'avvento del web 2.0 e dei social network la cosa si fa ancora più interessante, in quanto sempre più siti, tools e strumenti vari permettono di importare del contenuto dai siti altrui con dei semplici feed rss.

In soldoni una volta che avrete creato il vostro flusso rss potrete distribuire i vostri contenuti su di una varietà enorme di strumenti (compreso il desktop e il telefonino) quasi sempre a costo zero.

Tutto bello e facile dunque? In teoria sì, ma non dimentichiamoci che per funzionare come strumento di marketing e comunicazione il vostro contenuto deve essere aggiornato di frequente con qualità e perizia.

Questa sembra la parte più facile ma in realtà non lo è e lo testimoniano la maggior parte delle sezioni news dei siti aziendali, drammaticamente ferme da mesi o anni.

In conclusione dunque mi piace sottolineare che il web offre sempre più possibilità di comunicazione alle aziende ma che per coglierle serve, con urgenza crescente, l'apporto di figure professionali specializzate nel seguire questi temi che non vanno lasciate alla buona volontà del resto del personale aziendale.

Gianluigi Zarantonello

mercoledì, settembre 24, 2008

ShareThis acquista madKast

Chi sono ShareThis e madKast?
Forse conoscete ShareThis per aver visto su alcuni blog un nuovo simbolino da lori inventato. Questo: ShareThis

Per quanto ShareThis possa sembrare una banale applicazioncina da un importante aiuto ai vostri visitatori con spirito social. Permette loro con un semplice click di segnalare i vostri post nei principali social news delle varie lingue (per l'Italia OKnotizie) e di segnalarli ad amici vi email.

madKast, anche se meno conosciuta, oltre a fare le stesse cose aveva aggiunto la possibilità di segnalare un vostro post via IM o cellulare.

Avrete già capito quali saranno le nuove features di ShareThis!

venerdì, settembre 19, 2008

Email marketing, ecco come aumentare la sua efficacia

L’Email marketing è diventato una delle tecniche di marketing più diffuse ed utilizzate sul web.

Nello sviluppo di qualsiasi campagna di e-mail marketing, vi sono diverse cose importanti da prendere in considerazione. Meglio non permettere alla frenesia ed alla fretta di prevalere sullo sviluppo ed assicurarsi di avere solamente database ed indirizzi email in opt-in (con autorizzazioni a spedire comunicazioni).

La spedizione di email promozionali è sicuramente uno dei modi più efficaci, utilizzato dai proprietari di aziende orientate al business online, per comunicare con la propria clientela. In effetti, si tratta della creazione di messaggi di vendita, ma con un po’ di fantasia e creatività questi possono divenire un vero e proprio strumento di marketing e commerciale.
Difatti, vi sono differenti modi di approccio all’e-mail marketing e ogni nicchia di mercato avrà il proprio modo di utilizzare in modo produttivo ed efficace questa. Ecco alcune idee da avere ben chiare in mente prima di sviluppare una campagna di email marketing:

1. meglio mantenere un database il più mirato possibile, nel senso di mantenere un buon livello di interesse del database. Questa caratteristica è accompagnata dal dettaglio di profilazione dell’intera banca dati. Tutto questo permetterà maggiori tassi di conversione e risposta alla campagna.
2. sviluppare il proprio elenco di email mediante la creazione di una newsletter gratuiti. Un’idea potrebbe essere quella di offrire consulenza gratuita oppure prodotto/servizi freeware, in modo tale da attirare l’attenzione di utenti profilati. In questo modo si possono raggiungere i clienti interessati nel corso del tempo e saranno direttamente loro a richiedere aggiornamenti sui prodotti o soluzioni alternative.
3. Costruire il modello di commercializzazione nel medio lungo termine, in modo tale da accrescere la fiducia del cliente nei propri confronti. Questo diminuirà anche il tasso di annullamento dell’iscrizione.
4. Utilizzare un autoresponder (anche di tipo smart) è sicuramente una pratica economica ma sicuramente efficace. Questo permetterà di contattare e rispondere automaticamente alle richieste del cliente in modo tempestivo trasmettendo maggior sicurezza al cliente che si trova di fronte ad una società di consulenza in marketing che non lo abbandona mai.
5. Gestire in modo ottimale le frequenze di spedizione è sicuramente un passo fondamentale verso il successo della campagna promozionale. Questo valore di frequenza, dipende molto dal target di riferimento, ma occorre trovare un giusto equilibrio, perché il troppo storpia ed il poco’ allontana.
6. Incoraggiare i destinatari dell’email a trasmettere ed invitare i propri amici e colleghi ad iscriversi. E’ la forma primaria del marketing, il passaparola, ma è ancora una delle tecniche più efficace.

Queste sono solo alcune idee da considerare quando si sviluppa una nuova campagna email di marketing. L’e-mail marketing è estremamente accessibile ed è un potente strumento di generazione costante ed a lungo termine, di vendita e di contatto con potenziali clienti.

A cura di Michele De Capitani
Prima Posizione Srl – Posizionamento motori

venerdì, agosto 01, 2008

Progettare applicazioni per il social networking

Sviluppare applicazioni orientate al sociale è complesso. Non addolcirò la pillola, creare un’applicazione in grado di generare un buona viralità ed un interesse da parte di molto pubblico è un processo complesso e richiede spesso molta esperienza, ovviamente in campi che non hanno nulla a che fare con la programmazione spicciola.

Un’applicazione di successo deve attrarre l’interesse dei nuovi utenti, mantenere alta l’attenzione degli utenti esistenti e consentire una rapida espansione della gamma di utenza tramite l’uso della rete sociale. Stiamo o no utilizzando un social network?

Per fare ciò esistono alcuni caposaldi che è bene rispettare. Vediamo quali sono i più interessanti.

  1. Chiara e decisa La vostra applicazione sarà valutata nel giro di 30 secondi al massimo. Puntate quindi sulla chiarezza e mostrate il valore aggiunto della vostra applicazione. Evitate di perdere tempo con funzionalità avanzate nei primi istanti, dimostrate piuttosto perchè si dovrebbe installare la vostra applicazione.
  2. Contenuti dinamici Aggiornate quotidianamente i contenuti della vostra applicazione, anche con le attività del network dell’utente, per ottenere la massima resa. Un’applicazione frizzante e dinamica vi consentirà di mantenere il vostro gruppo di utenti e di acquisirne di nuovi.
  3. Rispecchiare l’utente Le migliori applicazioni social sono quello che consentono all’utente di rispecchiarsi con essa, nell’indentità, nei gusti e negli interessi. Fate in modo che l’utente possa trovare i suoi amici, navigare tra i suoi hobby preferiti e scoprire il grafo di utenza secondo i suoi gusti preferiti.
  4. Cosa fanno i miei amici? Social networking è porsi questa domanda. Le attività degli amici dell’utente devono essere sempre messe in risalto. Vedere cosa fa un amico, coinvolge nell’uso dell’applicazione e soprattutto la diffonde.
  5. Risolvete problemi reali Applicazioni divertenti e giochi dopo un po’ finiscono di essere utili e di attrarre l’interesse. Concentratevi invece sulla soluzione di problemi reali: che disco mi compro se mi piace questo genere? che libro potrebbe piacermi? quale locale scelgo stasera?

Questi sono ovviamente solo alcuni dei punti che si devono osservare. La destinazione dell’applicazione inoltre influenza la grafica, il modello di interazione e il modo in cui è organizzata la rete sociale. Sono aspetti da non sottovalutare, che ovviamente non possono essere trattati in questa sede.

Happy hacking!

Eduard Roccatello www.roccatello.it

Regalare fotografie a Wikipedia Commons

Per quanto Wikipedia sia universalmente riconosciuta come l'ENCICLOPEDIA internet sfogliandola si noterà una sensibile carenza di immagini.
Eppure come detto più volte un'immagine vale più di mille parole.
Inoltre internet sembrerebbe satura di immagini da cui attingere.

Invece il problema immagini è molto delicato perché legato al problema copyright.
Inoltre i vari wikipedia per le differenti lingue non attingevano da un db comune le immagini così come la pagina sulla stessa tematica nelle differenti lingue nasce e si evolve in modo differente grazie (o per colpa) dei differenti apporti.

Il recente progetto Wikipedia Commons commons.wikimedia.org nasce come db comune di immagini donate.
Nel mio piccolo sto cercando di donare immagini della mia città o della mia nazione per farle conoscere anche possibili a curiosi/appassionati/turisti.
L'ultima mia donazione è questa curiosa fotografia di croce con teschio e ossa incrociate che ho fotografato sulla chiesa Oratorio Confraternale delle Anime del Purgatorio di Gallipoli

Cross over skull and crossbones at Gallipoli (Italy)

Ora la potrete trovare nella pagina di Wikipedia EN dedicata Skull and crossbones.
Un curioso e semplice modo per far conoscere aspetti interessanti della nostra italietta.

Rimboccatevi le maniche ed armatevi di macchina fotografica!

lunedì, giugno 23, 2008

I Social network protagonisti del mobile web

I Social Network sembrano sempre di più essere una delle tipologie di siti che sta avvicinando gli utenti alla navigazione attraverso il telefono cellulare.

Secondo le stime di Datamonitor (citato su IAB Blog) le iscrizioni globali ai siti di social networking dovrebbero raggingere i 230 milioni di utenti alla fine del 2007 (comprese le adesioni a più social network da parte degli utenti), con ricavi pari ai $ 2,4 miliardi entro il 2012.

In particolare il trend è in rapida crescita nei teenagers grandi utilizzatori di dispositivi mobili, negli USA ad esempio più del 50% di loro per cento utilizza i servizi di social networking almeno una vlta al mese e, secondo eMarketer, il numero crescerà fino all'84% nel 2011.

Ancora, secondo Nielsen Mobile, citato in Quo Media, in Europa il 30% degli utenti di telefonia mobile che abbia un profilo su di un social network, usa il cellulare per collegarsi ai network, scambiare messaggi, stabilire nuove relazioni e svolgere tutte le attività tipiche di questi siti.

I big della rete si sono già attrezzati con le loro versioni mobili come Linkedin (http://m.linkedin.com), Facebook (http://m.facebook.com) e Myspace (http://mobile.myspace.com).

Il bisogno di restare sempre in contatto con amici e contatti di vario genere, in qualsiasi momento e indipendetemente dal device utilizzato, sembra dunque una delle applicazioni di successo delle rete in versione mobile (io stesso ne trovo tale uso molto comodo).

Potrà esserlo anche in Italia, dove siamo ancora un pò indietro su questi temi, nel momento in cui le tariffe per la navigazione diverranno più accessibili?

Gianluigi Zarantonello

giovedì, giugno 19, 2008

Solo cellulari evoluti (iPhone e iPhone like) nel futuro di internet?

Alcuni anni fa mi innamorai di i-mode e di come i giapponesi utilizzavano il cellulare per navigare, pensando: arriverà presto anche da noi. Bisogna fare un sito i-mode!
Poi ebbi il momento delle consolle e degli oggetti per registrare dalla tv (TiVo like) pensando: milioni di persone li hanno in casa, milioni di persone li hanno connessi ad internet, li useranno per navigare devo quindi fare un sito per consolle e per TiVo like!

Sono passati anni e niente è successo, però oggi vi sono grossi segnali di fermento da parte di tutti i maggiori player internet per fornire nuovi servizi per utenti mobili, se non proprio per cellulari generici almeno per iPhone e iPhone like.
Adobe dichiara di avere già pronto un player flash (anche se per ora in emulazione) per iPhone. (http://www.techcrunch.com/2008/06/17/adobe-breakthrough-flash-working-on-the-iphone-in-the-labs-on-an-emulator-oh-well/)
Non è un segnale da trascurare considerando che oggi Flash vuol dire in Internet: Video e Giochi.

.

Altri segnali da non trascurare?
Forse questo: Sony PSP Firmware 4.00 Getting Google Search
http://gizmodo.com/5016968/sony-psp-firmware-400-getting-google-search

L'unico possibile competitor all'iPhone che non sia un iPhone like può essere solamente una consolle portatile come la PSP

martedì, giugno 17, 2008

Web Mobile: uno sguardo su di un fenomeno che in Italia deve ancora decollare (e lo farà).

L'Italia, come ben sappiamo, è uno dei paesi europei con il più alto possesso ed utilizzo di telefoni cellulari e dispone di una quota molto alta di apparecchi di nuova generazione già dotati di connessione UMTS, 3G e 3,5G.

Nonostante questo nel nostro paese è ancora poco diffuso l’utilizzo del cellulare come strumento per navigare su internet, sebbene la tecnologia adatta allo scopo sia diffusa su tutti i dispositivi di fascia media.

Negli Stati Uniti, secondo Nielsen (fonte IAB Blog), sono 87 milioni di utenti di telefonia mobile che sono abbonati a servizi internet mobile, e più di uno su dieci sono abbonati ai servizi mobile (il 13,7%) e lo utilizza attivamente ogni mese.

Ancora, secondo una previsione di Forrester Research, il 38% degli utenti di telefoni cellulari in Europa Occidentale utilizzerà servizi di mobile Internet entro il 2013.

Come mai dunque in Italia tale settore non sembra essere così significativo, a fronte di una buona crescita delle connessioni internet domestiche e della già citata alta penetrazione dei telefoni di nuova generazione?

Un primo tema sono sicuramente i costi. Oggi diverse compagnie telefoniche propongono, senza spingere molto sulla pubblicità, servizi di accesso flat ma i costi di navigazione a consumo sono ancora poco chiari e molto alti.

Risultato: un incauto navigatore che abbia lasciato sul campo diversi euro per pochi minuti senza capire nemmeno il perché si guarderà attentamente dall’accedere al web da mobile.

Secondo punto, molte persone non sanno che si possa navigare da cellulare (in quanto le compagnie non spingono su questo tema) e che esistono dei siti ottimizzati per i telefonini che permettono una navigazione agevole anche senza un terminale di ultimissima generazione.

Aldilà di tali problemi presenti ritengo comunque che nel medio periodo la navigazione su dispositivo mobile è destinata sicuramente a crescere grazie al mix vincente dato dall’amore italico per il cellulare, dalla connessione 3G di buona qualità su gran parte del territorio e dall’utilizzo sempre più sociale di internet.

Che cosa trova oggi il navigatore italiano sul suo cellulare nel momento in cui si connette?

Lo scenario in realtà non è assolutamente scarno: si va dalle testate come Repubblica (http://mobile.repubblica.it), il Sole 24 ore (http://www.mobile.ilsole24ore.com/) e Il Corriere della Sera (http://www.corriere.it/mobile/) ai portali generalisti come Virgilio (http://virgilio.mobi) e MSN (www.corriere.it/mobile/) per arrivare a servizi di varia utilità come il meteo (http://mobile.ilmeteo.it/) e le informazioni sul traffico (http://mobile.quattroruote.it).

Non mancano poi i big della rete come Linkedin (http://m.linkedin.com), Facebook (http://m.facebook.com), Myspace (http://mobile.myspace.com), Monster (http://m.monster.it/), YouTube (http://m.IT.youtube.com), Wikipedia (http://wapedia.mobi/it) ed altri ancora, quasi tutti con una versione italiana disponibile.

I motori di ricerca infine hanno ormai una versione dedicata al solo web mobile, come ad esempio avviene per come Google e Yahoo.

E le aziende? Nei vari settori merceologici, ovviamente aldilà gli operatori telefonici, ci sono già alcuni pionieri che rendono disponibili delle versioni mobili dei loro siti.

Fra i possibili esempi che si possono citare troviamo Bmw (http://bmw.mobi), Coin (http://coin.mobi), Nokia (http://nokia.mobi/), Sky (http://wap.skytv.it), Unicredit (http://mobile.unicreditbanca.it/), TNT (http://www.kiosk.tnt.com/pda/PDA-Home.asp), Ferrari (http://ferrari.mobi) ed altri ancora.

Dunque il settore si sta muovendo e la crescente domanda presto porterà la competizione fra i fornitori di connessioni e telefonia anche sul terreno del mobile abbassando le tariffe ed aprendo a tutti l’utilizzo dei cellulari per navigare.

Buona navigazione in mobilità!

Gianluigi Zarantonello

lunedì, maggio 19, 2008

I motori tradizionali e le mappe

Sabato sfogliando La Voce di Rovigo ed ho trovato un articolo di un'azienda locale specializzata in costruzione siti e Internet Marketing.
Non ricordandomi il nome vado su Google ed introduco Internet Marketing.
Al primo posto questo blog (non sarà molto contento il mio cliente Madri che per queste chiavi è secondo) e la nuova società di Rovigo?

Affino la ricerca: internet marketing rovigo
Qui mi imbatto in alcune sorprese che potrete vedere nell'immagine.

internet marketing Rovigo
  1. introducendo come chiave anche una città fa vedere al primo posto i primi 3 risultati forniti da Google Maps
  2. Pivari.com è primo in Google Maps per la chiave internet marketing
  3. Pivari.com non dovrebbe essere in Google Maps visto che non è presente in Pagine Gialle
  4. Pivari.com è prima anche in Google (anche se in questo caso è come se fosse quarta dopo i tre risultati di Google Maps

Sto ancora cercando l'azienda locale ;)

sabato, maggio 17, 2008

Marketing esperienziale (SL-experiential marketing) in Second Life

Lunedì 19 maggio 2008, ore 21.30

Marketing esperienziale (SL-experiential marketing) in Second Life

Relatori: Alessia Ramaschiello e Pierluigi Emmulo

Luogo di incontro: auditorium di Communication Village a Wonderland Island 75, 8, 24 (Second Life)

L’evento, aperto a tutti, si incentra sui tentativi di applicazione del marketing esperienziale in Second Life, piattaforma intesa come un innovativo ExPro (Fornitore di Esperienza) al fine di fornire la più innovativa shopping experience del momento.

Lo studio, condotto per l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, esamina le opportunità aziendali in termini di comunicazione, branding, fidelizzazione, ROI (Return On Investment) diretto e indiretto e ROR (Return On Relationship), CRM (Customer Relationship Management), CEM (Customer Experience Management), analizzando anche le potenzialità del marketplace, del B2B e del B2C.

Si spiegano le logiche afferenti al nuovo contesto di mercato product-oriented, che vede la fruizione da parte del cliente che da semplice consumatore diviene “consumattore”, e la realizzazione della logica customer-oriented.

Oltre alle tecniche di marketing non convenzionale (es. marketing tribale, marketing virale, guerrilla marketing), si esamina il concetto di esperienza come fondamento della creazione di valore in cui l’emozione svolge un ruolo primario.

Infine si approfondiscono le possibilità fornite dallo strumento Second Life, basandosi in particolare su brand community, immersione totale, interattività, fisicità 3D, aspetto ludico.

«Entrare in Second Life è già un’esperienza in sé: “dialogare con il brand” all’interno di un mondo fantastico (ma legato al mondo reale più di quanto si pensi) diventa così un’esperienza nell’esperienza».

Communication Village
Servizi di comunicazione, marketing e formazione

giovedì, maggio 08, 2008

Mondi virtuali intranet: Second Life e non

Siamo in una fase di stasi dopo il boom Second Life ma questo sembra soprattutto riguardare il fenomeno Second Life come fenomeno di massa e l'interesse dei media.
Leggendo tra le righe sembra vi sia una grossa riscoperta dei mondi virtuali (Second Life è solo uno dei possibili) come servizio internet/extranet per le grosse realtà aziendali.

Era dei primi di aprile l'annuncio dove IBM dichiarava di aver fatto un accordo con Linden Lab per poter installare server Second Life nella propria azienda per usi interni.

Giorni fa SUN ha annunciato il suo Project Wonderland interamente sviluppato in Java come applicazione aziendale in contrapposizione a Second Life aziendale.

Non solo, SUN dichiara che a Forum PA si potrà assistere ad una demo e che Postecom sta sperimentando l'applicazione.

In un altro comunicato stampa, sempre a Forum PA, IBM accennava a Second Life aziendale e ad un pilota INAIL.

C'è lo stesso interesse a livello internazionale?
Siamo arrivati a Second Life 2.0 o meglio mondi virtuali 2.0?

Dopo aver pubblicato il post, grazie ad una dritta di David Orban, sono arrivato a Forterra.
Questa una lista parziale dei clienti dichiarati: FedEx, Lockheed Martin, National Institutes of Health, US Army, US Navy.

Mi autorispondo: siamo arrivati a mondi virtuali 2.0!

martedì, aprile 15, 2008

Pubblicità in Twitter?

Sembra che si stia studiando il modo di introdurre la pubblicità in Twitter.
http://www.techcrunch.com/2008/04/14/twitter-testing-advertising-in-twitter-streams/

Fino ad oggi Twitter è stato un vero successo planetario ed ha introdotto il concetto di microblogging ma fino ad oggi non ha guadagnato un centesimo!
Sicuramente l'unica via per percorribile è l'introduzione di un modello pubblicitario.
Vedremo il tipo di pubblicità che verrà scelta e la reazione degli utenti.

giovedì, aprile 03, 2008

AdSense ti regala più pubblicità in una!

Ora AdSense permette ai tuoi visitatori di sfogliare la sua pubblicità per ore pagandoti la stessa cifra!
Non sei contento?
Guarda che l'hanno fatto soprattutto per te!
Ecco, a loro dire, i vantaggi derivati:
I clic su questi due pulsanti non generano entrate aggiuntive, ma aiuteranno il rendimento potenziale sia per gli inserzionisti che per i publisher fornendo una maggiore possibilità per utenti di trovare l’annuncio che corrisponda ai loro interessi e di conseguenza di fare clic sull’annuncio.

martedì, aprile 01, 2008

Le mie slide di Internet Marketing un successo inaspettato!

Ho sempre creduto nel nessità di condividere conoscenza.
Con SlideShare è stato un amore a prima vista.
Per queste ragioni ho sempre reso pubbliche le mie slide comprese quelle di Internet Marketing del master che ho tenuto per STOGEA.
Non avrei però mai pensato che tali slide potessero trasformarsi in un successo!

Come chiamare altrimenti slide in italiano viste in un anno quasi 10.000 volte!

Cantina Mascarello: strategia di marketing tradizionale molto apprezzata

Due o tre settimane mentre stavo uscendo di casa ricevo una telefonata.
Mia foglie non è un gran filtro e me la passa dicendo non ho capito.
Una voce femminile ben educata si presenta, io mi aspetto la classica telefonata di telemarketing e rispondo un po' rude e di fretta.
Vorremmo mandarle una bottiglia dei nostri prodotti ...
Io taglio corto: mandi pure! Ho abito in piemonte e conosco i vini.
Lei cerca di parlare un po' di più e mi suggerisce anche di scegliere il Nebbiolo rispetto al Barbera.
Io ho fretta, c'è sempre la paura della vendita nascosta e saluto.

Oggi è arrivata la bottiglia di Nebbiolo della Cantina Mascarello.
La gusterò con piacere e chissà se questa, a mio avviso, valida strategia old style, creerà in un nuovo cliente affezionato.
Sicuramente mi ha spinto a scrivere questo post di ringraziamento per una strategia sicuramente in controtendenza, anche nei modi.

PS: sarei curioso di sapere come hanno scelto il mio nominativo.

lunedì, marzo 31, 2008

Eventi importanti senza strategia di internet marketing

Parto da un piccolo esempio concreto per descrivervi un problema ancora reale: per importanti progetti si mettono a budget molti soldi per campagne di marketing e comunicazione tradizionale ma spesso ci si dimentica di fare lo stesso in internet, limitandosi quasi sempre alla creazione di un sito.

Ho ricevuto questa lettera da un redattore presso un'importante casa editrice che pubblica guide turistiche.

Al momento sto realizzando una guida sul Parco del Delta del Po, nel cercare notizie mi sono imbattuto in tre foto del suo blog che potrebbero interessarmi, si chiamano: opera-sah-grande; opera-rizzi-grande; opera-benetton-grande.

Sarebbe possibile utilizzarle per la nostra pubblicazione, ovviamente accreditandola come autore nel colophon?

PROVOCAZIONE: possibile che nell'ambito di un progetto importante come Percorso d’arte nel Delta del Po finanziato dalla Regione Veneto vengano a chiedere a me fotografie non mie (ma solo riportate in un post)!
Non sarebbe l'ora che progetti locali di tale rilevanza prevedessero una strategia di internet marketing ugualmente rilevante?

giovedì, marzo 27, 2008

Il dipartimento di ricerca e sviluppo? Con Internet è grande come il mondo

Il tema della ricerca e sviluppo è sempre più centrale per tutte le aziende e l’innovazione oggi richiede ritmi altissimi per poter mantenere un’impresa competitiva sui mercati internazionali.

Nell’approccio tradizionale al problema le innovazioni vengono sviluppate all’interno delle organizzazioni attraverso appositi dipartimenti, con lo scopo di massimizzare la rendita commerciale delle nuove idee attraverso la proprietà intellettuale in ambieti chiusi e protetti.

Oggi però, come spiegano molto bene Tapscott e Williams in Wikinomics (da cui sono tratti molti dei dati e dei temi qui discussi), le imprese non riescono più a monopolizzare la conoscenza e, per quanto grandi siano i loro laboratori, sicuramente fuori dall’organizzazione ci sono altri cervelli che hanno la soluzione dei problemi che non si sono ancora risolti.

Lafley, il CEO di Procter & Gamble, descrive con queste parole tale tema: “Qualcuno al di fuori della vostra organizzazione, oggi, sa come rispondere a una domanda specifica con cui siete alle prese, risolvere il vostro problema particolare o cogliere l’opportunità che avete di fronte meglio di voi. Dovete individuare un modo per collaborare produttivamente con lui”.

Grazie alle tecnologie di rete esiste un modo accedere a questa conoscenza diffusa: le ideagorà, dei market place dove, come accade per le transazioni sui siti commerciali come Ebay, si possono acquistare e scambiare soluzioni e tecnologia.

Ci sono due tipi di Ideagorà: il primo e più facilmente intuibile è il modello rappresentato dal sito Innocentive.com, dove le aziende possono proporre ad una comunità di scienziati, ricercatori ed esperti i problemi per i quali non hanno ancora trovato soluzioni adeguate.

C’è poi il secondo tipo di Ideagorà, forse più sorprendente, quelle dove si offrono soluzioni che sono ancora in cerca di chi abbia un simile problema da risolvere, come accade per yet2.com.

Infatti sembrerà strano ma molte grandi aziende registrano annualmente una grande mole di brevetti (con i relativi costi) per i quali tuttavia non si è ancora individuato un utilizzo.

Per questo tali soluzioni vengono offerte, sotto forma di licenza d’uso, a altre realtà che invece ne hanno bisogno portando nelle casse dei dipartimenti di R&S dei soldi da reinvestire in ricerca in un classico processo collaborativo win-win.

Perché dunque a fronte di tale interesse le ideagorà sono ancora una realtà di frontiera?

Sicuramente c’è un problema di natura culturale, in quanto è difficile condividere con altri il proprio lavoro intellettuale e, simmetricamente, non è facile superare la sindrome del “not invetended here” interna alle aziende.

Inoltre è necessario stabilire un modus operandi che permetta di capire dove e come accedere all’innovazione distribuita e quanta parte della ricerca vada delegata all’esterno.

Essere dentro un’ideagorà non è di fatto qualificante di per sé perché anche i concorrenti vi possono entrare, con un effetto livellante, bisogna dunque saperne cogliere i vantaggi e saperne trarre il massimo attraverso una buona organizzazione interna con persone aperte a questo tipo di scambio.

Infine gli stessi market place dovranno evolversi nel tempo per garantire un livello di servizio adeguato, ad esempio migliorando la trasparenza (anonimato delle imprese e scarso riconoscimento pubblico di chi risolve i problemi) e favorendo l’aggregazione in gruppi fra i ricercatori.

Qual è dunque lo scenario futuro?

Difficile dirlo con certezza, probabilmente la ricerca interna non sparirà da nessuna azienda perché essa garantisce una serie di vantaggi legati alla proprietà intellettuale, tuttavia non basterà più per gestire tutte le tematiche innovative e chi investirà solo all’interno avrà dei costi altissimi e non sostenibili a fronte di un numero ridotto di prodotti realmente di successo.

In ogni caso la differenza maggiore sarà probabilmente fra chi sarà in grado di gestire in modo aperto le occasioni che si presenteranno e chi invece si arroccherà su posizioni chiuse e difensive

La sfida è aperta.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

domenica, marzo 16, 2008

L'avversario di YouTube: Flickr!

Utilizzate Flickr?
Io si e sempre più di frequente!

Sto facendo parecchi esperimenti riguardo alle funzionalità fornite (soprattuto i gruppi), su come Google indicizza le fotografie Flickr, etc.

Flickr sicuramente rappresenta la soluzione per le mie fotografie!
E se presto fornisse servizi simili anche per i video?
Probabilmente lo userei anche per i video e poi forse li andrei ad introdurre in YouTube e dopo magari in Libero Video

Se tutti ragionassero come me forse Flickr, a breve, potrebbe diventare l'unico vero avversario di YouTube!

lunedì, febbraio 18, 2008

martedì, gennaio 22, 2008

Sexy skypemarketing

Nel marzo 2005 introdussi probabilmente il neologismo skypemarketing.
Avevo previsto il futuro (scontato) uso di skype quale sostituto gratuito del telefono, per attività equivalenti al telemarketing, ma non avevo capito in che settore!
Con la possibilità di farsi pagare servizi con skype è da giorni che mi vengono proposti servizi come questo (ne riporto uno senza foto)

Sexy skypemarketing

Il futuro dello skypemarketing è segnato.
Ecco il sexy skypemarketing!

lunedì, gennaio 21, 2008

Tecniche di internet marketing innovative per business tradizionali

Una vecchia fattoria (proprio quella della canzone) è ancora un business tradizionale anche se magari gestita in modo aziendale super moderno (sementi, fertilizzanti pesticidi, irrigazione, macchinari, ... all'avanguardia).
Come farla conoscere in tutto il mondo?
Semplice!
Basterà coltivare, disegnando!

Nella vecchia fattoria

martedì, gennaio 15, 2008

Le relazioni sono il nuovo vantaggio competitivo (non solo sul web)

Viviamo in un mondo fatto di reti. Oggi non è possibile sottrarsi al fatto che è necessario sempre più interagire con una rete di connessioni vasta, non sempre sviluppata solo nei luoghi che ci sono più vicini e fortemente caratterizzata dalla tecnologia.

I media infatti hanno contratto spazio e tempo, creando nuovi modi di relazione e gli strumenti di cui disponiamo attualmente ci permettono di interagire in modo ricco e multimediale con delle persone che si trovano a migliaia di chilometri da noi come se ci stessero davanti, con costi che si approssimano sempre di più allo zero.

In questa situazione sta ritornando evidente qualcosa che gli antichi avevano capito già qualche tempo fa, ossia che “l’uomo è un animale sociale. Le persone non sono fatte per vivere da sole” (Seneca).

In tempi un po’ più recenti poi altri si sono pronunciati per evidenziare in modo forte ed esplicito quanto siano importanti per noi le relazioni.

Ad esempio il teologo Raimon Panikkar scrive:”Si può anzi dire che il grado e il valore dell’esistenza di un uomo sono tanto maggiori quanto più numerose sono le relazioni che egli instaura con gli altri e il mondo circostante. L’identità delle persone non si rafforza, ma s’indebolisce o addirittura viene annientata se si riducono o si eliminano le relazioni con l’alterità in generale. La relazione non è accidentale rispetto all’identità: come i nodi di una rete non esisterebbero senza i fili che li collegano, così nessun essere umano potrebbe esistere o sarebbe tale senza le relazioni con l’altro”.

E ancora, in relazione ad un discorso più strettamente economico, cito un pensiero del 2005 di Jeremy Rifkin, Presidente di The Foundation on Economic Trends di Washington D.C.: "Il reale valore nel terzo millennio delle aziende e dei manager che le dirigono, non sarà il fatturato che essi producono, bensì il numero e la qualità delle relazioni da essi instaurati con i propri target interlocutori e di riferimento interni ed esterni“.

Questo valore insito nelle relazioni è stato poi moltiplicato all’ennesima potenza dalle nuove tecnologie. Infatti a livello di scambio d’informazioni una recente ricerca britannica ha calcolato che un abitante di un paese occidentale in un giorno medio viene a contatto con un numero di nozioni e di notizie superiore a quelle che un contadino inglese del medioevo acquisiva nel corso di un’intera vita.

Non mi sembra difficile pensare che qualcosa di simile si possa ipotizzare anche per il numero delle relazioni con altri soggetti, più o meno vicini geograficamente, che esso intraprende.

Dunque che ci piaccia o meno siamo all’interno di una grande rete di scambi di merci e d’informazioni, di relazioni, di azioni e reazioni, una vera e propria ragnatela nella quale, per riprendere la felice metafora di Alberto De Toni e Luca Comello , possiamo essere prede o ragni, ossia protagonisti o vittime.

Proprio l’inevitabilità dell’essere nella rete è una delle principali fonti di disagio dell’impresa, specialmente quella medio-piccola, che in tal modo avverte il suo mercato come caotico e incontrollabile dal momento che non si relaziona in modo efficace con tutti i possibili interlocutori di riferimento ma ne subisce comunque in modo più o meno diretto le influenze. Ma ciò si può superare, gestendo le relazioni.

La nostra rete è fatta di tanti nodi, ciascuno dei quali, per rimanere nell’ambito aziendale, può essere metafora di un’azienda, collegata a diversi altri punti che rappresentano altrettanti soggetti.

I flussi che viaggiano nella ragnatela creano delle forze che toccano tutti i nodi, con due elementi prevalenti, ossia vantaggi e pressioni. Essere in rete infatti è un insieme di costi (pressioni) ed opportunità (vantaggi) e in nessun punto della rete uno di questi due elementi è pienamente assente, tuttavia possiamo dire che i vantaggi aumentano andando vero il centro della rete e le pressioni invece aumentano andando verso l’esterno.

Dunque i nodi più centrali (più relazioni, direttamente gestite) presentano un prevalere dei vantaggi sulle pressioni in quanto di fatto essi hanno una gestione più ampia e controllata dei rapporti con gli altri soggetti, a differenza di chi si trova in posizione più periferica e dunque subisce in modo più passivo le azioni e reazioni interne alla ragnatela.

Questa semplice e schematica rappresentazione ci permette di capire che la gestione della relazione ed il suo valore sta diventando il terreno della nuova competizione globale, in cui anche i correnti in determinati contesti di collaborazione di massa (cfr. ad es. il libro Wikinomics) si scambiano informazioni e interagiscono in quanto ciò crea una logica in cui entrambi sono vincitori e nessuno sconfitto.

In tale approccio relazionale ovviamente è incluso un passaggio culturale da fare, quello dell’evoluzione da una cultura del possesso ad una del presidio.

Collaborare con i proprio concorrenti, accettare i feedback del proprio cliente attraverso le tecnologie del web 2.0, aprire la propria ricerca e sviluppo a un ecosistema esterno di tecnici, scienziati e semplici cittadini attraverso uno strumento di collaborazione di massa vuol dire cedere una parte del proprio potere.

Eppure la visione del manager (e della persona) che ha capito il nuovo scenario competitivo gli permette di essere colui che presidia e governa queste relazioni, ricavandone un vantaggio assolutamente premiante, in quanto la fiducia e la relazione si costruiscono nel tempo e sono un patrimonio che ci si porta dietro indipendentemente dal luogo dove si lavora e si vive.

Naturalmente ciascuno a seconda il ruolo che ricopre e anche la propria natura può essere pronto ad una più o meno ampia apertura, ciò che è importante però è percepire il valore culturale che c’è in questo nuovo paradigma.

Può sembrare complicato ma in realtà, come in tutte le novità, all’interno di questo nuovo modo di competere ci sono delle grandissime opportunità, anche perché, come ci insegnano la teoria della complessità, dall’interazione di due elementi nasce un risultato che è maggiore della mera somma delle parti.

Infine tutto questo, al di là degli aspetti economici, ci può insegnare qualcosa di molto importante, cioè che davanti al caos la certezza delle strutture e dei meccanismi non è più così salda e ciò che ci permette davvero di mantenere l’equilibrio fra ordine e disordine sono le persone e perciò sono esse che vanno messe al centro dell’attenzione.

Come dovrebbe essere da sempre.

lunedì, gennaio 14, 2008

Meglio un'attività qualitativa o quantitativa? La risposta ai SEO!

Il lavoro di un SEO è proprio quello di ottimizzare l'efficacia delle pagine prodotte nei motori di ricerca.
Non è un'attività semplice e può rivelarsi snervante se vi sono tanti e bravi avversari e può essere soggetta a strani fenomeni più o meno temporanei. Ad esempio: ammettiamo che il maggior numero di visite ad sito arrivi dalla ricerca di 5 chiavi e che le chiavi dipendano da 5 pagine.
Il cambiamento di posizione su un motore per ogni singola chiave (ad es. da 4 a 6) può significare per me centinaia/migliaia di visite in meno al giorno e di conseguenza meno introiti pubblicitari.
Per non parlare degli esiti devastanti o esaltanti di una Google dance.

Ma può l'andamento di un'attività dipendere solo dalla posizione di 5 pagine.
E le altre che produrrò ogni giorno potranno tra qualche mese soppiantare le vecchie o almeno affiancarsi?
Bisogna lavorare più su quelle che oggi danno risultati certi o su quelle che domani potrebbero dare risultati ancora maggiori?

Non so e sinceramente non tanta voglia di perdere tempo su tali domande.
La mia scuola di pensiero è diversa.
Non sono un SEO e sinceramente non ho voglia di lottare con il coltello tra i denti con altri SEO.
Penso che i numeri e validi strumenti di costruzione pagine possano dare ugualmente validi risultati.
Ovvero: invece di costruire 10 buone pagine all'anno preferisco costruirne 10 al giorno a caso.
Tra sei mesi verificherò se vi sono pagine che emergono e quindi cercherò di dare loro ancora maggiore risalto.

Un esempio: quasi 6 mesi fa (il 6 settembre 2007) pubblicai questo post su Pato:
http://migliore.ilvideo.org/2007/09/pato.html
E' un post banale, un gran bel video preso da YouTube.
Il post è sempre stato nelle prime posizioni cercando pato su Google ma in attesa della partita di ieri e dopo la partita di ieri gli accessi sono esplosi!
Il ha 31 commenti, il record da sempre di tutti i miei post!

Un vero SEO avrebbe potuto pensare di meglio 6 mesi fa?

PS Guardate questo grafico di accessi dovuto alla ricerca di pato su Google.

Grafico Pato

lunedì, gennaio 07, 2008

Immagini: non trascuratele!

Spesso buona immagine vale più di mille parole!
Questo vale anche per molte tipologie di prodotto (in particolare legate al lusso ma non solo).

In internet non bisogna trascurare che Google Image è uno dei motori di ricerca più utilizzati.
Per questa ragione penso sia doveroso non solo trattare con riguardo le proprie immagini ma anche veicolarle, metterle in risalto così come si fa con i comunicati stampa.

Se si inizia a capire l'importanza di una Press Room per i propri comunicati stampa bisogna entrare nell'ottica di approntare una Photo Gallery delle proprie immagini!

Se si veicolano i propri comunicati stampa bisogna veicolare le proprie immagini!

Come?
Sicuramente bisogna sfruttare al meglio siti come Flickr e PicasaWeb!

In questi ultimi mesi mi sono divertito a cercare di capire le dinamiche di Flickr.
Ho realizzato diversi gruppi Flickr tra cui il più famoso è Labyrinth (Icarus, Daedalus, Minotaur, Theseus, Ariadne) photos.
Con le fotografie pubblicate nel gruppo ho creato una semplice Photo Gallery utilizzando un blog.
Mettendo insieme le migliori fotografie ecco simpatiche slide pubblicate in SlideShare e Google Docs!