mercoledì, maggio 31, 2006

Primo blog per Technorati

Sabato ho tenuto la seconda parte di un master di STOGEA.
Ho iniziato a parlare di blog e volevo fare le solite frasi ad effetto:
Conoscete Boing Boing?
No?
Sappiate che è il più famoso blog al mondo!

Poi faccio vedere i motori di ricerca per blog e quando parlo di Technorati spiego che è Technorati a rilasciare la classifica dei blog più famosi.

La guardiamo assieme e ...

al primo posto c'è un blog cinese scritto in cinese!

A parte la figura di m, per me questo rappresenta il primo segnale di svolta!
La Cina, quando internet non sarà solo privilegio di pochi, sarà anche una grossa potenza internet e il cinese una delle lingue internet più itilizzate.
Chi ha orecchi per intendere ...

lunedì, maggio 29, 2006

Progettare i siti search engine friendly

Al fine di comparire nei risultati dei motori di ricerca in una posizione rilevante rispetto alle ricerche effettuate con le parole-chiave strategiche per un certo prodotto o servizio, uno dei requisito fondamentali è che le pagine web debbono essere facilmente indicizzabili dai motori di ricerca, ovvero costruite con tecnologie e metodologie che non ostacolino il lavoro degli “spider” che incessantemente percorrono la rete per raccogliere e catalogare l’immenso archivio di Internet. Ma quali sono gli aspetti più importanti da tenere in considerazione quando si progetta un sito web che sia “amico dei motori” ? Lo abbiamo chiesto a Andrea Caminiti di Promozione-online azienda di riferimento in Italia nel search engine marketing.

D) Parliamo innanzitutto della scelta della tecnologia con cui realizzare i siti. Sono tutte adeguate o ci sono delle preferenze, pensando alle esigenze di indicizzazione dei motori ?
R) La tecnologia, o linguaggio, più affidabile da questo di vista sono le classiche pagine Html che tutti i motori di ricerca leggono senza problemi; in linea di principio vanno bene anche le pagine generate dinamicamente (ovvero sulla base di un database testuale modificabile dall’utente) come ad esempio le asp che girano su server Windows oppure le php sviluppate; questo sempre chè gli url delle pagine siano user friendly (ovvero senza troppi parametri presenti nell'url come punti di domanda o altri). Un’altra trappola da evitare per quanto riguarda le pagine generate dinamicamente è l'uso delle sessioni, spesso utilizzate per memorizzare la lingua del navigatore. Purtroppo non tutti i programmatori sanno che gli spider non supportano le sessioni. Anche la famosa tecnologia Flash (o similari), tanto utilizzata per realizzare un sito animato, non è immune da controindicazioni: i motori infatti non riescono a leggere questo tipo di applicazioni e tendono a ignorarne completamente il contenuto.

D) Si parlava di pagine generate dinamicamente; la gestione di siti e portali avviene oggi sempre più di frequente utilizzando i cosiddetti CMS (Content Management System), ovvero piattaforme web based che consentono l’ amministrazione totale della struttura e dei contenuti del sito. Ma queste piattaforme risultano già ottimizzate per generare contenuti “search engine friendly” ?
R) Quasi mai purtroppo. Queste piattaforme tecnologiche, che riescono a rendere sostanzialmente autonoma un’azienda nella gestione del proprio sito o portale, hanno però spesso il difetto di non essere state pensate per realizzare pagine web indicizzabili dagli spider. Quindi quello che succede frequentemente è che l’azienda si pone il problema del posizionamento sui motori solo dopo aver realizzato il sito utilizzando appunto i CMS (che spesso sono Open Source, cioè gratuiti). Questo implica spesso un oneroso lavoro di “re-ingegnerizzazione” del sito che deve in pratica essere ricostruito per renderlo indicizzabile dai search engine.

D) Quali sono alcuni errori che vengono comunemente fatti dai web designer che non considerano la questione del posizionamento delle pagine sui motori di ricerca ?
R) Uno degli errori più comuni è quello di non utilizzare o non utilizzare in maniera corretta i cosiddetti meta-tag delle pagine HTML; si tratta di un codice html appunto a cui non corrisponde un contenuto visibile all’utente (si trovano infatti nella parte che si chiama head o intestazione). Il più importante di questi tag è il “title” ovvero il titolo della pagina web. Questo parametro è assolutamente fondamentale per i motori di ricerca perché è il primo che “leggono” durante il loro lavoro di indicizzazione perché serve ad indicare il tema della pagina.
Risulta quindi intuitivo che un titolo scelto male o, peggio, lasciato vuoto (il classico “Untitled” che si legge spesso come risultato di una ricerca) è come un biglietto da visita in bianco. Vi sono poi regole precise su quanto lungo deve essere il Title, come vi devono apparire le key-words, ecc.

D) Quali sono le maggiori problematiche che quotidianamente risolvete per migliorare l'indicizzazione del sito ?
R) Come detto prima, il maggior problema è legato ai CMS. Questi a volte possono dimostrarsi completamente ostili verso i motori di ricerca. Alcuni errori nella progettazione del CMS possono portare perfino a farsi “bannare” dai motori stessi! Questo può avvenire quando non esistono delle regole ferree per la creazione dei nomi delle pagine. Il motore associa un contenuto ad ogni pagina; se il CMS dovesse avere dei bug (cioè delle anomalie) potrebbe costruire delle pagine con lo stesso contenuto ma con nomi diversi, creando quindi un problema di duplicazione di contenuti.
Molte altre sono le questioni da affrontare in sede di progettazione di un sito web, al fine di renderlo più compatibile possibile per i motori di ricerca: ad esempio che peso dare alla grafica, come trattare i contenuti multimediali e soprattutto come realizzare testi che siano presi in considerazione dai motori e siano, allo stesso tempo, attraenti per gli utenti. Vedremo prossimamente come questa sia una delle sfide più difficili, ma nello stesso tempo, più stimolanti nel lavoro di un team di comunicazione che affronti la progettazione di un sito web.

Intervista realizzata da Marco De Alberti - MG News

venerdì, maggio 26, 2006

Storia di un post di successo

I migliori video, i video top è un mio nuovo progetto blog che sta avendo un successo inaspettato.
Come tutti i miei blog è fatto con Blogger ed al momento ha ancora Google Page Rank 0/10 (ancora per poco).

Ora immaginate il mio stupore quando ho scoperto che il post dal titolo Hardrock Halellujah!! LORDI è primo su Google a livello mondiale cercando Hardrock Halellujah.
A voi potrà sembrare poca cosa (anche se al momento questo video è uno dei più ricercati avendo anche vinto l'Eurovisione) ma la vera beffa è che questo video preso da Google Video è ora al primo posto davanti alla pagina relativa di Google Video!

Due considerazioni:

  1. Se dovessi avere questo successo con tutte le pagine, Google Video può fare a meno di essere indicizzato da Google ;)
  2. Perché Google Video non usa Blogger (visto che è di Google) per ottimizzare l'indicizzazione delle sue pagine (o le strategie utilizzate al suo interno)?

mercoledì, maggio 24, 2006

BOOM: Apple e Nike si parlano. iPod diventa Personal Trainer

Sembra difficile immaginare cosa Apple e Nike possano fare assieme. Eppure dopo una serie di rumours, ecco ufficialmente la notizia.
Nike ed Apple vanno a braccetto assieme.
E lo fanno collegando due prodotti che apprentemente nulla hanno a che fare reciprocamente.
iPod e Nike+ comunicano fra loro.
Pensando ad iPod non solo come un semplice DMP, ma vedendolo soprattutto come compagno-tamagochi da portare dietro giorno e notte, è facile immaginare come possa essere adattato per parlare come un paio di scarpe (le Nike+) e trasformarsi in personal trainer. Vediamo come.

With a sensor in your shoe and a receiver on your iPod nano, your run takes on a whole new dimension. See the minutes tick by. Watch the miles unfold. Hear real-time feedback. All to your favorite music — including the one song that always gets you through the home stretch.

The receiver fits securely into the Dock connector on the bottom of your iPod nano. Wirelessly connected to the sensor in your Nike+ shoe, it receives up-to-the-second information as you run.

Ebbene si. Dunque un chip nelle suole delle scarpe che comunicano con il vostro iPod. Sul display potrete troverete i dati del vostro footing ed una voce vi darà suggerimenti su come impostare meglio il vostro allenamento. Idea 10 e lode, però forse sto diventando vecchio ... questa per me è fantascienza.

Link: Apple & Nike

Luca De Nardo - ICTblog.it

Sei sosia di un personaggio famoso?

Forse sei sosia di un personaggio famoso e non te ne sei mai reso conto, forse solo ci assomigli.
Ho scoperto uno splendido servizio gratutito che ti permetterà di sciogliere ogni dubbio: MyHeritage.

MyHeritage è un servizio gratuito a registrazione obbligatoria.
Utilizza un servizio molto sofisticato di scansione facciale (dalla fografica che gli fornirai) e confrontando nel suo database interno di personaggi famosi vi fornisce la lista di personaggi a cui assomigliate maggiormente.

Ho provato con la mia fotografia http://www.pivari.com/fabrizio2005.jpg ed eccovi la lista dal più somigliante al meno somigliante: Alan Rickman, Alfred Rosemberg, Jon Voight, Sam Neill, Gabriel Byrne, Ian Anderson, Patrick Dempsey, Edward Said, Sting, Frank Zappa.

Ed io che pensavo di essere unico ed inimitabile!

lunedì, maggio 22, 2006

GeoNetwork: sistema informativo geografico

Da Google Maps ai servizi di geo targeting e di local business, il panorama search dell'Internet sta cambiando pelle. I Geo Services permettono di superare le limitazioni di ristretti confini virtuali, muovendo informazioni visuali di utilità sociale, economica, politica e pubblicitaria.

Negli ultimi mesi c’è stato un aumento considerevole d’interesse attorno a tutto ciò che riguarda servizi basati su Mappe (satellitari e non). Questo incremento di interesse è dovuto all’exploit dei servizi Mappe promossi da Google, Microsoft e Yahoo!. Gli scenari disegnati da queste Grandi aziende dell’Internet generano una richiesta d’informazioni pertinenti su iniziative di Geo Services, come mai prima d’ora.

Il FAO GeoNetwork rappresenta un "anello informativo" fondamentale per far comprendere all’utente internet che:

  • Le applicazioni basate sui dati satellitari vanno ben oltre i progetti promossi dalle Grandi Aziende dell’Internet, come a titolo esemplificativo: ricerca geo-localizzata, identificazione di percorsi.
    Progetti di "Geo Targeting" sono un mezzo visuale innovativo di "veicolazione dell’informazione" su argomenti e tematiche che altrimenti passerebbero inosservate al di fuori del target naturale di riferimento.
  • Lo "stato dell’arte" di progetti come il FAO GeoNetwork offre una "visione futura" delle potenzialità dell’Internet e dell’ICT a breve e medio termine. Scenari in cui la collaborazione di enti specializzati e governi permettono di sviluppare progetti di comunicazione globale all’avanguardia. Jeroen Ticheler, esperto FAO di rilevamento a distanza, spiega come "nel caso di un’emergenza, le mappe create dalle diverse agenzie nei loro rispettivi campi di competenza possono essere combinate insieme per vedere quale relazione esiste tra i molti fattori che hanno un impatto sulle popolazioni e sull’ambiente" - Lanciata una nuova versione del sistema GeoNetwork della FAO

Web 2.0
Il Web 2.0 è una nuova visione di Internet che ha appena cominciato ad influenzare il nostro modo di lavorare ed interagire con le informazioni in rete...
Maggiori informazioni: Masternewmedia.org -> Cos'è il Web 2.0?

La disponibilità di Patrizia Monteduro - consulente per il progetto GeoNetwork in FAO,esperta di gestione e pubblicazione di informazioni geografiche su siti web - ci ha permesso di ottenere risposte a domande quali: condivisione di risorse e di informazioni; aspettative e finalità del progetto FAO GeoNetwork, web e tool informativi; interazione tra FAO GeoNetwork e motori di ricerca; web 2.0, Internet e Comunicazione agro-alimentare.

Query: Condivisione di risorse, veicolazione d’informazione, campagne di sensibilizzazione su tematiche di carattere agro-alimentare. In che contesto s’inserisce il progetto FAO GeoNetwork?

Result: Sempre più spesso le informazioni connesse a temi come la sicurezza alimentare, l’emergenza, le risorse naturali, le questioni ambientali (vulnerabilità, conservazione, ecc.), le politiche di sviluppo e così via, sono rappresentate ed analizzate attraverso i sistemi informativi geografici che supportano il lavoro degli operatori del settore nella pianificazione delle loro attività. La richiesta di dati spaziali multidisciplinari che riflettano il più possibile la complessità delle diverse problematiche è crescente, ed ormai ampiamente riconosciuto è l’utilizzo di mappe tematiche come valido strumento di analisi preliminari e di previsione, soprattutto nella valutazione degli interventi da programmare nelle aree vulnerabili.

Foto 1: FAO GeoNetwork

In questo scenario s’inserisce il progetto GeoNetwork con l’obiettivo di permettere alle agenzie internazionali, alle università, alle istituzioni nazionali e regionali ed alle organizzazioni non governative che lavorano nel campo della sicurezza alimentare nelle zone a rischio, un più facile accesso ai prodotti geografici disponibili ed alle relative informazioni, utilizzando modelli standard di distribuzione riconosciuti dalla comunità internazionale. La sfida principale del progetto è quella di migliorare la condivisione ed il flusso di dati tra le organizzazioni, ampliare la cooperazione tra i produttori delle informazioni per incrementare lo sfruttamento delle risorse ed evitare inutili duplicazioni di prodotti, e permettere finalmente un libero e facile accesso al dato da parte di tutti.

Query: Ogni progetto nasce per rispondere ad un’esigenza primaria. Ci si pongono delle aspettative, degli obiettivi che poi devono affrontare e superare la "prova sul campo". Il progetto FAO GeoNetwork, oggi, rispetto alle "aspettative di ieri": prova sul campo pienamente riuscita?

Result: GeoNetwork è stato pensato inizialmente per facilitare l’archiviazione e la distribuzione dei dati prodotti in FAO, dalle più semplici informazioni spaziali ai prodotti cartografici elaborati, per mezzo di un sistema di gestione standardizzato che sfrutta le capacità di Internet. Il progetto ha quasi subito beneficiato della collaborazione di altre Agenzie delle Nazioni Unite (PMA, UNEP, OCHA, OMS) che hanno contribuito allo sviluppo del software. Da qualche tempo GeoNetwork è un progetto open source che offre un moderno portale di dati spaziali basato su linguaggi, servizi e protocolli open-standards ed è liberamente disponibile per l’intera comunità di Internet, a costo zero, dal sito SouceForge (http://sourceforge.org/projects/geonetwork). Grazie alle suddette peculiarità diverse istituzioni nazionali ed internazionali che operano nell’ambito agro-alimentare e dell’ambiente hanno riconosciuto il valore del software e lo hanno adottato.

Foto 2: GeoNetwork Opensource

Dopo circa cinque anni dal primo prototipo, GeoNetwork open source può contare trenta installazioni ufficiali e operative in Europa, in Asia, in Africa e nelle Americhe, disponibile in versione multilingua, in inglese, francese, spagnolo ed a breve anche in cinese.
Prova sul campo pienamente riuscita, direi!

Query: La richiesta d’informazioni relative all’agro-alimentare è in forte crescita. Negli ultimi tempi sono nati progetti di spessore relativi alla veicolazione di questi argomenti. Uno per tutti: Alimentapress. Il progetto prevede la possibilità di fornire tool d’informazioni in tempo reale a quei siti che richiedessero l’autorizzazione per la pubblicazione della mappa GeoNetwork?

Result: GeoNetwork Opensource fornisce, oltre all’immediato accesso al dato ed alle relative informazioni, un servizio di Web Map Viewer (visualizzatore di mappe on-line) che permette di visualizzare mappe ed immagini satellitari provenienti sia da database locale sia da server esterni.

Foto 3: OGC-WMS Map Viewer

Gli stessi web map services locali, in quanto basati sullo standard Open Geospatial Consortium Web Map Services (OGC-WMS, documento PDF), divengono cosí accessibili anche da tutti gli altri siti che usano lo stesso standard, svicolando l’informazione dal sito proprietario.

Query: La raccolta d’immagini satellitari e la loro successiva elaborazione è alla base di progetti quali Google Earth, Google Maps e, più in generale, dei servizi di geo-localizzazione più noti ai navigatori della Rete. Di fatto, FAO GeoNetwork, propone un servizio che, teoricamente, potrebbe essere correlabile ai servizi proposti dai Grandi Motori di Ricerca. Uno scenario sotteso all’interazione "Motori di Ricerca e FAO GeoNetwork" è futuribile, oppure?

Result: L’interazione tra Google Earth e GeoNetwork è già PRESENTE! Infatti, con il software Google Earth installato, disponibile dal sito di earth.google.com, è possibile effettuare un overlay dei web map services di GeoNetwork direttamente sul globo di Google, ottimizzando così la performance di visualizzazione dei dati via web.

Query: Quali sono le possibilità d’interazione "FAO GeoNetwork, Internet e Comunicazione agro-alimentare" in scenari web 2.0?

Harvesting
Letteralmente "raccolta", il termine indica, in ambiente informatico: "un'azione di raccolta dati automatizzata tesa all'aggregazione di dati da fonti differenti al fine di riproporli in un unica raccolta globale d'informazioni liberamente accessibile e svincolata dalla piattaforma d'origine". L'azione di Harvesting è sottesa a standard quali, a titolo esemplificativo, OGC-WMS (PDF) oppure OAI-PMH (protocollo accettato da Google).

Result: La nuova versione di GeoNetwork Opensource (2.0.2) permette, rispetto al passato, ancora una maggiore interoperabilità tra quei sistemi d’informazione geografica che si basano sugli stessi moduli e sugli stessi standards. Attraverso il sistema dell’harvesting, per esempio, è ora possibile programmare periodicamente la lettura d’informazioni da banche dati localizzate in diverse parti del mondo, per restituire al momento della richiesta in un unica pagina Web, un’ampia selezione di dati, frutto di una ricerca distribuita. Il sito FAO GeoNetwork è un esempio di una tale sincronizzazione, come mostra la pagina dei risultati di una ricerca illustrata nella figura seguente, nella quale compaiono informazioni provenienti dal sito del PAM e dal IWMI GeoNetwork del Consultative Group on International Agricultural Research (CGIAR).

Foto 4: una pagina dimostrativa di risultati

Copyright © 2006 FAO GeoNetwork, ADV Magazine un articolo di Patrizia Monteduro - introduzione e queries di Alessandro Mirri - pubblicato secondo la licenza di utilizzo di Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5

venerdì, maggio 19, 2006

Internet, ma insomma cresce o no?

Internet sembra davvero un media senza misura: o cresce in modo esponenziale o crolla miseramente. Almeno questa è l'impressione seguendo le cronache economiche che riguardano la rete.

Sul boom prima e lo scoppio poi della bolla speculativa della New (o Net) Economy si è scritto tanto e si è capito quasi tutto, ossia all'epoca si è pensato che qualsiasi progetto in rete fosse una miniera d'ora, indipendentemente dalle sue basi economiche.
E invece anche in rete i conti e i bilanci devono tornare.
Ma oggi qual è la reale situazione del business di Internet?

La diffusione della rete internet in Italia cresce, questo è indubbio, la banda larga è sempre più presente e gli utenti aumentano costantemente (oggi sono 16,6 milioni, dati Nielsen//NetRatings).

Quello che non si capisce invece è il reale stato delle attività imprenditoriali sulla rete.

Sicuramente da questo punto di vista non c'è una grande cultura del mezzo e le aziende ne fanno un uso limitato e diffidente, impaurite dopo i tonfi della new economy o semplicemente poco interessate ad uno strumento che ritengono marginale.

Eppure la rete internet non sembra certo aver esaurito le proprie potenzialità. Le tecnologie attuali permettono infatti di svincolare l'utilizzo di molte funzioni dei siti dalla mediazione dei tecnici, il loro costo si è enormemente abbassato e con esso anche molte barriere competitive all'ingresso nel settore.

Anche la tanto famigerata pubblicità online mostra segnali di ripresa incoraggianti, il dato italiano circa gli investimenti pubblicitari in internet parla di un aumento, in linea con quanto accade nel resto del mondo.

Ci sono poi i business legati ai motori di ricerca che sono la seconda applicazione per utilizzo su Internet dopo la posta elettronica.
I navigatori del pianeta infatti svolgono mediamente 550 milioni di interrogazioni al giorno ed il mercato delle ricerche sponsorizzate si aggira oggi sui 2 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuo del 35% che consente di prevedere un valore di 5,6 miliardi nel 2007 (fonti: Time, ComScore Networks, First Albany Capital).
Il leader Google da solo ha ricavi circa 1 miliardo di dollari ed un utile percentuale notevole (si parla del 30% circa del fatturato).

Ancora, c'è tutto il mondo dei blog, che oltre ad essere miniere di informazioni sui consumatori, iniziano ad essere anche una possibile fonte di business.
L'agenzia americana Burst infatti ha lanciato a gennaio 2005 un circuito pubblicitario costituito da 20 blog selezionati con circa 9 milioni di pagine viste totali mensili.
Questo fatto, anche se limitato, dimostra come anche questi strumenti, nati per dare libero sfogo alle proprie idee sulla rete, stiano diventando d'interesse commerciale.

Ci sono poi tutte le idee imprenditoriali innovative, in termini di prodotti e servizi, che molte aziende sviluppano ogni giorno attraverso la rete.

Si potrebbe obiettare però che mancano mediamente i fondi, erogati un tempo generosamente dai venture capital.
Questo, almeno in Italia, tende ad essere vero, anche se non mancano casi in contro tendenza, come ad esempio quello della Regione Lombardia, che un pò più di anno fa insieme con Banca del monte di Lombardia finanziò con 200mila euro in 18 mesi il progetto "Match di competenze per lo start up".
Il progetto offriva a laureati, ricercatori, docenti, start up e altri soggetti provenienti dai centri di ricerca, dall'industria e dall'università, l'opportunità di consolidare il proprio gruppo di lavoro per avviare una propria attività imprenditoriale (fonte: Sole 24 Ore).

In generale dunque sembra necessario superare la paura della tecnologia sapendo che internet non è un luogo miracoloso dove i soldi si generano da soli ma nemmeno un buco nero che inghiotte le proprie finanze.
E tanto meno la rete non è solo un luogo di svago o di informazione dove non si può pensare di fare business, ultima fra gli interessi (e gli strumenti del media mix) di un'azienda.
Occorre invece concepire Internet come un qualsiasi settore competitivo dove occorre strategia, pianificazione anche creatività e dove davvero gli spazi per il business sono ancora ampi.

Gianluigi Zarantonello

mercoledì, maggio 17, 2006

Quando la fotografia pubblicitaria urta

Era da tanto che la fotografia pubblicitaria non mi infastidiva.

Forse dai tempi della varie fotografia di Oliviero Toscani per Benetton e pensavo di avere già visto il massimo della provocazione e di essermi fatto il callo.

Giudicate voi questo "Just opened, near Kimaya Kothrud. I'm lovin' it." di McDonald's

martedì, maggio 16, 2006

Recensione Microsoft Office 2007 Beta 1: Microsoft Access

Quarto (e per il momento ultimo) capitolo delle mini-recensioni sui diversi applicativi componenti la nuova suite Microsoft Office 2007 (le precedenti recensioni: Microsoft Word 2007, Microsoft Excel 2007 e Microsoft PowerPoint 2007). Questa volta vi presenterò Microsoft Access 2007.

Microsoft Access è il database relazionale di casa Microsoft rivolto all'utenza "soho" (per usi "enterprise level" Microsoft propone SQL Server), che ha acquisito negli anni una certa maturità e diffusione, anche in virtù del facile utilizzo e delle grosse potenzialità nell'integrazione con i linguaggi di programmazione Microsoft (tipicamente Visual Basic, nelle diverse versioni).
La versione 2007 (anche questa in beta) "sconvolge" quella che era la vecchia interfaccia ed il vecchio "modus operandi", e probabilmente sarà necessario un certo periodo di "adattamento", prima di essere operativi al 100%.

Cominciamo questa carrellata su Microsoft Access 2007 Beta 1 con il primo "ribbon", che come nelle altre applicazioni della suite Office 2007, ha un nome "dedicato"; in questo caso è "Data", e mostra le gallery necessarie alla gestione e formattazione del testo, alla gestione dei record ed al loro ordinamento/filtro.
Una peculiarità tipica di questa nuova versione riguarda la possibilità di creare facilmente nuove colonne; basta semplicemente cominciare a scrivere nella nuova colonna, ed il gioco è fatto. :)

Microsoft Access 2007

Microsoft Access 2007 Beta 1 01

Passando al ribbon "Insert" si nota subito il gran lavoro che è stato fatto su Access 2007 per renderlo ancora più potente e semplice da utilizzare. Tramite le gallery presenti in questo ribbon, si possono inserire e modificare tabelle, creare form e reports, utilizzare e creare query ed inserire moduli e macro in VBA.
Sono numerosi i wizard e le autocomposizioni esistenti, così fa facilitare la vita a chi non si trovasse a proprio agio con codice Visual Basic.

Microsoft Access 2007

Microsoft Access 2007 Beta 1 02

In "Page Layout" si può modificare l'impostazione della pagina ed i suoi margini.

Microsoft Access 2007

Microsoft Access 2007 Beta 1 03

"External Data". E' questo il nome del ribbon dedicato alla gestione dei dati esterni ad Access, sia in importazione che in esportazione.
Da qui potrete importare dati da fonti esterne (altri database di Access, fogli di Excel, SharePoint, file di testo ed XML, ODBC o altri database) o esportarli in formati diversi (praticamente gli stessi disponibili in importazione), compreso il nuovissimo XPS (un formato proprietario di stampa che sarà standard in Windows Vista) o il pdf di Adobe.

Microsoft Access 2007

Microsoft Access 2007 Beta 1 04

Infine il ribbon "Advanced Tools" racchiude tutti gli strumenti dedicati ai power users di Access, come la gallery dedicata all'analisi del database (relazioni, dipendenze, performance), quella dedicata alla gestione del database (compresa la possibilità di criptarlo e proteggerlo in differenti modi, feature questa che nelle precedenti versioni di Access era tenuta un po' "nascosta" tra i diversi menù di gestione) e quella per la creazione e la gestione delle macro.

Microsoft Access 2007

Microsoft Access 2007 Beta 1 05

Considerazioni finali su Microsoft Access 2007 Beta 1: Microsoft Access, nonostante sia il database relazionale "personale" più usato al mondo, è sempre stato considerato un prodotto "di nicchia", ed infatti in tutte non è mai incluso nella versione Standard di Office, ma solo nella completa (e molto più costosa) versione Professional.
Potente e funzionale, la versione 2007 sarà destinata a portare una svolta nel mondo dei RDBMS e promuoverne l'utilizzo come strumento alternativo ai database enterprise level, o affosserà questo formato, convincendo gli utenti a passare a database server side come MySQL o SQL Server (il primo è gratuito,il secondo è gratuito nella versione "Express", che ora include anche il nuovo SQL Server Management Studio)? Le nuove funzioni disponibili, i grossi passi avanti effettuati verso l'accessibilità e la semplicità di utilizzo e l'integrazione con tutti i datasource esistenti, sembrerebbe spingere verso la prima ipotesi, ma...
Chi vivrà, vedrà... :)

Articolo originale pubblicato su Giovy's Blog.

lunedì, maggio 15, 2006

Cerchioni + tecnologia = pubblicita' innovativa

La personalizzazione estrema dell'automobile è il pallino di molti. Immaginate di poter inserire delle lucine in un cerchione e di avere la tecnologia per fare in modo che a qualsiasi velocità giri la ruota l'immagine formata dalle lucine sembri fissa!

L'effetto è devastante anche se kitsch!

I PimpStar (nome del prodotto) di DUB (casa costruttrice) hanno dei prezzi non per tutti prezzi!

Ora immaginate di essere un'azienda e di pagare terzi per far girare le macchine con la vostra pubblicità sui cerchioni o di usarli per le vostre macchine aziendali.
Il primo che partirà in questa nuova forma di pubblicità avrà sicuramente risultati positivi!

Ispirato all'articolo già pubblicato su I migliori video in rete

venerdì, maggio 12, 2006

Browser digital divide, Firefox e liberta' internet violata

La guerra dei motori Google-Microsoft-Yahoo! si estende ai browser. Google da tempo supporta apertamente il browser Firefox per minare uno dei prodotti storici di casa Gates, Internet Explorer. La campagna anti IE dilaga sulla Rete e trova terreno fertile in movimenti volontari e autonomi attivi, ostili a Microsoft. Nasce il movimento anti-IE e di fatto si innalza un muro contro la libera scelta dell'utente internet.

Personalmente non amo Internet Explorer e ancor meno Firefox. Ad essere sinceri non ritengo che ci sia un browser sul mercato che raggiunga prestazioni minimamente soddisfacenti. Un conto però è non stimare un servizio/prodotto, altra cosa è tentare di obbiligare un tuo potenziale visitatore a cambiare le proprie preferenze per i tuoi interessi (morali o materiali).

Oggi, per la prima volta, mi sono imbattuto in un sito web che mi invitava forzatamente a scaricare Firefox se volevo continuare la navigazione. Dopo un assaggio di 1-2 secondi della home page, probabilmente non voluto e dovuto soltanto ai tempi di caricamento della "pagina di transizione", il sito www.gratisinlinea.it fa apparire il seguente contenuto:

in evidenza

Internet Explorer non è compatibile con questo sito, ti raccomandiamo l'uso del 'navigatore' gratuito Firefox: · Firefox é più sicuro contro virus e spyware. · Firefox blocca le fastidiose finestre pubblicitarie pop-up. · Utilizza le funzioni della Google Toolbar Integrata. · E' raccomandato da Google. · E' un software a Codice Aperto e rispetta gli standard del web. Clicca sul bottone sulla destra per scaricare Firefox. E' Gratuito. Con Internet Explorer puoi navigare solo nel menú Archivio clicca qui' per il mese di Aprile.

Firefox e Internet Explorer a confronto: Voglio analizzare, punto per punto, le motivazioni elencate per convincermi del cambio di browser necessario per continuare la navigazione. Motivazioni in linea con il progetto anti-IE Explorer Destroyer di cui si scrive anche in Italia.

  • Firefox è più sicuro contro virus e spyware? Quanto può esserlo Internet Explorer, Opera o Netscape senza l'ausilio di un decente anti-virus, di un firewall di spessore, di software specializzati nella caccia agli spyware più insidiosi. E anche così passano il 20-30% dei malware in generale. L'affermazione che "nessun virus può penetrare il sistema semplicemente visitando una pagina web" purtroppo, per esperienza personale, non regge. Dalla sua, Firefox ha che non è un browser integrato in Windows come Internet Explorer, per cui se eventuali virus passano i firewall (estensione del termine) non si rischia che si estendano al sistema. Se però un virus arriva via Firefox e riesce a superare le barriere di sicurezza, si va incontro alle medesime grane. Firefox permette all'utente di avere il controllo completo dei cookie. Finora non ho trovato contro-indicazioni a riguardo e lo ritengo un punto a favore del browser Mozilla. D'altra parte Firefox non è esente, come ogni altro browser, da falle che coinvolgono la privacy e sicurezza dei propri utenti.
  • Firefox blocca le fastidiose finestre pubblicitarie pop-up? Lo fa anche Internet Expolorer e, secondo me, fin troppo bene al punto che trovo il servizio fastidioso. Utilizza le funzioni della Google Toolbar integrata? E allora? E' da circa un anno che si vendono computer in cui tra i software inseriti c'è la possibilità di attivare la Google Toolbar. D'altra parte io, e con me molti altri, riteniamo di voler decidere quando, come e perché integrare questo tool piuttosto che un altro. Già è difficile imporre il proprio diritto di consumatore nel richiedere un sistema Linux al posto di quello Microsoft su un computer che stiamo acquistando, ed ora mi si deve imporre anche un tool per default? Non basta Microsoft con la sua serie interminabile di tool presenti in Windows?
  • E' raccomandato da Google? Perché doveva essere raccomandato da Microsoft? Google e Microsoft sono in aperta concorrenza su più fronti. Alcuni dei teatri di scontro sono creati appositamente per deviare risorse e piani dell'avversario. Una strategia già utilizzata da Microsoft in passato e non certo disdegnata da Google o da Yahoo!. Per cui il marchio "raccomandato da" è alla stregua, ed ha lo stesso valore, della sigla "powered by". Tendente a zero per chi non ha interessi in Google o intenzione d'investire nell'azienda di Mountain View.
  • E' un software a codice aperto e rispetta gli standard del web? Arriviamo al punto. open source: possibilità d'interagire e scambiare codice sorgente costruendo sulle esperienze di altri per migliorare il prodotto e servizio finale, senza vincoli di copyright o diritti d'autore... e conseguenti penali, una tantum, pagamento dei diritti etc. Lo stesso spirito che anima chi diffonde e promuove news, articoli e informazioni in generale sotto licenze Creative Commons o Copyleft. Circolazione libera del sapere. Circolazione libera! Sul fatto che rispetta gli standard web... anche IE, Opera e Netscape lo fanno e, come loro, anche Firefox ha le sue ombre. Dalla sua Firefox ha un margine di miglioramento superiore a quello dei concorrenti, proprio grazie alle sue caratteristiche open source. L'open source ha il pregio di permettere una velocissima copertura di bug e falle, come anche il difetto di rendere disponibile il codice sorgente permettendo di trovare in "presa diretta" nuove vulnerabilità sfruttabili. Se però mi si chiedesse quale politica appoggiare, sceglierei ad occhi chiusi quella Firefox

Limitazione della libertà di scelta individuale:

Quanto scritto e linkato potrebbe suscitare pronta replica tra i fan di Firefox o di Internet Explorer. Ma la polemica non mi interessa. Non mi interessa polemizzare su se sia meglio Firefox di Internet Explorer. Mi interessa sottolineare le sensazioni che mi sono montate dentro trovandomi di fronte ad un messaggio che mi impediva, ingiustificatamente, la naturale navigazione on-line. Ho voluto evidenziare i perché di questa "rabbia". La mia libertà di scelta è stata limitata. Non mi piace. Non lo reputo corretto nei miei confronti e nei confronti di tutti coloro che, accedendo ad una risorsa web, si trovano costretti a fare una inutile e ingiustificata scelta salomonica per raggiungere il proprio obiettivo di navigazione. Fino ad oggi, l'unico problema che si poteva incontrare era l'incompatibilità di una pagina web rispetto ad un browser. Internet Explorer, Firefox, Opera, Netscape visualizzano una pagina web in modo differente. Le stesse impostazioni standard dei valori assegnati ai tag "p", "td", "form" differiscono da un browser all'altro. Si possono incontrare pagine web in cui si riporta il browser consigliato per la navigazione, ma non si devono incontrare pagine che ti impediscono di fatto la navigazione perché al webmaster, o all'azienda di turno, gli fa schifo il browser che utilizza il suo potenziale visitatore. Quale che sia la motivazione del webmaster/azienda: perché crede effettivamente che Firefox sia meglio di Internet Explorer, perché vuole contrastare attivamente il monopolio Microsoft, perché vuole guadagnare qualche centesimo di euro invitando l'utente a cliccare sull'Ad Firefox. E a proposito di Ad Firefox...

Quando un Ad Firefox non è in linea con il regolamento Google:

La pagina di transizione, causa scatenante di questo post, sembrerebbe in contrasto con il regolamento degli Ad promossi e gestiti da Google. A destra del contenuto testuale esposto sopra, c'è l'Ad di Firefox. Il Team Google è molto esplicito riguardo alla gestione degli Ad sulle pagine web dei suoi publisher:

Referral: "[...] Ad eccezione della visualizzazione di un Pulsante Referral nel Sito, vi impegnate a non promuovere o agevolare in alcun modo un Evento Referral, se non espressamente autorizzati per iscritto da Google (anche a mezzo posta elettronica)[...]".

n.b.: E' a causa del passaggio "espressamente autorizzati per iscritto da Google" che ho scritto "sembrerebbe in contrasto" invece di "è in contrasto".

L'abstract dedicato al Referral è comunque in linea con il Regolamento del programma AdSense di Google:

Incentivi: "le pagine Web non possono in alcun modo incentivare attivamente gli utenti a fare clic sugli annunci, ad esempio chiedendo esplicitamente di fare clic sugli annunci o di visitare i siti degli inserzionisti o anche attirare eccessivamente l’attenzione sugli annunci [...]".

In sintesi:

Webmaster. Nessuna motivazione inerente l'evento di cartello "Google vs. Microsoft" ti dà il diritto di limitare la mia libertà di scelta. Decido io che tipo di browser utilizzare per la navigazione. Per lavoro ho installato sia IE, che Firefox, che Opera e Netscape. Firefox e Netscape li ho cancellati. Per navigare utilizzo Internet Explorer. Questa è la mia scelta. Che sia giusta o sbagliata, la mia libertà non deve essere limitata da simili, insulse, pagine.

Buona navigazione.

Alessandro Mirri ADV Magazine

lunedì, maggio 08, 2006

Google Maps VS Google: Come Cambieranno Visibilità Online E Risultati Nei Motori Di Ricerca Secondo MasterNewMedia

La pericolopportunità Google è la capacità di questo motore di ricerca di influenzare con le sue scelte operative il futuro di intere categorie di persone e di servizi.

La sua forza sta nell'efficienza e nella sua capacità di essere diventato per molti "il contesto", la cornice. Come ogni contesto si accetta, come ogni cornice non si discute. Google è il contesto, la cornice, ed i contenuti sono il quadro.

mappe_google.gif

I contenuti, il quadro, che dovrebbero essere gli elementi più importanti, ora dipendono in gran parte da quella cornice. Riflettete un attimo. Se la Monnalisa cambiasse la cornice avrebbe un fascino ed un valore diverso ? Se fosse tolta dal Louvre e messa in un altro museo, perderebbe la sua forza ispiratrice ?

Sicuramente no. Il quadro è più importante della cornice. Ma questo non è il caso di Google. Con Google, il quadro, i vostri contenuti, dipende dalla cornice, Google e i suoi algoritmi e meccanismi di visibilità.

Questa cornice ha creato degli studiosi e degli esperti, i SEO, professionisti e appassionati il cui lavoro è capire come funziona la cornice per far salire i propri contenuti o quelli di altri nei risultati dei motori di ricerca. Questa categoria poi si è ulteriormente specializzata nello studio dei risultati sponsorizzati. Sono nati i SEM che gestiscono la comunicazione pubblicitaria di un'azienda e la fanno salire nei risultati sponsorizzati della cornice Google.

Per alcuni di loro che lavorano in precisi settori è arrivata l'era glaciale e questa era si chiama Google Maps.

Cerchiamo di capire perchè.

emule.jpg

Due giorni fa ho avuto il piacere di testare la versione italiana di Google Maps insieme a Fabrizio Pivari. Fabrizio è un professionista del marketing online con un mix di due attitudini speciali, l'entusiasmo e la capacità di esplorazione, le stesse caratteristiche che rendono magnetici professionisti della rete come Robin Good.

Fabrizio ha fatto uscire da pochi giorni, un suo nuovo ed interessante blog dedicato a Google Maps, Google Earth e a tematiche di mapping.

Abbiamo passato un'ora a testare insieme Google Maps, ognuno dal suo punto di vista e quello che è emerso è stato davvero importante.

Dopo qualche minuto passato a prendere la padronanza del mezzo ho spinto perchè si testasse la mia amata Livorno ed è qui che sono venute le scoperte più sorprendenti.

livorno.gif

Abbiamo deciso di testare una frase chiave precisa, "hotel livorno", per capire quali fossero i risultati.

livorno_hotel.gif

Quello che è emerso mi ha fatto molto riflettere.

hotel_livorno.gif

Nei primi 4 posti risultavano Gori, Albergo Europa Hotel, Albergo Giappone Di Dalle Vacche Luca e Hotel Citta'. Questi tipi di risultati non hanno alcun legame con gli algoritmi che governano la ricerca testuale su Google. Sono estratti infatti dal database di Paginegialle.it

pagine_gialle.gif

E tutto questo ha un significato straordinario. Guardate ad esempio i risultati ottenuti per la medesima stringa di ricerca su Google.

livorno_google.gif Clicca sull'immagine per allargarla -

Google Maps non segue gli algoritmi di ricerca di Google.
Ma andiamo avanti. Continuando il test ho cliccato sul secondo termine: Hotel Europa. Ecco quello che è venuto fuori. Nella finestra di riferimento potete vedere il link al sito ufficiale dell'hotel ed altri 17 link.

europa.gif

Niente di straordinario direte ? Provate a cliccare il primo risultato in Google Maps per "hotel livorno", cioè il link Gori. Vedrete che l'hotel Gori non ha neanche il sito Internet.

gori_hotel.gif

Quello che ha fatto Google Maps è dare una visibilità estrema ad un hotel che non ha neanche un sito web con tanti saluti ai meccanismi che regolano il posizionamento testuale sia nei link organici che in quelli a pagamento.

Ma non è finita qui. Se clicco il link "Hotel Città" mi appare la possibilità di leggere direttamente una recensione dell'Hotel dal sito Venere.com.

recensione_hotel.gif

Apro la recensione e vedo una segnalazione di una persona che si lamenta per un problema alla doccia in questo hotel.

recensione_hotel_2.gif
  • Perchè è stato scelto il sito Venere.com ?
  • Attraverso quale database ?
  • In quale modo è stato estratto il dato ?
  • Se ci sono più descrizioni dell'hotel, come viene scelta la descrizione da inserire per prima ?
  • Se ci sono più link all'albergo dopo il link ufficiale, come vengono ordinati ?

La pericolopportunità Google apre prospettive difficili da comprendere

Una è la prospettiva più importante da analizzare:

Il rapporto tra ricerca testuale e ricerca visuale

Google e Google Maps appaiono estremamente diversi. La loro interfaccia condiziona in maniera differente il comportamento di ricerca dell'utente. La ricerca testuale su Google con i suoi risultati in sequenza, condizionati dai meccanismi di indicizzazione e link popularity, comporta una fatica notevole nella scoperta dell'informazione a causa di un elevato sovraccarico informativo.

Per quanto riguarda i servizi offerti dalle aziende, è questo sovraccarico informativo in un'interfaccia di risultati sequenziali che potenzia in parte il mercato dei link sponsorizzati. Spesso è più semplice trovare il servizio che fa per te nei link sponsorizzati rispetto ai link organici.

Molti SEO sono consapevoli di questo sovraccarico informativo e cercano di potenziare la loro informazione testuale mediante stratagemmi grafici:

seo_trucchi.gif

Google Maps invece integra informazione visuale e testuale. Ciò semplifica la ricerca da parte del navigatore e potenzia la sua esperienza della pagina che al testo associa l'immagine e la capacità di esplorazione visuale.

Questo però ha una conseguenza. Come nel caso della ricerca "hotel livorno", il navigatore si trova di fronte sempre ad un ordine sequenziale di risultati e come in ogni ordine sequenziale i primi risultati sono percepiti come più importanti soprattutto nel caso di un'informazione altamente filtrata come quella di Google Maps.

Google Maps è una pericolopportunità evidente, forse per lo stesso Google, almeno in Italia. L'accordo con Pagine Gialle provoca risultati privi di ogni logica SEO. L'ordine sequenziale dei risultati rimane, come la percezione dell'importanza di tale risultati, ma questi non sono in ordine di popolarità.

Quando l'uso di tale mezzo sarà maturo, la visibilità di alcuni servizi sarà limitata o potenziata a seconda della loro posizione sequenziale in Google Maps. Per alcuni servizi, i risultati organici testuali su Google classico avranno molta meno importanza con buona pace di molti SEO il cui lavoro, se limitato all'indicizzazione nei motori, dovrà sostanzialmente cambiare.

L'era glaciale sta arrivando per coloro che non sapranno modificare il proprio lavoro.

Ma Google Maps è una pericolopportunità per lo stesso Google. Non si può pensare di guadagnare in link sponsorizzati semplicemente aggiungendo la somma dei risultati da Google Classico con quella di Google Maps perchè una condiziona l'altra.

L'interfaccia di Google Maps in questo momento è in grado di veicolare per una chiave di ricerca una percentuale di click minore rispetto all'interfaccia classica, proprio per la sua capacità di fornire informazioni più precise.

affitti_roma.gif Rapporto Nell'interfaccia Tra Risultati di Ricerca e Link sponsorizzati in Google Maps - Clicca sull'immagine per allargarla affitti_roma_2.gif Rapporto Nell'interfaccia Tra Risultati di Ricerca e Link sponsorizzati in Google - Clicca sull'immagine per allargarla -

Meno click, meno guadagno. Alcuni potrebbero obiettare che dalla ricerca visuale l'utente possa passare ad una testuale per avere più informazioni. Si, sono d'accordo, ma il suo processo di passaggio ha già subito un filtro notevole che ne ha indirizzato il comportamento di ricerca.

Pensiamo poi cosa può significare Google Maps per gli inserzionisti Adwords di molti servizi.

E' difficile comprendere le conseguenze di Google Maps in termini di costi e visibilità di alcune chiavi di ricerca in diversi settori.

Di una cosa sono sicuro: le aziende di servizi che investiranno tempo, soldi e risorse umane nel capire le applicazioni di Google Maps e nel lavorare costantemente sui contenuti e sulle loro modalità di distribuzione rimarrano in piedi.

Per le altre non vedo che un solo risultato: la progressiva invisibilità online.


Articolo di Alessandro Banchelli, Chief Editor di MasterNewMedia Italia, edizione italiana di MasterNewMedia di Robin Good

venerdì, maggio 05, 2006

Dove cliccano gli utenti a seguito di una ricerca in Google?

Iprospect, importante SEM Agency d'oltreoceano, ci indica con il suo studio periodico, che il 62% degli utenti clicca sui collegamenti della prima pagina dei risultati di un motore, e un 90% nelle prime tre pagine dei risultati di ricerca.

Sappiamo anche che clicca sui risultati organici e sugli sponsorizzati soprattutto quelli precedenti i risultati naturali (quelli in blu di Google per intenderci). Lo studio ci indica anche cosa fa l'utente quando non trova cosa sta cercando:

  • 41% cambia termini di ricerca o motore di ricerca se non trova cosa cerca nella prima pagina dei risultati di ricerca.
  • 88% cambia termini di ricerca o motore di ricerca se non trova cosa cerca nella prima pagina dei risultati di ricerca.
  • 82% rieffettua una ricerca infruttuosa nello stesso motore di ricerca ma con più parole chiavi.
Gli studi di Harvest Digital hanno evidenziato invece che il 55% degli utenti verifica il contenuto di uno solo dei risultati forniti, e più dell'80% non prova più di tre link.

A questo punto emerge una constatazione: non solo è indispensabile che il proprio indirizzo compaia tra i primi posti nei motori di ricerca per essere cliccati dagli utenti, ma è assolutamente necessario che la presentazione del sito sia cristallina.

Otto volte su dieci è proprio un risultato non chiaro che dissuade l'utente a cliccare”.
Jim Jansen di Harvast Digital
Il TAG TITLE è quello che influenza il titolo (blu) dei risultati di ricerca. Non limitiamoci ad inserire le parole chiave, ma cerchiamo di creare una frase che le contenga in affiancamento a parole motivazionali rispetto quelle che sono le esigenze di ricerca del nostro utente, e che avremo analizzato preventivamente. Non eccedere nel numero di caratteri.

Esempio: Auto Usate: la tua auto in SOLI 3 click!

Andrea Cappello Studio Cappello - Promozione Siti Search Advertising Blog - il mio blog

mercoledì, maggio 03, 2006

Ho scoperto Kozo

Oggi ho scoperto i filmati dell'ippopotamo Kozo!
http://www.kozothehippo.com/

Sono rimasto senza parole!
Eccezionale sotto tutti gli aspetti: la qualità del suono, il personaggio con la sua espressività ed i movimenti, l'originalità delle storie.
Voglio un cartoon di Kozo nelle sale cinematografiche!

E voglio un'internet sempre più video ed alternativa intelligente alla TV!

martedì, maggio 02, 2006

Word verification per tutti

Una delle caratteristiche più interessanti di un blog è la possibilità di poter introdurre un commento ad ogni post.
Purtroppo questa caratteristica nasconde uno dei problemi più grossi per un blog: i commenti spam!
Commenti fatti solo con l'intento di evidenziare un prodotto e di accrescere il Google Page Rank di quel prodotto.

Uno dei metodi più efficaci per salvare capra e cavoli è la Word verification, la richiesta, dopo l'introduzione di un commento, di introdurre le stesse parole che compaiono in un'immagine nell'apposita finestrella.
Con la Word verification si impedisce ad applicazioni spam di introdurre commenti spam.
Unico neo della Word verification è che si basa sulla vista, questo implica una barriera web (inaccessibilità) ai non vedenti.

Oggi Blogger ha annunciato la risoluzione di questo problema permettendo di scegliere tra la word verification tradizionale (basata sulla vista) o di una nuova possibilità che sfrutta registrazioni audio e quindi basata sull'udito.

Recensione Microsoft Office 2007 Beta 1: Microsoft PowerPoint

Eccomi qui, con l'ennesimo "capito" della "saga" sul nuovo Microsoft Office 2007 Beta 1.
Dopo gli "episodi" precedenti (Microsoft Word 2007 e Microsoft Excel 2007), oggi è la volta di Microsoft PowerPoint 2007. :)

Microsoft PowerPoint è il leader de facto dei software per la creazione di presentazioni, mercato su cui si è affacciato relativamente da poco Impress di OpenOffice.org.
Come per le applicazioni precedente, anche PowerPoint ha subito una pesante ristrutturazione, che ha reso l'applicazione molto più funzionale e produttiva, che va ben oltre il semplice restyling o l'aggiunta di qualche nuova funzione.
Cominciamo questa carrellata con la consueta "prima modalità" dell'applicazione, che in PowerPoint è chiamata "Slides" (in Word era "Write" mentre in Excel era "Sheet"). In modalità Slides troviamo le gallery necessarie per l'aggiunta, l'eliminazione e la modifica delle slides, la formattazione di testi e paragrafi, ed un'intera gallery dedicata ai testi WordArt (feature essenziale in un un software di presentazione).

Microsoft PowerPoint 2007

Microsoft PowerPoint 2007 Beta 1 01

Parlando di testi WordArt, ho potuto notare che il passaggio da testo semplice a testo WordArt avviene in modo trasparente (ovvero: non è necessario inserire "appositamente" del testo WordArt, come in Word o Excel), e beneficia della Live Preview già vista in precedenza.
Nella schermata sottostante potete vedere come un semplice testo viene "trasformato" in WordArt ed è possibile vedere l'effetto ottenuto in tempo reale.
Tutto ciò è possibile grazie alla galler "WordArt Quick Styles".

Microsoft PowerPoint 2007

Microsoft PowerPoint 2007 Beta 1 02

La modalità "Insert" serve ad inserire nelle proprie presentazioni diversi elementi, come ulteriori slides o tabelle, illustrazione e link, testi e contenuti multimediale (audio e video).
Da segnalare il comportamento del pulsante "WordArt" presente nella gallery Text: utilizzandolo è possibile inserire dei nuovi testi WordArt, ma NON modificare o "trasformare" testi esistenti; in parole povere, la funzione presentata nella schermata precedente NON funziona con questo pulsante.

Microsoft PowerPoint 2007

Il ribbon in modalità "Design" mostra le gallery utili a definire l'aspetto "grafico" delle slides, con la possibilità di cambiare l'orientamento, di utilizzare dei temi colore e degli sfondi (possibilità già viste in Word 2007) e di gestire gli elementi nella slide.

Microsoft PowerPoint 2007

Microsoft PowerPoint 2007 Beta 1 04

Quando avrete bisogno di animare le vostre slides, passerete in modalità "Animations", ed il ribbon vi metterà a disposizione una estesa gallery dedicata alle transizioni, dove potrete definire gli effetti di passaggio da una slide all'altra, il tempo di transizione ed eventuali suoni, e creare animazioni personalizzate.

Microsoft PowerPoint 2007

Microsoft PowerPoint 2007 Beta 1 05

Dopo aver creato le transizioni fra una slide e l'altra, dovrete organizzare lo slideshow vero e proprio, no?
Magari aggiungendoci anche la vostra voce che spiega le diverse slide (non sempre potete essere fisicamente a tutte le presentazioni...) e voelndo strafare adattando la stessa alla risoluzione del videoproiettore in sala conferenze.
Beh, il ribbon "Slide Show" serve proprio a questo. ;)

Microsoft PowerPoint 2007

Microsoft PowerPoint 2007 Beta 1 06

"Review" è autoesplicativa, ed è la stessa modalità presente negli altri software che compongono il pacchetto Office.

Microsoft PowerPoint 2007

Microsoft PowerPoint 2007 Beta 1 07

Ultima modalità, alla fine del vostro workcycle, è la "View". A differenza della stessa modalità presente in Word ed Excel, quella presente in PowerPoint è ricca di gallery e pulsanti per permettervi di visionare al meglio la vostra presentazione, e darle gli ultimi ritocchi.

Microsoft PowerPoint 2007

Microsoft PowerPoint 2007 Beta 1 08

Considerazioni finali su Microsoft PowerPoint 2007 Beta 1: probabilmente da "non adetto ai lavori" (avrò fatto un paio di presentazioni con PowerPoint, in tutta la mia vita) non riesco ad offrire una panoramica sui miglioramenti introdotti in questo software (così come in Excel, che uso altrettanto di rado).
Mi piacerebbe che qualche "heavy user" dicesse la sua, almeno per quanto riguarda la nuova disposizione dei comandi e la loro accessibilità.
Probabilmente PowerPoint è il software "più semplice" da usare nel pacchetto Office Standard (ad eccezione di Publisher, dove le autocomposizioni regnano sovrane), ma se questa nuova versione ha introdotto un potenziamento delle già ottime funzioni di PowerPoint... beh, un'occhiata vale la pena dargliela... ;)

Articolo originale pubblicato su Giovy's Blog.