giovedì, aprile 27, 2006

Tempi duri per i SEO!

Sono appena usciti maps.google.it, maps.google.de, maps.google.es, maps.google.fr!

Alcune considerazioni su maps.google.it, usiamo Attività commerciali, introducendo Milano e Hotel:

  • La lista Aziende è fornito da PagineGialle.it
  • Le aziende che vengono messe prime non seguono i tradizionali criteri che Google usa nel suo motore di ricerca
  • Nella nuvoletta possono essere visualizzati diversi tipi di informazioni:
    • l'hotel può essere anche senza web (come nel caso di Alberghi Gritti Hotel)
    • l'hotel può comparire in più web (ad es. per Albergo Gritti compare hotelgritti.com altri 27)
    • Possono comparire le Recensioni fatte dai clienti come nel caso di Albergo Plaza Grand Hotel (S.R.L.)
    • Può essere presente un tab Dettagli come nel caso di Albergo Plaza Grand Hotel (S.R.L.). In questo caso forniti da Venere.com, Activereservations.com e Activehotels.it

E a proposito del titolo?
Che necessità ha un navigatore di trovare un hotel tramite motore di ricerca quando può trovarli tutti con maps.google.it e sapere subito tutte le informazioni necessarie!

Ultimo punto: come entrare nei link sponsorizzati presenti?
Non sembra che prenda da AdWords quelli che hanno configurato le due chiavi (in questo caso hotel milano).

Venezia: nuova piramide in vetro in piazza San Marco!

Quando mi hanno detto lo sai che in piazza San Marco a Venezia c'è una nuova piramide in vetro?, non ci volevo credere!
Poi ho esclamato scopiazziamo anche i francesi! e la loro piramide al Louvre.

Guardate con i vostri occhi questo screenshot! Venezia: nuova piramide in vetro in piazza San Marco O meglio guardate le immagini satellitari con Google Earth!

;)
Ovviamente il tutto realizzato con SketchUp!

Google SketchUp gratis per tutti!

Google SketchUp Google ha rilasciato pochi minuti fa (ed è quindi una notizia in anteprimissima!) la versione free di SketchUp, il software di modellazione tridimensionale acquisito da @Last Sofware un paio di mesi fa.

Con SketchUp potete creare facilmente oggetti 3D di qualunque cosa, a partire dalla case per finire agli Shuttle... :P

Insieme a SketchUp ha anche rilasciato un archivio (il 3D Warehouse) di modelli 3D già pronti, da utilizzare nel software. Il 3D Warehouse contiene MIGLIAIA di modelli, a partire da elementi base (alberi, tavoli, mobili, schemi di abitazioni, impiantistica) per finire a complessi e famosi edifici già pronti (come la Casa Bianca, ad esempio).

SketchUp

Con SketchUp non è necessario essere ingegneri ed esperti di CAD per divertirsi a creare il modello della propria "casa dei sogni"... ;) I modelli realizzati con SketchUp, inoltre, si integrano alla perfezione con Google Earth, e possono essere visualizzati in 3D all'interno di questo software.

E' inoltre disponibile una versione PRO (a pagamento) con funzioni aggiuntive.

Quindi... scaricatelo, e provatelo... magari scoprirete il vostro lato ingegneristico nascosto... ;)

P.S. Sul forum di Hardware Upgrade c'è un apposito thread dedicato a SketchUp... :)

Articolo originale pubblicato su Giovy's Blog.

mercoledì, aprile 26, 2006

L'"appestato" di Google Adsense

Lettera aperta
A Google Italia
E p.c. agli Organi di informazione

Google Adsense: “non è tutto oro quello che luccica” potrebbe essere il titolo di questo intervento su Google Asense , ma in realtà forse è più pertinente un immediato “state attenti alla fregature”!

Buongiorno sono stato “scomunicato” da Google Adsense.

Niente paura: non si tratta di sette religiose, anche se la “scomunica” ha il suo brutto effetto e non abbiate timore di questo messaggio: non sono un hacker informatico, ma un “semplice” giornalista e agente di pubbliche relazioni.
Il mio lavoro consiste nello scrivere ed ideare attività e strumenti di informazione e comunicazione volte per esempio alla sicurezza stradale, all’educazione ambientale, lo sviluppo sostenibile.
Belle campagne di comunicazione, insomma, realizzate per importanti istituzioni pubbliche.

In questi anni la comunicazione on line ha assunto una sempre maggiore importanza e così anche il mio lavoro si è in parte evoluto.
Se prima scrivevo i testi per siti web, che poi un operatore html traduceva in codici che alla fine davano la pagina web finita, con l’avvento dei blog, ho iniziato a scrivere e pubblicare da solo una gran parte di articoli e testi.
Il primo vantaggio dei blog consiste nel fatto che per realizzarli basta solo un po’ di pratica e saper scrivere. Nulla di più.
Il secondo vantaggio dei blog consiste nella loro struttura che prevede una grafica leggera e la preponderanza del testo scritto, che è ciò che più viene cercato da tutti gli internauti quando vogliono informazioni.

Così unendo il mio lavoro e le mie passioni ho lanciato il “Corriere del Web.it - L'informazione fuori e dentro la Rete”, un blog dedicato a tutti i comunicatori.
Il sito ( www.corrieredelweb.it ) è, infatti, una sorta di giornale online realizzato da una redazione virtuale, in continua espansione composta da giornalisti e addetti stampa, professionisti di marketing, comunicazione e pubbliche relazioni, nonché opinionisti, scrittori e bloggers. 
Il Corriere del Web.it di fatto promuove relazioni tra tutti i comunicatori e ambisce a diventare un giorno uno strumento che possa sviluppare in pieno le potenzialità della Rete per una comunicazione democratica e partecipata. Attualmente pubblicano direttamente o indirettamente le loro notizie oltre 150 professionisti della comunicazione.

Un giorno mentre aggiornavo il sito mi è comparso un avviso di Google: “AdSense di Google è un modo facile e veloce per i publisher di siti Web di tutte le dimensioni, di pubblicare annunci Google rilevanti sulle pagine di contenuti dei loro siti Web, e generare rendimenti. Dal momento che gli annunci sono collegati a ciò che gli utenti stanno cercando sul vostro sito — o coincidono con le caratteristiche e gli interessi dell'utente che è attratto dal vostro contenuto — avrete in definitiva un modo per monetizzare e per esaltare le vostre pagine di contenuti. AdSense rappresenta anche un modo per i publisher di siti Web di fornire ai propri utenti il servizio di ricerca di Google sul sito e sul Web e guadagnare pubblicando annunci Google su pagine di risultati di ricerca. Grazie al programma AdSense di Google – recita sempre la relativa pubblicità di Google - potete incrementare le entrate pubblicitarie da ogni pagina del vostro sito Web in brevissimo tempo e senza investire in ulteriori risorse. AdSense pubblica annunci di testo e illustrati pertinenti, specificamente mirati al contenuto del vostro sito. Se poi aggiungete un campo di ricerca Google al vostro sito, AdSense pubblica annunci di testo pertinenti alle pagine dei risultati di ricerca Google generati dalla ricerca fatta dai vostri utenti”.

Bene, mi sono detto: ecco un modo intelligente di promuovere servizi e prodotti senza incorrere nella fastidiosa pubblicità.

Perciò, anche se il Corriere del Web non ha alcun fine di lucro, se con Google Adsense posso non solo arricchire i contenuti delle pagine con annunci e link pertinenti ai testi scritti, ma anche guadagnare qualcosa, non è niente male!
Inoltre se aderivo al programma avrei potuto inserire nella mia home page la casella di ricerca di Google, il bottone per scaricare il modernissimo browser Firefox ed altre funzionalità. Quindi mi sono iscritto. Ed effettivamente gli annunci che comparivano sulle mie pagine si sposavano con l’argomento di cui scrivevo.

In base al numero di clic che i visitatori del Corriere del Web facevano su questi annunci, il numero di persone che scarichavano Google Toolbar di Firefox, il numero di ricerche che partivanono dalla casella di ricerca di Google inserita nell’home page del sito, io ottenevo degli esigui ma costanti guadagni.

Così in qualche mese sono arrivato alla soglia di circa 80 dollari accumulati (ma NB ogni pagamento avviene al superamento della soglia dei 100 euro).
Una cifra irrisoria se spalmata in 4/5 mesi, ma che mi dava quella piccola soddisfazione di sapere di avere circa 200 lettori al giorno (che per un sito di nicchia nato senza pretese non è male).
So che per altri siti le entrate possono essere davvero consistenti anche 200, 300 dollari al mese. Non è poco. Ma non era e non è negli obiettivi del Corriere del Web. Quello che a me interessa è fare networking con tutte le professionalità della comunicazione.

Le mie vere soddisfazioni sono arrivate per esempio, quando ho avuto picchi di visitatori, per esempio nel corso delle concitate ore delle recenti elezioni politiche, quando grazie alle diverse collaborazioni messe in atto il Corriere del Web riusciva a dare in tempo reale i risultati di exit poll prime e proiezioni dopo, mentre siti molto più importanti “collassavano” per il numero di visitatori che tentavano di accedervi.

Sta di fatto che dopo quei giorni e in corrispondenza con una mia pausa lavorativa (fatto strano..), il sistema di Google Adsense ha disattivato senza alcun preavviso tutte le funzionalità: casella di ricerca, bottoni vari, annunci mirati. Tutto bloccato.

Improvvisamente, se provavo a fare una ricerca dalla casella di Google mi veniva una scritta che mi avvisava che non ero autorizzato. Quindi ad una più attenta analisi del Corriere del Web mi sono accorto che al posto degli annucni e dei bottoni c’erano degli spazi bianchi.

Dopo tanti tentativi di capire cosa fosse successo, ho trovato la risposta un messaggio nell’indirizzo di posta con il quale mi ero iscritto:

Gentile Andrea Pietrarota, Abbiamo notato che sulle sul suo sito (sui suoi siti) sono stati generati clic non validi, pertanto abbiamo disattivato il suo account AdSense di Google. La preghiamo di comprendere che questa decisione è stata presa nell'intento di proteggere gli interessi degli inserzionisti AdWords.
Non sono ammessi clic non validi sugli annunci del sito di un publisher, inclusi ma non limitati a clic generati da:
- un publisher sulle proprie pagine Web
- un publisher che incoraggia gli utenti a fare clic sui propri annunci
- strumenti per la generazione di clic automatici o altri software ingannevoli
- un publisher che ha alterato una porzione del codice degli annunci modificando il layout, il comportamento, il targeting o la visualizzazione degli annunci stessi Queste pratiche violano i Termini e condizioni e il regolamento del programma di AdSense di Google disponibile ai seguenti indirizzi:
https://www.google.com/adsense/localized-terms?hl=it
https://www.google.com/adsense/policies?hl=it
I publisher disabilitati per attività di clic non validi non saranno ammessi ad ulteriori partecipazioni in AdSense e non riceveranno futuri pagamenti. I guadagni generati verranno rimborsati agli inserzionisti danneggiati in seguito a tale attività.
Cordiali saluti,
Il team AdSense di Google

Clic non validi, automatici? Ma siamo impazziti?!
Con tanto di “cordiali saluti” il Team di Google Adsense praticamente mi dà del truffatore, dicendomi che ho generato clic anomali in modi meccanici o peggio che io abbia volutamente e ripetutamente cliccato manualmente gli annunci che comparivano sul Corriere del Web.
Il Team conclude dicendomi che rimborserà gli inserzionisti che hanno pubblicato gli annunci sul mio sito e mi “scomunica a vita” dalla comunità di Google.

Sono sin dagli esordi un fan di Google, dei suoi servizi e prodotti, e mi sento davvero colpito da una espulsione assurda, per colpe che nessuno ha saputo o voluto spiegarmi.
Ho tentato via email di spiegare il perchè del mio desiderio di essere re-integrato, che non ha nulla a che vedere con l'esiguo credito che avevo accumulato.

A me non importa un fico secco degli eventuali 80 euro perduti (che non mi cambiano la vita), ma mi scoccia parecchio essere messo alla gogna per dei “clic anomali” non ben spiegati.
Ed essere considerato alla stregua di un ladro, un cliccomane, o peggio un hacker!

In proposito, visto che sono stato trattato come se fossi un truffatore e avessi generato volontariamente clic illeciti a scopo di accrescere il mio credito (o invitato altri a farlo per mio conto), credo sarebbe mio diritto, nel momento in cui vengo condannato a vita all’esclusione, sapere quando e da quali terminali siano stati generati tali clic.

Io credo nella buona fede, perciò fate attenzione a quello che dico, perchè il mio non vuole essere un invito a delinquere, ma chiunque consideri il vostro sito concorrente, potrà facilmente sabotarlo con un po’ di clic ripetuti. Il che è assurdo!

Ma soprattutto mi dispiace non poter più arricchire il mio sito con le informazioni e le funzionalità legate a Google Adsense.

Ho scritto quindi un’email per presentare il mio “ricorso in appello”. E in meno di 24 ore questa è stata la risposta:

Gentile Andrea,
La ringraziamo per la sua richiesta.
Dopo aver ricevuto la sua risposta abbiamo riesaminato in modo approfondito i dati del suo account e abbiamo nuovamente confermato che sugli annunci del suo sito sono stati generati dei clic non validi in violazione dei nostri Termini e Condizioni e del regolamento del programma.
https://www.google.com/adsense/terms
https://www.google.com/adsense/policies

Le ricordiamo che siamo convinti che le norme stabilite contribuiranno all'efficacia degli annunci Google sia per i nostri publisher che per i nostri inserzionisti In base a quanto previsto dal nostro regolamento su questo aspetto, non possiamo reinserirla nel nostro programma.

Tenga presente che ulteriori richieste di riammissione non saranno considerate e che potrebbe non ricevere ulteriori comunicazioni da parte nostra

Apprezziamo la comprensione
Cordiali saluti,
Il team AdSense di Google”

Ho scoperto che l’email ricevuta è una lettera standard, (basta cercare nel web per vedere quanti "appestati" e delusi di Gogle Adsense ci siano).

Visto che il Team in questione non ascolterà più le mie rimostranze posso esprimerle pubblicamente?

Non mi è stata data alcuna delucidazione sui questi clic anomali.
Ma mi si ringrazia "per la mia richiesta", mi si "apprezza per la comprensione" (mi stanno garbatamente prendendo in giro?!?) e mi si dà il commiato con tanto di "cordiali saluti", nel momento stesso in cui vengo inserito in una lista di prescrizione che non mi consentirà più di poter aderire alle funzionalità di Google Adsense.

L'unica speranza è che accetino una nuova iscrizione a nome di un mio parente, cui andranno gli eventuali crediti, mentre il Corriere del Web potrà usufruire di nuovo delle varie funzionalità perse.

Nel frattempo, non mi resta che dare la massima informazione di quanto mi è mal-capitato, augurando che quanto si è verificato nel mio caso non avvenga ad altri.

Forse al Team di Google Adsense sarebbe utile un corso base di pubbliche relazioni e customare care, visto che senza dare nessun preavviso di eventuali anomalie in corso, nè alcuna successiva spiegazione disattivano un servizio e annullano anche ogni pagamento, ma se invece dei miei 80 euro si parlava di cifre più importanti?

E’ questo il modo corretto di comportarsi da parte dei rappresentanti del motore di ricerca più utilizzato al mondo?

I simpatici ragazzi di Google arrivati al successo planetario si sono fatti prendere dall’arrogante sindrome che colpisce i monopolisti (o quasi)?

Andrea Pietrarota corrieredelweb@gmail.com

Google Maps aggiunge le indicazioni stradali europee

Novità fresca fresca in Google Maps, e che ci interessa direttamente (come interessa direttamente tutti gli utenti europei): sono state aggiunte le indicazioni stradali per tutta l'Europa.
Adesso è possibile utilizzare Google Maps per ottenere le indicazioni stradali da un qualunque punto A ad un qualunque punto B in Europa.

Per passare alla modalità "indicazioni stradali" basta andare su Google Maps (http://maps.google.com) e cliccare su "Ottieni indicazioni" (o su questo link).

Nello screenshot sottostante potete vedere il percorso grafico (completo di indicazioni stradali) per raggiungere Milano da Roma.

Clicca sulla immagini per ingrandirle

Google Maps Directions Europa 01

Ovviamente è possibile attivare sia la visualizzazione SATELLITE che quella IBRIDA, come mostrato nello screenshot sottostante.

Google Maps Directions Europa 02

Si annunciano tempi duri per ViaMichelin... ;)

Articolo originale pubblicato su Giovy's Blog.

Aggiungo:
Nota per gli sviluppatori: per poter beneficiare delle mappe dettagliate in tutta Europa bisogna passare da Google Maps API versione 1 a Google Maps API v.2.
Qui la documentazione http://www.google.com/apis/maps/documentation/upgrade.html
Io ho già fatto l'upgrade con il mio progetto Mappa dei principali Uffici/Agenzie di PR e Comunicazione italiane http://www.pivari.com/mappa-agenzie-pr-comunicazione.html

Ho provato Milano-Roma. Ottimo!
Milano-Padova. Ottimo!
Milano-Rovigo. Impossibile riconoscere la località rovigo!
Rovigo è pur sempre una provincia!

venerdì, aprile 21, 2006

Yahoo! Maps beta e altro

Sono un fan di Google Maps ma recentemente mi è capitato di vedere la nuova beta di Yahoo! Maps.
Complimenti!

Poi incuriosito sono andato a vedere la sezione sviluppatori:http://developer.yahoo.com/maps/ e qui sono rimasto senza parole!!

Inoltre, andando a ruota libera:

  1. Adobe e Yahoo! fecero un accordo ed in tutti gli Acrobat Reader è presente la ricerca di Yahoo!
  2. Adobe comprò Macromedia
  3. Yahoo! non ha l'equivalente di Google Earth ma ha delle API per Flash, quindi senza dove installare un client si può fare un'applicazione che può essere visualizzata ovunque, visto che ovunque è presente un Flash reader!

Le mappe stanno diventando un business troppo grosso ed i grandi stanno affilando le lame!

giovedì, aprile 20, 2006

Google Calendar API!

Ora si può iniziare a sviluppare interazioni con Google Calendar tramite Google Calendar API!

Inoltre oggi è nato Google Calendar API blog, primo blog italiano dedicato esclusivamente a tematiche di calendaring!
Aiutatemi a forlo crescere anche con i vostri post!

Recensione Microsoft Office 2007 Beta 1: Microsoft Excel

Dopo l'articolo su Microsoft Word 2007 Beta 1, eccomi qui di nuovo per farvi dare uno sguardo alla nuova versione di un altro software del pacchetto Microsoft Office 2007: Microsoft Excel 2007.

Microsoft Excel è da sempre (come Word lo è per il word processing) il foglio di calcolo più usato nel mondo. Anche in Microsoft Excel 2007, quindi, troveremo molte delle novità che abbiamo trovato in Word, sia a livello di interfaccia grafica che di funzionalità. Cominciamo quindi il nostro tour dalla prima "modalità" del ribbon di Excel, denominata "Sheet" (quella che in Word 2007 era chiamata "Write"). Il ribbon, in questa modalità, ospita le già viste gallery per la formattazione del testo, più tre gallery specifiche per la formattazione, lo styling e l'editing delle tabelle. Tutto è diventato molto più accessibile e semplice da utilizzare, ed anche applicare una "formattazione condizionale" adesso è un gioco da ragazzi, che si riesce a implementare senza dover sbattere la testa con campi da compilare, formule ecc.

Clicca sulle immagini per ingrandirle

Microsoft Excel 2007

Microsoft Excel 2007 Beta 1 01

In modalità "Insert" (simile a quella di Word) si hanno a disposizione diverse gallery per l'inserimento di tabelle, grafici, immagini e testo "creativo" (come il WordArt visto nell'articolo su Word). Se lavorate spesso con grafici a torta, a barre, a colonne o grafici complessi... beh, il vostro lavoro sarà facilitato di molto.

Microsoft Excel 2007

Microsoft Excel 2007 Beta 1 02

La modalità "Page Layout" è del tutto simile a quella di Word, e vi permette di selezionare un tema per il vostro foglio di calcolo, o impostare nei minimi particolari la pagina.

Microsoft Excel 2007

Microsoft Excel 2007 Beta 1 03

La modalità "Formulas" è (a parer mio) la più innovativa tra i ribbon disponibili in Excel. Diamo un'occhiata alle gallery disponibili; la prima è chiamata "Function Wizard" e non è altro che un bottone che lancia una procedura guidata per la creazione delle funzioni. La seconda gallery è chiamata "Function Library" e come potete vedere dalla schermata non è altro che una ricca libreria di funzioni suddivise logicamente, come funzioni finanziarie, logiche, matematiche e trigonometriche ecc. Ogni pulsante di questa gallery permette l'accesso alle funzioni di una categoria, tramite un menù a discesa. La gallery successiva è chiamata "Named cells" e permette di assegnare un nome ad una cella/gruppo di celle, per poi usarlo nelle formule. Non sarà più necessario scrivere formule come "=SUM(C20:C30)" ma assegnando un nome al range di celle C20:C30 sarà possibile scrivere la formula come "=SUM(NomeCelle)". Chiaramente non dovrete ricordare tutti i nomi assegnati alle celle, ma è presente un "Name Manager" per aiutarvi nella gestione. La gallery "Formula Auditing" vi permette di verificare, correggere e migliorare le vostre formule, mentre in "Calculation" potete definire delle opzioni di calcolo.

Microsoft Excel 2007

Microsoft Excel 2007 Beta 1 04

La modalità "Data" permette la gestione dei collegamenti a diversi datasource (Access, Web, Testo, SQL Server, ODBC ecc.) con una serie di tool utili per controllare e validare i dati.

Microsoft Excel 2007

Microsoft Excel 2007 Beta 1 05

Il modo "Review" è molto simile a quello di Word, e vi permette di controllare e rivedere il foglio di lavoro, rendendo possibile inoltre la protezione e la condivisione del foglio (così come rende possibile l'editing di un dato range di celle a secondo dell'utente che ha il permesso di lavorarci su).

Microsoft Excel 2007

Microsoft Excel 2007 Beta 1 06

L'ultima modalità "View" serve per cambiare le modalità di visualizzazione del foglio, e pur essendo essenzialmente simile a quella di Word, ha delle feature appositamente studiate per la visualizzazione dei fogli di calcolo (come la "Page Break View").

Microsoft Excel 2007

Microsoft Excel 2007 Beta 1 07

Considerazioni finali su Microsoft Excel 2007 Beta 1: beh, è chiaro che anche qui, come per Word, sono stati fatti dei notevoli passi avanti per facilitare il lavoro dell'utente (e la fruizione anche di quelle funzioni che normalmente sarebbero nascoste e poco utilizzate). I diversi ribbon svolgono al meglio il loro lavoro, e la libreria delle funzioni a portata di mouse rende ancora più semplice creare formule complesse (non vi preoccupate se commettete qualche errore, la "Formula Auditing" è lì apposta per aiutarvi). Più ci si addentra in questa nuova versione di Office e più ci si rende conto che il gap con spreadsheet come OpenOffice Calc inizi a diventare notevole (mentre la differenza non è così visibile fra Office 2000/XP/2003 ed OpenOffice Calc 2.0, ad esempio).

Articolo originale pubblicato su Giovy's Blog.

mercoledì, aprile 19, 2006

Recensione Microsoft Office 2007 Beta 1: Microsoft Word

Oggi ho deciso (dopo i post "poco tecnici" di questi giorni) di scrivere qualcosa di un po' più "interessante", per tutti i miei lettori "geek" e non, dato che voglio parlarvi di un prodotto che tutti avete utilizzato (o state utilizzando) in qualche versione precedente e che probabilmente vi troverete ad utilizzare fra qualche mese/anno in questa versione: Microsoft Office 2007.

Naturalmente NON è ancora disponibile una versione definitiva di Office 2007, ed il mio articolo farà riferimento alla BETA 1, identificata da Microsoft come "Office 12 Beta 1" (anche se è già noto che il nome definitivo sarà appunto Office 2007).

Con questa versione di Office, Microsoft non si è limitata ad "aggiungere qualche nuova funzione", o a migliorare l'usabilità delle funzioni precedenti. Ci troviamo di fronte ad uno stravolgimento radicale dell'interfaccia utente finora conosciuta, e che potrebbe disorientare l'utente a prima vista.

In realtà questo "restyling" è stato pensato per rendere più immediato l'utilizzo, senza dover cercare la funzione necessaria fra i diversi menù. Cominciamo quindi con le prime immagini di questa nuova versione di Office, che vi commenterò singolarmente.

Ho deciso inoltre, considerando la vastità dell'argomento (le applicazioni sono molteplici, e le novità ancora di più) di suddividere la recensione "per singola applicazione". In questo primo articolo parlerò di Microsoft Word 2007.

Clicca sulle immagini per ingrandirle

Microsoft Word 2007 BETA 1

Microsoft Word è da sempre l'applicazione di word processing più utilizzata nel mondo, ed è anche il punto di partenza di questo giro nel nuovo Office 2007. Tecnicamente, Microsoft Word 2007 ha visto il passaggio ad un nuovo tipo di formato di salvataggio (identificabile dall'estensione .docx) basato su XML. In realtà i nuovi file di Office 2007 sono tutti dei file zip standard (per ridurne le dimensioni e creare dei "contenitori"; basta rinominarli in .zip e potrete aprirli in Esplora Risorse e vederne il contenuto XML. Torniamo comunque all'interfaccia grafica. Come potete vedere ingrandendo l'immagine, l'interfaccia grafica è stata stravolta in modo radicale. Niente più menù superiori (File, Modifica, Visualizza ecc), ma una grande barra chiamata RIBBON (nastro), che rende immediatamente accessibili le caratteristiche maggiormente utilizzate, e che cambia a seconda del contesto in cui ci si trova. Ogni ribbon è suddiviso in varie "gallery", che possiamo pensare come dei "contenitori" di funzioni. In modalità "Write" (Scrittura) sono visualizzate le gallery di formattazione di testo e paragrafo, quella per gestione degli appunt e della ricerca e quella aper l'applicazione degli stili. E' proprio questa una delle nuove ed innumerevoli caratteristiche di Word 2007: la possibilità di applicare stili predefiniti (e personalizzabili) e vedere in tempo reale l'effetto sul testo (una nuova feature chiamata "Live Preview"). Nello screenshot sottostante potete vedere l'applicazione di uno stile al testo, e la Live Preview.

Microsoft Word 2007

Microsoft Word 2007 Beta 1 02

Passando in modalità "Insert" il ribbon cambia totalmente, evidenziando le gallery per l'inserimento di pagine, tabelle, immagini, link, testi grafici (WordArt) e simboli. L'inserimento di tutti questi elementi è facilissimo, ed altrettanto facile ne è la gestione.

Microsoft Word 2007

Microsoft Word 2007 Beta 1 03

Una nota particolare è per gli elementi WordArt, che adesso possono essere manipolati in modo molto più potente, e beneficiano anch'essi della funzione "Live Preview" e delle nuove funzionalità del "ribbon" (che cambia ancora, mostrando le gallery dedicate agli elementi WordArt).

Microsoft Word 2007

Microsoft Word 2007 Beta 1 04

Passando alla modalità "Page Layout", il ribbon cambia nuovamente, mostrando le gallery per la scelta dei temi (feature nuova, è possibile definire temi omogenei da applicare ai propri documenti), dell'impostazione della pagina (margini, orientamento, formato ecc), dello sfondo, dei paragrafi e del testo. Simpatica è la possibilità di cambiare facilmente il colore della pagina, così come impostare delle texture come sfondo.

Microsoft Word 2007

Microsoft Word 2007 Beta 1 05

In modalità "References" è possibile gestire facilmente la TOC del documento (Table of Contents), così come note, citazioni e bibliografie, referenze e indici. Per gestire questi elementi, con le vecchie versioni di Word, era necessario trovare le funzioni fra diversi menù, e capirne bene il funzionamento (chiunque abbia scritto una tesi con Word sa bene a cosa mi riferisco). :)

Microsoft Word 2007

Microsoft Word 2007 Beta 1 06

La modalità "Mailings" serve a gestire quella che nelle vecchie versioni di Word era conosciuta come "Stampa unione". I datasource per gli indirizzi sono molteplici (Excel, Access, SQL Server ed ogni connessione ODBC), e la creazione di una stampa unione non è più una procedura riservata ai guru di Office.

Microsoft Word 2007

Microsoft Word 2007 Beta 1 07

La modalità "Review" gestisce in maniera veloce ed intuitiva tutte quelle operazioni di controllo e revisione che si possono applicare ad un documento. Utilizzando l'apposito ribbon si ha a disposizione una gallery per controllo ortografico/grammaticale/traduzione del documento, una per la gestione dei commenti e delle revisioni, una per comparare i documenti ed un pulsante per proteggere il documento in questione.

Microsoft Word 2007

Microsoft Word 2007 Beta 1 08

Veniamo infine all'ultima modalità disponibile, quella "View". In questo caso il ribbon da accesso rapido a tutte le modalità di visualizzazione del documento (sono cinque diverse, compresa una "full screen"). Le opzioni di visualizzazione nella modalità a schermo intero sono molteplici, e coprono tutte le opzioni di utilizzo.

Microsoft Word 2007

Microsoft Word 2007 Beta 1 09

L'ultimo sceenshot (per questo primo articolo sul nuovo Microsoft Office 2007) è per farvi vedere una funzione che trovo eccezionalmente comoda: la barra mobile MiniBar. Selezionando un testo nella pagina (in qualunque modalità di lavoro ci si trovi) appare una barra mobile semitrasparente e fluttuante che vi permetterà di compiere veloci operazioni di formattazione del testo, senza dover ritornare alla modalità "Write".

Microsoft Word 2007

Microsoft Word 2007 Beta 1 10

Considerazioni finali su Microsoft Word 2007 Beta 1: come avete visto in questa veloce cavalcata attraverso le principali funzioni disponibili in questo nuovo Word 2007, non ci troviamo di fronte all'ennesimo aggiornamento, ma ad un'applicazione totalmente nuova, profondamente ridisegnata e riprogettata per la massima produttività e fruibilità. Il primo impatto (proveniendo da vecchie versioni di Word) è sicuramente "drammatico" e lascia spaesati ("Dove cavolo è andata a finire quella funzione che usavo sempre?"), ma ci si abitua subito e poi non se ne può più fare a meno... :)

Io lo sto testando da un paio di settimane, e vi devo dire che ne sono molto soddisfatto. Certo... è Microsoft, NON è open (anche se il nuovo formato di Word è un grosso passo avanti verso l'open, in quanto aderente in alcune parti alle specifiche Open Document) e costerà sicuramente molto ma... ehi, queste sono considerazioni commerciali che lascio a voi... ;)

Articolo originale pubblicato su Giovy's Blog.

martedì, aprile 18, 2006

Adeguarsi alla legge 196/2003: una chimera

E' finalmente operativa la legge sulla "Sicurezza dei Dati" o DPS o, più propriamente, legge 196/2003. Il decorso dell'attuazione di tale normativa ha attraversato, come succede spesso in Italia, una serie infinita di rinvii. In egual modo, ovvero con estrema superficialità, è stato ed è tuttora affrontato il problema della sicurezza dei dati informatici da parte dell'utente, a qualunque categoria lavorativa esso appartenga.

Ora che la legge è operativa, e solo ora, la stragrande maggioranza degli utenti coinvolti, pensa finalmente ad adeguarsi in qualche modo. Infatti, forti del fatto che vi sarebbe stato un ulteriore slittamento nell'obbligo ad ottemperare, la maggioranza di essi si è ritrovata a dover supplire, in poche ore ed in qualche modo al colpevole ritardo. Tant'è... l'Italia, si sa, è un paese votato alla superficialità ed alla improvvisazione.

Fa amaramente riflettere che, mettere in sicurezza una postazione, non è un'esigenza che nasce dall'intelligente discernimento di un individuo che intende lavorare al riparo da incidenti informatici (ogni anno, il danno economico per incidenti informatici a vario livello, raggiunge l'astronomica cifra di 61 milioni di euro), ma risulta essere una mal digerita "imposizione" derivante da una legge.

Ma vediamo come, la maggioranza degli utenti informatici, obbligati a redigere il documento sul DPS, ha deciso di affrontare siffatta incombenza e, soprattutto, verifichiamo e tocchiamo con mano la reale impossibilità, da parte di chiunque non adotti particolari metodologie di lavoro, di adeguarsi effettivamente alla legge 196/2003.

Entriamo nel dettaglio, rapportandoci con alcuni punti del documento di attuazione e facendo qualche esempio...

Buona parte degli utenti informatici, possiede ancora sistemi operativi desueti su macchine vetuste. Nello specifico, essi si ritrovano con Pc che non hanno password di protezione attivabile da BIOS ed hanno Windows 98 o ME (in taluni casi anche Windows 95) come sistema operativo, i quali non forniscono nessuna protezione via password.

I motivi sono principalmente due:
a) Buona parte dei vecchi programmi di contabilità attualmente in uso (parliamo, ad esempio, degli studi dei commercialisti) non può "girare" nemmeno in emulazione MS-DOS, ma solo in ambiente DOS puro. Ciò, di fatto, impedisce l'adozione di Windows XP, a meno che non si preveda la migrazione completa del database clienti (e quant'altro) su software e macchina/OS più recenti;
b) Molti utenti sono completamente refrattari al "nuovo" ed insistono con il voler continuare ad utilizzare softwares e sistemi operativi antidiluviani. A nulla serve invocare: "La sicurezza dei dati è una questione in primis... personale". Ti viene risposto: "Sì... ma tanto, io la posta la cancello ed i documenti li stampo". :-
c) Windows 95, 98, 98SE e Millennium non possiedono sistemi antiintrusione dalla rete al PC (Firewall) e, spesso, l'utente al quale viene fatto notare questo non indifferente dettaglio, adduce giustificazioni degne di un romanziere, per non dotarsi di un software di terze parti che supplisca alle deficienze dei vecchi sistemi operativi.
Se proprio non vuoi cambiare PC e sistema operativo, perlomeno mettiti in sicurezza con metodi alternativi! Figuriamoci. Troppe spese!.

Sulla base di quanto detto, i punti:
a) autenticazione informatica;
b) adozione di procedure di gestione delle credenziali di autenticazione;
c) utilizzazione di un sistema di autorizzazione;
e) protezione degli strumenti elettronici e dei dati rispetto ai trattamenti illeciti di dati, ad accessi non consentiti e a determinati programmi informatici;

...non possono essere che disattesi.

Sin qui, si potrà eccepire che, in effetti, basta sostituire macchine, sistemi operativi e softwares, per poter adempiere, perlomeno, agli obblighi di legge. Pienamente d'accordo, ma a questo punto non potremo risolvere il problema che si incontra nel rapportarci al punto (f), laddove si recita:

"Adozione di procedure per la custodia di copie di sicurezza, il ripristino della disponibilità dei dati e dei sistemi".

Riassumendo. Una volta adeguatisi ai punti a), b), c), e) e, visti i presupposti, già questo mi sembra assai difficile, resta come poter fare altrettanto con il punto (f) e precisamente laddove esso precisa:

"...ripristino della disponibilità dei dati e dei sistemi".

Infatti! Qui arriva il bello della faccenda. L'unica metodologia efficace per rispettare tale presupposto legislativo implica la netta separazione fisica del sistema operativo (e della sua riconfigurazione) dai dati utente, così come è mia abitudine fare da anni. Tale prerogativa è esclusiva e non mi consta sia stata applicata in tutti i suoi aspetti da altri utenti e, soprattutto da aziende informatiche piccole, medie o grandi. Per quanto riguarda il backup dei dati, anche qui siamo alla preistoria informatica, poiché in molti si giustificano dicendo che, ogni tanto, copiano su floppy disk, e per loro è più che sufficiente. A tal proposito rammento un gustoso episodio, protagonista un magazzino che emetteva centinaia di fatture alla settimana, che effettuava il backup dei dati del software di fatturazione, su floppy, e fin qui... possiamo ancora capire, ma il problema era che su quelle decine di floppy vi erano solo i collegamenti ai file .dat e non i files stessi!

Un dato su tutti: chi di voi non salva i propri documenti mettendoli sul desktop? Male! Malissimo! Perché? Perché il desktop corrisponde al seguente percorso:

"C:\Documents and Settings\Nome Utente\Desktop"

Mi dite come potete recuperare i vostri dati di lavoro se Windows si rifiutasse di partire? E mi dite come ripristinare Windows senza perdere automaticamente i dati lasciati sul desktop?

E' vero. E' possibile ripristinare un sistema su di una macchina predisposta dalla casa costruttrice del computer, ma il sistema di ripristino adottato, comporta necessariamente la perdita dei dati utente, riportando il computer allo stato di pre-vendita.

Perché tutto questo? Semplice, perché nessuna azienda vi fornirà mai di un computer con sistema operativo riconfigurato in modo tale da avere TUTTI i dati utente separati dal sistema operativo, con buona pace delle aziende per il recupero dei dati.

Quindi...
a) Se ripristino il sistema operativo, non devo perdere i dati di lavoro;
b) Se voglio ripristinare i dati, senza toccare il sistema operativo, devo averli separati fisicamente dal sistema operativo stesso.

Entrambi questi punti non sono applicabili da nessuno, quindi la legge è sì operativa, ma non può essere rispettata in alcun modo, poiché non vi sono i presupposti tecnici ed educativi per mettere in sicurezza i dati di lavoro. In realtà è semplice, ma nessun rivenditore ha l'intenzione, nonché le conoscenze per farlo. Ricordiamoci che, se acquistiamo un computer HP, Acer, IBM/Lenovo, Packard Bell, Asus, Toshiba ecc., questi hanno il sistema operativo preinstallato, configurato così come Microsoft l'ha concepito, ovverosia con i dati utente nella directory:

"C:\Documents and Settings\Nome Utente"

Ed il vostro rivenditore, ovviamente, ve lo lascerà così come l'ha ricevuto dal suo fornitore. Al massimo vi installerà i programmi e poi basta. Il suo lavoro si limiterà a quello, perché null'altro sarà in grado di fare.

Il computer avrà inoltre una partizione logica (D) praticamente vuota ed inutilizzabile. Al massimo, l'utente intelligente potrà ricoverarvi, in maniera artificiosa (per Windows la cartella documenti è sempre in "C:\Documents and Settings\Nome Utente"), i suoi dati di lavoro (documenti di testo, foto, ecc.), ma non potrà fare nulla per quanto riguarda, ad esempio, i dati di posta elettronica, le rubriche di Outlook ed Outlook Express, i preferiti di internet ecc., che rimarranno nella partizione di sistema (C).

Il metodo di ripristino (laddove esso sia fornito insieme al PC) di siffatte macchine è strutturato in modo tale, come dicevo, da riportare il SO allo stato di pre-vendita, senza curarsi minimamente, è ovvio, di ricoverare i dati di lavoro ancora certamente presenti in "C:\Documents and Settings\Nome Utente" solo per quel che concerne Windows ed in altre directories, sempre sparse su "C" da altri applicativi.

E' un dato di fatto che, talune persone (utenti finali e non), dalla scarsa intelligenza e dalla notevole prosopopea, si rifiutano categoricamente di seguire consigli che vengono dati solo nel loro interesse. Essere ignoranti non è una colpa, ma perseverare nell'errore e rifiutarsi di imparare è da perfetti idioti.

Per concludere

Qualunque documento di autocertificazione l'utente ora stia compilando o abbia già compilato, dichiarando di essersi messo in regola, sarà non solo lettera morta e mendace, ma dimostrerà, ancora una volta, che un conto è pensare una legge ed un altro conto è pensarla alla luce della reale situazione in cui si trova la totalità dei fruitori di strumenti informatici, in Italia come all'estero.

In definitiva: la sicurezza dei dati non si ottiene con le leggi, ma con l'adozione di metodologie innovative e con la corretta educazione degli utenti... cosa che, a tutt'oggi, è solo fantascienza e tale rimarrà per i secoli a venire.

© Rosario Marcianò

COSA DICE LA LEGGE
Backup obbligatorio: per la gestione e per Legge
La difesa del patrimonio delle informazioni è un passaggio obbligatorio per ogni organizzazione.
Allorquando le informazioni vengono trattate per mezzo di strumenti informatici, la replica dei dati critici è la modalità obbligata al fine di non dover affrontare costi rilevanti per la ricostruzione di dati, ammesso che la ricostruzione sia effettivamente possibile.
Tale argomento interessa sia chi opera con un solo personal computer (a maggior ragione se il p.c. è un portatile, più facilmente assoggettato alla sottrazione piuttosto che alla rottura) sia le organizzazioni (enti, aziende, Pubblica Amministrazione ecc.) che ricorrono in modo continuativo all’uso del patrimonio delle informazioni, la cui consistenza diventa giornalmente più rilevante.
Il tema della sicurezza informatica è alla quotidiana attenzione di tutti coloro che si occupano di problemi gestionali. Un momento di riferimento sono le norme contenute nel SGSI – Sistema di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni, normativa ISO 17799 derivata dalla BS 7799.
Inoltre per chi tratta dati personali è obbligatorio il rispetto del “Codice in materia di protezione dei dati personali” più conosciuto come Legge sulla Privacy (DLgs. 196/03) che, con decorrenza dal 1° Gennaio 2005, prescrive l’obbligo di backup almeno settimanale tra le misure minime di sicurezza da applicare ai dati sensibili.
Il D.L. 30 giugno 2003 n. 196 "Codice in Materia di Protezione dei Dati Personali" è entrato in vigore il 1 gennaio 2004 e definisce le misure minime di sicurezza idonee che devono essere utilizzate nel trattamento dei dati.
"Per "trattamento" deve intendersi qualunque operazione o complesso di operazioni, effettuati anche senza l'ausilio di strumenti elettronici, concernenti la raccolta, la registrazione, l'organizzazione, la conservazione, la consultazione, l'elaborazione, la modificazione, la selezione, l'estrazione, il raffronto, l'utilizzo, l'interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione di dati, anche se non registrati in una banca di dati"
Art. 34. Trattamenti con strumenti elettronici.
1. Il trattamento di dati personali effettuato con strumenti elettronici è consentito solo se sono adottate, nei modi previsti dal disciplinare tecnico contenuto nell'allegato B), le seguenti misure minime:
a) autenticazione informatica;
b) adozione di procedure di gestione delle credenziali di autenticazione;
c) utilizzazione di un sistema di autorizzazione;
d) aggiornamento periodico dell'individuazione dell'ambito del trattamento consentito ai singoli incaricati e addetti alla gestione o alla manutenzione degli strumenti elettronici;
e) protezione degli strumenti elettronici e dei dati rispetto ai trattamenti illeciti di dati, ad accessi non consentiti e a determinati programmi informatici; f) adozione di procedure per la custodia di copie di sicurezza, il ripristino della disponibilità dei dati e dei sistemi;
g) tenuta di un aggiornato documento programmatico sulla sicurezza;
h) adozione di tecniche di cifratura o di codici identificativi per determinati trattamenti di dati idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale effettuati da organismi sanitari.
L’inosservanza di questo obbligo rende il trattamento illecito anche se non si determina un danno per gli interessati, viola l'obbligo per il titolare dei dati, compreso il diritto fondamentale alla protezione dei dati personali delle persone che può essere esercitato nei confronti del titolare del trattamento (artt. 1 e 7, comma 3, del Codice), ed espone a responsabilità civile per danno anche non patrimoniale qualora, davanti al giudice ordinario, non si dimostri di aver adottato tutte le misure idonee ad evitarlo (artt. 15 e 152 del Codice).
Pertanto, in aggiunta alle conseguenze appena citate, il Codice conferma l’impianto secondo il quale l’omessa adozione di alcune misure indispensabili ("minime"), costituisce anche reato (art. 169 del Codice), che prevede l’arresto sino a due anni o l’ammenda da 10 mila euro a 50 mila euro.
Per ulteriori informazioni Garante della Privacy

giovedì, aprile 13, 2006

Il calendario di Google!

Il feed del Calendar di Google in FeedReader 3.0 RC1

Oggi è uscito calendar.google.com!
Non molto da dire, sembra un calendario come tanti altri (al momento l'unica lingua supportata è l'inglese).
Ho provato a renderlo pubblico, tra pochi giorni voglio vedere il suo comportamento con IL motore di ricerca (ovviamente Google).
Ora ho a disposizione un feed XML e uno iCal.
Ho provato a prendere l'XML http://www.google.com/calendar/feeds/fabrizio@pivari.com/public/basic ed utilizzarlo con il mio nuovo FeedReader 3.0 RC1.
Funziona a meraviglia!

Ora dovrò approfondire l'efficienza degli inviti a terzi e la possibilità di inserire il feed in un feed aggregator.
Se il tutto funzionerà come mi attendo rimane una sola domanda:
come lo uso?

mercoledì, aprile 12, 2006

Allevatori, tornate alle origini!

Allevatori, tornate alle origini!
Non tenete i vostri animali nelle stalle, negli ovili o nei pollai.
Fateli pascolare, brucare o razzolare liberamente!
Anzi il più lontano possibile!

I vostri animali possono acquistare così un nuovo valore, possono diventare un ottimo veicolo pubblicitario!

martedì, aprile 11, 2006

Consumer Knowledge Management, ovvero, come far lavorare il cliente per la propria azienda – parte II

La prima parte dell'articolo è stata pubblicata qui.

La letteratura di marketing negli ultimi anni ha riservato un’ampia analisi agli scenari che le nuove tecnologie hanno introdotto e ai potenziali buoni risultati che un impiego sostanziale delle nuove prassi può riservare alle aziende.
Naturalmente le nuove tecnologie sollecitano l’introduzione di approcci che possono soltanto andare a giovamento sia delle aziende che dei consumatori, costruendo un circolo virtuoso in grado di autoalimentarsi.
Nella scorsa puntata abbiamo chiarito che il consumatore riconosce sempre di più il ruolo che Internet riveste come fonte di conoscenza e, differentemente dall’atteggiamento che aveva nei suoi primi anni di vita, riveste anche sempre più importanza per il suo aspetto informativo che non per le possibilità di acquistare. In questa seconda parte esamineremo alcuni casi tratti da analisi e dalla letteratura, per comprendere quali strade sono percorribili dalle aziende.

L'interazione con le aziende
Sebbene Internet abbia aperto i canali della comunicazione e dell'informazione, permane sorprendentemente ancora un forte senso di divisione che separa i clienti e le aziende.
Le rappresentazioni che normalmente utilizzano i consumatori nelle loro storie sono ben descritte dalla dicotomia oppressore/oppresso e dalla pervasività delle metafore di potere e controllo, invasione e rivoluzione.
Ecco alcuni esempi:

  • alcuni spunti di riflessione riguardano i siti web mal progettati o inefficienti, luoghi dove dopo aver selezionato un argomento in una lista si viene inviati a un’altra pagina contenente altri rimandi, in una struttura labirintica che viene percepita senza via di uscita e ideata da persone che scrivono software per PC, anziché progettare siti Internet;
  • quando qualcosa non funziona e ci si trova di fronte a un blocco da cui non si può uscire, il cliente prova una sensazione molto negativa (un esempio di questo è il pagamento delle bollette online di Telecom): la frustrazione deriva dalla mancanza di possibilità di interloquire con qualcuno a cui illustrare il problema. È come avere a che fare con una burocrazia senza volto, dove non esista via d'uscita e che lascia al consumatore una sensazione di inutilità;
  • spesso i clienti lamentano una mancanza di integrazione tra canali di contatto: cercano di risolvere il problema via email, e quando non funziona chiedono di poter interloquire telefonicamente con un esperto, che spesso non ha idea della storia del problema del cliente.
  • molti utenti commentato negativamente l'uso che le aziende fanno dei loro dettagli personali: è fastidioso riempire dei moduli con dei dati personali perché si suppone che al momento dell’ordine sia necessario soltanto il nome e l’indirizzo dell’acquirente. Molti utenti temono che i dati siano poi collegati con altri dati provenienti da altri database;
  • un'altra barriera dell’interazione consumatore-azienda è il fallimento nella risposta alle e-mail. Se voi parlate con qualcuno potete avere la percezione dello sforzo che sta facendo a proposito del vostro problema. Il messaggio automatico che dice che un ordine è stato ricevuto è facilmente identificabile e spesso le risposte automatiche standard non sono percepite come un'apertura dei canali di comunicazione, ma rafforzano invece la percezione della barriera tra cliente e azienda;
  • la comunicazione elettronica di marketing fa scaturire delle reazioni forti che si esprimono in termini di potere e controllo e in molti casi forniscono un’immagine di chiusura dei canali di comunicazione: tutti quanti siamo bombardati da e-mail spazzatura e in molti considerano questa situazione come insopportabile, un vero e proprio flagello. Molti addirittura credono che tutto questo necessiti un controllo e che questa tendenza scoraggerà molti dall’utilizzare Internet. Inoltre, il bombardamento di e-mail promozionali ha su molti utenti l’effetto di allontanarli per principio dal prodotto e dall’azienda promotrice;
  • il bombardamento pubblicitario è un’altra piaga che colpisce i navigatori:una volta collegati a Internet ecco che dal computer scaturiscono nuove finestre e popup che promuovono un articolo. Tutto questo è ritenuto estremamente irritante.

Molte ricerche mostrano che Internet non facilita la comunicazione con le aziende e non abilita nemmeno l'erosione delle barriere organizzative, ma, addirittura, le rafforza.
Per i consumatori, il processo sociale che incoraggia la costruzione della conoscenza non ha luogo nei siti commerciali poiché, sebbene le informazioni scientifiche o fattuali su prodotti e servizi possono essere incluse nei siti commerciali, la costruzione attraverso la socializzazione non viene facilitata, bloccando quindi i risultati dei benefici di business e del mancato 'Consumer Empowerment'.
Le discussioni con i consumatori, le storie da essi narrate e le loro opinioni possono fornire a un'azienda una ricca fonte di conoscenza sul suo settore di mercato e sui suoi servizi e prodotti.

L’interazione tra consumatori
Sempre più navigatori scoprono che Internet è un modo per avere contatti con persone che condividono gli stessi interesse.
Laddove la comunicazione con l’azienda sia carente, i consumatori cercano un supporto tra i loro pari: in questo ambito il passaparola esteso che prende vita nei forum e nei gruppi di discussione o direttamente nei siti indipendenti contenenti informazioni fattuali è uno strumento che sopperisce alla mancanza di trasparenza delle aziende.
Un servizio che ha fatto della trasparenza uno dei principali strumenti di crescita è eBay: un utente può inviare domande e avere risposte sugli oggetti in vendita e il sistema di feedback è anche un modo per creare una comunità. È possibile sapere come venditori e compratori si sono comportati nel passato e quindi di che grado di affidabilità godono. La comunicazione è bidirezionale, perché entrambe le parti di una transazione possono esprimere un parere sulla controparte.
Tutto ciò crea un livello di trasparenza che contrasta molto con i messaggi di marketing aziendale tradizionale, considerati come una comunicazione monodirezionale, che previene l’interazione sociale e lo scambio.
Gli scambi più significativi e di valore, quindi, si costruiscono nella maggior parte dei casi intorno a un'area di interesse piuttosto che dentro una interazione meramente commerciale. Più significativamente, i consumatori conferiscono un alto valore alle opinioni espresse dagli altri consumatori nei siti indipendenti, perché non esiste alcuna ragione di scrivere delle falsità.
Al contempo, hanno un’opinione totalmente differente a proposito delle opinioni dei consumatori che appaiono su un sito commerciale. Un'azienda metterebbe mai un commento denigratorio di un consumatore sul suo sito? Probabilmente invece il sito sarà pieno di opinioni lusinghiere sui suoi prodotti.

Il potere delle relazioni nell'interazione Business-to-Consumer
I consumatori percepiscono una sensazione di potere e controllo da parte delle aziende, che diventa per loro accettazione rassegnata. In tutto questo è di fondamentale importanza il senso di interruzione delle comunicazioni tra le aziende e consumatori.
Si parla qui di un aspetto del concetto ben illustrato dal filosofo Jürgen Habermas che afferma che dove è presente il potere la comunicazione è sistematicamente distorta. Il potere agisce con una barriera alla realizzazione libera e senza costrizioni nell'interesse umano di raggiungere una verità razionale.
Il modello di consumer knowledge management è un approccio alla conoscenza costruita socialmente che conferisce un'emancipazione ai consumatori e notevoli benefici alle aziende. Questo processo di costruzione sociale della conoscenza dipende da efficaci reti di comunicazione.
Ancora adesso i consumatori non intravedono in Internet uno strumento di apertura dei canali di comunicazione con le aziende dove le interazioni sociali possono facilitare la costruzione dello scambio di conoscenza. Quando gli viene chiesto come l'utilizzo commerciale di Internet possa essere migliorato rispondono che vogliono vedere più trasparenza e anche strumenti di tracciamento delle transazioni.
Nel linguaggio del consumatore si comprende che egli si è costruito un'immagine dell'azienda come di una fortezza che deve essere invasa.
Quest'immagine di invasione rafforza anche l'idea di barriere organizzative e di una netta separazione tra le aziende e consumatori.
Significativamente la maggior parte dei consumatori non crede che Internet possa conferire loro un nuovo potere, sebbene ne abbia le potenzialità: di certo da più potere per convenienza del tipo di scelte o dei prezzi competitivi disponibili. Purtroppo però il consumatore tende a tornare allo stesso sito o usa aziende molto conosciute e di cui ha molta fiducia, implicando quindi delle limitazioni intrinseche del processo.

Conclusioni

Dar voce ai consumatori significa scoprire una nuova conoscenza che può offrire notevoli benefici di business alle aziende. Allo scopo di creare valore per loro stesse le aziende devono esplorare i modi di partecipare alla conversazione tra consumatore e consumatore già in atto. È essenziale che le aziende lo facciano senza voler dominare il territorio del consumatore con una motivazione ovviamente commerciale. Le aziende devono facilitare l'interazione e integrare lo scambio di comunicazione e conoscenza con i consumatori nelle prassi di lavoro, offrendo notevoli benefici: mentre i consumatori sono coscienti che attraverso Internet hanno il potenziale di condividere la loro visione di prodotti e servizi con altri consumatori, fino a quando la loro visione non troverà corrispondenza nelle aziende ne trarranno solo un effetto limitato.
Iniziando una conversazione e scambiando la conoscenza con i loro clienti le aziende possono migliorare la loro reputazione e quella dei loro prodotti, nonché ricevere degli input per potenziali nuovi prodotti da sviluppare. Nei forum indipendenti i clienti hanno il potere di migliorare o di danneggiare ulteriormente la reputazione dell'azienda e le loro opinioni vengono archiviate per il un esame futuro da parte dei membri del gruppo.
I consumatori stanno già utilizzando la tecnologia per comunicare e condividere conoscenza. " La stessa tecnologia che ha aperto un nuovo tipo di conversazioni nel mercato ha fatto lo stesso all'interno delle aziende o comunque ha il potenziale di farlo.( The Cluetrain manifesto. The end of business as usual - Levine, Locke, Searls, & Weinberger, 2000).
Le aziende si devono focalizzare sulle potenzialità comunicative di Internet e usare la tecnologia per facilitare le conversazioni attraverso le barriere dell'azienda. Devono incontrare i consumatori su un campo neutrale e incoraggiare l'interazione tra consumatore e consumatore, e tra consumatore e azienda per far leva su una risorsa di molto valore: la conoscenza in possesso dei consumatori.
In ritorno possono condividere la conoscenza all’interno dell'azienda.
Particolare attenzione deve essere posta nella possibilità di cogliere e interpretare correttamente un fatto rilevante che si presenta in modo inatteso e casuale nel corso di un’indagine che ha diversi obiettivi: dalle informazioni sui clienti, in particolare da quelle che evolvono intorno ai reclami, si possono estrarre informazioni di valore sui miglioramenti da apportare.
Esaminare quindi le opinioni dei clienti e parlare con loro: queste sono due azioni indispensabili. Negli ultimi tempi attraverso i blog, molte aziende hanno cominciato a introdursi nella cerchia dei consumatori sollecitando dei responsi emozionali molto intensi e accrescendo la loro consapevolezza nei confronti della clientela.
I manager di marketing devono fare due cose per ascoltare meglio i consumatori: elaborare meglio le informazioni e diventare più aperti alle critiche. Prima che questi obiettivi possano essere perseguiti, però, è necessario che le aziende imparino ad avere una conversazione con i loro clienti.

Da connexioni, di Stefano Bonacina

sabato, aprile 08, 2006

Vinitaly e novità

E' il secondo anno che vado al Vinitaly, dopo aver iniziato a scrivere per VigneVini, per cercare qualcosa di originale meglio se legato alla tecnologia. L'anno scorso avevo scritto di acqua! (Il miglior stand del Vinitaly). Ripensando a tutto quello che ho visto ieri ecco la novità: wine66. Se lo vediamo come sito dove comprare vino è un film visto molte volte, ma se lo consideriamo come un'interflora dei vini capirete immediatamente la sua novità! Siete in qualsiasi posto del globo e per una ricorrenza potete far consegnare ai vostri amici una buona bottiglia di vino in 24 ore! Al momento le consegne sono limitate all'Italia ma l'idea è buona!

lunedì, aprile 03, 2006

Wikipedia: libera nos ab encyclopaedia

Absit iniuria verbis
Quousque tandem abutere patientia nostra?

Recentemente un lettore di Wikipedia, la nota enciclopedia della Rete, ha deciso, adeguandosi ad una prassi con cui sono elaborate le voci del Thesaurus, di completare un lemma, senza modificare i contenuti pregressi, in modo da fornire agli utenti una visione il più possibile esaustiva del tema, allegando inoltre anche una serie di eloquenti ed istruttive foto. Come si può facilmente immaginare, trattandosi di un argomento culturale e non di arida, polverosa, inutile erudizione, la voce è stata, dopo poco più di dodici ore, eliminata in toto. Si sarebbe potuto scrivere un’avvertenza: ad esempio, “Il presente testo non rispecchia la linea editoriale della redazione, quindi è pubblicato, ma non ci si assume nessuna responsabilità per i contenuti del contributo”. Si sarebbe potuto censurare il testo, ma mantenere i collegamenti. No, il lemma è subito finito nell’Indice dei libri proibiti.

E’ evidente: i supervisori, finché ci si limita a disquisire sul catalogo delle navi contenuto nell’Iliade, lasciano tutta la libertà agli utenti iscritti. Quando, invece, si tratta di illustrare un tema suscettibile non solo di attrarre l’interesse dei visitatori, ma di destare le coscienze sopite, di gettare un raggio di luce nelle menti ottenebrate delle persone, ecco che s’incorre nella più sfrontata delle censure. Questa sarebbe l’enciclopedia “libera”? Costoro sarebbero dei redattori? In confronto, Goebbels era uno strenuo difensore della libertà d’espressione! Come osano fregiarsi dell’altisonante locuzione “Enciclopedia libera”? Ipocriti, trastullatevi pure con le vostre ignobili, insipide nozioncine, adatte ai vostri intelletti ottusi, alla vostra vanità da saccenti ignoranti.

Temete forse che si sveli la verità sulle scie chimiche? Temete le rampogne e le bacchettate sulle dita dei potenti? Allora siete degli ignavi, quelli che Dante non giudicava neppure degni dell’Inferno, tanto sono vili, spregevoli, incapaci come sono di schierarsi, di seguire un’idea per quanto distorta. Non sapete poi che la paura è la migliore alleata dell’establishment? La responsabilità della disastrosa situazione in cui versa il mondo è proprio di coloro che, con la loro pusillanimità ed ignominiosa piaggeria, legittimano le prevaricazioni e le innumerevoli menzogne delle classi dirigenti. Tutta codesta masnada di pennivendoli, imbrattacarte, scribacchini, questa moltitudine di adulatori, caudatari e damerini impomatati che fa scempio della lingua italiana, della cultura, del buon senso, della ricostruzione oggettiva dei fatti merita infinito disprezzo. Non era sufficiente che imperversaste impunemente sulle reti televisive per inebetire i telespettatori, non era sufficiente che imperversaste impunemente su quegli scartafacci unti e bisunti definiti quotidiani, non era sufficiente che gracchiaste nelle sale conferenze, in concomitanza con la presentazione del libro scritto dal vostro patrono politico, dovevate pure diffondere le vostre immonde bugie, i vostri stantii e mefitici pregiudizi, le vostre sterili nozioni all’interno della Rete. La smetteste almeno di tacciare di “complottismo” (neologismo del tutto errato nonché orribile almeno quanto voi farisei) tutte le interpretazioni e le ricostruzioni non allineate, non ortodosse. Abbiate un sussulto di dignità per riconoscere: “Siamo dei vigliacchi”, invece di atteggiarvi a paladini della libertà e della democrazia!

Quale libertà? Quale democrazia? Parole vuote, in bocca a gente dalla testa completamente vuota, anzi acefala.

La bozza del testo, poi censurato da Wikipedia, può essere visionata cliccando QUI

NOTA BENE: Si tratta, è evidente, di una preview del codice sorgente di Wikipedia, riportata con tutti i limiti tecnici comprensibili, dato che la pagina trattante la voce "Scia Chimica" (ed anche le immagini, seppure esse fossero state ricavate da un video di sessanta minuti di nostra creazione - girato tra il 22 Febbraio ed 7 Marzo 2006, per mezzo di WebCam Sony - come dichiarato durante la fase di upload delle stesse) è stata riportata, solo dopo 12 ore, allo status antecedente al 27 Marzo 2006. Il file PDF attestante le parti di testo aggiunte, è stato realizzato per forza di cose, sfruttando i pochi munuti durante i quali le immagini ed il testo erano ancora sul server di Wikipedia Italia. Per tale motivo, in essa non sono presenti - e non possono esserlo, per meri motivi tecnici, il logo nonché le voci sulla licenza d'utilizzo del materiale ivi contenuto, così come il layout grafico.

Si chiarisce quindi, se ancora non fosse ben evidente, che tutto il materiale del file PDF, è reso disponibile, così come indica Wikipedia stessa, sotto GNU Free Licence.

A.&R. Marcianò

Fonte: http://zret.blogspot.com/