giovedì, marzo 30, 2006

Pubblicita' nelle mappe? Google GeoAds

Non è un mistero che Google viva di introiti pubblicitari (AdWords per gli introiti e AdSense per la distribuzone e la rivendita al di fuori dei motori di ricerca del suo network).

Dopo il tentativo di introdurre gli annunci pubblicitari nei feed ora potrebbe essere la volta del nuovo cavallo di battaglia Google Maps e Local!

Si parla di Google GeoAds beta.

Guardate quanto scoperto da Shimon Sandler: andate su Google Local e cercate booksellers nyc.

Assieme al tradizionale simbolo di marker a palloncino rosso potrete vedere dei nuovi simboli a tazzina. Belli!

Cliccateci sopra, Sponsored Link!

Fabrizio Pivari Google Earth e Maps blog

martedì, marzo 28, 2006

Come affrontare internet in modo corretto con il proprio budget

Internet è un media che suscita grandi entusiasmi e grandi paure: se ne vedono le grandissime potenzialità ma i soldi buttati in tante avventure della new economy o anche in progetti di siti sbagliati e costosi hanno reso guardinghe le aziende.

A questo bisogna aggiungere il fatto che spesso chi deve prendere decisioni all’interno dell’azienda ha una familiarità solo parziale con il mezzo e dunque non sa precisamente cosa potrebbe farci e, aggiungiamo, cosa non può oppure non dovrebbe.

Ancora, per qualche arcano motivo anche le aziende più strutturate quando approcciano la rete lo fanno senza alcuna strategia e con molta improvvisazione, come se quasi non si trattasse di un’attività aziendale.

Il risultato spesso è che l’impresa si affida a dei fornitori di tecnologia o a delle web agency, anche molto brave, senza sapere davvero cosa vuole dalla tecnologia e/o dalla grande rete e quali possono essere mezzi e obiettivi più adatti al proprio business.

Per questo, parlando due lingue “tecniche” diverse, l’azienda e la web agency si capiscono solo in parte e per questo, anche se sono in buonissima fede, spesso gli investimenti diventano onerosi e, soprattutto, non produttivi.

Per lo stesso motivo, o per passate esperienze negative, c’è chi si ferma ancora prima e ci rinuncia.

Quale potrebbe essere la soluzione?Beh, potrebbe stare in una nuova figura professionale, una persona che si intenda di management e di problemi aziendali avendoli vissuti sulla propria pelle e, allo stesso tempo, abbia una buona pratica di tecnologiche informatiche, utilizzate in prima persona.

Non un tecnico dunque ma una figura che capisca sia la lingua degli informatici sia quella degli uomini d’azienda. E traduca per entrambi le rispettive esigenze.

Quanto detto può sembra una banalità ma alla prova dei fatti della mia personale esperienza non è così, questi problemi di formulazione di una strategia e di comprensione reciproca invece incidono per una percentuale pesantissima sulla riuscita dei progetti sul web (o comunque basati su nuove tecnologie).

I costi aggiuntivi per l’azienda sono in linea di massima modesti, in quanto è perlopiù un’attività data in outsourcing ad un consulente che permette, oltre tutto, di far risparmiare molto tempo e fatica (inutile) al personale interno.

Si tratta dunque di un supporto molto semplice che può risolvere tanti problemi prima ancora che si verifichino o, almeno, può permettere di capire in anticipo se un progetto è realmente fattibile e produttivo oppure no.

Non è così semplice trovare la professionalità descritta però è sicuramente un settore con un buon futuro in quanto nessuno può davvero più prescindere da Internet e dalle nuove tecnologie per fare business ma è giusto che ciascuno possa ottenere il massimo in proporzione ai propri obiettivi ed al proprio budget.

Internet può dare grandi soddisfazioni con piccoli costi, basta sapere come gestirlo con intelligenza e sapendo fin dall’inizio cosa si vuole fare e con che mezzi.

LINKS UTILI
Mini book 'Come fare business su Internet e vivere felici (con il proprio budget)'

Gianluigi Zarantonello

venerdì, marzo 24, 2006

Il mondo visto dall'alto come fenomeno di moda?

Io penso che il mondo visto dall'alto possa a breve diventare uno stimolo anche per gli stilisti e i designer.
Al momento ho visto solo una splendida realizzazzione di un artista.
L'artista iraniano Seyed Alavi ha trasformato la vista aerea del fiume Sacramento in un tappeto per l'aereoporto internazionale di Sacramento.

L'effetto è favoloso ma

non sarà facile, camminando con le valige, cercare di evitare di schiacciare le abitazioni!
;)

Google Earth e Maps blog

martedì, marzo 21, 2006

Insegne luminose innovative

In qualsiasi settore, anche i più tradizionali, state sempre con le antenne dritte per captare le incredibili novità che la tecnologia ci può offrire.
Nel precedente post (Marketing tradizionale geniale) vi avevo descritto un'incredibile vetrina, in questo vi voglio parlare di insegne luminose innovative.

Cosa ci può essere di innovativo in un insegna luminosa?
Un'insegna luminosa è un neon o una serie di neon, niente di più tradizonale!

E se non si usassero i neon ma i LED?
LED-FLEX è una nuova tecnologia che permette vi permette di risparmiare rispetto ai neon e dura più a lungo, ma forse questo non vi interessa.
E' disponibile in giallo, rosso, verde e blu, non è soggetto a vibrazioni e non vi è il rischi di romperlo, ma forse anche questo non vi interessa.
Allora provate a fare questo con un neon!

venerdì, marzo 10, 2006

Marketing tradizionale geniale

La vetrina è il primo strumento per attrarre l'attenzione in un'attività tradizionale (se consideriamo la home page come tale anche in un sito internet).

Ma come differenziare la propria vetrina dalle altre?
Io l'avrei bollato come un settore dove non c'è più niente da inventare
. Falso!
La genialità non ha limiti!

Guardate queste immagini di una vetrina US e rimanete come me a bocca aperta!

Immagine generale, immagine dettagliata

Simulare (spero) una vetrina rotta per mettere in evidenza un unico oggetto!
E che oggetto!
Il nuovo iPod Hi-Fi!

Tratto da questo post http://scotthodge.typepad.com/scott/2006/03/apple_lust_2.html

giovedì, marzo 09, 2006

Consumer Knowledge Management, ovvero, come far lavorare i consumatori per la propria azienda

Giunta ormai a un ottimo grado di maturità, Internet ha prodotto due tipi divergenti di aspettative per consumatori e aziende: mentre queste ultime valutano l’online come un canale di marketing, i clienti apprezzano la rete per la possibilità di collegamento e le potenzialità che offre all’interazione.
Internet sta cambiando i modi con cui le aziende fanno business e la tecnologia influenza le prassi utilizzate fino ad ora: per le aziende, il consumer knowledge riguarda la conoscenza dello stile di vita del consumatore, le sue preferenze e gli eventi significativi della sua vita, operando all’interno di una cultura di raccolta di conoscenza. Dall’altra parte, per i clienti, il consumer knowledge è la conoscenza che il cliente ha dei diversi prodotti, delle diverse aziende e dei servizi.
La vita delle persone è fatta di conversazioni e Internet facilita il dialogo all’interno di cerchie di individui e tra gruppi distinti. Per questo si sta evolvendo una cultura di condivisione della conoscenza attraverso forum di discussione, siti che ospitano recensioni, chat e comunità, strumenti sviluppatisi non appena chi usa Internet ha dato forma al modo in la rete viene utilizzata.
Gran parte della nostra conoscenza è frutto dei tentativi risolti di relazione con il mondo esterno: nuova conoscenza è creata dalle persone quando interagiscono con gli altri in un ambito sociale. Il potenziale di questa interazione è aumentato significativamente con l’avvento di internet: in termini di attività commerciali, ad esempio, i clienti raccolgono e condividono conoscenza su prodotti e servizi, delegando a Internet anche la funzione di forum di scambio della conoscenza, in un territorio distante da quello del web commerciale. Negli ultimi anni s è verificato un incremento notevole dei siti che raccolgono opinioni dei clienti come DooYoo (www.dooyoo.it), epinions (www.epinions.com), ciao! Shopping Intelligence (www.ciao.it), dove i consumatori condividono le proprie esperienze o le storie delle interazioni che hanno avuto con le aziende o nell’utilizzo dei prodotti.

La home page di ciao! Shopping Intelligence Una recensione di DooYoo

La necessità di un modello di riferimento

I processi di creazione e concettualizzazione della conoscenza dipendono dal contesto e dal nostro modo di vedere il mondo: in una prospettiva positivista, la conoscenza è un “fatto reale” che può essere osservato oggettivamente. Secondo l’interpretivismo e il costruttivismo, la conoscenza è costruita e negoziata dalle persone in interazioni quotidiane, è può solo essere compresa e comunicata soggettivamente. I diversi approcci alla creazione di conoscenza si riflettono anche nella sua gestione.
McAdam e McCreedy nell’articolo “A Critical Review of Knowledge Management Models”, (McAdam et al., 1999), hanno descritto un modello di gestione della conoscenza costruita socialmente che non assume un’unica definizione, ma adotta un’approccio olistico connettendo la conoscenza ai processi sociali e di apprendimento.
Il modello di riferimento enfatizza i 4 stadi del processo, ovvero la costruzione della conoscenza, l’assimilazione, la disseminazione e l’uso, considerando anche i miglioramenti emancipatori che i fruitori ottengono facendo uso della conoscenza e del successivo potenziamento che ne deriva. Questo modello è stato poi adattato per esplorare il potenziamento dei consumatori attraverso l’uso della conoscenza.

La gestione della conoscenza dei consumatori

Il successo di aziende come eBay, o Amazon, non deriva solo dalla facilità di ottenere degli oggetti in cambio di denaro, ma anche dalla creazione di un senso di comunità e di opportunità di comunicazione. Le ricerche sui clienti si sono spostate dalla visione di un fruitore passivo, cognitivo, elaboratore di informazioni, al riconoscimento di un individuo proattivo, discriminatore e sociale. Si fa sempre più uso del Word of Mouth (WOM), cercando informazioni da amici e conoscenti sui meriti effettivi di una determinata marca. L’estensione della comunicazione orale è il collegamento a Internet, una fonte in continua crescita di raccomandazioni o reclami.
Tradizionalmente, il processo di ricerca delle informazioni del consumatore prevede una ricerca interiore nelle sue memorie e precedenti esperienze, unita a una ricerca esterna di informazioni e conoscenza da fonti esplicite, come recensioni o guide per il consumatore, nonché una conoscenza di prodotti, servizi e aziende costruita attraverso l’interazione con famigliari, amici, colleghi, produttori e distributori. È proprio in quest’ultimo stadio dell’esperienza del consumatore che i canali elettronici entrano in gioco. Le comunità non hanno, infatti, una corrispondenza nel mondo tangibile: dove trovare una libreria reale che, come Amazon, dà modo di sfogliare le recensioni di altre 100 persone che hanno letto un libro che si vorrebbe comprare?
La portata e l’impatto del marketing WOM è amplificata da Internet come mai prima d’ora: è attraverso la comunicazione e le interazioni sociali che viene creata la conoscenza. Può trattarsi di conoscenza di prodotti sul mercato, o di qualità del customer service. Si può leggere la recensione di un prodotto, constatare quanto questa recensione è stata di aiuto ad altri consumatori (attraverso un sistema di rating) e aggiungere eventualmente la propria. È possibile comparare i gradi di soddisfazione di clienti che hanno usufruito di un certo servizio nel corso di un certo periodo di tempo, prima di decidere quale servizio utilizzare.
I consumatori che “donano” il proprio tempo per scrivere una recensione o una critica lo fanno perché si sentono parte di un progetto collaborativo e condiviso, una sorta di do ut des multilaterale, in cui il des non proviene da una sola controparte, ma da molte controparti.
Le possibilità che nascono da un’analisi dei nuovi ambienti di comunicazione si evidenziano in:
* interazioni con organizzazioni commerciali;
* interazioni consumer-to-consumer;
* maggior potere e controllo nelle interazioni business-to-consumer.
Il consumatore riconosce sempre di più il ruolo che Internet riveste come fonte di conoscenza e, differentemente dall’atteggiamento che aveva nei suoi primi anni di vita, Internet riveste sempre più importanza per il suo aspetto informativo che non per le possibilità di acquistare.

Da connexioni, di Stefano Bonacina

martedì, marzo 07, 2006

Personalizzazione e marketing one to one, il futuro del software per il web

Il mondo delle applicazioni software, incluse quelle dedicate al business, è continuamente in movimento e le novità si susseguono a ritmo continuo.

Due però sono le tendenze che sembrano davvero essere vincenti per il settore del software per il web per i siti business.

In primo luogo aumentano, soprattutto grazie alla timida ma costante avanzata delle tecnologie di tipo open source, le possibilità di customizzare il software, naturalmente per queste modifiche sono necessarie delle competenze specifiche non facilmente disponibili in azienda, per questo alcune società informatiche si stanno oggi dedicando alla fornitura e alla configurazione di prodotti personalizzati su misura per le singole imprese.

Poter personalizzare il software non è certo un fatto da poco: come tutti i prodotti pensati in modo tradizionale anche i programmi sono progettati per le esigenze di uno specifico segmento di mercato che corrisponde, grossomodo, alle esigenze del cliente.

“Corrisponde grossomodo”: questo punto è importante perché nessuna azienda è realmente uguale ad un'altra e dunque disporre di un prodotto standard comporta quello che per i privati viene definito il “sacrificio del consumatore”. L'impresa si deve adattare allo standard, con dei compromessi e dei limiti alla propria attività. Non così invece per il software adattabile e customizzabile per rispondere precisamente alle esigenze dell’attività imprenditoriale di cui è al servizio.

Le più recenti teorie di marketing inoltre parlano di miniaturizzazione dei segmenti e di servizio one-to-one per il cliente, individuato come persona singola con le proprie caratteristiche e necessità.

Il web sicuramente è il mezzo dove tale paradigma, basato sulla relazione con il cliente e sulla raccolta ed archiviazione di informazioni su di esso, è più facilmente raggiungibile.

Questo è un approccio, e come tale esso richiede un atteggiamento imprenditoriale ma anche degli strumenti adeguati, oggi disponibili sul mercato in modo accessibile alle pmi.

Le suite oggi disponibili fatte per il web marketing one to one ed il crm infatti permettono di capitalizzare le relazioni con i clienti, interagendo con loro in tempo reale tramite sistemi di assistenza online e immagazzinando dati utili, sfruttabili poi per azioni di marketing di vario tipo.

In più sia gli invii di email newsletter personalizzate sia la customizzazione dei contenuti dei siti è realmente possibile.

Due dunque sono i concetti chiave che saranno da tenere presenti per il futuro dei software per il web: personalizzazione della tecnologia e relazioni con il cliente.

Le aziende che vogliono investire sul web non dovranno farsi sfuggire questo trend.

Gianluigi Zarantonello

mercoledì, marzo 01, 2006

L'origine delle lingue - Come il francese ha influenzato l’inglese

Le influenze linguistiche della lingua francese sulla lingua inglese

Nel corso dei secoli, la lingua inglese è stata influenzata da diverse lingue; per questa ragione gli anglofoni sono consci che il tedesco ed il latino sono le lingue che l’hanno maggiormente forgiata. Tuttavia, viene spesso dimenticato che anche la lingua francese ha assunto un ruolo fondamentale nella determinazione dell’inglese moderno.

Ecco alcuni cenni storici fondamentali sulla lingua inglese. L’inglese ha le sue origini da tre tribù germaniche (Angli, Sassoni e Iuti) che si stabilirono in Gran Bretagna nel 450 A.D. Questo gruppo di dialetti costituisce quello che i linguisti chiamano Anglo-Sassone e alcuni aspetti di tale lingua troveranno spazio direttamente nell’Antico Inglese. Questa base germanica sarà ulteriormente influenzata dalla lingua celtica, latina e scandinava.

L'autore americano Bill Bryson chiama la conquista normanna del 1066 "l’ultimo cataclisma che ha colpito la lingua inglese." Quando Guglielmo il Conquistatore diventa Re di Inghilterra, il francese assurge a lingua di corte, amministrazione e cultura, dimorandovi incontrastata per ben 300 anni. Nel frattempo l’inglese, perso il peso politico e culturale, viene utilizzato soprattutto da persone senza alcun prestigio e valore. La lingua inglese e quella francese coesistono in Inghilterra con enormi difficoltà; ma, visto che l’inglese “impoverito e vituperato” è ignorato da filologi e grammatici, si vantaggia da un punto di vista strutturale, presentando una grammatica sempre più semplificata, e dopo solo 70 - 80 anni di convivenza con il francese l’antico inglese sfocia così nel Medio Inglese.

Vocabolario
Durante l’occupazione normanna, circa 10.000 termini francesi vengono adottati in inglese, tre quarti dei quali sono ancor oggi utilizzati. Il vocabolario francese è presente in ogni settore, dal linguaggio governativo e legislativo, all’arte e letteratura. Oltre un terzo delle parole in inglese hanno una sorgente francese diretta o indiretta ed è valutato che anche gli anglofoni che non hanno mai studiato il francese, ne conoscono comunque e “naturalmente” 15.000 termini.

Fonetica e fonologia
La pronuncia inglese deve molto a quella francese. Mentre l’antico inglese possiede i suoni sordi fricativi , , (come in thin), e (shin), l’influenza della lingua francese ha distinto i fricativi sonori , , (the), e (mirage), ed anche contribuito alla formazione del dittongo (boy).

Grammatica
Un altro raro, ma interessante « residuo » dell’influenza francese è l’ordine delle parole nelle espressioni come secretary general e surgeon general, dove l’inglese ha mantenuto l’ordine nome + aggettivo tipico della lingua francese, piuttosto dell’abituale aggettivo + nome utilizzato in inglese.

Autore : Elisabetta Bertinotti fonte : http://www.lipsie.com/it/traduzioni_francese_inglese.htm
Consulente linguistico di Lipsie Languages www.lipsie.com/it - www.traduzione-in.com