venerdì, febbraio 24, 2006

Sviluppare il passaparola nella blogosphera a forza di pesto e trofie

Dopo che l'azienda sudafricana Stormhoek aveva regalato vino ai blogger, un'altra azienda ha pensato di organizzare una simile iniziativa, la ligure San Lorenzo, da sempre concentrata sulla vendita diretta a privati, raggiungendo nel 2005 un fatturato di quasi 40 milioni per 300 referenze.

Si tratta di "Pesto ai blogger", un progetto ideato da Antonio Tombolini e dedicato a chi ha un blog attivo già da sei mesi. L'obiettivo intuibile è quello di sviluppare il passa parola nella blogosphera. Per partecipare, i blogger interessati dovevano compilare un modulo e quindi attendere di ricevere direttamente a casa nel giro di pochi giorni un pacco regalo con: una confezione di trofie, una confezione di pesto (ovviamente unita alla brochure aziendale e al catalogo con tutte le indicazioni per effettuare i nuovi ordini).

Mentre sono in via di spedizione gli ultimi pacchi, i primi risultati dell'inziativa già promettono bene: su 239 blogger che hanno richiesto il prodotto, 66 (27%) ne hanno già parlato.
Per misurare i risultati, è stato aperta anche una pagina (che continua ad arricchirsi) in cui ciascun blogger può indicare dove ha parlato di Pesto ai blogger.

di Slawka G. Scarso www.marketingdelvino.blogspot.com

mercoledì, febbraio 22, 2006

Wikipedio ergo sum

Credete anche voi nella profezia di Andy Warhol?
Alla fine degli anni ’60 il creatore della pop art disse che in futuro tutti avrebbero potuto essere famosi per 15 minuti. Grazie alla pervasività delle moderne tecnologie la premonizione dell’artista americano si potrebbe avvicinare alla realtà. Vi illustrerò quindi, in pochi semplici passi, come potrete fare un po' di marketing di voi stessi e fare in modo che il vostro ego leviti fino al soffitto di casa vostra con poca spesa.
Prendete wikipedia, studiatevi le FAQ, scriveteci la vostra biografia (ponete un limite alla vostra fantasia, non siate eccessivi, ma nemmeno contenete i dati reali) e potrete affermare di essere citati in un'enciclopedia online, che, nonostante le detrazioni (leggete l'articolo sugli argomenti: sfregio, qualità dei contenuti, controllo poco rigido) , sta acquisendo sempre maggior popolarità.
Semplice, no?
Sarete in compagnia di personalità come Mozart, Leonardo, Aldo Busi, Ramses II, Giovanni Malagodi, Karl Marx, e di chiunque altro sia stato degno di nota nella storia del mondo fino ai giorni nostri.
Immaginate l'ammirazione del vostro intelocutore quando affermerete con sicumera di essere citato come voce di un'enciclopedia. E poi, che dire del vostro vanto?
Se siete poi fortunati, come è successo al sottoscritto, potete diventare automaticamente anche un topic di Answers.com.
Inserite pure una vostra immagine, ma ricordatevi di allegarvi le informazioni di copyright, altrimenti potrebbe essere rimossa automaticamente.
Attenzione però: non è tutto oro quel che luccica.
Se infatti può essere esaltante ostentare la propria importanza con una voce in un'enciclopedia, può essere altrettanto umiliante ritrovarvi notizie false e perniciose: è quanto è capitato il dicembre scorso a John Seigenthaler, già assistente di Robert Kennedy nonché uno dei fondatori del quotidiano USA Today. La sua biografia è stata manomessa e arricchita di notizie che lo descrivevano come coinvolto negli assassini dei Kennedy e connesso con i servizi segreti dell'Europa dell'Est.
Altri esempi si sono verificati, ma suppongo che molti altri non siano ancora stati documentati o nemmeno scoperti.
Il consiglio, quindi, è: se decidete di essere una nuova voce in wikipedia, tenetene monitorato di quando in quando il testo e le eventuali modifiche (che appaiono comodamente sotto la voce History o Cronologia).

Stefano Bonacina, da conneXioni

lunedì, febbraio 20, 2006

Google e SEM agency: amore e odio

Google è oggi di fatto la più grande Advertising Company al mondo. Sottolineo la parola "Company" (nel concetto americano del termine). Il suo business si basa sulla vendita di annunci pubblicitari a pagamento: AdWords. Per questo motivo, le SEM Agency, le agenzie che si occupano cioè di Search Engine Marketing, amano e/o odiano Google. Ma per capire meglio questa affermazione dobbiamo avere presenti alcuni punti:

  • Google non ha agenzie partner ufficiali con diritto di esclusiva e non ha chiesto a nessuno di diventarlo, al massimo certifica i professionisti che hanno superato un corso online e gestito almeno qualche migliaia di euro di campagne, o delle agenzie che hanno nel loro team due professionisti certificati che gestiscono un certo budget in AdWords (400.000 euro anno). Ricordiamo che tale bollino non certifica la bontà delle SEM agency, ma solo i budget da loro gestiti in AdWords (ne ho parlato più dettagliatamente nel mio blog)
  • Potendo monitorare direttamente (tramite il pannello AdWords) o indirettamente (tramite l'oggi gratuito Google Analytics; l' analisi del comportamento degli utenti con Google Toolbar; l'home page personalizzata, e altri strumenti ancora), Google manda i suoi commerciali in modo mirato direttamente a trovare i clienti che più spendono o più appetibili per gestirli direttamente, senza scrupolo alcuno per le SEM agency che li avevano gestiti per loro fino ad allora.
  • Molte SEM agency sono diventate Google-dipendenti, spesso loro malgrado, avendo fatto della gestione delle campagne AdWords la centralità del loro business.
  • Google tende a penalizzare le attività che svolgono i SEO per fare in modo che i siti compaiono ai primi posti nel suo motore di ricerca (come è successo a novembre). Il più delle volte questo accade in occasione del miglioramento del suo algoritmo di posizionamento (Page Rank), altre volte molti notano che tali penalizzazione vengono fatte soprattutto per terrorizzare i clienti e vendere loro AdWords sempre più costose. Per le agenzie SEM di "spessore", tali innovazioni sono l'occasione per fare piazza pulita delle SEM agency "improvvisate" e un'occasione commerciale per fare fare upgrade ai servizi offerti al cliente.
  • Google tende a segnalare solo determinate agenzie ai clienti che gli chiedono come ottimizzare il loro sito web per comparire prime nel loro motore di ricerca su determinate parole chiave (badate al paradosso: chiedono ai commerciali di Google come spendere il meno possibile ispan style="fontn AdWords!).
  • Molte SEM agency confondono il Search Engine Marketing con la produzione di Doorpage o con la gestione per conto del cliente di un account AdWords
  • Il Search Engine Marketing consta in un insieme di servizi e attività utili a raggiungere precisi obiettivi con i motori di ricerca e la pubblicità online nei portali, obiettivi quali l'aumento degli utenti qualificati; l'aumento delle vendite; la ricerca di potenziali nuovi clienti; l'offrire informazioni a persone che stanno completando il loro processo d'acquisto; l'affermazione del brand in rete. Tali agenzie quindi sono molto deboli nel mercato perchè hanno poco valore aggiunto e sono molto soggetti agli "umori" di Google.

Andrea Cappello Studio Cappello WMR srl "i professionisti dei motori di ricerca" Search Advertising Blog, il mio blog sul Search Engine Marketing

venerdì, febbraio 17, 2006

Fare network per affrontare il mondo competitivo moderno

Si parla con grande frequenza negli ultimi anni di fare squadra, di network, di organizzazioni flessibili e reticolari. La tecnologia, soprattutto quella di rete, ha aperto all'uomo spazi inimmaginabili per entrare in contatto e in relazione con i suoi simili. Ne nasce dunque una forma di interazione a distanza che può essere considerata un’evoluzione di quella simultaneità despazializzata creata già da strumenti come il telegrafo o il telefono, l’uomo può interagire in modo sempre più veloce, preciso e ricco con il suo simile senza dover essere presente nello stesso luogo. Una rivoluzione che vale tanto nelle aziende e nelle organizzazioni quanto nella vita privata.

Esperti autorevoli, come il prof. De Toni, applicano oggi la teoria della complessità al management, evidenziando come l’ordine ed il disordine assoluti sono distruttivi mentre una situazione di confine fra i due stati, definita l’orlo del caos, sia l’unica condizione in grado di produrre innovazione, anche e soprattutto attraverso lo scambio di know how e l’interazione.
La teoria della complessità, infatti, si oppone al riduzionismo della scienza classica e sottolinea come dall’interazione di elementi semplici scaturiscano risultati complessi e in parte imprevedibili a priori.

Eppure nella realtà quotidiana la mentalità di chi opera nel business non è sempre pronta ad accogliere il concetto di network, non almeno per quanto riguarda l’applicazione pratica di tale approccio, nonostante i vantaggi notevoli che esso, se ben applicato, offre.

La mia esperienza professionale di gestore di grandi Community sul web e di network relazionali nel mondo fisico, spesso in combinazione fra loro, mi ha insegnato, infatti, che simili centri d’aggregazione possono diventare davvero punti riferimento importanti, per privati ma anche per aziende, per sviluppare relazioni personali e lavorative cruciali legate a determinati ambiti d’interesse. In più oggi alle relazioni personali e professionali con persone che vivono in un'area limitrofa alla nostra è sempre più importante affiancare quelle con interlocutori che si trovano in altre realtà e che, forse, non potremo mai vedere di persona.

In un mondo interconnesso come il nostro costoro diventano degli interlocutori privilegiati e, in certi casi, imprescindibili per la nostra vita e il nostro lavoro. Dunque sapere fare network diventa ancora più importante di un tempo, perché se anticamente la nostra sussistenza ed il nostro benessere (i motivi che ci portano ad aggregarci) dipendevano da chi ci stava vicino oggi possono invece essere influenzate in modo diretto e pregnante anche da realtà lontane.
Se l'optimum quindi è sempre quello di iniziare una relazione a distanza per poi concretizzarla nel mondo fisico bisogna anche capire che non sempre Internet e le altre reti sono spersonalizzanti, poiché sono dei media, dei mezzi, dei contenitori che possono essere plasmati con l'uso intelligente.

Come si sarà intuito dunque io sono un convinto sostenitore del fatto che le tecnologie di rete hanno apportato un grande plus nella gestione e nello sviluppo delle relazioni umane e dunque i network oggi sono quanto mai efficaci. Per questo credo che per affrontare molte delle sfide che il mondo competitivo moderno propone sia meglio la relazione (e dunque l’utilizzo del diverso know how e delle risorse) che l'opposizione, a patto che la costruzione di questo network sia sviluppata in modo onesto e rispettoso dell'interlocutore.

Questo ultimo punto, all’interno dell’organizzazione, pone la necessità di ricorrere a risorse umane sempre più preparate rispetto all’ottimale utilizzo delle tecnologie per la comunicazione e l’interazione ed insieme all’affermazione di un’etica professionale dei rapporti, anche di business, che eviti situazioni di scorretto utilizzo delle reti di relazioni.

Per tutti questi motivi dunque i gestori di network relazionali, community, social network e anche di piattaforme di CRM, purché preparati e seri, potranno avere, a mio avviso un ruolo crescente nelle organizzazioni perché la gestione delle relazioni interne ed esterne sarà nel futuro un asset intangibile sempre più cruciale per tutti. Le aziende faranno bene a tenersi pronte.

Gianluigi Zarantonello

martedì, febbraio 14, 2006

VoIP, maggiore spazio all'informazione

Tra disinformazione, luoghi comuni e notizie per fare "contenuto", il Mercato del VoIP alla ricerca di maggiore spazio informativo su Stampa e TV.

Roma - Alcuni dei luoghi comuni che hanno consolidato nel tempo la diffidenza sulle questioni di sicurezza, limitazioni e potenzialità a lungo termine del VoIP derivano dal mancato coinvolgimento dei maggiori mezzi d'informazioni: "Ci rendiamo conto che in Italia il maggior divulgatore pubblico del VoIP è un comico? Beppe Grillo! Pensate se la stampa o la TV iniziassero davvero a dare spazio al telefono via adsl" - dice Luigi De Luca, Responsabile Comunicazioni e co-fondatore di Ehiweb S.r.l. - provider VoIP di nuova generazione tra i più accreditati sul mercato italiano.

"Esiste una disinformazione latente riguardo ad argomenti chiave come la sicurezza delle comunicazioni VoIP" - spiega Luigi De Luca - "Prendiamo ad esempio i pericoli potenziali dello sniffing. L'ipotesi del VoIP sniffing è ipotizzabile, d'altra parte, la garanzia di una sicurezza al 100% nessuno può fornirla quando c'è il web di mezzo. Se ci pensiamo bene, neanche la telefonia tradizionale è considerabile sicura, e lo dimostrano le vicende di questi giorni legate alle intercettazioni che hanno messo in imbarazzo, se non peggio, potenti della politica e della finanza".

Le comunicazioni VoIP oggi sembrano più sicure di quelle tradizionali al punto da sollevare voci allarmistiche riguardo l'aumento del volume di traffico delle chiamate da internet alle linee fisse e viceversa, traffico molto difficile da intercettare. D'altra parte il VoIP ha dei limiti "strutturali" che incidono sulle performance delle comunicazioni: "il VoIP ha dei limiti nel raggiungere alcune numerazioni" - continua De Luca - "ma ciò per alcuni è considerato un vantaggio e per altri no. In pratica è impossibile raggiungere i numeri a valore aggiunto come gli 899, 144 e 166 ma di contro, purtroppo, non si possono contattare i numeri verdi 800 o quelli a tariffazione ripartita 848 o i numeri unici 199. L'800 lo possiamo sempre raggiungere via cellulare ma gli altri? Spesso no". L'inadeguatezza dei contenuti informativi, però, estende questi limiti anche ai numeri di emergenza, al punto che la notizia che tali numeri siano finalmente raggiungibili da un provider straniero ha ottenuto una eco imponente. "I numeri di emergenza" - spiega De Luca - "sono tutti, dico tutti, raggiungibili via VoIP. Purtroppo la poca informazione spesso induce a pensare che con il VoIP non potremo più chiamare Carabinieri, Pronto Soccorso, Vigili del Fuoco, ma non è così".

Protagonista di questo scenario è ancora oggi Telecom Italia che si è adeguato alla rivoluzione VoIP diventando erogatore delle piattaforme di comunicazione per diversi provider italiani, consolidando di conseguenza il monopolio sulle telcomunicazioni. Poco tempo fa Telecom ha inviato fattura richiedendo il pagamento del canone aggiuntivo per le linee ADSL senza fonia. "Io non posso farmi portavoce dei Provider VoIP nazionali, posso parlare per Ehiweb.it" - dichiara De Luca - "La nostra azienda è molto vicina alle posizioni dell'AIIP e dell'Assoprovider a cui presto daremo il nostro apporto, non solo idealmente".

Che i servizi di telefonia tradizionali stiano subendo il contraccolpo del VoIP è sottolineato dalle nuove strategie di mercato della Telecom che hanno inciso negativamente sull'offerta di fornitura ADSL diretta (Alice). I tempi di attivazione superano la media del mese e mezzo con punte di tre mesi (che si tratti di Azienda o di Privato) su uno dei mercati principali del Paese, Roma: un Customer Care Service impotente di fronte alle richieste di sollecito degli utenti in attesa dell'attivazione del servizio; un Commerciale che offre come soluzione definitiva l'annullamento della richiesta per velocizzare i tempi di attivazione: "Chiedendo l'annullamento della richiesta del servizio ADSL" - spiega una fonte del Servizio Commerciale Telecom Italia (187.1) - "si attiva la task force che contatterà il cliente chiedendo quali sono le cause della sua richiesta. A questo punto il cliente fa la sua controproposta dicendo di essere disposto a tornare sui suoi passi a patto che il servizio venga attivato entro le 24 ore seguenti". Una soluzione che a volte ha un solo risultato: l'annullamento della richiesta di attivazione ADSL e nessuna chiamata da parte della Task Force.

Alessandro Mirri - spunti, sintesi e approfondimenti relativi all'aggiornamento n.28 di advmagazine.net: VoIP: sicurezza, limitazioni e business

lunedì, febbraio 13, 2006

I motori di ricerca, la memoria collettiva

Tempo fa stavo guardando la visione del mondo secondo Google, (la chiamo così perché è molto più una weltanschaung che una zeitgeist) e, all'11° posto tra i termini più ricercati appare "Tori Spelling".
Uhm, questo nome non mi giungeva nuovo: che fosse la figlia del famoso produttore di telefilm Aaron Spelling (sapete? Quello di Charlie's angels, Starsky e Hutch, Fantasilandia, Love Boat, Cuore e Batticuore e di altre 100 serie).
Ci clicco sopra e appare una pagina in cui, come primo risultato, compare una poco lusinghiera immagine dell'attrice americana che, senza mutande, suona una batteria. Interessante! Da perfetto voyeur, la clicco e scopro che la pagina che la doveva ospitare non esiste. Ovvero, non esiste più, poichè una volta esisteva, o, per meglio dire, tra i suoi attributi vi era anche quello dell'esistenza.
Mi domando quando avrà dovuto pagare la Spelling per farsi rimuovere
E mi dico anche che Google non può essere corruttibile: una volta apparso nel suo indice, è molto faticoso farsi rimuovere, se non con pagine aventi un PageRank più alto. Ogni giorno migliaia di richieste di rimozione arrivano a Google, ma se il motore di ricerca dovesse esaudirle tutte quante sarebbe costretto a impiegare centinaia di persone solo per queso compito.
Leggetevi cosa afferma Google a proposito:

Richieste di rimozione di collegamenti o di copie cache
Di quando in quando Google riceve richieste di utenti relative alla rimozione di collegamenti dagli indici. Sebbene si riservi il diritto di valutare tali richieste singolarmente, Google tende generalmente ad evadere tali richieste in accordo ai principi indicati di seguito.
Gli indici di Google sono costituiti da informazioni che sono state identificate, indicizzate e compilate tramite una procedura automatica senza alcuna revisione preventiva. Considerata la straordinaria quantità di informazioni regolarmente aggiunte, eliminate e modificate, Google non è in grado e non filtra il contenuto dei propri indici. Google può decidere, caso per caso, di rimuovere singoli siti Web dai propri indici se (i) il proprietario del sito ne limita l'accesso o (ii) se il sito viene rimosso dal Web su richiesta del proprietario stesso o da terzi. Tuttavia, se il gestore del sito non prende le misure necessarie per prevenire l'indicizzazione del sito, è possibile che il sistema di indicizzazione automatica di Google trovi ed includa nuovamente tale sito nei propri indici.
Google archivia molte pagine Web nella propria cache per consentire agli utenti di utilizzare le copie di backup in caso di problemi temporanei sul server. I proprietari dei siti Web possono impedire l'archiviazione delle versioni cache dei loro siti utilizzando il metatag NOARCHIVE. Inoltre, i proprietari dei siti possono richiedere l'immediata rimozione delle versioni cache della pagina dai Servizi di ricerca di Google. Google valuta tali richieste di rimozione individualmente e non garantisce la soddisfazione di ogni richiesta. La procedura necessaria per rimuovere le versioni cache e per impedire che un sito venga salvato nella cache e/o incluso nell'indice è descritta nella sezione Domande frequenti (FAQ) su Google, che può essere selezionata dalla pagina principale di Google.

Google e gli altri motori di ricerca, per merito/colpa della loro cache, diventano quindi una memoria collettiva, nella duplice accezione di "essere della collettività" e di collezionare. Colleziona e non rimuove, non come i siti di cui colleziona il contenuto, e, nel caso venga sollecitato opportunamente, fa apparire cose che parevano/volevano risultare rimosse.
L'esempio che ha scatenato questo articolo è frivolo e misero, ma immaginate cosa potrebbe succedere quando, per sbaglio, incuria o dolo, venissero pubblicate informazioni che non dovrebbero essere divulgate: se nel periodo di permanenza online uno spider di un motore di ricerca riesce a catturarle, ecco combinato il pasticcio.
Ecco quindi un esempio eccellente che poco ha a che vedere col mondo del gossip: nel 2003 Richard Smith, un esperto di tematiche di privacy e sicurezza, trovò delle pagine nella cache di Google tratte da sito dell'Information Awareness Office del Pentagono che erano state rimosse a seguito della pubblicazione di un reportage sullo sviluppo di un sistema informativo dedicato allo spionaggio delle attività dei cittadini americani per l'individuazione di attività terroristiche.

Credo quindi necessaria, da parte dei motori, una politica che accolga con favore e celerità le richieste di rimozione dati dalle cache, quando queste richieste siano ben argomentate; ma anche per chi ha un sito che si evolve frequentemente è necessario un processo di monitoraggio della cache dei motori di ricerca, in modo che il loro contenuto sia coerente con il contenuto delle proprie pagine.
Volete sapere come fare? Mandatemi un'email

Aggiornamento: secondo la giustizia americana la cache di Google non viola le leggi sul copyright. E ci mancherebbe altro.

Stefano Bonacina, da conneXioni

venerdì, febbraio 10, 2006

Google e le Olimpiadi invernali!

A me sembra che le Olimpiadi Invernali di Torino, in Italia, non siano molto sentite, ma forse è solo una mia impressione.
Sono piacevolmente stupito, quasi commosso, di come Google abbia realizzato il seguente annuncio su quanto Google ha fatto per le Olimpiadi Invernali: Virtually Torino.

Forse sono solo un illuso ed il tutto rientrava nel contratto del gioco FIAT e Google Earth ed Olimpiadi Invernali in occasione del lancio della Sedici (Scopri Sedici).

In ogni caso: complimenti!

giovedì, febbraio 09, 2006

Strategie blogger oriented e vino

Se a quanto pare regalare bottiglie ai giornalisti non basta più per ottenere un pezzo sulla propria azienda vinicola, risultati molto migliori si ottengono regalando bottiglie ai blogger!!!

E’ questo sostiene l’azienda sudafricana Stormhoek, che proprio attraverso i blog è riuscita a incrementare le sue vendite nel Regno Unito. Come ha fatto? Ha selezionato 75 blogger che col vino nulla avevano a che fare, e ha inviato loro due bottiglie di vino (con etichetta personalizzata) certa che poi ne avrebbero parlato, e che i loro lettori si sarebbero affidati al giudizio dei blogger in questione.
Il target: blogger stanziati in Gran Bretagna, Francia e Irlanda, senza distinzione di traffico, ma con un blog esistente da più di tre mesi e sempre aggiornato.
Dovevano aver raggiunto la maggiore età (per bere alcolici), ma non avevano nessun obbligo di parlare dell'azienda, né tanto meno di parlarne bene.
I risultati sono presto arrivati e la campagna ha contribuito a un raddoppiamento delle vendite (da 50.000 del 2004 a 100.000 del 2005 nel Regno Unito). Questi vini, che si trovano nell'affollatissima fascia di prezzo dei 7,50-10,00 euro sono riusciti insomma a farsi notare proprio grazie ai regali - guadagnandosi la distribuzione anche in grandi catene come Sainsbury's. Quindi niente più regali ai giornalisti, ma ben vengano quelli ai blogger! :)

Dietro a questa idea c'è Hugh Macleod, una di quelle persone dalle mille attività impossibili da riassumere in una solo parola, ma che, tra le tante cose che fa, disegna vignette sul retro dei biglietti da visita, alla faccia di quelli gratis di Vistacard!!!

Slawka G. Scarso Marketing del Vino

martedì, febbraio 07, 2006

Nuovo videogioco

Girando per la rete mi sono imbattuto nell'immagine di questo nuovo videogioco.

Nuovo videogioco

Lo so, lo so, voi siete abituati a ben altro!
Ma immaginate di vedere questo videogioco installato in una VW.
Immaginate di vedere questo videogioco quando selezionate il tragitto Chicago - New York.
Immaginate di chiamare questo videogioco Navigatore Satellitare e di capire che semplicemente non era altro che Google Earth!
Questo visivamente l'accordo VW - Google!

L'immagine originale.

lunedì, febbraio 06, 2006

Olimpiadi, Fiat e Google

A Torino ci volevano le Olimpiadi Invernali del 2006 per ridare una boccata di aria fresca alla FIAT!
Un nuovo medello: il SUV Fiat Sedici in palio con il nuovo concorso FIAT - Google Scopri Sedici!
FIAT è forse la prima azienda ad impostare una campagna di marketing utilizzando Google Earth, basata sul concetto di cercare oggetti nell'area olimpica grazie alle viste da satellite!
E' marketing? E' internet marketing?

Da preveggente è un po' che mi diletto a cercare dei punti di contatto tra Google Maps e Google Earth e l'internet marketing, segnalando la geniale idea di sfruttare i tetti!
Inoltre prima del recente annuncio del concorso, per cercare di illustrare le potenzialità del mio software csv2map avevo creato le simpatiche pagine Google Maps e FIAT e Google Earth e FIAT!

Questo progetto Olimpiadi, Fiat e Google ha portato un altro oscuro beneficio: l'area delle olimpiadi è la prima in Europa (escludendo Gran Bretagna ed Irlanda) a avere mappe dettagliate in Google Maps!

Mappa di Torino con Google Maps della sede FIAT

Ed un ottima risoluzione satellitare!

Vista satellitare di Torino con Google Maps della sede FIAT

Le aziende residenti in zona Olimpica potranno con Google Maps mostrare sul proprio sito come arrivare alla propria azienda dall'uscita autostradale più vicina o dalla stazione tracciando una semplice spezzata!
Basta saperlo fare!
O chiedere il mio intervento :)

Si può avere inoltre un assaggio di Google Local in Italia!
Provate con Torino, Italy

Torino come Londra o New York!
Ci vorrebbero le olimpiadi anche a Rovigo :)

Super Bowl e Google Video

Il Super Bowl (la finale di football americano) è uno degli eventi sportivi più attesi negli States e Google Video lo sta cavalcando !
Questa http://video.google.com/superbowl.html una pagina speciale creata per tutti gli spot del Super Bowl!

Nel mio piccolo, assieme ad e-gav sono partito prima con tutti gli spot presenti su blog2biz!
http://video.google.com/videosearch?q=pivari

venerdì, febbraio 03, 2006

TOP 10 useless USB gadget 2005

ICTblog.it nasce nel marzo 2005 proponendo al popolo della rete un luogo dove trovare, leggere e scoprire nuovi prodotti e servizi nel campo dell'innovazione tecnologica con particolar riguardo al settore dell'Information & Communication Technology.
Centinaia di notizie e prodotti cercati e scovati in un mercato in continua evoluzione ed espansione.
Grazie all'esperienza accumulata e all'intenso lavoro editoriale, di scouting e di attenta analisi del mercato tecnologico, ICTblog.it ha proposto la "Top 10 useless USB gadget 2005", una sorta di classifica sugli oggetti tecnologici (con intrefaccia USB) più sciocchi e inutili apparsi nel corso del 2005.
L'obiettivo non è tanto quello di definire o etichettare un prodotto peggiore dell'altro, quanto un simpatico gioco con il quale evidenziare quanto, talvolta, alcune follie e inutilità tecniche trovano posto nel quotidiano dell'uomo moderno e iperconnesso.
Un breve video che vuole mostrare in una sorta di Top Chart List i prodotti che indicano la futilità di una parte della tecnologia quotidiana, ma che descrive un perverso approccio ai nuovi prodotti e all'uso che se ne fa di essi.
Una forzatura, come vedrete, verso una eccessiva convergenza della tecnologia, necessaria da una parte, non indispensabile dall'altra.
Qui trovate il video: "Top 10 useless USB Gadget 2005"

mercoledì, febbraio 01, 2006

Google Bowling: concorrenza sleale

Facendo una ricerca sui metodi utilizzati dalle aziende per danneggiare i concorrenti, mi sono imbattuto in una pratica che utilizzando una caratteristica di Google, forza l'abbassamento nel rank o addirittura l'esclusione di un sito dal database del motore di ricerca.
Si tratta del Google Bowling, e vi posso assicurare che non ha nulla a che vedere con il passatempo preferito di Larry Page e Sergei Brin.
L'attività sfrutta, invece, una caratteristica dell'algoritmo PageRank implementata per escludere chi compra siti con pubblicità site-wide, ovvero con link che compaiono su ogni singola pagina di un sito: se un sito ha 2000 pagine diverse, ad esempio, la pubblicità apparirà su tutte quante e il sito pubblicizzato conterà 2000 link in più.
Qualcuno ha quindi pensato di applicare questo paradigma alla concorrenza: ha acquistato un po' di siti, ci ha depositato qualche migliaio di pagine statiche che puntavano al sito concorrente e li ha registrati su Google.
Risultato: il sito concorrente è stato eliminato dal DB di Google.
Poco etico, ma molto funzionale al business.
Esiste una soluzione a questo, esplicitata nella proposta di Michael Pedone: ignorare semplicemente i siti che ospitano migliaia di link allo stesso sito, non attivando quindi nessuna operazione. Nel caso di concorrenza sleale le vittime innocenti non avranno conseguenze, mentre nei casi di Search Engine Optimization non etica, il perpetratore della truffa non salirà nella classifica dei risultati e il suo PageRank rimarrà invariato.
Non ultimo, la reputazione di imparzialità e accuratezza di Google, non subirà scossa alcuna.

Stefano Bonacina, da conneXioni