lunedì, gennaio 30, 2006

Scenari di VoIP Business

Per stabilire quali possano essere le prospettive a medio e lungo termine del VoIP è quindi necessario spostare l'attenzione non sulle possibilità di crescita delle utenze, quanto sulle possibilità di "fidelizzazione" nel tempo dei Clienti VoIP. Il tema della fidelizzazione è strettamente correlato ad un altro tema attorno a cui si sta focalizzando sempre di più l'attenzione dei media: il livello di sicurezza delle comunicazioni via VoIP.

  • sicurezza delle comunicazioni
  • limitazioni del sistema
  • la posizione di Telecom Italia riguardo all'evoluzione del mercato della telefonia
  • le prospettive del VoIP business nel Mercato globale

Luigi De Luca (foto a sinistra), Responsabile Comunicazioni e co-fondatore di Ehinet S.r.l. - provider VoIP di nuova generazione tra i più accreditati sul mercato italiano - ci fornisce gli strumenti informativi necessari per permettere d'identificare i confini di uno scenario dinamico qual è quello del VoIP business: un Mercato in cui l'acquisizione di nuovi Clienti VoIP è relativamente facile, stimolato dalla concorrenza agguerrita dei Provider VoIP il cui target naturale è rappresentato da un parco di Potenziali Clienti forte quanto poteva essere quello della telefonia mobile ancora un paio di anni fa.

Alessandro Mirri (D:) VoIP, sicurezza e sniffer (*1): come per le reti lan, per il VoIP esiste il pericolo "sniffer" che permetterebbe a persone con un minimo di specializzazione di poter ascoltare le comunicazioni?

Luigi De Luca (R:) E' un'ipotesi verificabile, indubbiamente. D'altra parte, la garanzia di una sicurezza al 100% nessuno può fornirla quando c'è il web di mezzo. Ma la forte crescita del VoIP fa sicuramente sperare che presto gli addetti ai lavori daranno più peso a questo aspetto. Bisogna aver pazienza e per alcune comunicazioni... "cautela"! Se ci pensiamo bene, neanche la telefonia tradizionale è considerabile sicura, e lo dimostrano le vicende di questi giorni legate alle intercettazioni che hanno messo in imbarazzo, se non peggio, potenti della politica e della finanza.

VoIP e limitiazioni: si è più volte parlato di limitazioni delle comunicazioni VoIP riguardo i numeri speciali. Esistono soluzioni che permettono di deviare le telefonate su una linea tradizionale?

Sulla questione si dibatte spesso. Mi spiego: il VoIP ha dei limiti nel raggiungere alcune numerazioni ma ciò per alcuni è considerato un vantaggio e per altri no. In pratica è impossibile raggiungere i numeri a valore aggiunto come gli 899, 144 e 166 ma di contro, purtroppo, non si possono contattare i numeri verdi 800 o quelli a tariffazione ripartita 848 o i numeri unici 199. L'800 lo possiamo sempre raggiungere via cellulare ma gli altri? Spesso no. Speriamo che presto, anche in questo caso, si trovino delle soluzioni. Una cosa però va sottolineata: dobbiamo distinguere i numeri speciali, quelli sopra elencati, dai numeri di emergenza: questi ultimi sono tutti, dico tutti, raggiungibili via VoIP (ndr: regole PATS (*2)). Purtroppo la poca informazione spesso induce a pensare che con il VoIP non potremo più chiamare Carabinieri, Pronto Soccorso, Vigili del Fuoco, ma non è così.

VoIP e Telecom Italia: è notizia di pochi giorni fa che Telecom ha inviato fattura che richiede il canone aggiuntivo per le linee ADSL senza fonia. Quali sono le posizioni e le previsioni dei provider VoIP riguardo al futuro del monopolio Telecom?

Io non posso farmi portavoce dei Provider VoIP nazionali, posso parlare per Ehiweb.it. Dopo che PC Magazine ci ha classificato tra i migliori tre fornitori di servizi VoIP italiani, stiamo continuando a lavorare su offerte che stimolino la diffusione di questo straordinario mezzo di comunicazione. Forniamo apparati completi ma anche il solo all'allaccio alla rete: così, con 19.90 Euro, diamo a chi già possiede tecnologia VoIP la possibilità di usare i nostri servizi. In pratica un nostro cliente Faidatè paga solo le ricariche del proprio traffico quando vuole e per la cifra che desidera. Dal punto di vista diplomatico, invece, siamo molto vicini alle posizioni dell'AIIP e dell'Assoprovider a cui presto daremo il nostro apporto, non solo idealmente.

VoIP e B2B, proiezioni: dalla Cina gli operatori marketing utilizzano le comunicazioni VoIP per contatti B2B (collaborazioni, proposte di business etc.), stessa cosa avviene in molti Paesi occidentali e ultimamente qualcosa si muove anche in India. Eppure c'è chi considera (e non sono pochi (*3)) i sistemi di comunicazione su base VoIP offerti dal mercato come dei semplici giocattoli: è davvero così? Cosa ci riserva il prossimo futuro?

Noi italiani siamo esterofili. Tutto d'un tratto ci scopriamo innamorati di ciò che proviene da oltreconfine e lo vogliamo a tutti i costi. Mi vien da pensare, quindi, che se un tocco esotico al VoIP proviene dall'uso che ne fanno nel B2B (*4) i nostri colleghi orientali, beh, per via dell'esterofilia di cui sopra, c'è da ben sperare anche per noi! Scherzi a parte: dalle richieste continue che riceviamo s'intende che le aziende presto si sveglieranno, comprenderanno quanto è facile usare questa tecnologia e potranno testarla, viverla e, di conseguenza, apprezzarla. E i privati? Anche loro ne scopriranno sempre di più i vantaggi. Ma dovranno essere aiutati dai mezzi d'informazione: ci rendiamo conto che in Italia il maggior divulgatore pubblico del VoIP è un comico? Beppe Grillo! Pensate se la stampa o la TV iniziassero davvero a dare spazio al telefono via adsl... Bisogna avere fiducia nel futuro e negli sviluppi del mercato e della tecnologia. Tutte le grandi innovazioni vantaggiose per l'uomo hanno avuto un periodo leggendario e pionieristico. Questo il VoIP l'ha superato da tempo, ora bisogna solo aver fiducia e osare, osare il possibile.

(*1) Prodotti software utilizzati per memorizzare e intercettare il trafficotelematico, da cui Sniffing: attività di intercettazione passiva dei dati che transitano in una rete telematica.Maggiori informazioni: Wikipedia -> Sniffing

(*2) Sigla identificativa per Publicly Available Telephone Service: servizio accessibile al pubblico che consente di effettuare e ricevere chiamate nazionali ed internazionali, di accedere ai servizi di emergenza e che utilizza numeri che figurano in un piano nazionale o internazionale di numerazione.Riferimento: federaeit.it

(*3) << [...] La realtà è (purtroppo/perfortuna) che Skype, Google Talk, etc. sono giochi e trastulli per amanti del genere, ma se questi sono i livelli di servizio, il vero business ci metterà anni ad arrivare. >>>> fonte: imli.com

(*4) Business to Business: l'espressione comune che indica i rapporti tra aziende nel mercato dei prodotti industriali. Quest'ultimo si caratterizza per il fatto che acquirente e venditore perseguono gli stessi obiettivi e hanno simili configurazioni organizzativo-decisionali.

Copyright © 2006 PR & Marketing Network, Ehinet S.r.l.un'intervista di Alessandro Mirri a Luigi De Luca - Responsabile Comunicazioni Ehinet S.r.l. - pubblicato secondo la licenza di utilizzo di Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5

venerdì, gennaio 27, 2006

Il giornalismo sociale 'preso' nella Rete

Fondamentalmente con giornalismo sociale o di servizio s'intende tutto quel settore dell'informazione che si occupa delle problematiche sociali denunciando al contempo disservizi e abusi, un campo che spazia dalle dipendenze da droghe alla disabilità, dall'emarginazione ai grandi problemi socioeconomici dei paesi in via di sviluppo passando per tutte le iniziative di volontariato e del mondo del “no-profit” e delle ONG.Il raggio d'azione, qui delineato in modo assolutamente incompleto, è dunque vasto e diversificato ma incontra problemi e opportunità comuni.

Questo tipo di giornalismo vive sulla rete una particolare vivacità, sia grazie a operatori professionisti sia tramite una molteplicità di altri soggetti di varia estrazione e collocazione.Alla figura tradizionale del giornalista professionista, infatti, si affiancano quella del bloggers, quella del volontario di vario orientamento e formazione, quella dell'utente che si attiva dando luogo ad un'interazione dialogica con il media e tante altre ancora.

Sicuramente nel momento in cui si viene a parlare dei professionisti del giornalismo sociale in rete non si può prescindere da quella che è la principale e più innovativa realtà italiana: l'agenzia Redattore Sociale.Si tratta di un'agenzia di stampa quotidiana nata tre anni fa e dedicata al disagio e all'impegno sociale in Italia e nel mondo, nata dalle sollecitazioni delle centinaia di giornalisti che dal 1994 partecipano a Capodarco al seminario di formazione "a partire dai temi del disagio e delle marginalità". L'agenzia dunque integra attualità e documentazione, notizie e banche dati, dando la possibilità di seguire gli avvenimenti del giorno e nel contempo di svolgere ricerche. È consultabile in abbonamento all'indirizzo internet http://www.redattoresociale.it/, la scelta di essere solo sul web deriva da motivi di costo ma anche da alcuni vantaggi del mezzo, come l'ipertestualità che consente di collegare alle notizie diversi tipi d'approfondimenti o anche solo altre news presenti sul tema, favorendo quel lavoro d'indagine giornalistica che troppo spesso è omesso per scarsità di tempo.

Esistono poi molte altre realtà professionali che si dedicano ai temi del sociale, tra queste possono citare:
Aggiornamenti sociali - Mensile di ricerca sociale, d'ispirazione cristiana.
Carta - Settimanale dei cantieri sociali
Città Nuova - Quindicinale del Movimento dei Focolari
Fuoriluogo, mensile di Forum Droghe (esce come supplemento del Manifesto)
Il Giornale di San Patrignano - Mensile della Comunità di recupero per tossicodipendenti di San Patrignano (Rimini)
Italia Caritas - Mensile della Caritas Italiana
Narcomafie - (Legalità, diritti, cittadinanza) Mensile del "Gruppo Abele"
Rivista del volontariato - Mensile della Fondazione Italiana per il Volontariato
Vita - Non profit magazine settimanale
Social News - Giornale d'informazione sociale dell'Associazione @auxilia
Piazza Grande - Giornale di Strada di Bologna
Terre di Mezzo - Giornale di Strada di Milano
Socialinfo – Orientarsi nel mondo del sociale

Nel panorama giornalistico sociale on line s'inseriscono poi a pieno titolo anche bollettini di enti pubblici e organi ufficiali d'informazione di movimenti ed associazioni. In Rete infine trovano spazio piccoli siti di denuncia d'abusi o disservizi, sulla scia di Striscia la notizia o di Mi manda Raitre, gestiti da giornalisti indipendenti e che diventano autentici amplificatori di problemi che poi possono essere ripresi da realtà più grandi.

Tuttavia per apprezzare a pieno le potenzialità di Internet applicate al composito mondo dell'informazione sociale e di servizio bisogna spostarsi nell'ambito degli operatori non professionisti e per capire molto della loro logica si può citare l'home page di Indymedia, network di media collegato al “popolo di Seattle”. Il sito infatti consiglia ‘'Don't hate the media – Become the media'': non odiare i media, diventa tu stesso media.

Internet dunque permette di saltare la tradizionale mediazione degli organi di stampa (e dei relativi siti) e così piccole realtà si affacciano su scenari internazionali enormi in modo autonomo creando fittissimi network. Oltre al superamento del problema dei costi e dell'annullamento del nodo della distribuzione un altro vantaggio delle rete si lega all'innovazione tecnologica, che permette di affrontare la rete senza dover conoscere neppure un “tag” html, tutti possono aprire un blog (grazie a Splinder o Wikipedia) e pubblicare notizie.

Per tutti questi motivi dunque la grande rete ormai è sicuramente il canale numero uno per tutti coloro che si occupano di giornalismo sociale e di denuncia. Una voce che è sempre più difficile non ascoltare.

Per saperne di più Penne digitali. Dalle agenzie ai weblog: fare informazione nell'era di Internet, Centro di Documentazione Giornalistica, 2005.

Gianluigi Zarantonello

martedì, gennaio 24, 2006

Marketing "oltre le linee nemiche"

"Nell'accezione corrente il Marketing è quell'insieme di attività e strumenti finalizzati al posizionamento e alla promozione di un marchio, di un prodotto o di un servizio sul mercato e nei confronti della concorrenza.

La definzione di Marketing implica, quindi, l'esistenza di un "mercato" e della "concorrenza".

In realtà la globalizzazione e lo sviluppo economico hanno spostato l'asse del mercato dal produttore al consumatore, che è diventato il protagonista assoluto di ogni attività.

Il consumatore è più informato, grazie ad internet, è più smaliziato, ha metabolizzato tutti i trucchi del marketing, è più critico, vuole sempre più valore, è meno fedele, una vita per acquisirlo un secondo per perderlo.

La concorrenza, così come la intendiamo noi, non esiste più.
Oramai anche Davide può competere con Golia, grazie alla tecnologia e ad internet.
Non esiste più un vantaggio competitivo ad essere grandi.
Neanche la specializzazione in un settore paga come prima.
Grazie all'outsourcing qualsiasi piccola azienda può entrare in un segmento di business e acquisire quote di mercato.
Il vero competitor di una azienda ormai è il consumatore.

Per affermarsi sul mercato bisogna fare Marketing "beyond the enemy line" (oltre le linee nemiche) direttamente dal consumatore e con il consumatore.
Bisogna coinvolgerlo ed emozionarlo.
Senza emozione non c'è acquisto.
L'acquisto razionale (es: compro il pane perchè devo mangiare) non genera più profitti.
L'acquisto emozionale è il futuro. Emozionale non vuol dire sensazionale. Ci vuole la forma, ma anche la sostanza.
L'azienda deve fare un patto col consumatore.
L'azienda deve rendersi conto che il ritmo del business lo dà il consumatore con le sue scelte.
Non è una tragedia, anzi.
Bisogna solo prenderne atto e comportarsi di conseguenza.

Non esiste una regola aurea per "coinvolgere" il consumatore a casa sua.

La premessa ad ogni azione "beyond the enemy line" è il cambiamento dell'impostazione culturale dell'imprenditore, da dominus a partner.
Bisogna lasciare lo scettro del comando al consumatore, limitandosi a coordinarne i movimenti.

Nell'economia dell'infomazione bisogna approffittare di ogni piccola lacuna informativa del consumatore, colmandola con puntualità e correttezza.
Dall'informazione all'azione (acquisto).

Nella confusione fà business solo chi si muove con chiarezza.

Autore: Luigi De Falco, fondatore di e-Gav

venerdì, gennaio 20, 2006

RSS, email e newsletter: concorrenti? No, alleati

È da un po’ di tempo che ho disdetto tutti gli abbonamenti alle newsletter a cui ero iscritto e che forniscono i contenuti anche mediante un feed RSS.
I motivi che mi hanno spinto a farlo sono:

  • limitare la grande quantità di email che ricevo perché
    • impiego troppo tempo per individuarle e per leggerle, e quindi
      • vi pongo scarsa attenzione oppure non le leggo, e perciò
        • perdo informazioni importanti.

Inoltre dispongo di un'alternativa, ovvero di un’unica piattaforma che, in modo immediato, mi fornisce tutti i sommari dei contenuti, dove posso cliccare quello che più mi interessa: si tratta dell’aggregatore RSS.
Sebbene RSS e blog siano strumenti ormai conosciuti dalla maggior parte dei navigatori, nel mondo del marketing non vi è molta percezione dei legami che collegano loro e altri strumenti, come le newsletter e l’email.
Spesso ho sentito far paragoni azzardati, tra il blog e l’email, tra l’RSS e l’email, mi sono giunte all'orecchio frasi come “Inutile fare campagne con l’email, ormai c’è l’RSS”. Un errore grossolano, come lo definisce Maurizio Goetz.
Altro fatto da tener presente: l’RSS non esiste come “emanazione del blog”. L’RSS è uno standard per diffondere contenuti, sia di un blog, sia di qualsivoglia altra natura.Punto.
Le “credenze” spesso frenano dal considerare uno strumento come una nuova modalità per raggiungere i clienti.
Se consideriamo il blog e le newsletter come il contenuto, e l’RSS e l’email come il mezzo, possiamo notare come un contenuto possa essere distribuito attraverso due distinti mezzi: perché non inviare un blog via email, ad esempio? Poco pratico, direte voi. E qual è il motivo? Troppe email? Difficile gestione dei contenuti della posta? Esistono strumenti più efficienti, come gli aggregatori RSS?
E perché non utilizzarli anche per le newsletter, quindi?
Un’analisi di Jupitermedia afferma che l’RSS non si deve considerare da subito un’alternativa all’email marketing, ma per molte aziende è opportuno investire nell’RSS perchè da considerare come uno strumento supplementare.
Poiché inserire dei contenuti in un feed RSS è un’attività di bassissimo costo, vale veramente la pena investirci qualche ora/uomo.

Esaminiamo ora i lati positivi dell’RSS, prima dal punto di vista dell’ufficio marketing, poi da quello del cliente:
Vantaggi dell’RSS per il marketing

  • è in grado di inviare contenuti al pari di una pagina web
  • non viene bloccato o filtrato (come accade con l’email): il contenuto arriva sempre a destinazione
  • i contenuti possono essere accessibili da diversi dispositivi
  • i contenuti possono essere aggregati, sia con programmi sia attraverso servizi su Internet
  • la customer base sta crescendo a ritmi vertiginosi
  • l’aggregazione di contenuti RSS è diventata una caratteristica comune di molti portali
  • non esiste gestione dell’ opt in/opt out, quindi neanche nessuna controversia sulla privacy con il destinatario

Vantaggi dell’RSS per il cliente

  • non è intrusivo
  • la sottoscrizione può essere facilmente disdetta
  • l’iscrizione non richiede dati personali
  • i contenuti saltano subito all’occhio: i pubblicatori possono decidere di inviare via RSS solo il titolo, ma anche il sommario o l’intero articolo
  • i contenuti possono essere accessibili da diversi dispositivi
  • i contenuti possono essere aggregati, sia con programmi sia attraverso servizi su Internet
  • i contenuti godono di una maggior affidabilità di quelli dell’email
  • i feed RSS possono essere classificati per categoria
  • è integrato in un numero sempre maggiore di prodotti esistenti

Anche se la maggior parte dei vostri clienti preferirà gli RSS, non eliminate completamente la possibilità dell’invio per posta elettronica: correreste il rischio di precludervi una cospicua percentuale di fruito

Stefano Bonacina, da conneXioni

mercoledì, gennaio 18, 2006

Quando il marketing e l'inventiva non hanno limiti!

Google Earth e Google Maps sono il fenomeno del momento.
Ecco l'idea geniale: perché non sfruttare le immagini satellitari per potenziare il proprio brand?
Come?
Immaginate di avere un supermercato, un'attività o semplicemente un appartamento in cui avete a disposizione il tetto.
Ora procedete a sfruttarlo mettendoci per esempio un logo, un messaggio, una qualsiasi iconografia che possa colpire o carpire attenzione ...!
Così per esempio...

Perchè un politico dovrebbe avere un blog

Discutendo con amici e conoscenti della notizia di qualche giorno fa sui 4000 blog della Moratti, e rileggendo l'articolo Luca de Biase su Blog e Politica, si sono raggrumati un po' di concetti sull'opportunità, per i politici, di avere un blog.
Che un politico debba per forza bloggare per essere più vicino ai suoi elettori è una pura sciocchezza.
Invece, affermare più puntualmente che un politico che fa SERIAMENTE il suo lavoro può trarre giovamento dall'avere un blog è la pura verità.
Ritengo che chi abbia il coraggio delle proprie idee e la coerenza con quanto stipulato con i suoi elettori, non debba aver timore alcuno nel confronto diretto che uno strumento del genere può consentire.
E quindi, quali sono le ragioni e i vantaggi dall'avere un blog, cari onorevoli? Non che ci sia molta differenza dai forum esistenti da circa 10 anni su Internet, ma il clamore mediatico che gli gravita intorno, l'indubbia diffusione, il fervore dei suoi sostenitori, fanno del blog, hic et nunc, uno strumento ricco di potenzialità, ma con un suo codice d'uso ben preciso.

Parla alla gente in un modo nuovo
La gente non sopporta le comunicazioni istituzionali dei politici. Il blog è uno strumento nato per "discutere" e confrontarsi e la gente che lo legge vuole capire le idee, lo stato d'animo, le emozioni dell'autore. Bisogna porsi nei confronti della scrittura su blog come di fronte a un gruppo di persone con cui si dibatte di un argomento, né più né meno.

Consente una maggior vicinanza a pubblico ed elettori
Non ci sono molti modi per interagire con un leader politico, sebbene sia possibile ascoltarlo durante discorsi pubblici o interviste trasmesse dai radio e televisione, dove normalmente la comunicazione è unilaterale. Questa è una delle grandi mancanze che i cittadini percepsicono: è difficile fare in modo che il loro messaggio arrivi. Se, però, egli iniziasse a parlare in un blog, chiunque potrebbe relazionarsi con lui o con lei, aprire discussioni e commentare le sue idee.

Crea un luogo di dibattito sempre aperto
Le discussioni in un blog sono normalmente più ricche di quelle di un forum, e più costruttive di quelle che possiamo vedere nei programmi televisivi dove intervengono i politici: ci si trova come in uno di quei programmi televisivi esteri in cui un politico si confronta col pubblico.
Immaginate la possibilità di mantenere questa situazione in modo continuativo e avrete il blog.
Con il vantaggio ulteriore che l'argomento non si esaurisce dopo aver risposto alla domanda dello spettatore, ma diventa dibattito multilaterale.

Permette di verificare le proprie idee e trarre suggerimenti
Non è semplice per un politico avere un feedback dai cittadini. "Ma a nessun politico interessa il parere dei cittadini!", obietterete voi.
Non è sempre così: i politici conducono sondaggi a profusione, hanno uno stuolo di consigliori che sondano l'humus degli elettori.
Perchè negarsi la possibilità di tastare il terreno preventivamente ed eventualmente individuare idee nuove?
Si può qui obiettare che un blog è al servizio di quella minoranza in grado di collegarsi ad Internet. Questo è vero, ma fortunatamente la penetrazione di Internet sta crescendo sempre più, sebbene l'Italia non sia tra i primi posti della classifica.

Permette di comprendere meglio le critiche alle proprie idee
Nell'atto di scrittura del commento in un blog, le persone percepiscono la protezione stabilita dalla lontananza fisica con l'autore (a volte anche l'anonimato), e pertanto sentono una maggior libertà di espressione: questo consente di arrivare al nocciolo dei problemi in modo concreto e veloce.
A volte la libertà d'espressione si esplicita anche col vituperio: questa deve essere un eventualità a cui è necessario essere preparati.
E' piuttosto coraggioso non moderare i commenti dei lettori sul proprio blog: è ciò che ha fatto Ivan Scalfarotto, fino a non poterne più delle ingiurie e a chiudere il blog (ora però è ancora attivo).
Un commento è lecito se rientra nei limiti della decenza e, per porre un freno a osservazioni poco decorose, esiste la moderazione dei commenti. Purtroppo, tra moderazione e censura ci può essere una barriera molto impalpabile. Non basta l'impegno formale a non censurare i commenti dei lettori: bisogna anche dimostrare di saper affrontare il confronto, e quindi lasciare anche i commenti a cui non si vorrà o potrà dare risposta.

Diffonde le idee in un modo decentralizzato e utilizzando il passaparola
Il blog è un tipo di informazione che si propaga dal basso (opposta a quella dell'alto dei media tradizionali) e le notizie si diffondono solo se ritenute interessanti.
Si diffonde sia con il passaparola che con il passalink (io linko te, tu linki lui, egli linka l'altro): oltre ai soliti canali di diffusione, una discussione su un blog può essere ripresa da un blog letto a sua volta da altri blogger che riprendono la notizia, e così via, in una catena che conferisce un alto valore alla discussione originale (anche dal punto di vista dei motori di ricerca che classificano il valore di una pagina anche sulla base di quante altre pagine vi puntano).

Permette raccogliere fondi
Lo ha fatto Belle Grillo con il suo blog. Perchè non potrebbe farlo anche un politico poco conosciuto ma molto determinato e ambizioso?
In America c'è riuscito Howard Dean, che correva nelle primarie per il posto di candidato dei democratici (e che nel 2004 ha aperto blog a profusione: qui e qui).

Raggiunge un audience più giovane
Un blog è un modo per interessare alla politica le persone di quella fascia d'età che va dai 16 ai 35 anni, ovvero la fascia in cui ricade la maggioranza degli utilizzatori di Internet.
Dare loro l'opportunità di partecipare, e non solo di ascoltare, alla vita politica li renderà più motivati e coinvolti.

Blog biancorossoverdi
Non citerò i soliti esempi esteri, perchè inflazionati e perché il modo di far politica in Italia è peculiare e poco si ispira ai modelli stranieri (in questo devo dargli atto di un tocco di originalità). Sono ben pochi, purtroppo, i pionieri nostrani del blog. Eccoli qui:

Questa lista non pretende di essere esaustiva: pertanto, nel caso ne conosceste altri, vi prego di segnalarmeli.

Stefano Bonacina, da conneXioni

lunedì, gennaio 16, 2006

Tra gioco e marketing: gli advergames

L'advergaming è l'uso di giochi interattivi per comunicare messaggi pubblicitari, sviluppare la brand awareness e generare traffico verso i siti di tipo 'consumer', che si è sviluppato a partire dal 1998 negli Usa.

Gli advergames sono quindi un'alternativa ai banner ed alle forme tradizionali di pubblicità on-line e permettono di raggiungere, a costi relativamente bassi, milioni di utenti, creando un'esperienza coinvolgente, che fa in modo che le persone non cambino pagina di fronte al messaggio commerciale.

Secondo gli esperti le persone giocano solitamente per 10-15 minuti alla volta, si divertono e sono dunque portati ad associare il gioco ad una positiva esperienza di contatto con il brand, che viene ricordato meglio. C'è poi l'effetto passaparola, per cui i giocatori spediscono o segnalano il gioco agli amici, abbattendo i costi ulteriori di stampa o distribuzione per l'industria che li propone.

I vantaggi però non si limitano agli effetti sul marchio: i giocatori infatti possono registrare i loro punteggi e questo non solo aumenta il traffico sul sito, ma permette anche di farsi lasciare importanti dati demografici e di far iscrivere gli utenti a newsletter promozionali mirate.
Se si pensa che, ad esempio, un gioco creato da Mike Bielinski e Dan Ferguson di Blockdot per M&M's è stato giocato per oltre 12 milioni di volte i vantaggi risultano piuttosto evidenti.

Non è solo un business per colossi internazionali: anche Le PMI possono pensare a questa forma di pubblicità, facendo attenzione però ai costi di distribuzione, che, ad esempio, può essere risolta tramite giornali locali, confidando nel passaparola fra gli utenti per un'ulteriore diffusione.
Chiaramente anche l'advergaming è cambiato e maturato dai suoi esordi, la tecnologia ha fatto molti passi avanti, nonostante l'idea di partenza sia rimasta sempre la stessa, e, secondo Forrester Research, il mercato dell'advergaming, nel 2005 vale oltre un miliardo di dollari (cfr. Charlene Li nel report "Best Marketing Practices With Advergames")

Si tratta di un business che sta coinvolgendo anche l'Italia, non più tardi di qualche giorno fa infatti mi è arrivato via e-mail un gioco promozionale (con tanto di premi) da parte di un grosso gruppo del settore caseario/alimentare.

Molti marketers quindi si sono interessati al questa occasione di business ma è comunque necessario che gli advergames rimangano più un gioco che una pubblicità, perché gli utenti sono ormai maturi e non si fanno prendere in giro impunemente.

Gianluigi Zarantonello

giovedì, gennaio 12, 2006

Clean-XP: eliminare le tracce degli aggiornamenti di WindowsUpdate

In un articolo di qualche tempo fa, spiegavo come sia possibile recuperare alcune centinaia di MB, semplicemente spostando la cartella di sistema I386 che, di default, si trova nella directory "C:\Windows" e modificando alcune voci nel registro.

Questa volta ci occuperemo di altra "zavorra", generata col tempo in modo veramente esorbitante, da Windows XP. Ognuno di voi avrà verificato con disappunto che, senza installare altri applicativi e pur ripulendo periodicamente la cachè di Internet Explorer e le altre cartelle temporanee, lo spazio su disco occupato dal sistema, aumenta in modo spropositato. Vi sarete anche chiesti quale sia il motivo. Bene! La causa va ricercata, in buona parte, negli aggiornamenti ai quali Windows viene periodicamente sottoposto attraverso il servizio di Windows Update. Infatti, come molti di voi sanno, un certo quantitativo di dati viene depositato in cartelle preposte. Pochi sono a conoscenza del fatto però che buona parte di questi files, che possono raggiungere le centinaia di megabites, una volta installate le patches, non servono più! Inutile dire che, a meno che non si rimuovano selettivamente, rimarranno al loro posto, aumentando di numero a dismisura ed occupando sempre più spazio su disco rigido.

Per risolvere il problema in pochi secondi e per permettere una periodica e rapida pulizia del sistema, eliminando anche elementi inutili annidati in cartelle di programmi eventualmente presenti, vi invito a scaricare Clean-XP© (Windows XP Cleaner and Optimizer), piccolo tool, che fa uso di una semplice sequenza di comandi batch. Al momento, Clean-XP© è in grado di rimuovere il contenuto di una cinquantina di directories principali, con annesse sottocartelle. Inoltre sono stati inseriti i percorsi relativi a strumenti di uso comune per la pulizia del registro, che eseguono il backup di centinaia di file reg (es. RegCleaner, Registry Mechanic, RegSupreme, RegClean, WinDoctor), che ovviamente, non vengono mai cancellati. Per finire... viene ripulita anche la cartella che fa capo al "Prefetch" di Windows. Si noti bene che Clean-XP© è l'unico programma di pulizia realizzato con lo scopo di rimuovere le tracce lasciate dalle installazioni di Windows update. Nella versione 1.1 è stata implementa una funzione (viene eseguita durante la fase di installazione), che si occupa di apportare al sistema migliorie funzionali e di stabilità. Si vedano i dettagli nel documento di testo riportato a fine pagina.

Incoraggio tutti coloro che useranno il programma e che vorrano renderlo ancora più efficace nella pulizia del disco di sistema, ad inviarmi eventuali nuovi percorsi di rimozione, inerenti applicativi di vario genere. In seguito alle dovute verifiche, le nuove directories di rimozione, verranno aggiunte nelle prossime releases.
Clean-XP© è stato concepito per Windows XP/2003 in lingua italiana, ma è comunque in gran parte compatibile con gli stessi sistemi operatvi in lingua francese ed inglese.

NOTA:
a) L'eventuale comparsa di messaggi sul tipo: "Impossibile trovare il percorso" oppure "Impossibile trovare il file" rientra nella normalità, in quanto alcune directories sono state incluse nel file batch esclusivamente per mantenere la compatibilità con gli OS in lingua inglese o per rimuovere il contenuto di directories non sempre presenti su tutti i Personal Computers.
b) La comparsa a schermo di messaggi sul tipo: "Impossibile cancellare il file, perchè in uso" è del tutto normale, infatti Clean-XP© cancella solo i files non più necessari e non può in alcun modo eliminare files adoperati dal sistema e quindi necessari al buon funzionamento del medesimo.
c) Clean-XP© rimuove, in special modo, le tracce di installazione degli aggiornamenti di WindowsUpdate. Di ciò si tenga conto, poiché, una volta effettuata la rimozione dei files correlati agli hotfixes, questi non potranno più essere disinstallati.
d) Clean-XP©, durante la fase di installazione, effettua una serie di interventi mirati all'ottimizzazione del sistema, sia per quanto riguarda l'usabilità, sia per quel che concerne le prestazioni.

Elenco semplificato delle directories di pulizia interessate e delle modifiche volte all'ottimizzazione del sistema, ad opera di Clean-XP (click to view)
DISCLAIMER: Clean-XP è stato adoperato con successo su diverse postazioni e non arreca danni al sistema operativo e/o agli applicativi. Fast Service Informatica ed il sottoscritto non sono comunque in alcun modo responsabili per problemi derivanti dall'uso improprio del tool in questione.

Rosario Marcianò Download Clean-XP

martedì, gennaio 10, 2006

Marketing estremo: i Rotoloni

La società: Regina una delle aziende leader italiane famosa per i suoi Rotoloni.
Il prodotto: i Rotoloni Regina o in modo meno raffinato la loro cartaigienica.
La strategia di marketing estrema: consumate completamente il prodotto e potrete vedere l'idea innovativa!
Non vi troverete in mano il solito cilindro bianco o color cartone ma bensì un cilindro come quello nell'immagine sottostante che vi ricorderà oltre la qualità del prodotto utilizzato anche di ricomprarlo.

Rotolone Regina e il suo cilindro pubblicitario

Una piccola dimenticanza: per gridare al miracolo mi sarei aspettato anche una strategia di webmarketing estrema, ovvero oltre al logo un riga del tipo www.regina.it!
Però, cercando in rete regina.it è già di altri e non sono riuscito a trovare il sito ufficiale di Regina.
Delusione.

lunedì, gennaio 09, 2006

Spot radiofonici autoprodotti

Vi racconto passo per passo come ho creato e divulgato uno spot radiofonico.

Prendete in rete uno dei tanti software in grado di creare un file audio.
Io ho utilizzato audacity per la sua completezza e perché gratuito.
Senza pretese ho registrato questo semplice messaggio-spot su Comunicati-Stampa.com, salvandolo come mp3.
Se volete introdurre anche basi musicali, attenzione a non ledere diritti di terzi.

Lo spot, per quanto artigianale, è pronto, come veicolarlo?
Il modo più semplice è metterlo sul proprio sito o blog e fare in modo che i vostri visitatori lo ascoltino.
Per quanto riguarda i blog, Blogger non vi da la possibilità di fare upload di file diversi dalle immagini, segnalatemi se altri servizi forniscono questa possibilità.

Il modo più appropriato di veicolare un file musicale in internet sarebbe quello di creare un podcast (un blog specializzato sulla divulgazione di file audio).
E per sporadiche produzioni?
Segnalatemi il vostro spot e chiedetemi come pubblicarlo in Spot Radiofonici.
E' uno speciale servizio gratuito che ho creato per divulgare i vostri spot radiofonici (o spot autoprodotti che ironizzano spot famosi).
I vantaggi non sono pochi visto che il vostro post entrerà nei principali motori di ricerca, nei principali motori di ricerca per blog, ma soprattutto il vostro spot radiofonico entrerà in:

mercoledì, gennaio 04, 2006

Il marketing one to one

Il marketing nella sua storia ha conosciuto diverse fasi, prima come semplice strumento di "spinta" della produzione industriale verso i consumatori e poi gradualmente come metodologia d'analisi ed ascolto del mercato. Le nuove tecnologie oggi consentono una sempre maggiore interazione con il consumatore, anche in tempo reale, un consumatore che nel frattempo si è fatto sempre più esigente, informato ed anche "infedele" alla marca.

Il marketing one-to-one dunque rappresenta una nuova concezione della disciplina, che ne modifica il punto di partenza tradizionale: lo scopo dell'impresa infatti non è più quello di soddisfare un solo bisogno del più ampio numero di clienti possibile ma il maggior numero di bisogni di uno stesso cliente.

Per fare questo l'impresa deve, in primo luogo, apprendere il maggior numero d'informazioni possibile sul suo cliente ma soprattutto deve essere in grado di ricordarle e di poterle usare di volta in volta per migliorare e personalizzare il servizio.

E’ difficile pensare ad uno strumento che si presti meglio della Rete per acquisire tali dati sul consumatore, anche perché gli strumenti del web permettono un continuo monitoraggio delle attività del cliente.

Facciamo un esempio: un cliente si abbona ad una rivista virtuale, e inizia a riceverla regolarmente: se la rivista riesce a monitorare gli argomenti che interessano maggiormente l'utente con il secondo invio potrà fornirgli una versione personalizzata un po' più vicino alle sue esigenze.Dal monitoraggio di questo secondo invio si potranno precisare ancora un po' meglio i gusti e le preferenze del cliente e così via, fino a raggiungere un livello considerevole di rispondenza alle necessità del lettore, anzi di quel preciso lettore.

A questo punto potrebbero essere passati alcuni mesi: se una rivista concorrente proponesse un analogo servizio con un prezzo identico o anche un po' più modesto il lettore sarebbe disposto a spendere altri tot mesi per ricreare tutto il processo d'apprendimento?Probabilmente no, e in questo modo l'azienda che produce la prima rivista si è guadagnata la fedeltà del suo consumatore.Sapendo tante cose di quest'ipotetico lettore inoltre la rivista potrebbe vendergli altri prodotti coerenti con gli interessi, o vendere spazi pubblicitari sapendo con esattezza chi sarà la persona cui giungeranno.In sostanza una volta acquisito un consumatore l'impresa one-to-one cercherà di soddisfare il maggior numero dei suoi bisogni, capitalizzando sempre di più le risorse di conoscenza e d'interazione consolidate nel tempo.

Infine fare marketing one to one è vantaggioso anche nell’invio di comunicazioni e mailing, in quanto sia l'azienda che i clienti ne hanno vantaggi. Come ha detto recentemente in un’intervista il CEO di SitoVivo Fabio Pagano: «Il cliente pensa: "Ricevo meno comunicazioni, perdo meno tempo e per di piu' mi interessano!" L'azienda pensa: "Inviare offerte mirate costa di meno, porta customer satisfaction e maggiori vendite." Il concetto di base è che se si conoscono gli interessi, i desideri, i bisogni di ciascun cliente (o potenziale cliente) è possibile inviargli offerte mirate (in tempo reale, mediante comunicazione bidirezionale con operatori aziendali o con messaggi istantanei che hanno la forma di pop-up personalizzati o in tempo differito mediante comunicazioni specifiche via email)».

Gianluigi Zarantonello