mercoledì, febbraio 01, 2006

Google Bowling: concorrenza sleale

Facendo una ricerca sui metodi utilizzati dalle aziende per danneggiare i concorrenti, mi sono imbattuto in una pratica che utilizzando una caratteristica di Google, forza l'abbassamento nel rank o addirittura l'esclusione di un sito dal database del motore di ricerca.
Si tratta del Google Bowling, e vi posso assicurare che non ha nulla a che vedere con il passatempo preferito di Larry Page e Sergei Brin.
L'attività sfrutta, invece, una caratteristica dell'algoritmo PageRank implementata per escludere chi compra siti con pubblicità site-wide, ovvero con link che compaiono su ogni singola pagina di un sito: se un sito ha 2000 pagine diverse, ad esempio, la pubblicità apparirà su tutte quante e il sito pubblicizzato conterà 2000 link in più.
Qualcuno ha quindi pensato di applicare questo paradigma alla concorrenza: ha acquistato un po' di siti, ci ha depositato qualche migliaio di pagine statiche che puntavano al sito concorrente e li ha registrati su Google.
Risultato: il sito concorrente è stato eliminato dal DB di Google.
Poco etico, ma molto funzionale al business.
Esiste una soluzione a questo, esplicitata nella proposta di Michael Pedone: ignorare semplicemente i siti che ospitano migliaia di link allo stesso sito, non attivando quindi nessuna operazione. Nel caso di concorrenza sleale le vittime innocenti non avranno conseguenze, mentre nei casi di Search Engine Optimization non etica, il perpetratore della truffa non salirà nella classifica dei risultati e il suo PageRank rimarrà invariato.
Non ultimo, la reputazione di imparzialità e accuratezza di Google, non subirà scossa alcuna.

Stefano Bonacina, da conneXioni

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