mercoledì, gennaio 18, 2006

Perchè un politico dovrebbe avere un blog

Discutendo con amici e conoscenti della notizia di qualche giorno fa sui 4000 blog della Moratti, e rileggendo l'articolo Luca de Biase su Blog e Politica, si sono raggrumati un po' di concetti sull'opportunità, per i politici, di avere un blog.
Che un politico debba per forza bloggare per essere più vicino ai suoi elettori è una pura sciocchezza.
Invece, affermare più puntualmente che un politico che fa SERIAMENTE il suo lavoro può trarre giovamento dall'avere un blog è la pura verità.
Ritengo che chi abbia il coraggio delle proprie idee e la coerenza con quanto stipulato con i suoi elettori, non debba aver timore alcuno nel confronto diretto che uno strumento del genere può consentire.
E quindi, quali sono le ragioni e i vantaggi dall'avere un blog, cari onorevoli? Non che ci sia molta differenza dai forum esistenti da circa 10 anni su Internet, ma il clamore mediatico che gli gravita intorno, l'indubbia diffusione, il fervore dei suoi sostenitori, fanno del blog, hic et nunc, uno strumento ricco di potenzialità, ma con un suo codice d'uso ben preciso.

Parla alla gente in un modo nuovo
La gente non sopporta le comunicazioni istituzionali dei politici. Il blog è uno strumento nato per "discutere" e confrontarsi e la gente che lo legge vuole capire le idee, lo stato d'animo, le emozioni dell'autore. Bisogna porsi nei confronti della scrittura su blog come di fronte a un gruppo di persone con cui si dibatte di un argomento, né più né meno.

Consente una maggior vicinanza a pubblico ed elettori
Non ci sono molti modi per interagire con un leader politico, sebbene sia possibile ascoltarlo durante discorsi pubblici o interviste trasmesse dai radio e televisione, dove normalmente la comunicazione è unilaterale. Questa è una delle grandi mancanze che i cittadini percepsicono: è difficile fare in modo che il loro messaggio arrivi. Se, però, egli iniziasse a parlare in un blog, chiunque potrebbe relazionarsi con lui o con lei, aprire discussioni e commentare le sue idee.

Crea un luogo di dibattito sempre aperto
Le discussioni in un blog sono normalmente più ricche di quelle di un forum, e più costruttive di quelle che possiamo vedere nei programmi televisivi dove intervengono i politici: ci si trova come in uno di quei programmi televisivi esteri in cui un politico si confronta col pubblico.
Immaginate la possibilità di mantenere questa situazione in modo continuativo e avrete il blog.
Con il vantaggio ulteriore che l'argomento non si esaurisce dopo aver risposto alla domanda dello spettatore, ma diventa dibattito multilaterale.

Permette di verificare le proprie idee e trarre suggerimenti
Non è semplice per un politico avere un feedback dai cittadini. "Ma a nessun politico interessa il parere dei cittadini!", obietterete voi.
Non è sempre così: i politici conducono sondaggi a profusione, hanno uno stuolo di consigliori che sondano l'humus degli elettori.
Perchè negarsi la possibilità di tastare il terreno preventivamente ed eventualmente individuare idee nuove?
Si può qui obiettare che un blog è al servizio di quella minoranza in grado di collegarsi ad Internet. Questo è vero, ma fortunatamente la penetrazione di Internet sta crescendo sempre più, sebbene l'Italia non sia tra i primi posti della classifica.

Permette di comprendere meglio le critiche alle proprie idee
Nell'atto di scrittura del commento in un blog, le persone percepiscono la protezione stabilita dalla lontananza fisica con l'autore (a volte anche l'anonimato), e pertanto sentono una maggior libertà di espressione: questo consente di arrivare al nocciolo dei problemi in modo concreto e veloce.
A volte la libertà d'espressione si esplicita anche col vituperio: questa deve essere un eventualità a cui è necessario essere preparati.
E' piuttosto coraggioso non moderare i commenti dei lettori sul proprio blog: è ciò che ha fatto Ivan Scalfarotto, fino a non poterne più delle ingiurie e a chiudere il blog (ora però è ancora attivo).
Un commento è lecito se rientra nei limiti della decenza e, per porre un freno a osservazioni poco decorose, esiste la moderazione dei commenti. Purtroppo, tra moderazione e censura ci può essere una barriera molto impalpabile. Non basta l'impegno formale a non censurare i commenti dei lettori: bisogna anche dimostrare di saper affrontare il confronto, e quindi lasciare anche i commenti a cui non si vorrà o potrà dare risposta.

Diffonde le idee in un modo decentralizzato e utilizzando il passaparola
Il blog è un tipo di informazione che si propaga dal basso (opposta a quella dell'alto dei media tradizionali) e le notizie si diffondono solo se ritenute interessanti.
Si diffonde sia con il passaparola che con il passalink (io linko te, tu linki lui, egli linka l'altro): oltre ai soliti canali di diffusione, una discussione su un blog può essere ripresa da un blog letto a sua volta da altri blogger che riprendono la notizia, e così via, in una catena che conferisce un alto valore alla discussione originale (anche dal punto di vista dei motori di ricerca che classificano il valore di una pagina anche sulla base di quante altre pagine vi puntano).

Permette raccogliere fondi
Lo ha fatto Belle Grillo con il suo blog. Perchè non potrebbe farlo anche un politico poco conosciuto ma molto determinato e ambizioso?
In America c'è riuscito Howard Dean, che correva nelle primarie per il posto di candidato dei democratici (e che nel 2004 ha aperto blog a profusione: qui e qui).

Raggiunge un audience più giovane
Un blog è un modo per interessare alla politica le persone di quella fascia d'età che va dai 16 ai 35 anni, ovvero la fascia in cui ricade la maggioranza degli utilizzatori di Internet.
Dare loro l'opportunità di partecipare, e non solo di ascoltare, alla vita politica li renderà più motivati e coinvolti.

Blog biancorossoverdi
Non citerò i soliti esempi esteri, perchè inflazionati e perché il modo di far politica in Italia è peculiare e poco si ispira ai modelli stranieri (in questo devo dargli atto di un tocco di originalità). Sono ben pochi, purtroppo, i pionieri nostrani del blog. Eccoli qui:

Questa lista non pretende di essere esaustiva: pertanto, nel caso ne conosceste altri, vi prego di segnalarmeli.

Stefano Bonacina, da conneXioni

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