giovedì, dicembre 22, 2005

Anomala disavventura con xbox 360? (parte seconda)

Mi dispiace continuare a disturbarvi con i miei problemi, ma siamo alla seconda puntata della mia odissea personale con il 360.
Dopo aver parlato con alcune persone, e anche con il mio negoziante di fiducia, nutrivo la fievole speranza che le cose si potessero sistemare (infatti i loro contatti in Microsoft sembravano possibilisti).
Tanto è vero che per due giorni non ho telefonato all'assistenza, aspettando che mi chiamasse qualcuno, cosa che puntualmente non è avvenuta.

Oggi 22/12/05 ho telefonato all'assistenza e Rudy, "responsabile assistenza" (ovviamente responsabile senza potere decisionale) mi ha detto che l'imballaggio quando è arrivata la console in Germania, risultava integro, pertanto non sanno che fare, in quanto gli sembra impossibile che si sia potuta rompere così la console, senza danneggiarsi il cartone.
Adesso dovrò mandare un fax in Germania dove io, mia moglie ,mia madre e mio padre dichiariamo firmandolo, che al momento dell'imballaggio la console era integra (non funzionante) ma integra. (Mia madre è molto cattolica, dite che la faranno giurare sulla Bibbia?)
La cosa divertente è che Natale, Rudy, e gli altri dell'assistenza dicono che assolutamente mi credono, che anche loro sono dei videogiocatori e mi capiscono, se continuiamo così probabilmente ci innamoreremo e io lascerò la mia famiglia.
Inoltre Rudi mi ha chiesto se sono io che mando "tutti quei messaggi ai forum", penso infatti che ci sia qualcuno che sta mandando in giro quello che mi è successo, tanto è vero che deve essere anche sulle news di google.
Per come sono fatto io, mi dispiace anche fare tutto sto casino, con tutti i problemi che ci sono al mondo, ma effettivamente mi viene un nervosismo tale se ci penso che non posso lasciar perdere.
Io non voglio dire che un trasportatore possa aver sostituito il cartone perchè l'aveva sfasciato, però non sono neanche sicuro che una console così pesante non possa rompersi durante un viaggio senza che il cartone si danneggi.

Voglio anche ringraziare tutte le persone che mi stanno aiutando, come la redazione di Game Republic, i ragazzi di Get Ready di Bologna, Fabrizio Pivari, e tutti gli altri dei NewsGroup o di vari siti.

Mi aspetto da Microsoft invece che mi dia un risposta possibilmente prima che esca una nuova generazione di console (XBOX 720?) che mi dica che ho diritto alla sostituzione o che non ne ho diritto (nel qual caso farò quello che può fare un consumatore se si sente fregato) l'importante è avere una risposta ufficiale, e non essere palleggiato a destra e sinistra continuamente.

Non vedo l'ora di finirla , così da poter tornare nel mio piacevole anonimato, magari a giocare con il 360, perchè colmo dei colmi, io tuttora la considero una grande console.

Matteo Busacchi

mercoledì, dicembre 21, 2005

Anomala disavventura con xbox 360?

Monzuno, 21/12/2005
Mi chiamo Matteo, ho 32 anni, e gioco coi videogiochi da che mi ricordi, ho avuto praticamente tutte le console, portatili e non, e sono talmente appassionato che tutti i miei amici e conoscenti mi chiedono consigli in merito. Sono pure un collezionista, per intenderci, se esce una versione speciale di un gioco, io compro quella, a me pertanto piacciono i giochi originali e mi piace tenerli, non ho mai comprato un gioco masterizzato neanche quando sulla Play 1 giravano pure i posabicchieri.

Vi chiederete “Ma a noi che ce frega?”
La mia premessa era per cercare di far capire l’emozione che può provare uno come me, e penso come voi all’uscita di una nuova console, indipendentemente che sia un fan Sony, o Nintendo o Microsoft. Pertanto il 2/12/05 sono lì in prima fila a prendere il mio nuovo 360 prenotato per tempo, dopo aver praticamente aiutato il negoziante a tirare su la serranda, me lo prendo e lo porto a casa, con giochi vari, secondo joypad ecc...

Da adesso in avanti entriamo nel mondo del paranormale:
07/12 – Alle ore 22 decido di giocare a quel fantastico gioco di Condemned, sono quasi alla fine e sono felicissimo, ho appena messo a letto i miei due bambini, nessuno mi può disturbare o rovinare l’atmosfera, anche mia moglie (videogicatrice) è di fianco a me che mi vuole vedere mazzulare il cattivone finale.

Accendo la console, niente, schermata nera, con messaggio multilingua, ERRORE DI SISTEMA E 74.
Dopo essere rimasto 5 minuti in stato di shok a fissare il quadrante in basso a destra che lampeggia di rosso e non di verde, mi affretto a telefonare all’assistenza, purtroppo sono già chiusi, richiamerò domani.

08/12 – Grande, sono aperti nonostante sia festa, venti minuti di attesa dopo, riesco a parlare con un addetto all’assistenza, gli spiego tutto, e lui rassicurante mi dice di non portare assolutamente la macchina nel negozio dove l’ho comprata ma che verrà un loro corriere il giorno dopo a ritirarla, con un imballaggio, e nel giro di 72 ore avrò la console nuova. Fantastico, che servizio, che assistenza.

Passano i giorni quando...
12/12 Arriva il corriere con l’imballo, invece che portarla via lascia lì tutto, va bene, si vede che ho capito male. L’imballo io seguendo le istruzioni, e chiamo il corriere, domani la vengono a ritirare.

13/12 Arriva il corriere e la porta via.

19/12 Rientro dal lavoro vedo il pacco, grande ci hanno messo 11 giorni ma poco importa, siamo comunque a dicembre, neve ghiaccio, l’importante è che sia arrivata.
Apro il cartone, la console è distrutta, pezzi di plastica grigio chiaro e grigio scuro da tutte le parti. Non ci credo, evidentemente il corriere l’ha sbattacchiata a destra e sinistra, mentre sono in attesa con l’assistenza, leggo la lettera Microsoft dentro alla scatola.
Il succo della lettera in inglese è che la mia console non ha diritto alla garanzia perchè è arrivata su spaccata e in pessime condizioni, come se io l’avessi cercata di vivisezionare.

Oggi 20/12/05 sono ancora qui con un cadavere grigio in salotto che sto cercando di far capire alla Microsoft che, la console deve per forza averla rotta il LORO corriere con il LORO imballaggio, che fin da subito gli ho comunicato quale era il difetto E 74, che dovevano comunicarmelo quando era arrivata all’assistenza come era ridotta e non rimandarmela indietro così, che era meglio se me la facevano riportare in negozio (erano passati 5 gg) che non posso essere io che chiamo l’UPS per lamentarmi, (non dovevano essere loro che verificavano col loro corriere?) che non posso continuare a giurare al telefono che non l’ho spaccata io, come possono testimoniare le persone della mia famiglia, come se fossi uno che vuole fare il furbo.
A tutto questo aggiungo che ho mandato due email all'assistenza Microsoft, che ovviamente non mi ha mai risposto, che un certo Rudi, responsabile assistenza, doveva richiamarmi e ovviamente non mi ha chiamato.
Certo che non avrei mai pensato che la mia prima lettera a una rivista fosse per una cosa del genere, ma piuttosto per la così detta console war o su quel o quell'altro gioco.
Io spero che qualcuno pubblichi questa lettera, perchè magari non succeda anche a voi, se poi vorrete sapere come è andata a finire ve lo farò sapere, per adesso ho speso più di 500 Euro, compresi i giochi, per giocare 5 gg.
Fantastica l’assistenza del 360.

Matteo Busacchi
V.le Bertocchi 31
40036 Monzuno (BO)

martedì, dicembre 20, 2005

"Cerca con Google" da tasto destro in Internet Explorer

In epoca di Google Toolbar ed affini, penso che a molti di voi faccia piacere sfruttare una piccola opportunità che vi permetta di non installare una barra che si integra in Internet Explorer, occupando risorse, seppur minime e che, comunque, aggiunge elementi di sistema che non sono del tutto cristallini, da un punto di vista della privacy. Analizzando il registro di Windows, ci si stupisce della notevole quantità di dati aggiunti e sui quali ho ancora le mie riserve.
Tantè, ora, anche quando installiamo gli aggiornamenti per la Java Virtual Machine di SUN, tanto per citare un esempio, bisogna fare attenzione a non installare la Google Toolbar che ci viene proposta all'inizio del setup della JVM sopradetta.
In effetti, lo scopo principale per il quale decidiamo di installare uno strumento aggiuntivo per il browser è, principalmente, la possibilità di effettuare velocemente delle ricerche via web, sfruttando il potente motore di Google e poco altro, quindi è lecito chiedersi sino a che punto ci conviene installare una barra degli strumenti aggiuntiva, se ci serve solo per il motivo esposto

Una semplice alternativa...
Sfruttando le enormi possibilità che ci fornisce il registro di Windows, mi sono divertito ad implementare al menu contestuale del browser Internet Explorer (da tasto destro su di un'area libera della finestra di IE), la voce "Search with Google" (Cerca con Google).
Cliccando su tale voce, si aprirà una finestra di piccole dimensioni, all'interno della quale è inserita la casella per le ricerche tramite Google, simile a questa:

Niente di più comodo ed immediato
"Google Search Right Click IE menu" è un'aggiunta al menu di scelta rapida di Internet Explorer 6.x per Windows, che permetterà di effettuare ricerche tramite Google, direttamente da una qualsiasi finestra del browser Microsoft.
Facendo click sulla chiave di registro, si aggiungeranno le relative informazioni al registro di Windows, inclusa nell'eseguibile disponibile per il download a fine pagina.
Dopo aver unito le informazioni al registro, aprendo IE e cliccando con il tasto destro del mouse su di un'area libera della finestra del browser, vedrete che si sarà aggiunta una nuova voce: "Search with Google".
Fate click sulla stessa e potrete accedere, in ogni momento, alla finestra di ricerca di Google.

Rosario Marcianò

Download Search with Google Add-On

lunedì, dicembre 19, 2005

Scegliere l'agenzia di Search Engine Marketing

La scelta dell'azienda SEM a cui affidarsi per acquisire nuovi clienti, lancio prodotti, affermazione del brand è una decisione importante: scegliere il partner giusto può significare successo o fallimento dell'approccio a internet quale strumento di marketing. MattMcGee, con un articolo pubblicato in SEMPO, consiglia alle aziende di porsi alcune domande per riuscire a indentificare le SEM Agency all'altezza, alcune delle quali ripropongo (riviste):

1- L'azienda risponde alle vostre domande onestamente e completamente, o ha evitato determinati argomenti ed ha dato le risposte sfocate ad altre?
L'azienda di SEM non deve avere niente da nascondere quando descrive come ottimizza i siti web e le metodologie utilizzate (doorpage, cloaking, pagine d'entrata, etc., redirect, testo nascosto,...); non dovrebbe essere elusiva nell spiegare se le metodologie utilizzate sono a rischio di spam e se sono in grado di assicurare per iscritto nel contratto che quanto loro propongono non costerà al sito del cliente in futuro perdite di posizionamenti per "bannaggio" del sito o perchè la metodologia usata non è la migliore utilizzabile. La risposta "fino ad oggi ci è andata bene" non dovrebbe accontentarvi e non è certo segno di professionalità.
Più il business è internet oriented, meno le "furbizie" da SEO dovrebbero essere applicate, a meno che non siamo accettate o esplicitamente richieste dal cliente.

2. L'azienda SEM ha esperienze importanti con molte altre aziende?
Case history sia su interventi SEO che PPC, lista di referenze contattabili, casi concreti completi e non semplici indicazioni di risultati vaghi ("per tale cliente siamo primi nei motori con queste parole chiave", tale dato può non essere sufficiente a giustificare il successo o il fallimento di un servizio che si deve misurare in termini di risultati concreti: new business. Tali risultati non dipendono solo da qualche posizionamento).

3. Avete bisogno di SEO o di PPC? Entrambi? O qual'cosa in più?
Non tutti i siti web hanno bisogno di sola ottimizzazione o di solo PPC. Le ragioni sono molteplici. Ma quel che più conta: SEO e PPC sono due attività completamente diverse tra di loro. La pubblicità PPC rende meno economicamente alle agenzie SEM dei servizi SEO e per questo molte di queste non sono all'altezza di gestirla al meglio, non dedicandoci il dovuto tempo e la dovuta attenzione, e non avendo molto spesso le competenze necessarie (web copywriting, web analysis, roi optimization; ...).

4. L'attività SEM può essere "interiorizzata" dall'azienda?
Se il business del cliente è "interent oriented" (e-commerce, turismo, etc.), forse l'attività SEO può essere valorizzata sfruttando anche le competenze e le risorse umane del cliente. Un'agenzia SEM che non vuole o sa offrire la consulenza al cliente per renderlo quanto possibile autonomo nell'attività SEM non svolge correttamente il suo compito.
Ad esempio, non sempre la creazione di "pagine di supporto" da parte dell'agenzia SEM è la soluzione migliore. A volte si deve ottimizzare il codice del web site per ottenere posizionamenti importanti magari su migliaia di parole chiave derivanti dai contenuti del sito web, e per ottenere questo bisogna relazionarsi con i webmaster che hanno realizzato il sito web o con i responsabili dei contenuti.

Importante: nessuna agenzia SEM può promettere posizionamenti d'eccellenza di lunga durata nei risultati organici dei principali motore di ricerca (Google , Yahoo, MSN) perché i motori di ricerca cambiano costantemente.
Ho scritto altri articoli in proposito. Ne segnalo tre (uno sulla mia zienda):

Andrea Cappello WMR srl Studio Cappello "i professionisti dei motori di ricerca" Search Advertising Blog, il mio blog Guida ai motori di ricerca consigli per ottimizzare il sito web

mercoledì, dicembre 14, 2005

E se internet comprasse spot in Tv? Firefox, Ebay, Google e Yahoo! ci stanno già pensando

La guerra dei browser si potrebbe allargare anche in Tv. Girano infatti insistenti voci che vorrebbero già pronti degli spot per la Tv da parte di Mozilla per pubblicizzare il suo browser Firefox. Da sottolineare che stanno circolando altre indiscrezioni secondo le quali anche Google, Ebay, Yahoo! e ovviamente la stessa Microsoft sarebbero pronti a scendere in campo televisivo.

Sarebbe un evento storico: Internet, tanto bistratta dalla Tv,dal digitale terrestre, dalla carta stampata e dalla Tv via cavo, inizia ad occupare spazi pubblicitari sulle Tv e ad attirare a sé (con una forma educativa da non sottovalutare in Nazioni come l'Italia) la grande massa degli utenti televisivi. Potrebbe essere davvero rivoluzionario, una mossa che darebbe una spinta fortissima alla crescita di Internet nel mondo.

Immaginatevi un Ebay che inizia a spiegare le sue incredibili potenzialità di vendita, anche per i singoli privati. Il passaggio ad accedere ad Internet, anche per la prima volta, non sarebbe poi così difficile.

D'altra parte non sarebbe neanche tanta infondata la sopraccitata ipotesi di Internet promossa in Tv , visti i fatturati e gli utili, come minimo raddoppiati, se non triplicati delle aziende web prima indicate, le poche rimaste dalla crisi del 2000 e che adesso, finalmente, iniziano a godere di tutte le fatiche fatte anche per riuscire a sopravvivere in certi momenti della loro breve storia.

Ritornando al discorso Firefox, la mossa degli spot televisivi sarebbe solo l'ultima delle diverse iniziative che il marketing di Mozilla ha pensato negli ultimi tempi. Basti ricordare il programma di affiliazione che permette ad ogni webmaster di guadagnare un euro/dollaro per ogni download di Firefox proveniente dal proprio sito web. Tra l'altro, tante piccole cose lasciano supporre che dietro Mozilla, che ricordiamo è divenuta una società (prima era una fondazione) ci possa essere dietro Google e le sue enorme possibilità economiche.

La pubblicità televisiva di Firefox si baserebbe sulla "simpatia", quasi come una pubblicità autoprodotta. Infatti, secondo quanto riportato qui (http://www.spreadfirefox.com/node/20326) si sta per aprire un vero e proprio concorso per la creazione di video di massimo 30 secondi per promuovere l'uso di Firefox. Qui invece ci sarebbero già alcuni video da vedere: http://funnyfox.org/

Il mistero rimane su come questi video saranno diffusi e qui ritorna il discorso delle indiscrezioni della pubblicità televisiva e, allargando il ragionamento, di una sempre più forte presenza di Google e delle sue finanze dietro a Mozilla e al suo prodotto opensource Firefox.

Ma la cosa più bella, lasciatemelo dire, sarebbe vedere aziende Internet che rubano spazi pubblicitari alla Tv promuovendo servizi online: per uno come me che ha lavorato sin dal 1996 nell'Internet italiana, quando nessuno ci credeva, sarebbe davvero una "piccola-grande soddisfazione". E non credo solo per me...

Marcello Tansini WebMasterPoint.org

lunedì, dicembre 12, 2005

Sistemi di Content Management (CMS): a che cosa servono e perché sono sempre più utili a tutti?

Si parla spesso di siti statici e di siti dinamici e per chi non è addentro alla costruzione e gestione di progetti sul web la difficoltà di capire la differenza non è poca.

Diciamo per semplificare che un sito tradizionalmente viene costruito attraverso un codice, chiamato HTML, che permette di costruire le pagine scrivendole direttamente o attraverso programmi che aiutano il webmaster ad impaginare i contenuti.

Questi siti, con estensione “nomepagina.html”, sono appunto detti statici ed hanno due caratteristiche chiave: la prima è che le pagine hanno un nome verbale o numerico deciso dal webmaster (ad.es. chisiamo.html), dunque se vengono spostate in un’altra cartella o rinominate tutti i link che vi fanno riferimento devono essere corretti.

La seconda è che per aggiornare un sito statico occorre una persona che conosca il linguaggio html oppure che abbia dimestichezza con un editor, insomma non può essere fatto da tutti. Queste due caratteristiche comportano delle difficoltà d’aggiornamento, sia per la necessità di ricorrere ad una figura tecnica sia perché un sito che deve essere modificato frequentemente diventa molto laborioso da gestire.

Veniamo invece ai siti dinamici ed ai cms (content management system, argomento di questo approfondimento). Ci sono diverse tecnologie che permettono di sviluppare siti dinamici: asp, php, coldfusion, java ed altri.

Quello che importa però è che questi sistemi permettono di creare le pagine di un sito attraverso un programma, il cms appunto, che consente due grandi vantaggi.

Il primo è che il cms permette di creare in modo semplice le pagine, senza bisogno di alcuna conoscenza tecnica, attraverso un’interfaccia che consente di scrivere e formattare le pagine come se fossero dei documenti di word. Allo stesso modo le pagine possono essere modificate tramite una semplice funzione “modifica”, salvate e quindi automaticamente rimesse in linea dal sistema.

Il secondo punto è che le pagine vengono create assegnando loro automaticamente un numero o un nome, questo fa sì che esse si possano spostare in giro per il sito senza che questo comporti l’aggiornamento degli altri link. Ciò vuol dire concretamente che tramite un semplice pulsante “sposta” interno al pannello di gestione qualunque persona abilitata può spostare una pagina da una sezione all’altra senza alcun bisogno di ulteriori operazioni o modifiche.

In parole povere dunque l’azienda che ha un cms può aggiornare da sola il proprio sito senza alcuna necessità di figure tecniche, interne o esterne.

L’importanza di questo aspetto si collega al fatto che nel web l’aggiornamento frequente e la ricchezza dei contenuti sono sempre più cruciali per favorire l’interesse di un sito e la sua reperibilità sui motori di ricerca, insomma per competere con la concorrenza in modo forte e vincente.

Inoltre l’eventuale spesa iniziale per comprare una piattaforma (i costi sono diversissimi a seconda delle necessità) è largamente compensata dall’indipendenza dal fornitore tecnico e da eventuali altre figure esterne deputate alla gestione tecnica.

Per questo oggi i siti dinamici sono la maggioranza ed è sempre più importante che qualsiasi tipo d’azienda li prenda seriamente in considerazione per poter davvero competere sul mercato a livello di internet.

Gianluigi Zarantonello

venerdì, dicembre 09, 2005

I blog – la nuova frontiera dei comunicati stampa

L’utilizzo di blog per la pubblicazione di comunicati stampa da parte delle aziende è ormai un dato di fatto. In pochissimo tempo quella che è stata l’intuizione di alcuni è diventata una pratica comune. Del resto i vantaggi sono notevoli. Si parte dalla semplicità di aggiornamento da parte di più persone - senza che però sia necessaria una particolare predisposizione a tecnologie sofisticate - per arrivare a un elemento sicuramente più significativo che rende il blog uno strumento di successo: la facilità di indicizzazione da parte di motori di ricerca come Google. A questo poi si aggiunge l’accessibilità delle notizie con i feed XML. Il risultato? In tempi brevissimi si diffonde la notizia a un pubblico esteso.

Negli ultimi mesi si è poi sviluppato un nuovo canale di informazione, quello di “blog contenitore” sui quali aziende e professionisti della comunicazione possono pubblicare il loro comunicato stampa sfruttando il semplice modulo del blog.

Una delle prime società a offrire questo tipo di servizio è stata la statunitense PRWeb (www.prweb.com), che già dal 1997 diffonde gratuitamente i comunicati stampa di piccole e medie aziende. L’idea alla base è quella di garantire l’accesso ai media a tutte le aziende, indipendentemente dalle loro dimensioni. È proprio in quest’ottica che nel 2004 è nato il loro “press release blog”. Dopo la registrazione gratuita al servizio, ora disponibile in inglese, spagnolo e cinese, è possibile pubblicare il proprio comunicato stampa compilando il form con titolo, sottotitolo, settore al quale si riferisce, zona geografica interessata e così via.

Anche in Italia si sta diffondendo il “blog contenitore” di comunicati stampa. Tra questi uno molto facile da usare è www.comunicati-stampa.net. Qui l’accento è dato ai comunicati stampa che trattano di tecnologia e internet e prima della pubblicazione il comunicato deve ricevere l’approvazione della redazione. Il blog www.comunicatistampablog.it al contrario è aperto a qualsiasi tematica: una barra di navigazione molto intuitiva sulla colonna di destra permette poi di muoversi facilmente nelle varie categorie in cui sono suddivisi i comunicati stampa, che spaziano dal web al turismo. In questo caso non serve la registrazione, ma resta necessaria l’approvazione della redazione prima della pubblicazione.

Il primo blog in Italia dedicato ai comunicati stampa è stato però www.comunicati-stampa.com, diretto da Fabrizio Pivari. Rivolto esclusivamente a comunicati stampa aziendali, fissa delle regole più rigide per la pubblicazione, che includono anche istruzioni dettagliate per quanto riguarda la formattazione. Questo piccolo accorgimento permette di ottenere pagine più leggibili. Il rischio che si corre offrendo questi servizi gratuiti tramite blog è infatti che ci sia chi, pur di farsi leggere, utilizza font immensi o multi-color col solo risultato di rendere il testo meno leggibile. Un mini book gratuito a cura dello stesso Pivari completa il servizio, definendo chiaramente le linee guida per la realizzazione di un comunicato stampa efficace.

Slawka G. Scarso www.slawkagscarso.blogspot.com - www.artmotions.biz

mercoledì, dicembre 07, 2005

Realizza un racconto Storico. Dal Cooperative Learning all'Apprendimento Significativo

Oggi noi insegnanti ci sentiamo un po' disorientati. Non abbiamo molti punti di riferimento nel momento in cui ci accingiamo a redigere una programmazione. Un tempo eravamo rassicurati dal programma. Sapevamo sempre a che punto eravamo (quasi sempre indietro...).
Non è facile cambiare, non è facile passare dall'Unità Didattica, dal Modulo, all'Unità di Apprendimento, soprattutto per chi vuole realizzare un cambiamento effettivo e non solo un cambiamento a livello semantico.

L'articolo che vi propongo non è altro che la narrazione di un'esperienza svolta in una classe prima di un Istituto Professionale per il Commercio, nella primavera del 2004, ispirato dalla lettura di Insegnare ed apprendere con il portfolio, di Mario Comoglio.

Non è un esempio maturo di Unità di Apprendimento e di Valutazone Autentica, ma può diventare uno strumento utile per tutti coloro che sono intenzionati a modificare davvero il loro modo di realizzare apprendimento.

Facendo click sul link che segue potrete accedere direttamente all'articolo http://www.abilidendi.it/Articolo-Cooperative-Learning-RealizzaRaccontoStorico.pdf

Paolo Scorzoni
http://www.abilidendi.it/

lunedì, dicembre 05, 2005

Prima cerca in Google e poi spara un SMS

Si chiama Google Send to Phone ed è il nuovo servizio lanciato dall'ineguagliabile super motore di ricerca. Questo nuovo servizio, attualmente disponibile solo per il mercato americano (ma se avrà successo, è promessa la sua diffusione anche su altri mercati) è per il momento gratuito.
L'idea è semplice e banale!
Quante volte avete ricevuto una chiamata di un amico che da fuori casa o ufficio vi chiede di trovargli una informazione o un indirizzo su Internet?
A noi spesso. E quasi sempre siamo noi a fare la chiamata di aiuto.

Il problema è che chi sta chiedendo aiuto ad un amico collegato in rete - ed è in strada ad esempio - è comunque in una situazione disagevole, dove probabilmente carta e penna puntualmente mancano o l'informazione è talmente lunga che è quasi impossibile ricordarla tutta a memoria.
Allora perché ciò che è stato trovato non può essere sparato via SMS al telefono di chi chiede aiuto?

Per far questo è necessaro installarsi un estensione (udite-udite) solo per FIREFOX (Windows o Mac che sia) ed il gioco è fatto. Sulla vostra barra di FireFox apparirà una piccola icona di un cellulare. Non è certo questo il uogo dove fare congetture e ragionamenti di dove Google voglia andare, ma giorno dopo giorno, appare sempre più chiaro. No?
Qui trovate l'estensione per chi desiderasse installarlo anche se fuori dagli Usa.

Luca De Nardo - ICTblog.it

venerdì, dicembre 02, 2005

Marketing passaparola ovvero, lo spostamento dell'asse della fiducia

Voi, impiegati amministrativi, ma anche voi Amministratori Delegati, Direttori Generali, Direttori Marketing, vicedirettori, addetti al Call Center, tecnici di produzione, vi siete mai chiesti perchè state utilizzando una certa applicazione, o il vostro applicativo ERP vi presenta un certo tipo di risultati in un certo tipo di modo, o ancora perchè vi viene spesso risposto dal dipartimento IT che l’implementazione di una vostra idea “non si può fare”?
Ebbene, per dare una o più risposte a queste domande bisogna innanzitutto chiedersi quali sono le risorse che vengono utilizzate nella fase di ricerca di una soluzione ICT.
A ben vedere, però, anche negli altri settori l'approccio è caratterizzato da metodologie molto simili.
Ogni metodo è sostenibile, in una prima fase di scanning dell’offerta del mercato e, secondo un’analisi di KnowledgeStorm, il più utilizzato è la lettura di pubblicazioni e newsletters, mentre l’ultimo (ahimè) è il parere di consulenti. In mezzo ci sono altri metodi che vi svelerà il seguente grafico:

Non vedo assolutamente paradossale che agli ultimi tre posti ci siano i metodi di valutazione più costosi e, tra l’altro, in classifica inversa rispetto al costo. Mi sarei invece aspettato un posizionamento migliore per la voce “forum online, newsgroups, or communities”, perché i pareri di propri simili che hanno precedentemente affrontato un problema similare al nostro contengono un valore superiore proprio perché estrapolati da prove sul campo.

Credo però che il motivo di questo scarso utilizzo risieda in due cause principali:

  • nella difficoltà oggettiva (ovvero dall’impedimento) che un’azienda ha nell’ammettere una propria debolezza (chiedere un parere ad altri per identificare una soluzione IT per alcuni è ancora sintomo di indecisione, non di necessità di condivisione);
  • nella ritrosia a descrivere all’esterno una propria finalità, ovvero a svelare informazioni che potrebbero, più o meno facilmente, a formulare ipotesi sui propri piani tattico/strategici

A questo punto, però, è doveroso fare una considerazione su quanto concerne le informazioni provenienti direttamente da fonti non pagate per darle, ovvero quelle classificate sotto la voce “Word of mouth”: a voler ben vedere, anche tutto ciò che riguarda i forum online, i newsgroup e le comunità, è costituito da informazioni dirette, come anche una buona parte dei risultati dei motori di ricerca proviene da fonti volontarie.

Ebbene, si ritorna a parlare prepotentemente della fonte informativa più antica, un tipo di sorgente primaria, ancora preesistente alle prime forme di pubblicità e che adesso trova nuova forza e vigore grazie all’impiego delle tecnologie di distribuzione e condivisione delle informazioni.
Soppiantata, da anni e fino a poco tempo fa, dall’informazione “istituzionale” (quella di riviste e pubblicazioni), che possiede tutte le caratteristiche (fuorché l’obiettività) per presentarsi come tutta d’un pezzo, la nuova ondata del “word of mouth” rischia di essere così pervasiva e obiettiva da metterla in ombra e farla indietreggiare, quando addirittura non arrivare a sbugiardarla.
Considerate, ad esempio, i siti che raccolgono recensioni e rating degli utenti a proposito di un particolare prodotto o servizio: questa è l’istituzionalizzazione del parere volontario.

Rischi: uno dei maestri del mettere l’ovvio nero su bianco (Philip Kotler, n.d.a.) ha spiegato nel 1987, che la maggior parte dei clienti insoddisfatti non si prende la briga di segnalare la sua insoddisfazione, ma semplicemente se ne va e trova un’altra soluzione. Un altro maestro d’ovvietà (citazione autoreferenziale) ha sapientemente motivato la sua affermazione “la maggior parte di coloro che si prendono la briga di parlare spontaneamente di un prodotto o servizio sul web lo fa per descrivere una sua insoddisfazione o frustrazione”.
Il rischio, infatti, della raccolta di pareri non sollecitati via web è la scoperta di una grandissima quantità di posizioni negative che costituiscono la solita punta dell’iceberg di una pletora di pareri inespressi e non conoscibili.
La grande importanza di queste opinioni, però, è l’ausilio che offrono nella determinazione di eventuali debolezze dei prodotti in corso di valutazione, o dei servizi ad essi collegati (licensing, manutenzione, supporto, etc): considerando attentamente cosa viene affermato, si potrà essere più preparati nella ricerca, nella fase di prova e, infine, nella decisione.

Stefano Bonacina - conneXioni

giovedì, dicembre 01, 2005

Skype 2.0 beta!

E' uscito proprio oggi Skype 2.0. Pensavate non lo provassi?
Fatto: cotto e mangiato.
Lo ho subito scaricato e installato.
La più importante novità di Skype 2.0 beta è che ora supporta la video conferenza!!!!!
Non sarà un killer application come il VoIP, ma sicuramente porterà ulteriore fermento sul mercato.
Nel frattempo (come è ovvio che sia) Skype spinge per l'uso di specifiche WebCam, ma non dovrebbero esserci problemi se si usano WebCam non certificate.

Dunque curiosi? Armatevi di webcam, installatevi la beta e se volte provate a chiamarmi: fpivari

Fabrizio Pivari per i-dome e ICTblog