venerdì, settembre 30, 2005

Guerrilla Marketing - ADV e Marketing creativo (Parte 3)

L'inventiva e la creatività al servizio di liberi professionisti e aziende alla ricerca di visibilità e contatti per la propria attività on-line. Quali sono le nuove frontiere della pubblicità on-line creativa? - rif. ADV e Marketing creativo: Parte 1

Nella Parte 2 di ADV e Marketing creativo è stato introdotto il concetto di Marketing Virale, quale strategia che permette all'azienda di raggiungere il potenziale Cliente senza un'azione promozionale diretta ed eliminando a priori metodi più invasivi.

Questa parte vuole approfondire sia il concetto di diffusione virale che offrire al lettore le basi informative necessarie per comprendere come dietro termini come Guerrilla Marketing si celi ben altro che un gruppo di tecniche inglobate dal sistema economico-produttivo del Mercato pubblicitario.

La complessità del tema ha posto il problema di come sviluppare un articolo che andasse oltre un'esposizione asettica (non-costruttiva) di tecniche alla moda.

"Il problema dello scrittore non cambia" - Ernest Hemingway - "Si tratta sempre di come scrivere in modo vero e, dopo aver scoperto che cos'è vero, di proiettarlo in maniera tale che divenga parte dell'esperienza di chi legge".

Mirko Pallera e Alex Giordano, co-fondatori del progetto NinjaMarketing.it - il primo blog/osservatorio italiano sul marketing non-convenzionale, hanno dato spessore e profondità al tema fornendoci gli strumenti (e stimoli) necessari per leggere gli scenari in cui operano gli advertiser e marketer di oggi.

Scenari in evoluzione:

D: Qual è stato a vostro avviso la causa scatenante del crescente interesse verso il “Viral Marketing” da parte delle Aziende che investono on-line?

Mirko: I motivi sono molti. La Rete è ormai entrata a far parte dei grandi mezzi di comunicazione, accelerando le caratteristiche della società postmoderna - che fonde sinergicamente tecnologia e arcaismo – e modificando per sempre lo scenario socio-economico in cui si muove l’industria pubblicitaria. Stiamo andando verso una “tribalizzazione” del marketing, che riscopre forme ataviche e potentissime come il “passaparola”, la forma più efficace in assoluto di pubblicità, la cui rapidità di diffusione e penetrazione è oggi amplificata dalle potenzialità offerte dalla Rete e dai social network. Inoltre la crisi ha ridotto i budget in comunicazione delle aziende, stimolando la ricerca di forme di marketing alternative a quelle classiche (troppo costose e sempre meno efficaci). Si sta così passando dal “broadcasting”, la diffusione di massa di un messaggio, al “narrowcasting”, vale a dire puntare su un gruppo ristretto di persone ma con un alto potenziale di contagio.

D: Il marketing virale descrive ogni strategia che incoraggia dei singoli a passare ad altri un messaggio pubblicitario, creando il potenziale per la crescita esponenziale del messaggio stesso" questa definizione può essere riadattata e rivisitata per altre forme di Marketing non Convenzionale?

Mirko: La Rete amplifica la viralità di un messaggio poiché permette di riprodurlo e scambiarlo all’infinito. Tuttavia esistono forme di diffusione virale anche nella realtà fisica, non solo in quella virtuale. La parola, il nostro abbigliamento, i locali che frequentiamo, fino ad arrivare a quello che compriamo al supermercato, sono i modi con cui diffondiamo quotidianamente informazioni all’interno del nostro social network. Tutto di noi in realtà diffonde un messaggio, i nostri style o meglio mind symbols. Vi sono alcune persone che sono più propense a cogliere e raccogliere per primi alcune tendenze (l’ultimo modello di consolle, o quel DJ particolare, ma anche un nuovo prodotto smacchiante visto sullo scaffale). Altre invece si muovono all’interno di network sociali molto ampi, hanno una vita attiva e intensa che gli permette di diffondere con rapidità i propri mind symbols, creando un “effetto buzz”. E’ strategico oggi identificare queste “personae” - preferisco chiamarle così e non target, ricordando l’origine latina della parola, che significa “maschera” e che sottolinea l’identità poliedrica di ognuno di noi e delle molteplici neotribù che attraversiamo continuamente - e puntare su di loro per diffondere un messaggio in modo virale.

D: Tra le tecniche di comunicazione che costituiscono il corpo portante del Marketing Non Convenzionale c’è il Guerrilla Marketing. Eppure se ne parla poco e quando ne parlano siti, portali e quotidiani non specializzati ciò che emerge è spesso l’aspetto folkloristico oppure la notizia d’impatto che genera dubbi e perplessità più che sano e costruttivo interesse: l’associazione d’idee ‘Guerrilla Marketing’ – ‘Notizie inventate’ è diventata quasi un luogo comune tra i non addetti ai lavori. Stiamo assistendo ad un fenomeno di disinformazione oppure si tratta solo di mancanza di un’adeguata cultura della comunicazione?

Alex: Il decennio degli anni Novanta vede l’apparire di una serie ricerche artistiche legate alla Rete e il perfezionamento delle tecnologie di coinvolgimento del pubblico in performance o installazioni interattive. Già a partire dalle sperimentazioni delle avanguardie futuriste e dada, passando per movimenti come fluxus e il situazionismo, per la performance e la Body Art, l’arte era uscita “fuori dal quadro” e dai luoghi tradizionalmente preposti alla sua fruizione, come gallerie e musei. L’opera aveva perso la sua dimensione “statica, immutabile e contemplativa” e si era rivolta a cercare un più diretto contatto con la vita. In un momento in cui sembrava che le nostre vite potessero essere cannibalizzate dai media, il filone legato all’interattività arricchisce questo particolare orientamento di ricerca con le nuove possibilità offerte dalla tecnologia e dall’uso creativo dei mezzi di comunicazione, dando vita alle prime forme di Communication Guerrilla. Nell’evidenziare la potenza dei mezzi di comunicazione usati in modo tattico, la critica di queste avanguardie era volta a metterci in guardia dai rischi di una società eccessivamente “mediatizzata”. Ma, come spesso accade, l’arte diventa tecnica e subito viene inglobata dal sistema economico-produttivo e Jay Conrad Levinson s’inventa il termine Guerrilla Marketing molto probabilmente per fare un po’ di marketing per se stesso e per i suoi libri. Di lì in poi, paradossalmente, il termine Guerrilla Marketing (o Communication Guerrilla) inizia a subire tutta la superficialità ed il pressapochismo da cui le sue avanguardie volevano salvarci, confondendo distribuzione di campioncini con eventi creativi, marketing con critica sociale.

D: Il termine “Guerrilla Marketing” fa pensare all’azione di un gruppo di persone che non riescono ad emergere utilizzando metodi più ‘tradizionali’ di marketing. E' così?

Alex: Ti ringrazio per la domanda che mi permette di chiarire un concetto: non esistono marketing alternativi, non convenzionali etc… Lasciando stare per un momento ogni (importantissima) implicazione etica, tengo a precisare che, a mio modesto avviso, è esistito ed esiste un solo tipo di marketing: il marketing efficace, cioè quello che funziona. In un’accezione culturalmente attuale di mercato (vedi il Cluetrain Manifesto –ninjamarketing/maestri), un buon stratega non può non tener conto dei cambiamenti socio economici del contesto in cui si misura. Un buon comunicatore non è tale se non presta attenzione all’evolversi dei diversi linguaggi con i quali si confronta. Spesso il Guerrilla Marketing necessità più di energie che di capitali e forse proprio per questo è servito a piccole aziende creative o a realtà no-profit nella costruzione della propria identità mediatica. Ma non dimentichiamoci che grandi marchi come Nike, Sony, TDK e tanti altri se ne servono largamente per posizionare i loro prodotti.

D: Chi fa Guerrilla Marketing è davvero un operatore di marketing estremo per Aziende che non riescono ad ottenere un adeguato Ritorno degli Investimenti o stiamo assistendo ad una rivoluzione radicale del marketing e della pubblicità classica?

Alex: Sarà pure vero che noi operatori del settore stiamo assistendo al passaggio epocale dell’Advertising all’Advertainment, ma anche questo avrà la sua effimera durata. Le “personae” – come le definiva Mirko – così come si sono stufate dei caroselli, delle promozioni, della tv e di tutto l’advertising classico, si stuferanno con molta più rapidità anche del circo creativo della pubblicità da strada. Il problema è altrove. Le aziende credono di potersi servire di nuove tecniche, di nuovi approcci, di nuovi stili di marketing mantenendo sempre il solito vecchio punto di vista: la logica del profitto unilaterale ad ogni costo. La vera svolta sarà il passaggio dal fare comunicazione ad essere comunicazione producendo prodotti/idee/servizi di reale qualità/utilità. Per carità non solo in termini pratici, mi riferisco soprattutto a prodotti che migliorino la qualità della vita anche in termini esistenziali. L’importante, nel dialogo interno alla dimensione del mercato, è il ritorno alla terza via: quella dove non ci sono vincitori e vinti. Dove cliente e azienda si scambiano continuamente valore. So che molti storceranno il naso per questa affermazione. Mi spiace per loro. Sono destinati a morire sul loro stesso territorio: quello del mercato. Dopo anni di cultura atlantica del marketing il mercato perde terreno sotto i piedi, per questo auspico un partecipato e sentito ritorno ai valori postmoderni del Marketing Mediterraneo.

Primo Contatto:

"La parola, il nostro abbigliamento, i locali che frequentiamo, fino ad arrivare a quello che compriamo al supermercato, sono i modi con cui diffondiamo quotidianamente informazioni all’interno del nostro social network. Tutto di noi in realtà diffonde un messaggio, i nostri style o meglio mind symbols" (Mirko Pallera)

(foto: Videoproiezioni e mondi paralleli nei tunnel) Un simbolo disegnato e ripetuto più volte sullo spartitraffico di una tangenziale: lo stesso simbolo sconosciuto che hai visto attaccato alla fermata dell'autobus, su un palo della luce poco più avanti e ancora, ad un centinaio di metri, su di un muro tra un bar e un negozio di casalinghi... sotto il simbolo la stessa parola, l'indirizzo internet di un sito di cui non avevi mai sentito parlare prima d'ora: stai vedendo una possibile Campagna sviluppata con tecniche di marketing raggruppate sotto il nome di Guerrilla Marketing.

Dall'idraulico alla ditta di "Piccoli Traslochi" che attaccano fogli di carta e adesivi sui bidoni della spazzatura, fino a Grandi Aziende come Nike, Renault e Bacardi. Questo tipo di pubblicità denominata Street Marketing, marketing di strada, è una delle forme più semplici ed impattanti di Guerrilla Marketing.

Creativi alla "Grande":

"Spesso il Guerrilla Marketing necessita più di energie che di capitali, e forse proprio per questo è servito a piccole aziende creative o a realtà no-profit nella costruzione della propria identità mediatica. Ma non dimentichiamoci che grandi marchi come Nike, Sony, TDK e tanti altri se ne servono largamente per posizionare i loro prodotti" (Alex Giordano)

Campagna NikeFootball.com - il 9 Aprile 2002, WildTangent Inc. pubblicò un comunicato stampa in cui si rendeva pubblica la notizia dell'uscita della prima release di "Scorpion Knock Out", un gioco on-line in 3D per appassionati di calcio sviluppato in partnership con Nike. L'elemento chiave del gioco, il cui simbolo dominante era lo Scorpione, ruotava attorno al Nike's Global Secret Tournament dove si sfidavano 24 calciatori tra i più forti al mondo.

Con l'advergame "Scorpion Knock Out", Nike lanciava la campagna pubblicitaria per NikeFootball.com, basata su tecniche di marketing non convenzionale:

  • Il video venne diffuso in rete tramite azioni di marketing virale;
  • Proprietà pubbliche e private vennero prese d'assalto da writers che diffusero il simbolo dello Scorpione nelle loro città;
  • Lo sfruttamento di queste risorse fu alla base di un Word Of Mouth Marketing mirato a raggiungere il target obiettivo della Campagna.

E' possibile che la Nike abbia stimolato l'opera di diffusione dello Scorpione da parte dei writers, come anche è possibile che diversi writers avessero dato al simbolo un significato del tutto personale, all'oscuro del legame Scorpione-WildTangent-Nike. Tutti però contribuirono alla causa NikeFootball.com dando forza al passaparola teso a raggiungere gli ambienti più ricettivi alla promozione Nike.

Guerrilla Marketing:

Wikipedia: Guerriglia - Il termine Guerrilla, da cui la parola Guerriglia, è spagnolo e significa, letteralmente, "piccola guerra". Fu usato la prima volta per definire il movimento di resistenza spagnolo contro l'occupazione francese all'epoca delle guerre napoleoniche.

Fare guerriglia (guerrilla) significa confrontarsi con un nemico meglio armato e numericamente superiore sfruttando una migliore conoscenza del territorio e l'appoggio della popolazione locale. Gli scenari in cui si svolgono le piccole guerre sono sempre diversi, circoscritti e mirati a colpire l'operatività e la sicurezza (fisica e mentale) del nemico.

In contesti non-militari, quali ad esempio scenari di Guerrilla Marketing, l'Azienda proponente sfrutta il territorio in cui si trova il target più ricettivo, veicolando il proprio messaggio commerciale attraverso canali di distribuzione familiari al potenziale Cliente, perché inseriti nel suo personale contesto di esperienze quotidiane.

La Campagna NikeFootball.com rappresenta un chiaro esempio di sinergia tra diverse tecniche di pressione tese ad abbattere le difese "anti-ricettive" del target oggetto della campagna pubblicitaria sfruttando: routine, interessi, rapporti interpersonali, svago, curiosità ed in generale quell'insieme di sensazioni-sentimenti-esperienze che disegnano la nostra quotidianità.

Copyright © 2005 PR & Marketing Network e NinjaMarketing.it

mercoledì, settembre 28, 2005

Una televisione per promuovere il Made in Veneto

Un obiettivo più che ambizioso: diffondere la qualità dei prodotti e le bellezze del territorio del Veneto in tutti i cinque continenti del globo attraverso un canale satellitare, con un audience potenziale di 600 milioni di famiglie. Con un budget di vendita nel primo anno di 6 milioni di euro (pari all’1% degli investimenti pubblicitari su scala internazionale effettuati dalle aziende ed istituzioni nel Nord Est) ed uno staff di partenza di 20 persone Venice Channel (così si chiama la nuova TV) è pronta a lanciare la sua sfida a partire gennaio 2006. Questo progetto nasce da una considerazione di carattere strategico che ci sintetizza Fabrizio Zago, amministratore delegato:” La considerazione di partenza è il bisogno che ha il Veneto ed il Nord Est di comunicare a livello internazionale non solo i suoi prodotti ma soprattutto i suoi valori artistici e culturali che la rendono una dei territori più belli al mondo e allo stesso tempo le capacità imprenditoriali che ne fanno un area industrialmente molto avanzata”.
Il progetto, che ha attraversato un lungo percorso di preparazione, è già stato presentato al sistema imprenditoriale del Nord Est: “Abbiamo visitato circa 300 aziende in tutto il Veneto ed abbiamo presentato loro il nostro progetto; abbiamo avuto un consenso quasi – prosegue Zago.
Hanno generalmente colto la grande opportunità rappresentata dal poter raccontare i propri prodotti, la propria storia ad un pubblico veramente mondiale a dei costi assolutamente accessibili, permessi dalle nuove tecnologie satellitari”. Anche le istituzioni ed il mondo associativo sono state coinvolte: “La risposta è stata sorprendentemente positiva; in modo del tutto inusuale abbiamo assistito ad una convergenza di interessi tra mondo imprenditoriale e mondo politico-istituzionale perché tutti hanno colto, al di là di campanilismi o interessi particolari, la forza unitaria del progetto – sottolinea l’A.D. di Venice Channel”.
Vantaggi per le imprese: costi accessibili (rispetto alla TV tradizionale) ma anche e soprattutto un nuovo modo di comunicare. Ancora la parola a Zago:” C’ è l’opportunità di sperimentare un nuovo modo di fare comunicazione, di legare un prodotto alle valenze storiche, artistiche, culturali di un territorio unico al mondo. In questo modo si rende il Made-in-Veneto un prodotto inimitabile per qualsiasi concorrente cinese o di qualunque altra parte del mondo. C’è nel mondo una grande domanda di “bello” e soprattutto di “bello italiano”, ovvero di una storia, di una cultura, di una tradizione che tutti vorrebbero godere.”
Nicola Di Lernia, Direttore strategico di Venice channel ci dettaglia l’identikit dello spettatore della nuova TV:” Il nostro utente-obiettivo è certamente l'amante di Venezia, del territorio che la circonda e quindi dell'Italia. I turisti che ogni anno vengono a Venezia, nel Veneto e in Italia (50 milioni complessivi) sono una goccia degli 'Italian dreamer', senza citare le persone di origine italiana che sono oltre 60 milioni secondo l'Istat, che adorano il nostro 'life style', la cultura millenaria e gli oggetti di bellezza e ingegno che siamo ancora capaci di realizzare”.
I programmi trasmessi da Venice Channel copriranno un vasto spettro di interessi:” Il nostro palinsesto si compone di numerosi contenitori tematici ( Turismo, Moda, Cultura, Cibo, Attualità, Natura, Artigianato ed Industria) che a loro volta si sdoppiano in molteplici argomenti. Ad esempio nel Turismo, grazie alla straordinaria e unica composizione del nostro territorio, spazieremo dal mare ai laghi, dalle terme ai monti, dalle città d'arte alle ville, senza trascurare l'informazione utile sull'accoglienza, la ricettività e l'accessibilità – conclude Di Lernia – il tutto supportato anche da un portale web multilingue” - www.venicechannel.it.

by Redazione MG News

martedì, settembre 27, 2005

Creare un libro da un blog

Vi descrivo un modo operativo per creare un libro con i migliori articoli di un blog (lo utilizzo per creare i libri delle briciole).
Aprite word e create la copertina del vostro libro, quindi salvate.
Create con un editor di testo un file html vuoto, con un browser selezionate l'articolo del blog di vostro interesse e copiate la parte di codice html interna a <body></body>.

Questa parte mettetela nel file html precedentemente creato.
Seguite la stessa modalità per tutti gli articoli di vostro interesse.

Aprite la copertina del vostro libro, posizionatevi in una nuova pagina e importate il file html (se avrete aggiunto i titoli degli articoli utilizzando <h1></h1> o similari potrete creare con word il sommario).
I link rimarranno link, le immagini verranno importate via internet.
Salvate il vostro libro.
Se come me non avete Acrobat, installate l'ultima beta di Open Office in attesa della definitiva 2.0, importate il libro in formato word e salvate come pdf.
Sono sicuro che sarete in grado di affinare la tecnica e di inviarmi validi suggerimenti ad esempio su come riuscire a fare il tutto utilizzando solo OO!

Articolo pubblicato su MG News

Il primo tomo del Libro delle Briciole è disponibile al seguente url http://www.pivari.com/pdf/BricioleNetMarketingLibro1.pdf.
Il secondo tomo del Libro delle Briciole è disponibile al seguente url http://www.pivari.com/pdf/BricioleNetMarketingLibro2.pdf.
Il terzo tomo del Libro delle Briciole è disponibile al seguente url http://www.pivari.com/pdf/BricioleNetMarketingLibro3.pdf.

Fabrizio Pivari

venerdì, settembre 23, 2005

FeedBurner, Ping-o-Matic! e PingShot

Di Fabrizio Pivari.

Alcuni mesi fa contattai FeedBurner e gli proposi: perché non utilizzate (pingate) rpc.pingomatic.com ?
Blogger supporta solo feed atom e non supporta il podcasting, FeedBurner è un grande successo perché permette di integrare questa e altre lacune.
Blogger supporta solo un sito per il ping (segnalazione di aggiornamento) di conseguenza bisogna utilizzare Ping-o-Matic! per fare un ping esteso.
Visto che Ping-o-Matic! da la possibilità di fare il ping anche via XML-RPC (rpc.pingomatic.com) perché non unire i due servizi, in modo tale che a fronte di un nuovo feed FeedBurner aggiorni la sua versione e scateni Ping-o-Matic!, tutto in automatico!

L'idea piacque.
Piacque tanto visto che vanno oltre permettendo non solo di pingare Ping-o-Matic! ma ogni altro servizio segnalato tramite la seguente pagina http://www.feedburner.com/fb/a/pingservice.

Il nuovo servizio di FeedBurner si chiamerà PingShot e qui l'annuncio http://www.burningdoor.com/feedburner/archives/001433.html (con il mio commento Few months ago I suggested you to use rpc.pingomatic.com. Today I'm happy to see you have found probably a better idea (or you use also rpc.pingomatic.com?).) e il commento di Ping-o-Matic! http://pingomatic.com/blog/2005/09/23/pingshot/

Fabrizio Pivari

mercoledì, settembre 21, 2005

Rinnovare i Consigli di Classe per aumentarne l’efficacia

di Paolo Scorzoni www.abilidendi.it

Funzione obiettivo: Sostegno alla funzione docente

L’esperienza
Nel momento in cui mi sono ritrovato a ricoprire il ruolo di “Funzione Obiettivo a sostegno della funzione docente” avevo davanti a me la possibilità di percorrere due strade: la prima era quella di organizzare (sulla base delle mie conoscenze e della mia esperienza) una serie di attività e di incontri a cui far partecipare i miei colleghi, magari chiedendo al preside di rendere la partecipazione a questi momenti obbligatoria; la seconda di ascoltare gli insegnanti, di una scuola nella quale mi trovavo per la prima volta, e di lavorare con coloro che avessero dato una adesione libera alla mia proposta. Nel primo caso sarei stato io a definire il percorso nel secondo avrei dovuto accettare l’imprevisto, facendomi portare a spasso dai colleghi, dalle loro esigenze con il rischio però di arrivare alla fine dell’anno con un nulla di fatto. Ho scelto, consapevole delle incognite del progetto, il secondo percorso che ha avuto inizio con una lettera, consegnata a mano a tutti i colleghi della sede di Porto Tolle, nella quale tra le altre cose dicevo: mi pare perciò più utile partire dall’ascolto del punto di vista di ciascun insegnante per arrivare a fare scelte condivise e praticabili. Al primo incontro, venerdì 19 novembre 2004 eravamo in otto volontari più il preside e il direttore (circa un terzo degli insegnanti della sede staccata) e, lavorando su una scheda (Allegato 1 Scheda raccolta problemi) proposta dal sottoscritto, abbiamo gettato le basi dell’attività che avremmo portato avanti per tutto l’anno scolastico (Allegato 2 Schema incontri). Abbiamo cioè identificato in modo chiaro i problemi che come insegnanti viviamo all’interno della scuola nei confronti degli studenti, dei colleghi, delle strutture, del personale Ata, dei dirigenti e dei genitori (Allegato 3 Scheda riassuntiva problemi raccolti). Nel secondo incontro abbiamo definito le priorità; visto che non era possibile affrontare tutti i problemi contemporaneamente abbiamo deciso di concentrarci sul problema legato alla Gestione della Classe. Questa scelta si è concretizzata nel terzo incontro, in un confronto (molto ricco) sui metodi utilizzati dai presenti nella gestione di lezione e disciplina e in uno studio molto fruttuoso di alcune tra le più innovative teorie in proposito, contenute nel testo di C. M. Charles intitolato appunto Gestire la Classe. Nel corso del quarto incontro si è definita una mappa riassuntiva dei contenuti studiati la volta precedente (Allegato 4 Gestire la classe mappa riassuntiva) ed è nata la proposta che ha poi portato a concentrare il quinto incontro sulla creazione di una scheda guida della discussione all’interno di un Consiglio di Classe (Allegato 5).Ogni incontro è stato organizzato secondo una strutura che ha messo ogni partecipante nella condizione di esprimere il proprio pensiero; si è infatti sempre passati attraverso momenti di lavoro individuale e in piccolo gruppo (due o tre), per giungere solo nella parte finale delle riunioni alla discussione nel grande gruppo. Gli insegnanti che hanno partecipato hanno poi compilato, al termine di ogni tappa del percorso un questionario che doveva valutare l’utilità della riunione e la bontà della metodologia utilizzata. Su sessanta valutazioni complessive che potevano essere espresse su una scala da uno (voto minimo) a cinque (voto massimo) si sono contate cinque valutazioni uguali a tre, dieci valutazioni uguali a quattro e quarantasette valutazioni uguali a cinque, segno che i partecipanti hanno vissuto un’esperienza positiva. Si è verificato un solo caso di abbandono, dopo la prima riunione, segno che il gruppo è rimasto compatto dall’inizio alla fine. Il prodottoCosa ha prodotto in concreto questo gruppo? Una griglia molto semplice con alcune domande divise per categorie (analisi della situazione, soluzione positive, soluzioni coercitive) che hanno il solo obiettivo di orientare la discussione. Non è tempo perso domandarsi chi sia il leader positivo all’interno della classe, o cercare di capire se, chi fa confusione, ha solo voglia di maggiore attenzione o invece vuole vendicarsi di qualcosa. Non è nemmeno tempo perso confrontarsi sulle strategie di gestione delle situazioni difficili; siamo stati tutti concordi nell’affermare che prima di arrivare a soluzioni drastiche si debbano cercare dei sistemi per aumentare il ritmo e la fruibilità di una lezione. Siamo professionisti delle singole discipline, ma siamo anche professionisti dell’apprendimento, delle modalità cioè in cui i contenuti di queste discipline vengono trasmessi. Il confrontarsi su questi argomenti, ne abbiamo fatto esperienza nel corso di quest’anno, è molto utile; perché allora non farlo all’interno di riunioni cui dobbiamo partecipare in ogni caso?

Le conseguenze
Quali potrebbero essere le conseguenze del lavoro di quest’anno? La prima e più immediata è che la scheda (rivista e corretta dal Collegio) potrebbe diventare a tutti gli effetti la scheda guida delle discussioni all’interno dei Consigli, nel momento in cui si parla della situazione della classe e dei singoli. Si badi bene, la scheda non dovrebbe essere compilata prima del consiglio, ma durante; basterebbe riservare cinque minuti in cui ognuno, individualmente, si concentra sulla classe in esame e la analizza sulla base di questa scheda proposta. Lavorare in questo modo non prevederebbe nessuna incombenza aggiuntiva per gli insegnanti i quali si troverebbero solamente a gestire in modo diverso tempi e modalità del Consiglio. La discussione diventerebbe così più efficace e veloce. Essere più efficaci vorrebbe dire essere più attenti alle esigenze degli studenti e diminuire quindi il numero di ragazzi che si ritirano in corso d’anno.

Conclusioni
Il lavoro è stato nuovo e stimolante; siamo andati dove il gruppo ci ha portato. Il prodotto è la dimostrazione che quando gli insegnanti si mettono a lavorare assieme, con metodo, producono sempre qualcosa di buono, intelligente ed utilizzabile. Un’altra caratteristica dell’esperienza è legata al fatto che il prodotto finale è stato generato dal contributo di tutti; infatti nessuno dei membri del gruppo di lavoro sarebbe in grado di dire dove finisce il suo contributo e dove comincia quello del collega. In conclusione vorrei sottolineare un altro aspetto, che ritego non marginale, legato ai tempi di svolgimento delle attività: abbiamo sempre lavoarato per un’ora e mezza ad incontro, e abbiamo sempre rispettato i tempi; anche il rispetto dei tempi è un fattore importante che mette i partecipanti (che solitamente hanno molti impegna anche a casa) in una condizione di tranquillità che aumenta la motivazione a partecipare. Di seguito inserisco in rigoroso ordine alfabetico il nome di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto anche di quei precari che sono rimasti nella nostra scuola solo nel primo quadrimestre.
Dario Biolcati Rinaldi, Vincenzo Boscolo, Paolo Cellini, Novella Cezza, Raffaele Dainese, Simone Dentello, Federico Donà, Antonio Pucci, Alessandra Tietto, Leonardo Zocchi.

Paolo Scorzoni

Bibliografia
Charles, C.M., Gestire la classe, a cura di M. Comoglio, LAS, Roma, 2002
Per visualizzare gli allegati

martedì, settembre 20, 2005

Viral Marketing (Virale): ADV e Marketing Creativo

L'inventiva e la creatività al servizio di liberi professionisti e aziende alla ricerca di visibilità e contatti per la propria attività on-line. Quali sono le nuove frontiere della pubblicità on-line creativa? - rif. ADV e Marketing creativo: Parte 1

Da metà giugno a questa parte qualcuno avrà ricevuto, sottoforma di newsletter o da parte di un amico, una e-mail contenente una curiosa animazione di una bocca femminile, che rimprovera in continuazione l'ipotetico fidanzato. Inutile cliccare ripetutamente sul pulsante "Falla smettere", la voce ricomincerà daccapo, finché, all'ennesimo tentativo, il misterioso messaggio viene svelato...

Così inizia l'articolo frizzante ed incisivo Una fidanzata rompiballe è campagna virale per Parla.it postato su ninjamarketing.it da Mirko Pallera, ideatore e co-fondatore del progetto NinjaMarketing.

Parla.it è una S.p.A. di proprietà del Gruppo France Telecom, uno dei principali operatori telefonici a livello globale.

In Italia il nome Parla.it è spesso affiancato al mondo del VoIP: un terreno che ha permesso a questa società di penetrare il mercato italiano in aperta concorrenza con Telecom Italia.

Come questa Grande Azienda, il cui patrimonio genetico è internet, internet e ancora internet, diverse altre Grandi stanno investendo sulla Rete. Tre delle ultime:

Tecnologia di massa: "...Il concetto di Rilevanza si basa su un assunto, fondamentale per la comprensione del processo di rinnovamento e rivisitazione degli Strumenti ADV..." - fonte: studiocappello.it - "...le Aziende pretendono da Internet quello che i media tradizionali (televisione e radio) non possono offrire: un servizio pubblicitario mirato ad Target selezionato ed in linea con le proprie esigenze di marketing..."

In questo contesto entrano in gioco possibilità impensabili fino a pochi anni fa. Certo, c'è un ritorno alla trasparenza, una maggiore comprensione di Internet, una progressiva presa di coscienza della Rete quale strumento ormai indispensabile nell'Era del marketing globale... ma tutte queste considerazioni non possono prescindere dal cuore del processo evolutivo: la tecnologia di massa.

Streaming, iPod, podcasting, blog, VoIP, video, televisione interattiva etc. sono espressioni comuni del passaggio dalla tecnologia elitaria alla tecnologia di massa.

La massificazione delle risorse tecnologiche ha reso disponibili strumenti (hardware, software) attorno a cui si è generato un movimento culturale che ha permesso la diffusione d'informazioni al fine (non cosciente, suppongo) di:

  • istruire le nuove (e vecchie) generazioni di internauti e, conseguentemente, eliminare luoghi comuni e credenze popolari ben radicate fin dal crollo della Net Economy. Nuovi internauti iniziano ad aggirarsi tra le strade digitali della Rete: più smaliziati, più preparati, più prudenti e più coinvolti... e di pari passo si adegua il lato oscuro con nuove generazioni di hacker, phisher, cracker, spammer e via di seguito.
  • comprendere che tali risorse non sono un fine bensì mezzo per conseguire un obiettivo strategico definito. Maggiore è il grado di diffusione capillare di una risorsa e maggiori saranno le possibilità di coinvolgere l'internauta raggiungendolo nel proprio ambiente di riferimento.

Breve introduzione al Marketing virale: Il Marketing virale permette all'azienda di raggiungere il potenziale Cliente senza un'azione promozionale diretta ed eliminando a priori metodi più invasivi. Per intenderci: se consideriamo invasiva una finestra pop-up che si apre ogni volta che visitiamo una o più pagine web di un sito, come dovremmo chiamare il bombardamento e-mail o telefonico di messaggi promozionali non desiderati?

"Il marketing virale descrive ogni strategia che incoraggia dei singoli a passare ad altri un messaggio pubblicitario, creando il potenziale per la crescita esponenziale del messaggio stesso" Dr. Ralph Wilson (nella foto).

I primi passi di Viral Marketing non furono molto incoraggianti. Chi non ricorda le "catene di sant'antonio" via e-mail? Oppure l'esplosione del marketing piramidale? Una pagina web in offerta, un prodotto x da promuovere, un banner da esporre, un versamento da effettuare per ottenere un ritorno esponenziale alla diffusione dell'offerta (salasso). Ogni cosa era buona per coinvolgere l'ingenuo internauta abbagliato da promesse di facili guadagni con il minimo sforzo, e per diffondere una crescente diffidenza intorno ad un concetto (virale, per l'appunto) le cui potenzialità rimanevano ancora inespresse.

I tempi cambiano, la tecnologia evolve. Chi sperimenta, il pioniere, crea le basi per ulteriori progressi. Chi segue è forte delle esperienze passate, come la Storia e la Scienza insegnano: sviluppa l'idea e la perfeziona, sfruttando tecnologie di consumo che solo qualche anno prima erano riservati a pochi abbienti.

Un semplice caso di studio da creare insieme: Clicca sul seguente link: http://www.google.it/search?hl=it&q=%22evacuazione+di+new+orleans%22&spell=1 tra i risultati evidenziati ci dovrebbe essere (nel momento in cui scrivo si trova al terzo posto):

Corriere della Sera - Katrina, New Orleans sotto 6 metri d'acqua ... cui vanno aggiunti gli 11 morti di giovedì al primo passaggio sulla Florida meridionale, e i 3 di domenica, nell'evacuazione di New Orleans. ... www.corriere.it/Primo_Piano/ Cronache/2005/08_Agosto/30/katrina.shtml - 39k - 5 set 2005 -

Cliccando sul link Corriere della Sera - Katrina, New Orleans sotto 6 metri d'acqua accederai alla pagina dell'articolo.

Scorri tutta la pagina fino ad arrivare alla fine. Subito sopra le informazioni sul Copyright e su chi contattare per la pubblicità, troverai un link dal titolo "INVIA QUESTA PAGINA". Cliccando sopra questo link si aprirà una finestra in cui potrai, volendo, inviare l'articolo ad uno o più conoscenti. Hai appena visto una delle più semplici possibilità offerte dal Marketing virale.

Marketing virale in progress: Con lo streaming il Marketing virale esplode. Arrivano i primi video, maturano le idee di business, nascono addirittura nuove parole che contribuiscono alla diffusione dei nuovi sistemi di comunicazione.

Non è un caso se un progetto come NinjaMarketing proponga articoli, news ed eventi che ruotano attorno ai video virali (non so se esista questa parola, ma coglie nel segno). Per video virali s'intendono quei video la cui diffusione è affidata al passaparola e alla diffusione capillare del prodotto su diverse tipologie di canali (informativi, di tendenza, ludici etc.).

Un video virale può essere considerato come un'evoluzione del marketing virale espresso nel precedente Caso di Studio. Ma è anche qualcosa di nuovo, di mai visto prima. Sembra un Advergame ma non è interattivo. Si avvicina ad un video-clip ma non lo è. E' simile ad uno spot televisivo, ma solo nel caso in cui tali spot riescano a coinvolgere emotivamente lo spettatore.

Non è un caso se la diffusione della tecnologia MMS - videomessaggi per cellulari di ultima generazione - ha permesso una maggiore diffusione di tali video. Le Grandi Aziende che ne fanno maggior uso sono quelle che si rivolgono ad un target di tendenza. Prerogativa comune: essere al passo con i tempi. L'età dei soggetti è variabile e non catalogabile in un'unica fascia tipo, tutto dipende dal grado d'integrazione del soggetto con le tecnologie alla moda: internet (dalla ricerca d'informazioni ai blog, dal podcasting e iPod al P2P tanto per fare un paio di esempi...), telecomunicazioni (MMS, ancora l'iPod e i suoi derivati presenti e futuri).

Il coinvolgimento emotivo: Sei davanti ad una vetrina di un negozio. Tra gli articoli in esposizione ce n'è uno che attira la tua attenzione:

"Questo piacerebbe davvero a..." - "Proprio quello di cui avevo bisogno, ma quanto costa?" - "Ma che roba è?"

A seconda delle emozioni che l'articolo suscita in te, potresti acquistarlo, tenerlo a mente per comprarlo quando (se) te lo potrai permettere, oppure ignorarlo.

Non c'è un solo gruppo di emozioni dominante. Le spinte emotive possono essere diverse, ma comunque sono presenti. Così come lo sono quando guardi un film, una rappresentazione teatrale, una partita di calcio, un quadro oppure quando leggi un articolo o guardi un video sul web... o quando hai un incontro d'affari. Un'azione di marketing ha successo quando muove emozioni.

Tornando al video virale. Se un video coinvolge emotivamente lo spettatore, questi sarà portato a condividere la propria esperienza con gli amici e/o conoscenti a seconda delle emozioni generate dall'esperienza.

Quando un'azienda crea un video da diffondere via Internet, l'obiettivo non è quello di piazzare una vendita diretta, ma è quello di relazionare positivamente il proprio Marchio con lo spettatore. L'alleato più forte dell'azienda è la mente dello spettatore. E' lei che lavora al posto del Promotore o del Rappresentante, in modo sottile e non invasivo. Una mente ben disposta nei confronti di un'azienda può giocare brutti scherzi: oggi, domani, oppure più in là nel futuro (ad un video su internet segue una pubblicità in tv, una notizia sul tg o sul quotidiano e via di seguito), il Marchio dell'azienda, abbinato ai prodotti che ruotano attorno all'esperienza positiva vissuta (offerta da un media o meglio ancora da un amico), diventa come una bomba ad orologeria pronta ad esplodere e a dare all'azienda un nuovo Cliente.

Ed ecco perché agli inizi del XXI Secolo, nell'Era della Comunicazione globale, si torna a sfruttare uno strumento che esiste da quando esiste l'Uomo: il passaparola: chi meglio di un amico, in alcuni casi di un conoscente oppure di un partner in affari, può contribuire ad abbattere gli ostacoli che si frappongono tra l'Azienda proponente ed il potenziale Cliente? Uno sconosciuto che bussa alla porta è spesso ignorato, ad un amico si dà credito. E' tutto qui. Non sempre funziona, ma in alcuni casi l'effetto è devastante.

E questo è solo un assaggio di ciò che può offrire il binomio creatività e marketing: quali sono i mezzi creativi a disposizione di advertiser e marketer per trasformare lo sconosciuto che bussa alla porta in un amichevole e fidato vicino?

Mai sentito parlare di Guerrilla Marketing?

Copyright © 2005 PR & Marketing Network un articolo di Alessandro Mirri

lunedì, settembre 19, 2005

Vivere di click

Ogni tanto mi piace sognare ad occhi aperti e questa estate sotto l'ombrellone immaginavo attività che mi potessero permettere di prolungare le vacanze indefinitamente mentre loro continuavano a fare cassa.
Tra le attività top tutte quelle legate al diritto d'autore: un libro best seller tradotto in tutte le lingue, un CD tra le top ten in tutto il mondo, ...

Dopo aver sottoscritto Google AdSense, si è aggiunta in questa speciale classifica una nuova attività: vivere di click.
Mi immagino su una barca ai Caraibi e parlando del più e del meno con altri poveretti dico io vivo di click, mentre sono qui ci sono persone in giro per il mondo che si divertono a cliccare e mi permettono di vivere così.
E se vi dicessi che ho ricevuto il primo bonifico di quasi cento euro da parte di Google?
Dopo quasi sei mesi :(

Ma la fantasia non è facile da imbrigliare: esistono aziende che pagano per cliccare e se utilizzassi lo stesso metodo o meglio se scatenassi una schiera di parenti e amici?
O se con le mie conoscenze di programmazione creassi una click machine che utilizzando a rotazione uno dei tanti proxy anonimi facesse un numero adeguato di click?
Ovviamente si tratta di truffe e leggendo il regolamento di Google AdSense addirittura non è possibile incentivare le persone a cliccare.

Comunque se i link sponsorizzati fossero di vostro interesse e non vi desse fastidio l'idea di regalarmi una vacanza ai Caraibi, non esitate!

Fabrizio Pivari

mercoledì, settembre 14, 2005

Servizi Internet a portata di PMI: l’approccio graduale di Mediarete

Abbiamo Intervistato Federica Festi esperta del mercato Internet ed in particolare di prodotti ed applicazioni per le PMI e creatrice del Gruppo Mediarete.

D) Perché avete pensato ad un network in franchising per sostenere gli sforzi delle PMI su Internet ?
R) Nasce da un esperienza pluriennale nel mercato delle web application per le piccole-medie realtà; ci siamo resi conto che le aziende di più piccola dimensione, mancando di una risorsa interna competente nel settore delle ICT, cercano continuamente sostegno all’esterno, dove però trovano spesso una pluralità di interlocutori non tutti in grado di dare risposte concrete alle loro esigenze. Abbiamo quindi pensato di creare una figura di riferimento sul territorio che abbia un mix di competenze tecniche e di marketing in grado di fornire soluzioni affidabili alle esigenze delle PMI nel settore Internet e più in generale, nel campo delle TLC. Da qui l’idea di un network di affiliati.

D) A che tipo di target intendete rivolgervi e quale approccio intendete promuovere in termini di servizio ?
R) Il nostro target di riferimento sono le piccole-medie aziende ed il nostro è un approccio graduale agli investimenti in informatica e telecomunicazioni; si parte dalla realizzazione di un sito web vetrina con canoni mensili di 12 euro fino alla realizzazione di complesse reti intranet ed extranet con investimenti di diverse decine di migliaia di euro. Il nostro punto di forza è che possiamo offrire alla piccola azienda tutti i servizi collegati alle applicazioni di rete; dalla connettività allo hosting, dal web design fino ai servizi di fonia VOIP (Voice Over IP). E il tutto a condizioni molto competitive perché “spuntate” a livello centrale dal Network che fa gli accordi con i più importanti player nazionali ed internazionali nel settore delle TLC. Abbiamo anche segmentato le esigenze del mercato creando dei pacchetti di servizi web specializzati per settore: ad esempio un sistema di prenotazioni online per il settore turistico oppure di e-commerce per concessionari d’auto. Un altro grosso vantaggio è che tutti i servizi sono offerti in noleggio con un canone fisso mensile omnicomprensivo.

D) Il gap tecnologico delle PMI, soprattutto quelle meno strutturate, spesso deriva anche da problemi di carattere culturale; come pensa si affrontare questa sfida il Gruppo Mediarete ?
R) E’ il nostro partner sul territorio (l’ ePOINT) il vero punto di riferimento per le esigenze delle aziende;l’ePOINT è il consulente in grado di aggiornare i clienti sulle ultime novità di mercato, orientandoli verso la soluzione più conveniente ed adatta alle esigenze. Poi a livello centrale organizziamo seminari sui temi più interessanti che emergono dai nostri contatti con il mercato, seminari ai quali le aziende possono partecipare gratuitamente, senza sentirsi obbligate a fare alcun contratto. Il miglioramento nelle conoscenze degli imprenditori riguardo alle tecnologie informatiche e di rete aumenta la loro consapevolezza nella scelta e questo è per noi già un grande risultato, a prescindere dal fatto che decidano di fare l’accordo con noi.

D) Qual’è il prossimo appuntamento con i seminari di conoscenza per le imprese ?
R) Il prossimo appuntamento è a Piombino Dese, in provincia di Padova, dove stiamo organizzando un evento in collaborazione con Connecting-managers, focalizzato in particolare sui motori di ricerca; vi è una crescente esigenza di fare chiarezza su un argomento per lo più ancora oscuro per la maggior parte delle aziende. Si tratta di una grande opportunità per ottenere visibilità a costi molto contenuti, senz’altro molto ridotti rispetto agli investimenti necessari per finire sulla stampa o sui network televisivi. Bisogna però farlo con il supporto di persone realmente professionali in grado di ottimizzare i risultati anche in presenza di budget molto contenuti (nell’ordine dei 500-1000 euro).
Nell’ occasione del seminario abbiamo anche predisposto un interessante strumento per determinare la posizione dei siti delle aziende nei motori di ricerca. Chi fosse interessato può usufruire gratuitamente di questo servizio rispondendo ad un breve questionario che si trova nella Community di Connecting-managers.

lunedì, settembre 12, 2005

Podcasting, blog e spot radiofonici - le nuove frontiere del web advertising

Il punto sui nuovi standard della pubblicità on-line secondo l'opinione di Carlo Flora, un professionista italiano della comunicazione: blog, podcasting, radio, televisione e web: vecchie e nuove tendenze si fondono alla ricerca di un messaggio pubblicitario dinamico, flessibile, adeguato ad un target mobile e mutevole...

D: La crisi dei consumi in Italia e la conseguente contrazione dei budget pubbli­citari è una delle cause primarie di un re-investimento delle risorse verso strumenti promozionali, a basso costo ed originali, che siano in grado di coinvolgere direttamente il target previsto di consumatori attraverso una promozione incrociata sfruttando contemporaneamente vecchi e nuovi media. Radio, televisione, internet e marketing alternativo... qual è la sua opinione a riguardo? Ritengo che purtroppo una buona fetta di aziende che sino ad ora hanno effettuato investimenti pubblicitari (piccoli, o medi che siano) non si siano resi conto di aver sprecato la loro liquidità affidandosi a strutture che non avevano alcuna intenzione di far guadagnare il cliente, bensì la sola intenzione di incamerare contratti. Per questo sono contento di constatare questo attuale reindirizzamento del mercato pubblicitario verso canali internet e non solo, di tipo "fai da te", "low cost" e soprattutto molto mirati: daranno maggiori risultati. Premesso che ritengo importantissimo effettuare campagne fatte di target precisi, credo che:

  • la radio è diventata una vetrina a basso costo, che oggi prevede target differenti a seconda del proprio business. Come in USA, in FM si sta concretizzando la logica del target mirato. (Solo news, solo musica anni 80, solo musica italiana, ecc..)
  • La tv, se nazionale, resta un canale costoso, riservato a chi ha grossi investimenti. Se locale, la tv ad oggi purtroppo non da la possibilità di scegliere i propri clienti (tranne per le tv satellitari). Internet è forse oggi il miglior canale su cui investire su una fetta prescelta di potenziali clienti.

D: Tra le tecniche più attuali di veicolazione e promozione emerge il Podcasting, la possibilità di scaricare informazioni, audio e testi per poi consultarli a casa, in ufficio, in viaggio. Vista la crescente diffusione di questi sistemi è possibile prevedere un business pubblicitario basato sul podcasting? Non credo. Con il PODCasting l'utente sceglie cosa guardare o ascoltare, dubito decida di scaricare spot. Se in futuro il PodCasting dovesse sostituire gli attuali media, probabilmente le agenzie pubblicitarie per vendere pubblicità dovrebbero accordarsi direttamente con gli artisti (come cantanti, ecc..) La "pubblicità indiretta" nascerebbe anche per l'audio e la musica, oltre che per il cinema.

D: iPod e Blog generation, un nuovo modo di creare e fare business attraverso lo strumento di comunicazione più classico e attuale: la parola letta e parlata. Radio e televisione proiettati verso internet o sono i nuovi media a cercare i vecchi? Secondo me sono i nuovi media a cercare i vecchi. La gente ha sempre cercato di apparire, di essere protagonista, magari alla radio o alla tv. Ora gli è possibile dare un parziale sfogo alla loro ambizione. L'informalità dei Blog e l'esperienza personale del Podcasting, per reperire informazioni, approfondire e confrontarsi, permette ad una persona di diventare editore scrivendo in un BLOG come se fosse una rivista, o di diventare produttore trasmettendo in streaming come se si fosse in una stazione radio.

D: Le aziende sono tornate ad investire su internet grazie a nuovi strumenti pubblicitari che permettono l'integrazione (interazione) di diversi strumenti promozionali (radio, televisione, internet). Quali sono le potenzialità e le prospettive future di un sistema di comunicazione così flessibile e dinamico? Tornando "on-line" il marketing delle aziende ha scoperto (ri-scoperto) il potenziale degli standard e delle nuove frontiere dell'ICT. Dal punto di vista artistico, prevedo un sistema promozionale che non sarà più fastidioso come lo è stato fino ad ora. Se gli utenti sino ad oggi sono stati interrotti da pubblicità poco interessanti, in futuro la pubblicità potrà essere lo "spettacolo" cercato. Dal lato economico invece, prevedo "ritorni proporzionati agli investimenti". Concetto che sino ad oggi non è stato facilmente dimostrabile.

copyright © 2005 PR & Marketing Network - Intervista a cura di Alessandro Mirri concessa in esclusiva da Carlo Flora (SitiAllaRadio.it).

lunedì, settembre 05, 2005

Pornoblog e porncasting

Dal numero 60 di Jack (settembre 2005) pagina 130
"I pornoblog E' boom del blog? Non potevano mancare allora i pornoblog, siti che raccolgono discussioni e pensieri in libertà sulle ultime novità in fatto di erotismo, nonché link dove poter vedere materiale a luci rosse gratis. Attenzione però: a volte i diari on line delle studentesse annoiate che raccontano, con eccesso di particolari, la loro vita amorosa sono solo una scusa per spingere i navigatori verso siti a pagamento."
"Il porncasting ... Poteva mancare il porncasting? Sugli stessi programmi che raccolgono i podcast di tutto il mondo, come iPodder, impazzano trasmissioni come Fetish Radio, per gli amanti del genere tacchi a spillo, o Pod-Porn, aperta ai racconti erotici dei navigatori."

Sob, possibile che solo le aziende del porno abbiano appieno compreso le potenzialità dei blog e del podcasting come strumenti essenziali di una campagna efficace di Internet Marketing?

Fabrizio Pivari

venerdì, settembre 02, 2005

Disegna il tuo Sudoku online

Penso abbiate capito che non sono completamente normale.
Più di dieci anni fa feci un'applicazione web per disegnare Quadrati Magici conosciuta da tutti gli esperti di settore (una manciata di professori di matematica amanti di giochi matematici).

Quest estate come tanti mi sono imbattuto nel tormentone Sudoku ed ho avuto un flash: "ma io ho già un'applicazione in grado di disegnare online i Sudoku!".

Quindi ho preso l'interfaccia web della vecchia applicazione e gli ho cambiato il titolo!
Da Design your Magic Square in Design your Magic Square (or a Sudoku) :)
Ovviamente l'applicazione web è totalmente gratuita e senza restrizioni sulle immagine prodotte (è gradito un link di ringraziamento).
Ora potrete utilizzarla per creare immagini jpeg o png da mettere nei vostri siti come questa

Sudoku jpeg made by Design your Magic Square (or a Sudoku) http://www.pivari.com/squaremaker.html

Fabrizio Pivari