venerdì, aprile 29, 2005

Google AdSense in RSS

Google sta testando con LonghornBlogs.com la possibilità di utilizzare AdSense all'interno di un feed. Al momento il test con LonghornBlogs.com è stato fatto con un feed RSS 2.0 e più esattamente il seguente http://www.longhornblogs.com/mainfeed.aspx. Utilizzando FeedReader ecco come viene evidenziato il banner AdSense

Google AdSense banner in un RSS.

Visto che Google possiede Blogger mi aspetto che vengano supportati anche i feed atom, al limite basterà utilizzare i servizi FeedBurner.
Le poche informazioni aggiuntive disponibili sono recuperabili nel seguente articolo http://www.longhornblogs.com/robert/archive/2005/04/26/13905.aspx

Fabrizio Pivari

giovedì, aprile 28, 2005

Blog Business: trasmettere emozioni

I risultati del censimento condotto da Blog Italia sono inequivocabili: il web ospita oltre 150.000 diari italiani, con un trend d'incremento medio mensile superiore al 5%.

Blog Italia rappresenta un punto di riferimento importante per chi fa blog sul web. Un progetto a cui aderiscono diverse importanti realtà del settore che, assieme al servizio blogbar.net di cui ne è strumento di consultazione, ne garantiscono l'affidabilità e una posizione di rilievo nel settore.

Il termine blog deriva dall'espressione web log (solco del web) ed è un fenomeno nato dall'esigenza d'interagire attraverso scambi d'idee, commenti, notizie e di emozioni.

Chi sceglie di aprire un Blog utilizzando una delle piattaforme gratuite di sviluppo presenti in Rete (es.: Blogger, Splinder), lo fa per mostrare se stesso o la propria attività al pubblico in modo da condividere passioni, progetti e (perché no?) la vita di tutti i giorni.

Attraverso il Blog cade la barriera che separa il pubblico dal privato, consentendo a chi partecipa attivamente o a chi si limita ad osservare di avere una visione più umana di chi si propone con parole ed immagini.

Non è un caso che la scelta di aprire un Blog coinvolga sempre più spesso liberi professionisti, manager di aziende ed anche Aziende che scelgono di sfruttare la flessibilità di questo strumento di comunicazione web, sviluppando affari interpersonali che si potrebbero raggruppare nel termine Blog-Business.

Il successo del Blog-Business sta proprio nella possibilità di Comunicare oltre i confini delle formalità, oltre le gessature dei rapporti Azienda - Cliente spesso necessari ma a volte limitativi nella gestione di alcuni aspetti dell'Attività.

Una volta compreso che l'acquisizione e la fidelizzazione di un Cliente non sono vincolati a percorsi di marketing predefiniti, è inevitabile che l'attenzione si sposti verso il Blog. Così accade che il Dirigente d'Azienda o il Giornalista di un importante quotidiano si offra al grande pubblico per promuovere se stesso e, conseguentemente, l'Attività che rappresenta.

Un articolo di Alessandro Mirri

martedì, aprile 26, 2005

Rotary e Internet Marketing

Ringiovanire il Rotary?
Alcune considerazioni di un 'novizio'
La parola rotary era presente nella mia gioventù, come penso sia presente ne ragazzi di oggi.
Rotary è quindi un brand molto forte ed è difficile trovare persone (anche ragazzi) che non ne abbiano mai sentito parlare
Rotary fa parte dell'immaginario collettivo mondiale.

Ora proviamo a chiedere alle stesse persone: cos'è il Rotary? o cosa fa il Rotary?
Sinceramente, prima di diventare rotariano, non avrei saputo cosa rispondere, ed oggi, a quasi due anni di distanza, darei una risposta parziale, legata alla mia esperienza personale di rotariano, ma ogni giorno che passa mi rendo conto che il Rotary è tanto di più.
Si conosce la parola Rotary, ma soprattutto tra i giovani si conosce poco di più.
Avere un brand molto forte è importante e molto difficile, ma pensate cosa succederebbe se chiedendo cos'è Coca-Cola o Ferrari o Versace gli intervistati non sapessero rispondere o rispondessero in modo errato o parziale.

Anche nel nostro club sento sempre più parlare di ringiovanire (o svecchiare) il rotary, pensare nuove strategie, adeguarsi ai tempi, ... è comunque vero che siamo nell'anno del centenario e se da cent'anni esiste il Rotary e i club continuano ad operare vuol dire che le fondamenta sono valide e che la 'formula' è giusta.
Penso che l'unico grosso problema del Rotary, che lo rende 'indietro coi tempi', sia la chiusura in se stesso.

Il quotidiano è caratterizzato più che dal fare dal far sapere che si fa o che si sa fare.

Forse da ragazzo alla domanda cosa fa il Rotary? avrei risposto: "mi è capitato di vedere delle targhe in giro per la città con scritto Rotary".
Questo vale ancora di più per un ragazzo di oggi che difficilmente legge un giornale o la cronaca locale: per loro la parte 'visibile' del Rotary si ferma a poco più di qualche targa.
I ragazzi, i rotariani di domani, usano quotidianamente internet e per loro internet è il 'Massmedia'.

Il problema quindi non penso sia ringiovanire il Rotary, ma soprattutto far conoscere il Rotary, soprattutto ai giovani parlando con il linguaggio dei giovani e usando i media dei giovani.

Questo soprattutto vuol dire: in primo luogo pubblicare su internet tutto quello che ogni club fa quotidianamente, ma soprattutto renderlo visibile.
Ogni club ha a disposizione innumerevoli materiali che dovrebbe rendere pubblici a partire dagli articoli dei bollettini, gli atti (o gli articoli) delle interessantissime conviviali, una descrizione delle più importanti attività svolte.

Se è relativamente semplice pubblicare questi materiali su internet è più complesso cercare di utilizzare un linguaggio giovane e fare in modo che questi materiali siano visibili e vengano letti (utilizzando strategie di Internet Marketing).

Di Fabrizio Pivari, dal Bollettino del Rotary Club di Rovigo Nr. 9 Aprile 2005

giovedì, aprile 21, 2005

Innovativo modo di utilizzare i blog

Il blog è uno strumento molto versatile e la piattaforma fornita da Blogger è sicuramente una delle più complete a livello di funzionalità offerte.

Comunicati-Stampa.com è forse il primo sito al mondo che utilizza Blogger per fornire una piattaforma ad agenzie ed aziende per pubblicare i propri comunicati stampa semplicemente e gratuitamente.
Il servizio attivato il 15 Marzo 2005 è già un successo!

Alcune caratteristiche del servizio offerto:

  • In home page solo presenti solo i comunicati stampa (integrali) della giornata corrente, i precedenti sono automaticamente archiviati e reperibili tramite un archivio settimanale, rimanendo ben visibili (indicizzati) tramite motori di ricerca.
    Se le prestazioni del sistema dovessero degradare in seguito al numero elevato di comunicati stampa presenti si deciderà, in un secondo momento, se eliminare i comunicati più vecchi di un certo numero di anni o di mesi.
  • E possibile introdurre link e loghi e porzione di codice html.
  • Le adesioni sono state numerose e significative: al momento hanno già aderito all'iniziativa e pubblicato: Computer Associates, Sanpaolo IMI, PTC, MicroStrategy, Pleon, Prima Pagina, eurobizz, AxiCom, Sound Public Relations, Sei Gradi, AReté, La Rete per Comunicare, Ogami, Medita, Clavister, Magix Italia, Sms Hosting, ADV Advertiser, Questar, Ingenico Italia, DeveloperEye, Nextitalia, italiaestonia.it, Ghironi, Pivari.com, ADV Magazine, Connecting Managers, Clubinformatica, Circolo Artistico, Tophost, Blue Team 2000, Net.Ex, VitCom, Palomar, b2print, www.studiocappello.it, SCAI, Ehinet.it, Consorzio EuroQualità.
    Hanno dimostrato il loro interesse e pubblicheranno: DinamiKa Consulting, Meroni, Attitudo, Energit, Exwai, Medita, SRI, Fiera Milano International, Gruppo Lavorint, Club del Marketing e della Comunicazione, Party Round, Waitec Italia, VeganItalia.
  • Si stanno stringendo accordi per la veicolazione dei comunicati su altri portali, hanno già aderito: Sassuolo 2000, ADV Magazine, Clubinformatica, Fast Service Informatica, Connecting Managers, Pivari.com che pubblicano automaticamente i 5 più recenti comunicati.
    MisterWebby.com, InfoManager, i-dome, ICTBLOG.it, WebMasterPoint.org, BusinessOnLine riprodurranno i comunicati di interesse attinenti agli argomenti da loro trattati.
    Alcuni articoli verranno pubblicati in Blog Aggregator 3.1
  • E' possibile utilizzare il seguente feed http://feeds.feedburner.com/ComunicatiStampa sia per leggere i comunicati tramite feedreader che per veicolare i comunicati sul proprio sito.
    Chi non ha competenze tecniche e vuole inserire un box con gli ultimi comunicati nella propria pagina può utilizzare il seguente codice
    <script language="JavaScript" src="http://jade.mcli.dist.maricopa.edu/feed/feed2js.php?src=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2FComunicatiStampa&chan=title&num=5&desc=0&date=n&targ=n" type="text/javascript"></script>
    Per personalizzarlo potrete leggere le seguenti istruzioni dettagliate

Fabrizio Pivari

lunedì, aprile 18, 2005

Coolstreaming...E la Champions League è gratis

C’è stato un tempo in cui si scaricava liberamente musica da Internet, liberamente perché non c’erano ancora la legge Urbani, né il “patto di Sanremo”. Nonostante questi provvedimenti il P2P ha continuato e continua ad avere seguaci, e adesso con Coolstreaming, un software che permette di condividere via web i programmi dei network tv stranieri che trasmettono in streaming, certamente ne avrà ancora di più. E’ sufficiente scaricare ed installare sul proprio pc un semplice software – Coolstreaming appunto – per fare letteralmente sharing degli eventi sportivi trasmessi in streaming sul web.

All’estero sono numerose le tv che trasmettono in modalità streaming in rete. In Cina i canali Cctv-5 e Guangdong Sports fanno uso di questa tecnologia per trasmettere la Champions League ad esempio. Coolstreaming sfrutta (letteralmente sfrutta osiamo dire) questi network per “catturare” a “shareare” GRATUITAMENTE gli stessi eventi sportivi che molti altri utenti pagano a caro prezzo.

La community italiana di Coolstreaming si affretta a precisare che il loro software è completamente legale, e questo perché all’estero le leggi sul Copyright sono decisamente più permissive che in casa nostra, ma questo non ci vieta di condannare questo tipo di iniziative.

Scritto da Marco Cajazzo per ClubInformatica

venerdì, aprile 15, 2005

Evoluzione degli standard di ricerca - Parte 2: il target georeferenziato

Definizione
Il target georeferenziato siamo noi tutti. Rapportando il termine al web, ed in particolare ad una campagna pubblicitaria on-line, noi rappresentiamo per le Aziende che hanno investito, investono e investiranno nel settore, l’obiettivo finale da raggiungere in relazione al contesto geografico e sociale in cui viviamo, al fine di offrirci l’informazione localizzata più adeguata alle nostre esigenze. Questo termine si sta diffondendo in seguito agli investimenti delle maggiori aziende operanti nel settore dei motori di ricerca, sia in relazione al web che al mercato del Mobile.

Un piccolo esempio d’informazione localizzata
Ogni programmatore di applicazioni lato-server (PHP, ASP, Cold Fusion, etc.) sa che è possibile risalire (con un certo margine di errore) alla nazionalità di un utente tramite il suo Indirizzo IP oppure (e qui il margine di errore è decisamente elevato) attraverso la “lettura” dei “dati anagrafici” del browser con cui l’utente sta visualizzando le pagine on-line. Lo scopo delle righe di codice deputate alla lettura della Nazionalità può essere, tra l’altro, quello di presentare una pagina web in una determinata Lingua piuttosto che in un’altra, oppure quello di offrire determinate soluzioni, informazioni a seconda del Paese d’origine dell’utente. I siti web che adeguano il proprio contenuto (testo e/o immagini) a seconda della nazionalità dell’utente, non fanno altro che fornire informazioni localizzate che incidono, ad esempio, sull’eventuale fidelizzazione del visitatore o sull’acquisizione di un nuovo cliente.

L’informazione localizzata più diffusa
Maggiori sono i dati a disposizione dell’azienda su un determinato sito web, prodotto o servizio (“l’offerta”) e migliori sono le probabilità d’indirizzare la pubblicità dell’offerta ad un target realmente interessato. Questo vale per qualsiasi tipo di business, a maggior ragione per attività di e-business. Directories “naturali” e le Directories che ordinano l’archivio dei Motori di Ricerca si appoggiano quasi tutti a modelli più o meno simili d’informazione localizzata che, a volte, rappresentano il fulcro dell'intero progetto: directory dedicate a siti web di un solo Paese e suddivisa per canali tematici, oppure directory generiche in cui è possibile filtrare i risultati per Paese oltre che per canali tematici. Ci sono, poi, esempi d’informazione localizzata più specifica basata su questo standard comune, come ad esempio findit.it che permette all’utente di migliorare la resa della propria ricerca utilizzando filtri di ricerca quali “Regione” e “Città”, oppure l’organizzazione degli archivi comunali (es. http://statistica.comune.fi.it/stat_terr/archivi.htm). L’idea che sta alla base dell’informazione localizzata è tutta qui: fornire un servizio economico, veloce e altamente selettivo al fine di soddisfare l’esigenze del cliente nel modo migliore possibile.

Anteprima della Parte 3: La Ricerca semantica
Da quando Google è entrato in borsa (28/07/04) non è più lo stesso. Un nuovo e potente motore, quello economico, spinge Google dove prima non avrebbe mai osato inoltrarsi. L'ambizioso progetto di digitalizzazione del sapere cartaceo ne è la prova concreta.

Si pensi anche a Google Answers, non citato nella Prima Parte di "Evoluzione degli Standard di Ricerca": troverebbe collocazione nella sezione "Sperimentazione", pur essendo appena uscito dalla fase Beta. Fatto sta che è già attivo all' indirizzo http://answers.google.com/answers/ , ovviamente a pagamento, un servizio analogo al P.I.Q.U.A.N.T. dell' IBM.

IBM potrebbe non riuscire mai a costruire uno spider in grado né di comprendere la domanda né di elaborare una propria risposta. Ma la strada è segnata, ed è proprio nel 2004 che ha avuto luogo la svolta.

Google già lavora attraverso giganti mappe semantiche, in cui sono segnate le "concentrazioni" e le "reti" di parole. Diciamo che questo rappresenta un po' lo scheletro di quel che dovrà per forza di cose seguire.

Sicuramente l' ambizione è quella di strutturare un sistema in grado di costruire modularmente un discorso, attingendo fonti da siti differenti. Ma perchè questo sia possibile è necessario che lo spider abbia un' idea chiara di ciò di cui necessita l'utente. Costruire uno spider di questo tipo è un' impresa ardua, che deve confrontarsi con lo storico problema dell' intelligenza artificiale. Ma bisogna essere ottimisti: nei prossimi anni i motori di ricerca subiranno cambiamenti veloci e repentini, e la pagina http://www.google.it/search?hl=it&q=google rimarrà soltanto nei nostri nostalgici ricordi.

Articolo scritto per alVerde.net e Briciole di accessibilità, webmarketing e altro da Alessandro Mirri (advmagazine.net) ed Ettore Sorvino (furbissimi.com).

mercoledì, aprile 13, 2005

Presentati MSN Messenger 7 e MSN Spaces

Microsoft, leader mondiale nella produzione di software, presenta l’atteso Messenger 7 (dopo alcuni mesi di beta testing) insieme ad un nuovo gratuito servizio di Blogging. Il colosso di Redmond sostiene di aver risolto fra l’altro alcuni dei problemi inerenti la sicurezza del suo software di messaggistica istantanea sottoposto ultimamente a pesanti attacchi da parte di worm e phishing, e di aver implementato un nuovo modello di comunicazione P2P come soluzione dei problemi riguardanti l'attraversamento di firewall e proxy.

MSN Messenger 7 rispetto alla precedente versione mette in evidenza videochiamate a pieno schermo e conversazioni audio con VoIP (utilizzabili solo fra utenti MSN, ma escludendo chiamate a telefoni fissi e cellulari), innovativi strumenti di comunicazione realizzati tramite tecnologia Logitech. Fornisce inoltre la possibilità di inviare SMS (3,99 euro per 25 SMS, 6,99 euro per 50 SMS e 19,99 euro per 150 SMS). Il servizio di videochiamata ovviamente richiede connessioni a Internet a banda larga.

Il nuovo servizio di blogging si chiama MSN Spaces e rappresenta la risposta di Redmond a Blogger di Google. Era già stato inserito in versione beta su MSN (dalla fine del 2004 ad oggi sono stati 4,5 milioni i 'blog Spaces' creati). Sarà disponibile in 15 lingue su 30 mercati. In MSN Messenger 7 il blogging prevede maggiore spazio (30Mbytes) con la possibilità di inserire fino a 750 immagini.
Blake Irving, vice presidente del servizi di comunicazione della divisione internet MSN della Microsoft ha commentato: "Ci aspettiamo che questo servizio abbia ampia diffusione fuori dagli Stati Uniti".

MSN 7 prevede nuove icone, anche animate e dotate di sonoro, e sfondi per il client di instant messagging. Inoltre è stato integrato il servizio di ricerca MSN Search che consentirà fra l’altro di condividere i risultati della ricerca con gli utenti con i quali si sta conversando.

La versione in italiano di MSN Messenger 7.0 può essere scaricata da qui

Scritto da Raimondo Graceffa per ClubInformatica

martedì, aprile 12, 2005

Wikipedia: l'enciclopedia di tutti

Wikipedia è un'enciclopedia multimediale e multilingue, completamente gratuita che si è autofinanziata tramite sottoscrizioni e donazioni. L’idea nasce nel 2001 ad opera dei visionari Larry Rangere, Ben Kovitz e Jimbo Wales. Le voci della wikipedia sono realizzate attraverso la partecipazione di utenti volontari animati dalla volontà di condividere il proprio sapere con gli altri. La wikipedia è uno dei più interessanti ed importanti esempi di cultura condivisa in rete.

L’informatico Jimmy Wales (Jimbo) ha prima creato un software per poterla gestire, ha raccolto i finanziamenti e, insieme a Larry Rangere e Ben Kovitz, il 15 gennaio del 2001 ha dato vita all’enciclopedia “di tutti” e non solo “per tutti”.

Il funzionamento è tanto semplice quanto rivoluzionario: non soltanto chiunque può pubblicare on-line il proprio sapere, ma ognuno può anche modificare, correggere ed aggiornare ciò che è stato immesso da altri. Inoltrei contenuti di Wikipedia possono essere consultati, scaricati ed utilizzati da tutti, non essendo coperti da diritto d’autore: Wikipedia infatti si ispira, fin dalle origini, al pensiero di Richard Stallman, bandiera del free software. I contenuti, che spaziano dalla semplice ricetta di cucina alla matematica, dall’informatica alla fisica, dalla filosofia alla storia all’arte, sono liberamente utilizzabili sulla base delle licenze GNU.
Oggi Wikipedia è classificata tra i 200 siti più consultati nel mondo ed ha superato il milione di articoli pubblicati in 90 lingue diverse.
La versione inglese ad oggi ha raccolto più di 480 mila voci, seguita da quella tedesca (che supera le 200 mila voci) e da quella giapponese (102 mila).
La versione italiana di Wikipedia, it.Wiki, conta ben 35 mila voci ed è stata inaugurata verso la metà del 2001. A contribuire a questo ambizioso progetto sono sia utenti comuni (studenti, semplici navigatori, appassionati) che veri e propri esperti: chimici, fisici, informatici, scrittori, fotografi.
Wikipedia per molti aspetti rivoluziona le dinamiche della produzione e condivisione della conoscenza: sono passati più di 250 anni dall’Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des Sciences, des Arts et des Métiers, comunemente chiamata Encyclopédie di Diderot e D’Alembert, composta da 17 volumi di testi e 11 volumi di tavole, e diverse cose sono cambiate. Oggi il sapere non è più raccolto e distribuito solo da autorevoli scienziati, filosofi o giuristi, ma è arricchito e completato da chiunque ritenga di possedere qualche conoscenza che possa essere utile ad altri. Con Wikipedia viene meno la divisione tra chi è autorizzato a produrre il sapere e chi ne usufruisce, tra chi insegna e chi impara, ma, tutti possono partecipare al processo di produzione del sapere: all’insegna della libertà di espressione e della qualità del contenuto.

In molti, all’inizio del progetto, credevano che il modello libero e senza controlli non sarebbe stato in grado di confrontarsi con la qualità delle enciclopedie tradizionali. Invece il progetto è fiorito portando nella rete una ricchezza che va a dimostrare la percorribilità di un modello di costruzione del sapere capace di coinvolgere in modo collaborativo gli utenti della rete. Perfino il grande Umberto Eco ha citato la wikipedia in uno dei sui recenti articoli su Repubblica, legittimando definitivamente l’elevata qualità di questa iniziativa.

Ovviamente la Wikipedia ha dei limiti. Non può e non vuole essere un luogo per ricerche originali, come ad esempio “nuove” teorie, ma intende proporsi come un ambiente nel quale depositare analisi e sintesi di contenuti disponibili altrove. Una voce di Wikipedia non vuole essere un saggio, una teoria, ma una relazione sintetica dalla quale iniziare un percorso di approfondimento.

Esistono altri progetti analoghi, tra cui, per citare i principali:

  • Wikimedia Commons, progetto realizzato per rendere disponibile un archivio centralizzato per immagini, musica, clip musicali, testi ed audiolibri, utilizzati nelle pagine di qualsiasi Wikipedia Project;
  • Wikisource, una raccolta di testi in diverse lingue che sono di pubblico dominio o che sono rilasciati nei termini della licenza GNU General Public License
  • Wikiartpedia, progetto che si pone come obiettivo la ricerca, documentazione e promozione delle arti e delle culture delle reti telematiche attraverso la collaborazione e partecipazione libera degli utenti, promosso dall’ uCAN, un nascente Centro di Ricerche e Documentazione sull’Arte e le culture delle Reti presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara.
  • Wikinews, il sistema di pubblicazione di articoli di attualità aperto ai contributi di tutti, nato nell’ottobre del 2004 con l’intento di essere un Blog distribuito, un giornale dei lettori, una agenzia di stampa indipendente.

Articolo scritto da Andrea Fantini

lunedì, aprile 11, 2005

Il miglior stand del Vinitaly

Quasi nascosto, in un padiglione periferico, in fondo in fondo, ho trovato quello che io reputo il miglior stand del Vinitaly.

Un cubo bianco con un piccolo ingresso con due cerberi, molto gentili, che facevano entrare solo su invito e su invito esclusivo.

Questa la prima impressione che mi ha fatto lo stand S. Pellegrino e Acqua Panna.

Curioso, non mi sono fermato al primo ostacolo e dopo due ore sono tornato forte del fatto che scrivo per VigneVini (e con tanto di rivista in mano presa allo stand di Il Sole 24 Ore Edagricole).
Lo stand tanto era bello fuori tanto era bello e ricercato dentro (qui alcune immagini).
Luci, musica, arredamento, immagini, atmosfera, ospiti tutto super, per non parlare del cibo, vini (Berlucchi, Charles Heidsieck, Villa Antinori, Herederos del Marqués de Riscal Rioja e Rueda), servizio.
Molto nutrito il numero di eventi organizzati.

Ha un senso che il miglior stand al Vinitaly sia quello di un'acqua minerale?
Si, se la si considera una sponsor tecnico. Immaginate una fiera sulle squadre di calcio dove il migliore stand sia quello di un'azienda costruttrice di scarpe tecniche.

Anche se oggi esiste un carta delle acque e bisogna valorizzare il connubio vino di qualità - acqua di qualità, io preferisco vedere S.Pellegrino - Acqua Panna come sponsor tecnico del Vinitaly.
La necessità tra una degustazione e l'altra di utilizzare l'acqua per lavare le papille gustative e farci meglio assaporare il vino successivo. Con vini di qualità, acqua di qualità.

Fabrizio Pivari

martedì, aprile 05, 2005

Fondamenti legali di web marketing

Intervista all'Avvocato Valentina Frediani, Titolare dello Studio Legale Frediani: Le fondamenta di un buon piano marketing, dal brand on-line alle responsabilità di chi effettua e-commerce, passando per la fidelizzazione del consumatore verso le Transazioni on-line, fino ad affrontare uno dei punti meno valorizzati nel commercio elettronico: il contratto on-line.

D: Qualora si intenda sviluppare un progetto di marketing on line, qual è il primo passo da compiere dal punto di vista giuridico?
R: Occorre innanzi tutto ponderare la scelta del nome a dominio con il quale si intende essere rintracciati in rete. La scelta deve tener conto per prima cosa dell’eventuale marchio da noi registrato o in assenza, del nome del prodotto, del servizio o dell’attività che andiamo a promuovere. La scelta del nome a dominio è essenziale sotto il profilo del giusto approccio con il mercato virtuale ma occorre muoversi con cautela onde evitare di incorrere in conseguenze giuridiche inaspettate. Infatti registrare un nome a dominio comporta verificare preventivamente eventuali contestazioni che potrebbero esserci sollevate quando ormai il sito sarà avviato procurandoci danni considerevoli. Non sono isolati i casi di chi, pur legittimato alla registrazione di un nome a dominio, si è ritrovato con il dominio da dover cedere ad altro assegnatario titolare di un marchio cosiddetto forte (ovvero marchio registrato e notorio che incontra tutela rafforzata nel nostro ordinamento). È noto il caso www.armani.it dove il Sig. Luca Armani ha dovuto cedere lo stesso alla Giorgio Armani Casa di Moda, in quanto marchio forte e pertanto meritevole di maggior tutela sul mercato; in altri casi anche la registrazione generica di un nome a dominio si è dimostrata controproducente: nel caso relativo a www.gente.it, il dominio oggetto di controversia è stato assegnato alla rivista Gente in quanto pur in presenza di nome generico, marchio registrato e conosciuto. All’esito di queste controversie l’assegnatario originario è costretto sia ad affrontare le spese relative al risarcimento dei dati (ed ai legali di controparte) oltre alla perdita di visibilità costruita nel tempo proprio grazie agli utenti consolidatisi sulla ricerca di quel nome a dominio. Di contro, qualora si sia titolari di un marchio e verificando in rete che taluno ha registrato il medesimo nome a dominio operando nello stesso settore, potremmo promuovere azione legale sia per la riassegnazione del nome a dominio sia per concorrenza sleale (avendo “cavalcato” il terzo la notorietà del nostro marchio al fine di promuovere prodotti simili provocando confusione sul mercato).

D: Come può il titolare di un sito di marketing on line incentivare la fiducia nelle transazioni on line?
R: Gran parte della sfiducia dimostrata verso il commercio elettronico trae origine dalla insicurezza circa la destinazione dei dati immessi: pensiero comune è evitare sempre e comunque di lasciare, ad esempio, i dati della carta di credito su un form di un sito. Il commerciante allora deve costruire la fiducia mancante attraverso strumenti che consentano innanzi tutto al cyber-consumatore di identificare esattamente l’entità presso cui è interessato all’acquisto. La certificazione è uno dei passaggi dovuti potendo l’utente verificare l’esatto riconoscimento del titolare del sito su cui sta accingendosi ad acquistare. Secondariamente si deve tranquillizzare colui che ci rilascia i suoi dati circa i metodi di protezione degli stessi: mai richiedere la compilazione di form con i dati in chiaro ma abituarsi a fare uso ed a promuovere l’utilizzo della crittografia. Attraverso queste precauzioni si contribuirà anche a ridurre i pericoli derivanti dalle truffe on line che rappresentano una pessima pubblicità per il commercio elettronico.

D: La contrattualista è uno dei punti più oscuri o comunque meno valorizzati nel commercio elettronico. Ma chi intenda proporre dei contratti on line quali elementi deve considerare?
R: Partendo dal principio secondo cui maggior trasparenza contrattuale esiste, meno si incorre in perdita di credibilità o contestazioni, occorre sottolineare che la disciplina contrattualistica si modifica a seconda che si tratti di rapporti commerciali B2B (business to business) o B2C (business to consumer). Infatti, se nei contratti business-to-business le parti possono liberamente determinare i contenuti, la legislazione apporta una tutela rafforzata qualora i destinatari dell’acquisto del servizio o del bene siano i consumatori. In particolare il venditore deve ricordare che nei contratti a distanza il consumatore ha 10 giorni lavorativi di tempo per esercitare il diritto di recesso senza fornire alcuna spiegazione. Inoltre al consumatore devono essere rilasciate preventivamente tutta una serie di informazioni (identità ed indirizzo del fornitore, caratteristiche essenziali del bene, prezzo, modalità di esercizio del diritto di recesso, ecc.). Ed ancora: qualsiasi pattuizione che abbia ad oggetto la rinuncia dei diritti sanciti a favore del consumatore è nulla, come è inderogabile, ad esempio, la competenza territoriale in ordine alle controversie civili, che è sempre del giudice del luogo dove ha residenza o domicilio il consumatore (al contrario del contratto B2B dove le parti possono derogare stabilendo liberamente il Foro competente in caso di controversia).

D: In che tipo di responsabilità può incorrere chi effettua commercio on line?
R: Le responsabilità possono essere di tipo civile o penale. Ma non allarmiamoci perché basta prendere preventivamente in considerazione la linea di condotta da adottare che sicuramente saremo in grado di non incorrervi. Comunque è bene sapere che il negoziante on line è tenuto a rispettare il principio di affidamento. In pratica partendo dal presupposto della sussistenza di fiducia da parte dell’utente che ci visita e acquista presso di noi, occorre adottare misure idonee a proteggere in rete il trasferimento di dati e valori, sia mettere a disposizione dell’acquirente dei mezzi con cui possa contattarci direttamente senza difficoltà di rintracciabilità (attraverso sia una grafica comprensibile sia mediante riferimenti telefonici o e-mail ben evidenti). È centrale la credibilità dell’entità che propone i propri prodotti o servizi. Qualora manchino questi elementi potrebbero crearsi delle responsabilità civili a carico del negoziante on line per lesione del suddetto principio. Nondimeno onde evitare violazione della privacy è obbligatorio inserire informative laddove anche per la sola iscrizione ad una semplice newsletter commerciale, si raccolgano dati del potenziale cliente. Infine, mai utilizzare tecniche di pubblicazione di materiale di altri siti potendo generare confusione nel cliente sia legittimare a rivendicazioni i titolari legittimi del materiale pubblicato.
Dal punto di vista penale, la sicurezza della raccolta dati del cliente può evitare di incorrere in reati di violazione dei dati personali (non adottando misure idonee si possono mettere a disposizione di terzi non autorizzati i dati delle carte di credito dei nostri clienti) e la richiesta preventiva di consenso per promuovere commercialmente i prodotti inviando e-mail, può evitare una denuncia per spamming.

Un articolo di Alessandro Mirri

lunedì, aprile 04, 2005

SMS Advertising: intervista a Luigi De Luca

Intervista a Luigi de Luca, Responsabile Comunicazioni Ehinet S.r.l.: una panoramica sul settore più dinamico del Mobile Business, SMS Advertising, affrontando temi quali l'analisi del Rientro degli Investimenti (ROI), la Tutela dei Dati personali, le tendenze future del Mercato.

D: Oggi, i Mercati dell'Internet e del Mobile interagiscono sempre più frequentemente grazie all'SMS advertising, una realtà ormai consolidata anche qui in Italia.
R: Il potenziale di questo marketing è sempre più alto. Basta vedere come sia sempre in crescita e all'avanguardia il mercato che riguarda i cellulari e le integrazioni tecnologiche tra i vari mezzi di comunicazione. I 'messaggini' ormai hanno sempre più funzioni in invio e ricezione: si comunica con amici e clienti, si ricevono notizie di politica estera e gossip, si può fare solidarietà o partecipare ai reality in tv, si chatta e si compra. Tutto via sms. E' di pochi mesi fa l'ultima invenzione: gli sms premium via 484, equiparabili alle telefonate tipo 899. Oppure, notiamo ancora una cosa: ormai non c'è programma "cult" che non ospiti le strisce in sovraimpressione con gli sms inviati dagli spettatori. Da "Campioni" a "Cronache Marziane", dalla recente new entry di "Domenica In" ai pionieri di "MTV", ormai è tutto un inviare sms per "apparire" - anche così! - in TV... e se non è marketing questo!

D: L'E-Business via SMS e la Tutela dei Dati personali. Quali sono i parametri che un'Azienda può e dovrebbe seguire per sviluppare un Business in linea con le normative vigenti in Italia e nei Paesi dell'Unione Europea?
R: Un paio di anni fa il Tribunale di Berlino emise forse la prima sentenza di condanna per l'invio di SMS pubblicitari non richiesti. In pratica fu applicata la giurisprudenza usata in materia di spam per la posta elettronica. E in Italia? Se mettiamo da parte i celebri/vituperati sms della Presidenza del Consiglio (giusto informare il cittadino di un suo diritto? oppure sbagliato a priori aver inviato l'sms senza consenso?), le aziende serie non scherzano col fuoco e la Legge 31.12.1996 n. 675 a difesa della privacy è rispettata, anzi sembra ormai radicata nel nostro Dna. Questo è un buon segnale: si tratta di una legge giusta, fatta piuttosto bene, quindi basta non infrangerla e già si dimostra serietà e sani principi. Cosa pensereste di un'azienda che vi raggiunge via sms per invitarvi alla dimostrazione di un suo prodotto, senza che ne abbiate fatto richiesta? E' una prepotenza: sarebbe un effetto boomerang, altro che buona comunicazione.

D: Le Campagne Search Engine Marketing, come anche quelle via e-mail, garantiscono la possibilità di analizzare con margine soddisfacente il Rientro degli Investimenti (ROI). Quali sono i metodi per calcolare il ROI di una Campagna pubblicitaria via SMS, e che grado di attendibilità hanno?
R: Non c'è un metodo preciso. Credo che ogni azienda debba valutare da sé i risultati ottenuti in base a delle previsioni reali e studiate non alle aspettative. Spesso si ripongono troppe speranze nel mezzo e magari si rimane delusi da risultati di tutto rispetto che non si sarebbero mai ottenuti con i media tradizionali. I fattori variabili, poi, sono troppi da calcolare: budget, target, tempi, costi, aspettative, congiunture economiche, competitor, ecc... Non resta che provare! I nostri clienti che comprano sms sono soddisfatti e acquistanb con regolarità, ciò vuol dire che hanno dei riscontri nell'uso di questo metodo. Ma vi racconto la mia esperienza: ho fatto questo genere di ADV per la gestione di una discoteca, il mio hobby estivo.
Risultati? Ho avuto ritorni anche del 50%! E come? Con una buona creatività comunicativa - occhio ché è fondamentale! - e un prodotto richiestissimo: divertimento con sconto in periodo ideale. Insomma era un po' sfondare una porta aperta ma posso assicurare che i classici "flyer" (spreco di soldi, carta e tanta immondizia in più...) distribuiti a migliaia per tre giorni a settimana dai pr non avrebbero, e difatti non hanno, mai ottenuto risultati simili.

D: Da esperti del Settore (Mobile, Telecomunicazioni e servizi a valore aggiunto), quale ritenete che possano essere i possibili sviluppi futuri del Mercato Business del Mobile?
R: Integrazione, integrazione, integrazione. Sarà la parola d'ordine del futuro. La tecnologia ci ha semplificato la vita ma aggiunto anche tanti nuovi apparecchi che dobbiamo riuscire a far lavorare tra loro sempre di più.
Automazione dei processi e integrazione viaggiano di pari passo, nell'interesse dell'azienda e del consumatore finale. I costi e i tempi si abbattono notevolmente e la qualità dei prodotti e dei servizi aumenta. Stiamo lavorando con successo per far sì che domani un "click" possa fare ancora di più di quanto già fa.

Un articolo di Alessandro Mirri

venerdì, aprile 01, 2005

Formare e informare in modo interattivo

Oggi sempre più persone si trovano a gestire momenti di incontro e di riunione assembleare; sono formatori, insegnanti, dirigenti scolastici, sindacalisti, dirigenti di azienda.
Sono persone con caratteristiche e profili assai diversi che si scontrano con problemi simili: coinvolgere gli interlocutori, non solo dal punto di vista dei contenuti, ma anche da quello dei metodi.
Esse vorrebbero gestire incontri e riunioni in modo interattivo, ma alla fine si adeguano ad adottare uno stile comunicativo unidirezionale e direttivo, perché pensano che quando il numero degli interlocutori supera le dieci unità sia impossibile adottare modalità comunicative coinvolgenti e motivanti per tutti.
In questo modo i buoni propositi non si trasformano in pratica comunicativa. I contenuti che si vogliono veicolare sono magari innovativi e accattivanti, ma i metodi di trasmissione sono fermi alla solita modalità frontale.
Il metodo con cui si fa formazione e con cui si conducono gli incontri però non è neutro. Attraverso il metodo, infatti, passano messaggi e informazioni importanti. Se io dico che l’opinione di tutti è importante e alla fine parlo solo io, il messaggio che alla fine verrà percepito dai miei interlocutori sarà quello espresso in modo non verbale.
Con il metodo frontale; il formatore, il relatore il coordinatore parla e i destinatari ascoltano e prendono appunti. Chi utilizza questa modalità pensa, a volte, di essere innovativo nel momento in cui fa uso di nuove tecnologie informatiche; esse consentono di rendere gli incontri più avvincenti e meno pesanti, ma alla fine protagonisti di questi incontri rimangono sempre i relatori, i loro messaggi e non i loro interlocutori.
Esistono per fortuna strumenti comunicativi che consentono di realizzare il cambiamento di prospettiva che in molti auspicano.
Il metodo oggi ritenuto più efficace nella gestione di incontri, corsi di formazione, riunioni assembleari è quello che mette invece i destinatari nelle condizioni di partecipare attivamente al processo di apprendimento e/o di produzione di idee.
È un metodo esperienziale efficace perché aumenta la motivazione all’apprendimento e alla partecipazione di chi è destinatario di un messaggio.
È un metodo adatto sia a situazioni in cui l’emittente vuole far apprendere in modo significativo e autentico nuovi contenuti, sia a situazioni in cui chi coordina un incontro ha l’obiettivo di coinvolgere, ascoltare, far nascere nuove idee, abbozzare soluzioni di problemi.
È perciò un metodo che potrebbe essere utilizzato con successo da insegnanti, formatori, animatori, ma anche da dirigenti scolastici (gestione di collegi dei docenti), sindacalisti (gestione di riunioni sindacali), dirigenti di azienda (gestione di riunioni con soci e/o con il personale).
Il metodo esperienziale consente di apprendere coinvolgendo e di coinvolgere aumentando l’apprendimento.
Esso è un metodo la cui efficacia è dimostrata da moltissime esperienze concrete, ma ancora poco conosciuto e poco utilizzato.
La modalità esperienziale di gestione di incontri e riunioni si ispira ad una rilettura leggermente modificata dei principi fondamentali del Cooperative Learning, che è una modalità di gestione di grandi gruppi (da 9 a 100 persone) attraverso il lavoro in team (piccoli gruppi, da 2 a 5 persone).
Utilizzando questi principi fondamentali è possibile strutturare incontri, riunioni assemblee e percorsi formativi in modo da renderli coinvolgenti ed efficaci.

Proviamo ora, in modo schematico, a rendere esplicite le differenze tra un incontro organizzato secondo il metodo tradizionale e un incontro organizzato tenendo presenti le indicazioni del Cooperative Learning.
Percorso tradizionale
(al centro è il messaggio)

1. Il formatore introduce l’argomento che ha intenzione di trattare.
2. Il formatore, aiutandosi con una serie di slide, lucidi, diapositive o filmati espone i concetti fondamentali arricchendoli con esempi legati al vissuto dei destinatari.
3. Il formatore conclude e rilancia.
4. Dibattito finale nel corso del quale intervengono quasi sempre le stesse persone.

Percorso esperienziale
(al centro è il destinatario)
1. Il formatore organizza una attività (individuale, a coppie e in piccoli gruppi) per stimolare la conoscenza reciproca dei corsisti e per conoscere le aspettative dei partecipanti rispetto al percorso da lui ideato.
2. Il formatore identifica i materiali, tra quelli da lui preparati in precedenza, da somministrare ai suoi destinatari.
3. Il formatore divide i suoi destinatari in piccoli gruppi di studio e di approfondimento. (Il lavoro è sempre prima individuale e poi di gruppo).
4. Il formatore raccoglie le impressioni dei destinatari e dà il via ad un breve confronto all’interno del grande gruppo.
5. Il formatore rinforza i concetti non ancora del tutto chiari.
6. Il formatore conclude e rilancia
Nel primo caso il formatore, costantemente al centro dell’attenzione, deve essere un esperto della propria materia, del proprio argomento e deve essere abile nell’esporlo secondo un percorso narrativo avvincente. Nel secondo caso il formatore diventa un progettista di attività e un ricercatore di materiali da sottoporre ai suoi interlocutori. Durante l’incontro suo compito diventa anche quello di osservare e raccogliere appunti per modificare in itinere il canovaccio preparato in precedenza.
Il destinatario nel primo caso è passivo e deve trovare (se vuole) sempre nuove strategie per tenere alta la propria attenzione (prendere appunti, fare domande…). Nel secondo caso è attivo ascolta, legge rielabora, espone) perché inserito in una vera e propria esperienza di condivisione di idee e conoscenze.
Paolo Scorzoni
Lindbergh formazione & consulenza
www.abilidendi.it

Bibliografia di riferimento