lunedì, febbraio 28, 2005

La forza della Posta elettronica (EMail Marketing Parte 1)

L’e-mail Marketing rappresenta uno degli strumenti più diffusi di direct marketing via Internet.
Il potenziale di una e-mail è unico:

  • un messaggio di Posta elettronica non richiede (salvo casi eccezionali) una risposta immediata, consentendo al destinatario di sviluppare la risposta più adeguata a mente fredda e dopo un’attenta analisi del contenuto dell’e-mail.
  • un messaggio e-mail è creato specificatamente per il destinatario (o il gruppo di destinatari) permettendo una personalizzazione pianificata del messaggio mirata ad ottenere la maggior attenzione possibile del lettore.
  • un messaggio e-mail è tutelato dalla Legge sulla Privacy, rappresentando quasi una sorta di confessionale telematico in cui gli unici riferimenti sono il mittente ed il destinatario.

L’e-mail Marketing diventa quindi uno strumento di cui un’azienda che opera su Internet non può fare a meno. Si tratta però di uno strumento complesso in quanto basato unicamente sull’iterazione mittente-destinatario, la cui scorretta gestione inficia l’immagine di un’Azienda con poche (ed improbabili) possibilità di appello.

Quanto più uno strumento è complesso, tanto più è necessario avere una chiara comprensione delle componenti che lo caratterizzano.
Il nostro strumento (e-mail marketing) può essere suddiviso in 5 componenti:

  1. messaggio di Posta elettronica
  2. legge sulla privacy
  3. destinatari validi
  4. frequenza e periodicità
  5. capacità d’investimento

L’applicazione corretta di queste Componenti determinerà lo sviluppo di una buona Campagna di e-mail marketing attraverso una scelta di obiettivi validi, ed un affidabile monitoraggio delle risposte (ROI).

Prima di procedere nell’analisi delle singole componenti, è opportuno sottolineare un punto fondamentale: sebbene l’e-mail marketing sia uno strumento molto potente in mani esperte, è sconsigliabile affidarsi al metodo del “fai da te” dove tutti gli oneri e le responsabilità cadono su un’unica persona.

Ogni Componente necessità di riferimenti professionali dedicati.
Questi riferimenti a volte sono reperibili all’interno della propria Attività, altre volte sono rappresentati da partners esterni affidabili, competenti e professionali.

Un articolo di Alessandro Mirri

giovedì, febbraio 24, 2005

Wiki e progetto elenco redazioni

Può un Wiki rappresentare un utile strumento per una strategia di Internet Marketing?
Non lo so!
Sicuramente per alcuni progetti, dove si vuole coinvolgere la partecipazione attiva dei navigatori, solo un Wiki è uno strumento adeguato e lo dimostra la Wikipedia.

A livello di siti aziendali un Wiki dovrebbe essere utilizzato (con un opportuno controllo) per le FAQ (Frequently Asked Questions).

Se i blog sono il fenomeno, i wiki sono ancora nel limbo alla ricerca di una vera area di utilizzo.
Per questa ragione ne abbiamo aperto uno con un nuovo progetto scomodo.
Per creare il nostro wiki ovviamente non abbiamo installato il software ma abbiamo scelto un portale che ci fornisse la possibilità di crearlo e provarlo: SeedWiki.
Ed ecco il nostro nuovo progetto http://www.seedwiki.com/wiki/redazioni_principali_riviste_e_portali/: costruire un elenco contenente informazioni sulle principali redazioni italiane di riviste e portali.
Abbiamo iniziato ad introdurre alcune informazioni relative all'ambito dei Cellulari.
L'esito di questo progetto (ovvero la vostra partecipazione) ci dimostrerà se un Wiki può essere uno strumento aziendale e uno strumento di internet marketing!

Fabrizio Pivari

martedì, febbraio 22, 2005

Da Blog a Giornale online: come?

Il blog è uno strumento semplice e utilissimo, ma soprattutto nel caso in cui il progetto che utilizza il blog cresca ha ancora dei grossi limiti.
Probabilmente il limite più grosso è costituito dal fatto che da diario internet si può trasformare in rivista online ma non in giornale online.

Cosa potrebbe trasformare un blog (esaminerò Blogger) in un vero giornale online?

  • Dal punto di vista di impaginazione grafica è molto versatile e sapendo utilizzare bene i CSS (o cercano in rete tra i vari CSS messi a disposizione) si può veramente personalizzare l'impaginazione. Inoltre si può decidere tra tutte le funzionalità offerte quali utilizzare e dove metterle.
  • In blogger è presente la funzionalità di pubblicazione multipla, ovvero si può dare a terzi la possibilità di pubblicare articoli sul proprio blog e, mantenendo i privilegi di amministratore, si possono sempre modificare o cancellare. Con questa funzionalità si trasforma il blog in una rivista online
  • Manca la possibilità di attingere ed integrare articoli terzi via feed. Ovvero se trovo un articolo interessante posso citarlo o riportarlo semplicemente magari utilizzando la funzionalità inglobata nella Google Toolbar ma si tratta di un'azione manuale. Sarebbe fantastico poter selezionare più feed e nel caso di un articolo di rilievo riportarlo integralmente con un semplice click.
    Questo trasformerebbe un blog in un vero giornale online in grado di attingere semplicemente da agenzie fidate.
    Così potrei gestire un blog paragonabile a The Instablog di Cristiano Cicconi.
  • Ancora meglio se vi fosse la possibilità con un click di avere lo stesso quotidiano con tutti i link funzionanti in formato pdf, così da generare un giornale come Il Foglietto.
  • Ora mancherebbe solo la possibilità di gestire una lista di email a cui mandare il giornale in formato pdf o le ultime 5 news, per chi non utilizza ancora i Feed Reader.

Fabrizio Pivari

venerdì, febbraio 18, 2005

Google: Maps e Toolbar

Recentemente Google aveva reso disponibile il servizio Google Maps con la cartografia di TeleAtlas.

Sicuramente un buon servizio, ma limitato agli Stati Uniti e simile a servizi analoghi forniti da altri.
Strana strategia per Google!

E' appena uscita la Google Toolbar beta 3 e tutto si spiega!

Nella nuova toolbar ci sono tre nuove funzionalità: SpellCheck, WordTranslator, AutoLink.
Autolink permette andando su una pagina contenente indirizzi statunitensi di rilevarli e creare un link sulla pagina che rimanda alla mappa relativa su Google Maps!

Di seguito potete vedere un'immagine esplicativa con un indirizzo (solo statunitense, visto che le mappe sono solo statunitensi) rilevato, tramite il browser si vedrà un link con il cursore tipico stile Google. Cliccando il link si andrà sulla relativa mappa.
Google Autolink

Google ha tirato fuori dal cilindro un nuovo coniglio!

Ma tutto non è ancora rosa e fiori. Ho provato questa nuova funzionalità con la seguente pagina http://www.ewu.edu/x368.xml.
Di tutti gli indirizzi presenti (presumo tutti corretti) ne ha rilevati solo due!

Fabrizio Pivari

mercoledì, febbraio 16, 2005

Feed e feed reader: alcune considerazioni

Non guardo quasi mai le statistiche (basate sui log di accesso) relative al sito Pivari.com, ma ieri le ho analizzate ed ho notato due fatti curiosi utili per alcune considerazioni sui feed e i feed reader.

In primo luogo quale pensate che sia il file più scaricato del mio sito?
In un sito ben bilanciato dovrebbe essere index.html. Nel caso si usino i css, come nel mio sito, dovrebbe essere il file con le regole CSS (pivari.css). Prima sorpresa: pivari.css è in seconda posizione, index.html è in terza posizione.
In prima posizione con un numero di download 4 volte superiore c'è /briciole/atom.xml (il feed del Blog Briciole di accessibilità e webmarketing) nonostante stia consigliando di utilizzare il feed http://feeds.feedburner.com/BricioleWebmarketing

Seconda osservazione: quale pensate sia la lista dei browser più utilizzata?
Primo Internet Explorer (niente di nuovo), secondo Netscape (penso che in questa voce vi siano anche Mozilla e Firefox) con la metà degli hit!, e terzo?
Io pensavo uno spider di un importante motore di ricerca (Yahoo o Google o MSN).
No, terzo http://www.rssreader.com!
Un feed reader!

Alcune considerazioni:

  • Perché il feed risulta così letto? Non conosco bene il funzionamento dei feed reader (client e web) e dei feed aggregator ma se sono configurati per verificare ogni tempo prefissato (ad esempio ogni ora) che il feed non sia stato aggiornato ecco spiegato l'incredibile numero di hit.
  • Più interessante è che un feed reader risulti al terzo posto come browser per consultare il mio sito.
    Questo conferma quello che è da sempre la mia ipotesi: se si ha un sito, bisogna avere un feed perché è uno strumento validissimo sia per la fruizione tramite feed reader che per la divulgazione tramite feed aggregator.
  • Nel caso io riesca a fare business con le mie pagine (tramite banner o Google AdSense o ...) un feed non può diventare un strumento che mi toglie business?
    E' un problema reale ma il telecomando ha tolto business alle televisioni? e successivamente le riviste (o televideo) con la programmazione televisiva?
    Non si può misurare l'importanza di un sito solo con gli hit!
    E' meglio che un navigatore sfogli 100 pagine o ne legga una sola con interesse?
    Teniamo comunque presente questa semplice soluzione: facciamo almeno due feed, uno, nascosto, contenente l'informazione totale che verrà passato solo ai feed aggregator di interesse, uno, pubblico, contenente solo i primi 100 o più caratteri che obbligherà a leggere l'articolo intero sul sito di riferimento.

Fabrizio Pivari

mercoledì, febbraio 09, 2005

Creative Commons some rights reserved

Il concetto di Commons trova radici nella storia anglosassone: è "common" ciò che non appartiene ad un individuo, ma alla collettività. Ogni membro della comunità ha diritti e responsabilità rispetto al bene comune.
Ad esempio, in un villaggio di pastori il prato adiacente al villaggio può essere considerato una proprietà comune di cui ogni membro può fare uso in misura proporzionale alle proprie necessità, senza speculare od accumulare le risorse messe a disposizione dall'intera comunità.
L'aria che respiriamo è una risorsa comune, un chiaro esempio di "common". Garnett Hardin (Università della Colifornia, San Diego) nel 1968 mette in dubbio la reale utilità dei common con "the tragedy of the commons". In un ambiente ristretto, in cui le risorse sono scarse, la logica dei Commons produce la propria rovina ed il decesso di coloro che dipendono da essa per il proprio sostentamento. Gli individui sono portati ad utilizzare la risorsa comune in misura superiore a quanto spetterebbe loro, fino ad esaurirla.
The tragedy of the common appare realistica nella gestione comune di risorse materiali, fisiche, che tendono ad esaurirsi, ma non riguarda le informazioni.

Nell'era dell'informazione, la replicazione e la condivisione della conoscenza non la esauriscono e non ledono la sua qualità. Molti economisti, tra i quali Negroponte in "Essere digitale" Carl Shapiro e Hal Varian in "Information Rules" e Enzo Rullani in "La fabbrica dell'immateriale" spiegano come l'informazione presenti una struttura di costi differente rispetto ai beni materiali: produrre l'informazione ha costi elevati, ma una volta prodotta i costi di replicazione e condivisione tendono a zero.
A differenza di quanto avviene per i beni materiali, per l'informazione e tutti i beni immateriali non vi è un limite fisiologico allo sfruttamento e alla diffusione, quindi le informazioni non sono soggette alla Tragedy of the Commons.

Negli Stati Uniti, prima del 1976 le opere creative non erano protette da copyright, a meno che gli autori non ne facessero esplicita richiesta, quindi le opere non protette risultavano di pubblico dominio. In seguito a modifiche legislative, introdotte tra il 1976 e 1988, le opere creative sono automaticamente tutelate da copyright. Oggi ogni opera creativa è protetta dalla nascita da copyright e l'autore che desidera non esercitare le restrizioni consentite dalla legge deve dichiarare e comunicare la propria intenzione a rendere di pubblico dominio la propria opera.
L'assunto della legge americana è che la maggioranza degli autori voglia proteggere la propria opera creativa, ma nell'era di internet, della facile pubblicazione e distribuzione, questo assunto può apparire discutibile.

Creative Commons è un organismo no profit americano nato con lo scopo di promuovere e incrementare la condivisone e l'utilizzo da parte di terzi di opere creative nel pieno rispetto delle leggi esistenti.
Il progetto Creative Commons (CC) è nato allo scopo di offrire una protezione più flessibile alle opere di ingegno tutelate dal diritto d'autore e contemporaneamente di favorire la diffusione di contenuti creativi attraverso strumenti di facile e libero utilizzo. Le "CC" sono pensate per differenti discipline intellettuali quali la musica, la cinematografia, la fotografia, la letteratura e la produzione generica di testi o di altri contenuti creativi.
Il sito web Creative Commons permette a chi detiene diritti di copyright di liberare le proprie opere creative di alcuni di questi diritti permettendo ad altri di utilizzarle in parte o pienamente attraverso vari tipi di schemi di licenze. L'intenzione è quella di evitare i problemi che derivano delle consuete leggi di copyright che frenano la diffusione e la condivisione delle informazioni.
Creative Commons è stato creato ufficialmente nel 2001 negli Stati Uniti da Lawrence Lessing che pubblicò il set iniziale di licenze Creative Commons il 16 dicembre 2002. All'avvio del progetto le licenze sono state pensate per la legislazione americana, successivamente è stato avviato il progetto iCommons (International Commons) con lo scopo di adattare le licenze CC alle legislazioni delle varie nazioni.
Offrire il proprio lavoro sotto una Creative Commons licence non significa cedere il proprio copyright, ma offrire alcuni diritti a condizioni ben definite che liberano in parte i diritti che proteggono le opere creative, permettendone una migliore distribuzione e diffusione senza togliere la paternità o altri diritti a coloro che le hanno create.

Le licenze si basano su quattro definizioni chiave:
Attribution- (by): è permesso copiare e distribuire l'opera ed i lavori derivanti da questa con l'obbligo di citarne l'autore originale;
Esempio: Anna pubblica una sua fotografia con la licenza Attribution, perché vuole che chiunque la usi nel mondo le riconosca i suoi crediti, la paternità della foto. Mario trova la foto di Anna online ed è intenzionato ad usarla come sfondo dell' home page del suo sito. Mario pubblica nel suo sito la foto di Anna ed indica chiaramente che l'autore della foto è Anna.
Non Commercial- (nc): è permesso copiare e distribuire l'opera ed i lavori derivanti da questa solo per scopi di natura non commerciale;
Esempio: Luca pubblica una sua fotografia con una licenza Noncommercial. Camilla incorpora una parte della foto di Luca in un poster con altre immagini. Camilla non è autorizzata a vendere il poster senza l'autorizzazione di Luca.
No Derivative Works- (nd): è permesso copiare e distribuire soltanto copie identiche dell'opera, non sono ammessi lavori che derivano dall'opera o basati su di essi;
Esempio: Sara decide di pubblicare le sue canzoni attraverso una licenza No Derivative Work. Marco vuole mixare parte della canzone di Sara con un suo pezzo per creare una nuova canzone. Marco non può utilizzare la canzone di Sara senza il suo permesso.
Share Alike- (sa): è permesso distribuire lavori derivanti dall'opera solo se distribuiti con licenza identica a quella concessa con l'opera originale.
Esempio: la foto di Luca è disponibile online secondo i termini delle licenze Noncommercial e Share Alike. Camilla vuole utilizzare la foto di Luca in una sua opera d'arte e le due licenze che coprono la foto le impongono di diffondere il suo lavoro con gli stessi termini a cui Luca le aveva concesso la foto.

Per altri esempi andare al sito creativecommons.org o a questo link: http://creativecommons.org/about/licenses/examples

Queste quattro definizioni possono essere combinate tra loro per costituire licenze composte, ad esempio"CC by-sa" (Creative Commons attribution - Share Alike).

È inoltre possibile rendere la propria opera creativa di pubblico dominio, cioè non coperta da copyright, ma appartenente alla comunità. Le opere di pubblico dominio possono essere utilizzate, modificate e distribuite da chiunque.

Per promuovere questo nuovo modo di pensare la condivisione e distribuzione della creatività, Creative Commons, in collaborazione con la rivista americana Wired, lo scorso settembre ha organizzato un concerto a New York seguito da un concorso: "The Fine Art of Sampling". L'iniziativa prevede che i partecipanti attingano alle canzoni di vari gruppi musicali (tra cui i Beastie Boys, David Bowie e i Public Enemy) presenti in un cd distribuito con la rivista lo scorso novembre. Lo scopo del concorso è di accrescere le possibilità di creare musica manipolando suoni già registrati da altri artisti ma senza sottrarre loro le dovute royalties, attraverso l'utilizzo di licenze Creative Commons.
Il concerto è stato organizzato anche per presentare le nuove licenze Creative Commons dedicate alle opere di ingegno musicale:
Sampling-(Campionamento): i brani musicali distribuiti sotto questa licenza non possono essere copiati e diffusi nella loro interezza, ma possono essere utilizzati per il campionamento, cioè parte di questi brani può essere utilizzata per creare una nuova opera musicale. Le opere derivate possono essere usate per fini commerciali a meno che non vengano utilizzate all'interno di messaggi pubblicitari.
Sampling Plus: i brani distribuiti sotto questa licenza, oltre a poter essere utilizzati per la realizzazione di nuove opere musicali, possono essere utilizzati nella loro interezza per scopi non commerciali anche attraverso percorsi peer to peer.
Noncommercial Samling Plus: questa licenza, a differenza delle precedenti, pone un vincolo sul campionamento, che può essere realizzato solo per scopi non commerciali, cioè per realizzare opere derivate da distribuire gratuitamente.
Esempi di musicisti che hanno dichiarato "alcuni diritti riservati":
Il Progetto Opsound: Opsound è un insieme di canzoni realizzate grazie al contribuito di artisti provenienti da svariate parti del mondo. Chiunque può utilizzare e rimescolare a patto che le tracce risultanti vengano rilasciate al mondo sotto gli stessi termini di libertà.
Magnatune: è un'etichetta discografica che rilascia le musiche realizzate dagli artisti che rappresenta attraverso licenze Creative Commons.
CopyDOWN: è un sito italiano che promuove la libera circolazione della conoscenza in cui è possibile trovare una buona quantità di brani musicali sotto licenza creative commons e una serie di iniziative coraggiose che spingono alla condivisione della musica attraverso licenze cc.
Creative Commons CD: il primo cd realizzato dalla Creative Commons e rilasciato a febbraio 2003.
Da segnalare la disponibilità di spazi web gratuiti per la pubblicazione del proprio lavoro sotto licenza Creative Commons. All'interno del sito creative commons.org, nella sezione puplish, ci sono le indicazioni e i suggerimenti specifici in relazione alla tipologia di opera creativa che interessa pubblicare: musica, video, testi.

Articolo scritto da Andrea Fantini, pubblicato in Javaopenbusiness.com

giovedì, febbraio 03, 2005

Come agevolare la lettura di feed

Come possiamo agevolare la lettura dei nostri feed?
Il modo tradizionale è evidenziare con la seguente immagine XML feed il link al proprio feed.

Nel caso di un feed nudo come il seguente http://www.pivari.com/rss.xml il browser lo farà vedere come se fosse un testo
Ma è possibili rivestirli di una semplice interaccia grafica in modo che siano visibili anche tramite un browser.
Ad esempio i feed generati da Blogger sono di questo tipo: http://www.pivari.com/atom.xml
Il trucco?
Associare al feed un CSS: nel caso di Blogger: <?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?>

Il CSS (con un XSL) può essere fatto così bene come nel caso di FeedBurner da far pensare al navigatore inesperto di navigare una normale pagina html http://feeds.feedburner.com/BricioleWebmarketing

Come fare in modo che il browser riconosca che non è un formato di sua competenza (vi sono plug-ins di browser che sono anche degli ottimi feedreader) e passi il tutto al feedreader (o a webreader) senza dover fare copia e incolla?
Le strade sono varie (ti basterà sostituire FEED_LINK con il link del tuo feed http://...):

  • I più famosi feedreader iniziano a supportare feed://FEED_LINK
  • Nel caso di famosi webreader (citerò solo due esempi):
    • Con My Yahoo! si usa la seguente immagine Subscribe with My Yahoo! e il seguente link speciale http://add.my.yahoo.com/rss?url=FEED_LINK
    • Con MY MSN si usa la seguente immagine Subscribe in My MSN e il seguente link speciale
      http://my.msn.com/addtomymsn.armx?id=rss&ut=url=FEED_LINK&
      tt=CENTRALDIRECTORY&ru=http://rss.msn.com

Immaginate un sito che abbia molti rss come ad esempio una rivista che ha un rss per ogni diverso argomento.
Qualche tempo fa si parlava d OPML come formato in grado di raccogliere feed e quindi di permettere semplicemente la selezione del feed desiderato.

L'approccio deve essere più semplice!
Così come un motore di ricerca viene a conoscenza dell'esistenza di tutti i feed tramite l'inserzione in una pagina html del tag <link rel="alternate" type="..."... così il browser o almeno i feedreader devono essere in grado da una pagina html di passare al feedreadr o estrarre tutti i feed presenti e di proporre la loro sottoscrizione.

Purtroppo su questo punto RSS e atom hanno due approcci diversi!
Per RSS si inizia a parlare di USM (Universal Subscription Mechanism) per atom meglio leggere How To Use Mime-Types To Get Your Aggregator To Subscribe To An Atom Feed
Quando avremo un vero standard?

Fabrizio Pivari