giovedì, novembre 17, 2005

La risposta italiana a Skype fa Skypho

Non me ne vogliano gli “informatici eclettici” di Eutelia, ma la possibilità di giocare con il nome da loro scelto per il nuovo servizio di VoIP era troppo allettante. Ebbene, come segnalato nell’articolo di Dario Bonacina (fratello del sottoscritto, n.d.r.), l’azienda di telecomunicazioni di Arezzo, società quotata in Borsa, ha appena lanciato un nuovo servizio con tariffe piuttosto interessanti.
Non parlerò, però, qui delle caratteristiche di Skypho, già ampiamente illustrate con maestria e perizia dall’autore sopra citato (e qui verrò tacciato di facile piaggeria, ma infatti è proprio così), ma di temi inerenti il marketing di prodotto. Skypho è, infatti, un tipico esempio di servizio nato e promosso in un ambiente esclusivamente e squisitamente tecnologico. I laboriosi informatici di Eutelia, avrebbero dovuto essere accompagnati, al termine del loro viaggio di sviluppo, da altrettanto dinamici consulenti di marketing, che li avrebbero dissuasi dal battezzare un servizio con questo nome. Le cui motivazioni, peraltro, non convincono affatto. Si legge infatti sul sito: “Il giorno in cui il progetto prendeva forma, un temporale sovrastava la sede di Eutelia ed i fulmini colpivano il traliccio in ferro che la domina; da qui il nome Skypho quale diminutivo di Sky Phone (telefono del cielo)."
Non stento a credere che sulla home page di Eutelia non appaia il lancio di Skypho, quasi a intendere che lo si voglia allontanare dai riflettori. Dal momento che ho la presunzione di scrivere un blog che ha anche una funzione educativa, snocciolerò alcuni pratici consigli a l’americaine a vantaggio di tutti i tecnologi che provano un prurito alle mani quando si interfacciano con gli addetti del marketing:

  • metti a freno l’entusiasmo di avere finalmente in mano il prodotto finito. Ora comincia un lavoro altrettanto difficile di promozione, nonché di mantenimento. È richiesta una pianificazione e un po' di pratica di organizzazione: vendere un prodotto non è un'attività che si improvvisa. Cosa penseresti se tutti gli sforzi che hai profuso nella creazione di qualcosa venissero vanificati da una campagna di vendita fallimentare?
  • non affidare mai il nome, che è un brand a tutti gli effetti, a un “eclettico tecnico informatico” senza infarinature di marketing;
  • puoi scegliere per il tuo prodotto un nome spiritoso, ma non grottesco. Terminologicamente c’è una grande differenza tra i due vocaboli, sebbene possano sembrare vicini tra loro. Lo spiritoso è ammiccante, il grottesco turba. Nell’esempio in questione Skypho mi sa tanto di presa per i fondelli;
  • non presentare un prodotto con frasi prive di effetto come "È un progetto nato dalle menti sconvolte di alcuni informatici eclettici di Eutelia spa". Raccoglierai simpatie tra gli addetti ai lavori, non tra il grande pubblico. Per pensare a come strutturare un messaggio, mettiti nei panni dell’utente a cui è rivolto: cosa possono pensare un avvocato, una casalinga di Voghera qualsiasi, un giornalista, un tecnico meccanico, un impiegato amministrativo, quando leggono quella frase? Vedo già le loro espressioni perplesse.
  • mai creare un brand che fa il verso al nome di un prodotto concorrente. Verrai identificato subito come un follower, uno che sta dietro, anzi, peggio, che vuole stare dietro. Ma non solo. Tutti penseranno a te come a un gregario, perché non stai facendo altro che far pubblicità a Skype. Se il servizio si fosse chiamato, supponiamo, EuPhone, l’utente ha meno possibilità di collegarsi mentalmente a Skype quando pensa al suo nome.
  • Rivolgiti pure a me se hai bisogno di un ausilio. Tariffe scontate per chi legge conneXioni

Stefano Bonacina - conneXioni

2 commenti:

Luca Tonello ha detto...

Letto alla veneta...
skypho si legge skifo....

mai scelta fu meno oculata

Anonimo ha detto...

Caro Luca Tonello, è proprio questo che intendeva dire il buon Bonacina. Non solo in veneto ma anche in inglese.