mercoledì, marzo 02, 2005

4 domande sull'e-mail marketing, risponde Francesco Fabbri

Intervista a Francesco Fabbri (eMailers.it): l'e-mail marketing visto attraverso gli occhi di un professionista, toccando argomenti chiave del settore come le liste e-mail opt-in, le e-mail commerciali, i mercati illegali e lo spam.

D: Qual è la vera forza dell'e-mail marketing?
R: La vera forza dell'email marketing è che consente di raggiungere l'utente finale in tempi rapidi e a costi-per-contatto molto bassi, rappresenta inoltre un mezzo che permette di mettere in contatto chi è interessato a un determinato prodotto/servizio con chi lo fornisce, in una sorta di canale di business "a richiesta".

D: E' meglio acquistare o affittare una Lista E-Mail?
R: Non ho mai preso in considerazione l'ipotesi di acquistare una lista email, sarebbe come acquistare un'automobile dopo che mi hanno tolto la patente a vita... intendo dire che acquistando una lista a mio avviso non si acquista anche il diritto di poter inviare proprie email commerciali agli iscritti, in quanto quest'ultimi hanno dato il consenso al titolare della lista, si fidano di lui e accettano di buon grado messaggi inviati solo da lui (anche se magari contenenti offerte di terzi).
Direi dunque che fra la due opzioni solo l'affitto di una lista email può essere considerata un'azione di marketing corretta e professionale.

D: In che modo si potrebbe frenare il proliferare del mercato illegale delle Liste E-Mail?
R: Sinceramente non conosco approfonditamente il fenomeno (aldilà delle solite email dall'estero con l'offerta di CD contenenti milioni di indirizzi...), io quando affitto liste per i nostri clienti prendo in considerazione esclusivamente soluzioni opt-in verificate e che abbiano dei requisiti ben precisi; ammetto comunque che non si tratta assolutamente di un mercato semplice e richiede senz'altro una certa esperienza e buone competenze in merito.

D: L'incremento della pratica dello Spamming potrebbe mettere a rischio il settore dell'e-mail marketing?
R: Sicuramente lo spamming rappresenta attualmente per l'email marketing opt-in un grosso problema (ma direi per tutto lo sviluppo di Internet in generale), e se il fenomeno non invertirà a breve il proprio trend di crescita dovranno forzatamente essere presi dei rimedi a livello internazionale per combatterlo seriamente, altrimenti potrebbe anche essere messo a rischio l'utilizzo profittevole della posta elettronica, che rappresenta per tutti un importante e valido mezzo di comunicazione.

Intervista concessa da Francesco Fabbri (eMailers.it)
copyright © 2005 ADV Magazine

5 commenti:

Anonimo ha detto...

A parte il fatto che "qual è" si scrive senza apostrofo, se un utente autorizza anche la cessione dei propri dati è perfettamente possibile vendere la lista dei propri iscritti.

Fabrizio Pivari ha detto...

Corretto "qual'è", farò una tirata d'orecchie ad Alessandro. Vera anche la seconda osservazione. Forse per dare più attendibilità al tutto bastava solo un commento non anonimo.
Grazie
Fabrizio

Stefano ha detto...

Io suggerisco di puntualizzare e suddividere l'email marketing in due filoni principali: quello dei messaggi richiesti e quello dei messaggi non sollecitati.
I due filoni godono di una considerazione molto diversa da parte dei destinatari dell'azione di marketing: il primo filone prevede che si inviino messaggi a una mailing list di persone che hanno richiesto di parteciparvi (solitamente si parla di newsletter). Se la newsletter contiene un messaggio di marketing (che ne è contenuto principale o accessorio) ha un altissimo grado di penetrazione.
Invece la mia opinione (sostenuta comunque da dati oggettivi) sull'efficacia dell'email marketing non solleticato è piuttosto negativa: non credo che riesca nel suo intento di raggiungere il cliente, ma, anzi, dare una connotazione dell'azienda piuttosto negativa. L'azienda accusata di spamming si trova di fronte a potenziali grattacapi legali, oltre a trovarsi inclusa nelle liste nere dei programmi antispammer.
Per concludere, vi suggerisco di leggere un simpatico articolo di Larry Bodine sul suo blog PROFESSIONAL MARKETING Blog: http://pm.typepad.com/professional_marketing_bl/2005/01/email_is_dead.html

Alessandro Mirri ha detto...

Anonymous said...
"A parte il fatto che "qual è" si scrive senza apostrofo, se un utente autorizza anche la cessione dei propri dati è perfettamente possibile vendere la lista dei propri iscritti."

>> A parte il fatto che "qual è" si scrive senza apostrofo
Vero. Sorry.

>> se un utente autorizza la cessione dei propri dati è perfettamente possibile vendere la lista dei propri iscritti...
Premesso che parliamo di Liste E-mail i cui iscritti hanno fatto esplicita richiesta di ricevere messaggi commerciali inerenti determinate tipologie di prodotti/servizi, e che l'argomento sarà oggetto di future Briciole...

L'affermazione riportata in corsivo è fonte di un'evidente incomprensione delle parole di Francesco Fabbri.

Quando Francesco Fabbri risponde: "...intendo dire che acquistando una lista a mio avviso non si acquista anche il diritto di poter inviare proprie email
commerciali agli iscritti, in quanto quest'ultimi hanno dato il consenso al titolare della lista, si fidano di lui e accettano di buon grado messaggi inviati solo da lui (anche se magari contenenti offerte di terzi)..."

Non ci si deve soffermare solo sull'aspetto legale (Privacy, tutela dei dati personali).
Quello di cui si parla (o meglio si scrive) è tutt'altra cosa.

Non sempre l'autorizzazione alla cessione dei dati permette di vendere tranquillamente una Lista e-mail.
Oltre al fatto che la Terza Parte che ha acquistato la Lista non può inviare qualsiasi tipo di messaggio commerciale (tutto è sotteso alla scelta inziale del proprietario dell'indirizzo e-mail riguardo la tipologia di messaggi da ricevere), entra in gioco anche il fattore "fiducia" instaurato tra l'iscritto alla Lista ed il proprietario originale.
Alcune Liste e-mail, semplicemente, o è difficile piazzarle, oppure non è possibile venderle perché i contro sono maggiori dei pro.

Quando si parla della difficoltà di vendita di una Lista si fa riferimento anche al fatto che una Lista in vendita è una lista "morta", ossia una lista
non caratterizzata dal ricambio di utenti necessari a mantenerne alto il livello di ricettività degli iscritti e, conseguentemente, la qualità del "pacchetto".

Quando si invia un messaggio commerciale si devono mettere in preventivo eventuali cancellazioni di iscritti: vuoi perché stanchi di ricevere messaggi, vuoi perché non contenti del cambio di gestione (nel caso della vendita della Lista), etc.
Quale tipo di ricambio potrebbe avere una Lista venduta ad una Terza Parte intenzionata semplicemente ad inviare messaggi commerciali agli iscritti e a
non curarne lo "stato di salute"?
Le eccezioni sono davvero poche.

Una Lista in affitto è viva: cancellazioni, nuove iscrizioni, re-iscrizioni sono all'ordine del giorno.

E si ritorna al punto di partenza: non sempre una Lista e-mail può essere venduta.

Anonimo ha detto...

mi suggerisci un paio di siti dove vendere le mie liste di email? non ne trovo in giro...